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ULTIMO
AGGIORNAMENTO
06.05.2008
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letterina di Natale
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DIFFIDATI
la
diffida,
il nostro commento,
la solidarietà ricevuta
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il contatore
della
VERGOGNA
398
giorni
sono
trascorsi
dallo sversamento in mare di olio combustibile ATZ da una condotta di
carico della raffineria API ed ancora non ci dicono la quantità
sversata!


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SPAZIO LIBERO
lettere, commenti,
documenti, dei lettori
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il Pagùro
UN ATTO CONCRETO
DI LIBERTA'
numero 5 - novembre 2007 |
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cittadini in comune |
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Questo è un sito di parte,
nel quale, pur cercando di essere obiettivi, riportiamo il nostro punto
di vista.
Il nostro scopo è far riflettere i cittadini sulla realtà che avvolge
Falconara Marittima evidenziando tutti quegli aspetti che normalmente
rimangono in secondo piano per l'opinione pubblica.
Ci scusiamo con tutti coloro che leggendo i documenti ivi presenti, si
possano sentire chiamati in causa; ognuno di noi, dovrebbe sentirsi
responsabile delle proprie azioni di fronte alla legge italiana, e
soprattutto di fronte alla propria coscienza. |
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Villanova (anni ’50)
Se adè c’avè pazienza
e m’aiuta la memoria
io proprio ce terria d’arcontavve ‘na bela storia,
la storia de’n quartiere de periferia,
in do’ ho passato il tempo de’tuta l’infanzia mia.
Per din giù, verso el
centro, el passaggio a livelo,
sarà stato el destì, ma el confine era quelo,
per de qua e per de là ce stava la ferrovia
e per din sù, come per scherzo, è sorta la raffineria;
Nun’è per dì, ma erimi
un po’ emarginati
e anche per questo nun tropo “rafinati”,
e la gente che c’era, non era quela de adè,
magari un era un po’ strana, ma in fondo era per bé.
M’arcordo de Libero
che faceva el lattarolo,
girava pe’ le case co ‘n tegamì e un ramaiolo,
portava el latte appena munto in tel bidò
e con quelo ce facevi merenda e colaziò.
Po’ c’era el Pollo che
c’aveva un sumarelo,
la breccia trasportava, el lavoro era quelo,
dal mare trainava ’n carrelì nte‘n binarieto,
traverso un sotopasso piccolì, basso e streto.
E c’era Raganì che
andava alla fiera,
tacava el cavalo al careto e tornava la sera,
faceva ‘i afari co’ na’ streta de ma’
e poi coi guadagni s’andava a mbriagà.
‘Na cosa importante
era la butega de Gerà,
c’aveva tanta roba, ma la dovevi comprà,
però se alla fine i soldi nun te bastava,
tiravi fora el libreto e lù li teli segnava.
M’arcordo de un mare
che non era come adè
d’un’acqua cuscì chiara come quela de ‘n bidè,
el catrame non mancava, devo esse sincero,
ma co l’oio de cucina mandavi via tuto el nero.
Chi c’aveva ‘na batana,
de quel mare era el padrò,
e pe’ fa vita mondana la domenica fitami un muscò.
Pe portà ‘na fritura a casa ce bastava un trattolì
e ‘n tel pontile i moscioli li piavi senza sofrì.
El palazo fiorato, la
fabrica de’ Filiponi,
con tante ragazze, con tante emozioni,
facevane le cinte, portafoi e cinturini,
miga come adè che li famo fa’ ai cinesini!!
Vedelle passà te dava
‘ na sensaziò
come de primavera anche se non era la stagiò,
c’era tanta freschezza e tanta gioventù,
ce sarà anche adè, ma non t’accorgi più.
C’era pure una
chieseta, picinina, senza pretese,
c’iandami alla benediziò quando de maggio era el mese,
non tanto per credenza o per pura devoziò,
ma per pura convenienza e mo’ ve digo la ragiò.
Se è vera che de
maggio la natura se risveja,
e vedi cresce i fiori ch’è ‘na meravija,
coievi l’occasiò per far nascere gli amori
anche perché dopocena te potevi vedè fori.
Uscimi tuti insieme,
non c’era la televisiò,
e forse anche per questo c’era tanta confusiò,
cercavi solo el modo pe’ sta solo con quela lì,
e l’unico rimedio era … de giogà a nascondì.
El tiro al piattello,
el tiro al picciò,
alla domenica c’era anche st’occasiò,
miga sempre e non era manco tanto belo,
ma per quei tempi li, non c’era che quelo.
Po’ crescemi e andami
al Circolo dei cacciatori,
un circolo alla bona, non certo pe’ signori,
giogami co’ le bocce a puntì e a quarantotto
per potè consumà ‘na gazzosa o ‘na spuma al chinotto.
E i soldi in dò li
piami per quelle spese lì’?
E anche questa è ‘na cosa che ve volevo dì’.
Trovami i materiali, el rame era el più caro,
e poi l’andami a vende a uno, a lo stracciaro.
Ah me scordavo, c’era
la caserma coi soldati ,
erane tanti, ma anche queli se ne so’ andati,
ormai fanno parte solo dei ricordi mia,
mentre rimane e,sempre più grande, la raffineria.
So tante cose che el
tempo s’è portato via,
forse è meio cuscì, ma io sento nostalgia,
ora la gente è cambiata e c’è la “multietnia”,
ma io certo preferivo quela della gioventù mia.
Me viene anche da dì,
e non certo per dilegio,
che forse stami mejo quando stami pegio,
vedè el celo limpido con le rondini in volo,
bastava solo quelo per fa felice un fiolo.
Fernando Montalbini |
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25 – 8 – 1999
DÉJÀ VU
Se l’Api o la centrale
un aereo o un treno
o altro un dì fatale,
scoppierà
per voi che restate
la solita istantanea
scatterà.
Vajont
Seveso, Ustica
Cermis, Stava di Tésero
e le altre qua e là.
La solita via crucis
rifécero:
Dolore Pianto
Rabbia Disincanto.
Si paventava già…
La solita inchiesta
si aprirà infinita
come granelli
in sabbia tanta.
Come sempre
per noi nessuno pagherà.
La nostra Italia,
storica smemorata,
noi memori
d’Ettore e Mario cari
presto scorderà.
Olocausto a S.S.
l’economia globalizzata
l’ennesima tragedia
annunciata
come le altre sarà
dimenticata.
Falconara,
mon amour,
m’attiri, ma…
le spade di Damocle
troppe
s’incrociano qua.
8 – 9
– 2004 |
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SPERI CHE DOMANI
BRILLI ANCORA IL SOLE?
IO lo spero per te e per me;
Lo spero per Lui, per Lei, per Noi, per Voi;
Lo spero per i giardini e le strade pieni di rifiuti;
Lo spero per i fiumi che sono costretti a raccogliere inquinanti
prodotti dall’uomo;
Lo spero per la terra che è costretta a subire, costantemente,
l’infiltrazione di veleni;
Lo spero per l’aria ammorbata dalle polveri fini, dal biossido di
carbonio, dall’anidride solforosa, dall’ammoniaca, dalla diossina
e chissà da quante altre cose!!;
Lo spero per i cieli resi grigi dai fumi tossici che offuscano il
sole;
Lo spero per gli arcobaleni spariti, per gli aquiloni scomparsi;
Lo spero per gli alberi tagliati, per i boschi bruciati;
Lo spero per il mare reso come una pattumiera;
Lo spero per i pesci che muoiono e le alghe che imputridiscono e
per ogni altro tipo di vita vegetale e animale che in esso si
svolge;
Lo spero per i territori allagati da precipitazioni anomale e
devastati da uragani singolari;
Lo spero per i morti di cancro, di leucemie, di linfomi;
Lo spero…… e spero di non ingannarmi a sperare;
di non ingannare me stesso, i miei figli, i miei nipoti, i miei
pronipoti che, “spero”, possano vivere in un mondo pulito.
E
spero che le donne e gli uomini che contano facciano di tutto,
oltre il possibile, per conservare la vita sulla terra e che i
giorni nascano non minacciati dal nero velo della morte;
Spero che le donne e gli uomini che contano facciano del tutto
oltre il possibile, perché domani brilli ancora il sole.
Max |
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www.comitati-cittadini.org
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ByPass :
ora anche MISTERI ministeriali
ed ENIGMI europei
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Domenica 20 Aprile, alle ore
11, il Comitato Villanova ha segnalato al Servizio Acque dell'ARPAM
la presenza di una striscia schiumosa, biancastra, della lunghezza
di circa 500 metri e della larghezza di pochi metri che si
estendeva dall'altezza del pontile API in direzione Ancona.
La striatura distava dalla
spiaggia circa 300 metri ed era ben visibile ad occhio nudo.
La dott.ssa Mengarelli ci ha
prontamente contattato e ci ha inviato il documento che
pubblichiamo.
Loris Calcina
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Gentile Sig. Loris Calcina,
le invio come da accordi con la Dott.ssa Mengarelli, la lettera
che attesta i risultati delle analisi da noi effettuate la scorsa
settimana proprio su un campione di acqua prelevato in
corrispondenza di una striscia di mare biancastra del tutto simile
a quella segnalata da voi sul tratto litoraneo di fronte all'Api.
Distinti saluti,
Dott.ssa Marina Moroni
ARPAM, Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale delle Marche
Dipartimento Ancona - Servizio Acque
Unità Operativa Mare/Sibilla
via C. Colombo 106, 60100 Ancona 071/28732757 |
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LA COALIZIONE "NO
BYPASS API" RISPONDE PER L'ULTIMA VOLTA ALL'OTTUSITA' DEL MINISTRO DI
PIETRO, DELLA REGIONE E DELLA PROVINCIA E ANNUNCIA:
"CI TUTELEREMO CON LE
NECESSARIE AZIONI LEGALI PER BLOCCARE, NOSTRO MALGRADO, TUTTO IL
PROGETTO DEL NODO FERROVIARIO DI FALCONARA (COLLEGAMENTO FERROVIARIO CON
L'INTERPORTO) ALL'INTERNO DEL QUALE SI ANNIDA IL PROGETTO PARASSITA,
DANNOSO ED EVITABILE DEL COSIDDETTO BYPASS API!!!! "
Pubblichiamo la nota
che
RFI spa ha inviato al Ministro delle Infrastrutture Di Pietro in
seguito alla lettera della Coalizione No Bypass del 27 settembre 2007!
Oltre alle panzane
scritte dall'Amministratore Delegato di RFI - puntualmente contestate
con documentazione nelle risposta della Coalizione - Vi sottolineiamo la
cronologia delle missive rispetto alla Deliberazione del Finanziamento
del CIPE dell'1 Febbraio 2008:
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alla lettera
del Settembre 2007 RFI risponde al Ministro Di Pietro con
nota datata 2 Gennaio 2008, la quale arriva al protocollo
del Ministero delle Infrastrutture in data 6 Febbraio 2008!
Nel frattempo il CIPE finanzia il progetto (1 Febbraio 2008)!
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E bravi!!!!!
tutta la
documentazione sul by-pass nello specifico approfondimento
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ASSOCIAZIONE COMITATO QUARTIERE VILLANOVA – FALCONARA M.
COMUNICATO STAMPA - 22.02.2008
POLVERI SOTTILI: CONDIVIDIAMO L’ALLARME
DELL’ARPAM…
MA C’E’ DA DIRE E FARE DELL’ALTRO:
IN PRIMO LUOGO NEGARE LE NUOVE CENTRALI API!!!
Fa bene
l’ARPAM a sottolineare i 7 superamenti dei limiti di Legge per le
polveri PM10 registrati dalla centralina di rilevamento di Falconara
Scuola (quartiere Villanova) solo nel mese di Gennaio 2008:
il fatto rappresenta una accusa di
impotenza verso gli Enti che dovrebbero fronteggiare la situazione!
Da anni, è allarmante il quadro delle Polveri PM10 analizzato dalla
stazione di rilevamento
di
Villanova definita INDUSTRIALE, cioè
specifica per le emissioni di origine
industriale presenti a Falconara:
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nel
2007 i
superamenti sono stati 60 a fronte del max di 35 limitati dalla
Legge; gli analizzatori non hanno funzionato per 114 giorni (dati
rilevati dal sito
http://ww3.provincia.ancona.it/dati%5Fambiente/Console/);
-
nel
2006 i superamenti sono stati 70
a fronte del max di 35 limitati dalla Legge.
Per le PM2,5,
polveri più sottili e pericolose, si sono registrati i seguenti dati a
fronte dei limiti da non superare indicati dall’Organizzazione Mondiale
della Sanità di 15 µg/mc (microgrammi/metrocubo): nel 2007 i
superamenti sono stati 194 mentre nel
2006 sono stati 205!!!
Da dove provengono
queste polveri sottili?
Le particelle solide sono originate sia per emissione diretta
(particelle primarie) che per reazione nell'atmosfera di composti
chimici, quali ossidi di azoto e zolfo, ammoniaca e composti organici
(particelle secondarie), elementi abbondantemente emessi dal polo
petrolifero API.
Per esempio, ricordate l’abbattitore di ossidi di azoto (DeNOx) della
attuale centrale elettrica API che usa ed emette ammoniaca?
Oggi, a distanza di 8 anni dalla sua attivazione non sappiamo nulla
sulla composizione chimica di quelle PM10 e PM2,5 che ammorbano l’aria
di Falconara; tuttavia con le due nuove centrali elettriche che l’API
vorrebbe realizzare altri due DeNOx ad ammoniaca si andrebbero ad
aggiungere a quello esistente!
E sarebbero tre DeNOx, più tutti gli altri inquinanti: Acetaldeide,
Acroleina, Benzene, Formaldeide, Naftaline, Idrocarburi Policiclici
Aromatici (IPA), Toluene, Xileni, Metano, Biossido di zolfo, Composti
Organici Totali (TOC), Composti Organici Volatili (VOC), ed i metalli
pesanti Zinco, Bario, Vanadio, Nichel, Cromo, Cadmio, Piombo!
E’ bene sottolineare,
come ha fatto il Dott. Luigi Gasparini al
convegno di Medicina
Democratica del 7/12/2007 a Falconara, che le PM2,5 “sono
pericolose perché si introducono fino al livello tracheo-bronchiale
dell’apparato respiratorio, cioè fino agli alveoli, la parte più
nobile dei polmoni che ci permette lo scambio di Ossigeno e CO2 con il
sangue.
Giunte negli alveoli le
micropolveri superano i sistemi di difesa (macrofagi) ed entrano nel
sangue e producono un effetto acuto a livello di aumento delle malattie
cardiovascolari.
Aderenti alle PM2,5 ci sono sostanze cancerogene allo stato gassoso che
si intrappolano negli alveoli non riuscendo più ad uscirne anche perché
le PM2,5 non sono di forma tondeggiante, ma oblunghe e lanceolate”.
La rivista statunitense Epidemiology, a novembre 2006, ha ammesso
ufficialmente quello che da anni i medici stanno osservato “sul campo”
ma il problema allo stato attuale è che da un parte si continuano a
superare pericolosamente le concentrazioni di PM10 senza soluzione di
continuità e, dall’altra, sia la Comunità Europea che lo Stato Italiano
non hanno determinato limiti per le PM2,5 e quelli in “futura
previsione” sono di 25 µg/mc, ben al di là delle valutazioni
precauzionali dell’OMS!
Cosa potrebbe fare la
Regione Marche?
La Regione ha una rete di monitoraggio degli inquinanti che sta
fornendo dati allarmanti: se questi rilevamenti non vengono usati
come strumento di gestione del territorio per programmi di risanamento
ambientale non servono a
nulla!
Non è pensabile di risolvere il problema dell’inquinamento dell’aria
solo con una strategia di controllo analitico: occorre che agli atti
conoscitivi facciano seguito conseguenti atti amministrativi e scelte
programmatiche che mirino ad una efficace difesa della salute della
popolazione esposta ed in senso più generale alla difesa dell’ambiente
inteso come ecosistema!
Vero è
che la Regione non può sopperire al vuoto legislativo ed imporre limiti
per le PM2,5 ma può prendere
atto di questa pesante situazione ambientale e sanitaria e, con una
politica di prevenzione sanitaria ed ispirata al principio di
precauzione, decidere di evitare il sommarsi di altre fonti emissive
come le due nuove centrali elettriche che vuol costruire l’API!
Se
la normativa, ancora una volta, è in ritardo rispetto alla scienza
questa è una delle poche possibilità che ha la Regione Marche per
evitare che i cittadini si ammalino a norma di legge! |
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ASSOCIAZIONE COMITATO QUARTIERE FIUMESINO –
FALCONARA M.
ASSOCIAZIONE COMITATO QUARTIERE VILLANOVA – FALCONARA M.
COMUNICATO STAMPA
CONVEGNO API “AMBIENTE,
RESPONSABILITA’, SVILUPPO” del 5 Febbraio:
I COMITATI NON ACCETTANO L’INVITO!
L’API raffineria ha invitato anche i
Comitati che rappresentiamo al Convegno “Ambiente, Responsabilità,
Sviluppo” ma abbiamo deciso di rimanerne estranei per un semplice
motivo: con la raffineria API che con la sua attività minaccia
pesantemente la salute dei cittadini, il territorio in cui vivono ed
interi comparti produttivi (pesca e turismo) forse si potrà stabilire un
rapporto virtuoso soltanto se quella azienda darà concreti segnali
comportamentali improntati alla responsabilità sociale.
Oggi non c’è nulla di tutto questo poiché i
fatti concreti dell’ultimo decennio ci indicano che API raffineria non
ha una capacità di relazionarsi con il territorio fondata sulla fiducia,
il rispetto per i cittadini, l’ambiente e la credibilità.
-
Il 4 Aprile 2007 l’API dichiarò che
"La fuoriuscita accidentale di prodotto idrocarburico
e' stata immediatamente arrestata e non ha avuto alcun seguito"
mentre si stava contaminando 20 Km di costa con un
prodotto cancerogeno;
-
Ci è stata chiusa la balneazione a Luglio
2007 perché mare e spiagge sono state contaminate da petrolio sversato
da “strutture, sistema di movimentazione e di contenimento dei
prodotti che necessitano di interventi radicali”, come afferma l’ARPAM;
-
Al processo per il rogo del 25/8/1999 il
Pubblico Ministero rivelò che “l’API mantenne comportamenti
forvianti le indagini per almeno 15 giorni dall’evento (…) soprattutto
per intralciare ed inquinare in ogni modo l’attività di indagine
dell’autorità giudiziaria”;
-
Nonostante non lo preveda il Piano
Energetico Ambientale Regionale che i cittadini marchigiani si sono
dati, API raffineria progetta e insiste nella realizzazione di nuove
centrali elettriche a Falconara;
-
E che dire della linea ferroviaria che
verrà arretrata soltanto a beneficio della raffineria API? E il resto
del territorio, della costa che potrebbe dare nuova ricchezza alle
Marche e a Falconara non contano nulla?
Dunque c’è
correttezza e trasparenza nei comportamenti di API raffineria verso la
comunità e le pubbliche autorità?
Sarà faticosissimo per l’API cancellare i comportamenti degli ultimi
dieci anni e, comunque, è compito suo.
Non riteniamo necessario legittimare i convegni di API raffineria che in
continuazione chiede ai cittadini di fare di necessità virtù,
ovvero ci lascia come unica alternativa l’adattamento alle circostanze
predeterminate dal Lei stessa!
Il contrario di qualsiasi rapporto virtuoso!
Loris Calcina - Presidente Comitato
Villanova
Franco Budini- Presidente Comitato Fiumesino

immagine della pacifica
contestazione dagli attivisti del
Csa
Kontatto e delle
Comunità
Resistenti delle Marche
maggiori informazioni
QUI
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Non è casuale che nella trattativa per gli
ultimi atti del governo Prodi la Regione Marche sia riuscita ad
aggiudicarsi 204 Milioni/€ del cosiddetto tesoretto II per il
nodo ferroviario di Falconara ed il by pass API mentre non è riuscita a
far ottenere a Falconara quanto sancito per legge: le accise API, cioè
la compartecipazione delle città che sul loro territorio ospitano
raffinerie di petrolio ai tributi versati dalle aziende petrolifere.
Due facce della stessa medaglia: la politica feudale con cui la Regione
Marche tratta il territorio del Comune di Falconara e i suoi abitanti.
Sulla questione accise sono palesi le vergognose responsabilità
politiche della Giunta Spacca e di tutti gli Onorevoli marchigiani di
Camera e Senato: l’ennesima mancata soluzione impedirà a Falconara di
respirare finanziariamente e di progettare un diverso modello di
sviluppo.
Sulla questione del nodo ferroviario non ci
stancheremo mai di contrastare la peggiore soluzione ideata dalla Giunta
D’Ambrosio e dall’Assessore Amagliani, sostenuta dall’ex Viceministro
Mario Baldassarri, dal Governatore Spacca e dagli ex Sindaci Carletti e
Recanatini, ed ora dal Ministro Di Pietro.
A tale proposito
Vi invitiamo a rileggere la nota che inviammo al Ministro Di Pietro a
luglio 2006
Infine c’è da dire che la Regione Marche sta
perdendo una occasione irripetibile per porre concretamente in agenda
l’arretramento della linea ferroviaria dalla costa - progetto Giancarli
che abbiamo pubblicato sul sito web – con conseguente liberazione di
aree economicamente pregiate e la realizzazione di una vera
metropolitana di superficie.
Falconara, checchè ne dica l’ex Assessore Piccinini, complessivamente,
ci rimette da questo progettucolo finanziato da Di Pietro poiché la
ferrovia la taglierà ugualmente al parco del Cormorano, alla Rocca, a
Fiumesino e al Centro Nord.
Infatti c’è da sapere che gli scali merci a Villanova sono due e lo
spostamento all’Interporto di quello lato monte (Castellaraccia) verrà
vanificato dall’innesto della linea ferroviaria che sarà tolta dal lato
mare. Ma lo scalo merci lato mare non è affatto sicuro che se ne andrà
perché nel frattempo RFI lo ha trasformato in deposito di macchinari per
i lavori di manutenzione e ristrutturazione dell’infrastruttura
ferroviaria e la Regione Marche ha chiesto ad RFI di prendere in
considerazione anche un raccordo ferroviario con l’API per la
movimentazione del gas su ferrocisterne!
Ma non è detta l’ultima parola!
Loris Calcina - Presidente Comitato
Villanova |
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07.12.2007 - CONVEGNO
Nuove centrali elettriche API ?
tutto quello che
dovrebbero dirci sull'impatto ambientale
e rischi sanitari ma che
nessuno ci ha detto!
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chi
volesse il dvd (Conferenza Medicina Democratica + Incontro con
Gherardo Colombo) può rivolgersi al telefono dei comitati 333.9492882
oppure inviare una mail con il proprio indirizzo e numero di telefono
a
comitato25agosto@gmail.com
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FALCONARESI,
STANCHI DI SUBIRE ED ESSERE SERVI
SOTTOSCRIVI LA PETIZIONE
POPOLARE RIVOLTA
A PRESIDENTE E GIUNTA DELLE MARCHE
Affinché la
Regione Marche riconosca economicamente a Falconara il peso della
presenza della raffineria Api e del ruolo di nodo logistico
(aeroporto, ferrovia, depuratore, viabilità stradale) che svolge.
I cittadini di Falconara stanno pagando con la loro salute, con la
svalutazione dei loro beni immobili, con la compromissione del loro
ambiente di vita, la disponibilità per tutta la Regione di carburanti,
di elettricità, di infrastrutture.
Affinché la
Regione Marche versi al Comune di Falconara parte delle tasse che
incassa dalla raffineria API (5.600.000 €/anno) e una quota dei 25
milioni di Euro derivanti dalle accise sulla vendita dei prodotti
petroliferi. Sono soldi che entrano nelle casse regionali grazie all’esistenza
ed alla sofferenza di Falconara, che però non è
adeguatamente ricompensata dal bilancio regionale.
Dunque i cittadini chiedono alla Regione Marche di assicurare almeno 5
milioni all’anno di entrate correnti nelle casse comunali di Falconara
M.ma, a partire dall’anno in corso.
Soltanto in questo modo è
possibile salvare spazi e beni pubblici, difendere Falconara
dall’ulteriore degrado urbano, ambientale e del tessuto sociale.
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il testo della
petizione da scaricare, stampare fronte e retro, firmare |
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Presidente e Giunta della Regione
Marche
Presidente e Giunta della Provincia di Ancona
Commissario Prefettizio per il Comune di Falconara M.
Deputati di Camera e Senato della Repubblica eletti nelle Marche
e p.c. Agli Organi
di Informazione
COMUNICATO
I Cittadini, le Associazioni ed i
Comitati di Falconara M.ma (AN) che hanno partecipato alle assemblee del
Parlamento dei Cittadini delle settimane scorse ed alla manifestazione
cittadina di oggi 27 Ottobre 2007
Ritengono che
la crisi finanziaria in cui è
precipitato il Comune di Falconara non deve aggredire anche la qualità
della vita dei cittadini e non deve lacerare un tessuto sociale già di
per se complesso.
E' pertanto necessario definire una
politica, e relativi provvedimenti, che:
-
salvaguardi i BENI COMUNI (Scuole –
Centri di aggregazione giovanili e per anziani – spazi pubblici e
parchi);
-
programmi la riqualificazione del
territorio e la valorizzazione delle sue residue qualità storiche,
culturali e ambientali.
Questi obbiettivi di civiltà sono
perseguibili soltanto se questa crisi finanziaria del Comune di
Falconara non diventi sinonimo di abdicazione nel governo del
territorio: i cittadini vogliono vedere tutelato il territorio e le sue
potenzialità come bene comune, potenzialità che se ben pianificate
portano ricchezza all'intera comunità!
Al contrario, la paventata vendita delle Scuole Peter Pan e del
Centro Sociale Qui e la conseguente edificazione residenziale al loro
posto oltre che costituire un ulteriore depauperamento di servizi
sociali ed un abbattimento di valori per il centro di Falconara
rappresenterebbe il segnale del non governo del territorio e
della subordinazione della qualità della vita dei cittadini al bilancio
dei numeri o agli appetiti dei soggetti imprenditoriali forti come già
avvenuto con la mancata acquisizione della ex Officina Squadra Rialzo
ferroviaria che rivendichiamo debba essere recuperata a patrimonio
pubblico.
Soltanto governando il territorio
con la bussola della democrazia partecipata è possibile impedire il
definitivo declino di Falconara!
Rilanciare la riqualificazione del territorio, tutelare e valorizzare i
beni comuni è possibile soltanto se alla città di Falconara verrà
riconosciuto anche economicamente il sacrificio che svolge per l'intera
Regione Marche in termini energetici ed infrastrutturali e soltanto se
il suo attuale ruolo di servizio non verrà ulteriormente
appesantito.
Pertanto i Cittadini, le Associazioni
ed i Comitati di Falconara M.ma (AN) che hanno partecipato alle
assemblee cittadine delle settimane scorse ed alla manifestazione
cittadina di oggi 27 Ottobre 2007
Chiedono con determinazione a quanti in
indirizzo
(a ciascuno in relazione alle proprie competenze)
-
l'assegnazione al Comune di
Falconara della tassa I.R.A.P. attualmente versata da API raffineria
di Ancona S.p.A alla Regione Marche;
-
attuazione anche per il Comune
di Falconara M.ma dell'art. 113 della finanziaria 2001 che prevede la
compartecipazione dei Comuni sedi di impianti di raffinazione ai
tributi erariali con finalità ambientali;
-
assegnazione al Comune di
Falconara M.ma degli arretrati spettanti relativi al punto 2);
-
aumento della quota assegnata al
Comune di Falconara M.ma dalla Regione Marche dei fondi del Ministero
dell'Ambiente previsti per le Aree ad Alto Rischio di Crisi
Ambientale;
-
determinazione di una accisa
regionale sui prodotti petroliferi, da destinare al risanamento
ambientale ed infrastrutturale di Falconara.
I Cittadini, le Associazioni e i
Comitati riuniti nel
PARLAMENTO DEI CITTADINI DI FALCONARA M .
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COMITATO
CITTADINO A DIFESA
DELLA SCUOLA MATERNA “PETER PAN” E DEL CENTRO SOCIALE “QUI”
MANIFESTAZIONE
PUBBLICA
Sabato
27 Ottobre 2007 - ore 09.00
Il corteo si radunerà in P.zza Mazzini e poi si
muoverà in direzione di P.zza Gramsci dove avrà luogo una manifestazione
per ribadire con forza tutta la nostra contrarietà all’alienazione degli
edifici che ospitano la scuola Peter Pan e il centro per anziani "Qui".
Difendiamo gli spazi sociali della nostra città
Partecipiamo numerosi alla manifestazione
volantino
manifestazione
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25.10.2007 - per Francesco Mandelli,
dai cittadini di Falconara Marittima
A nome dei cittadini di Falconara Marittima,
che subiscono quotidianamente i danni alla salute ed all'ambiente provocati
dalla raffineria API, comunico la sorpresa con cui abbiamo accolto la notizia
che il Sig. Francesco Mandelli animerà l'iniziativa di propaganda promossa
dall'API presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Ancona. Segno
inequivocabile della sua particolare sensibilità ai problemi ambientali e
sociali della popolazione. |
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By-pass ferroviario
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Lettera aperta al Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro
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venerdì 21 settembre 2007
consiglio comunale di Falconara Marittima
l'adesione
alla Quadrilatero
è stata approvata
(in base alle dichiarazioni di
voto)
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hanno votato |
SI |
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hanno votato |
NO |
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Riccardo
Recanatini |
Sindaco |
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Claudio
Paolinelli |
Sinistra Democratica |
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Angelo
Di Mattia |
Partito Democratico |
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Paola
Stacchietti |
Sinistra Democratica |
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Rosa
Pieroni |
Partito Democratico |
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Fabio
Talevi |
Verdi |
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Lucia
Luccarini |
Partito Democratico |
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Gilberto
Baldassarri |
Falconara nel cuore |
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Giovanni
Graziosi |
Partito Democratico |
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Goffredo
Brandoni |
Forza
Italia |
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Rossi
Andrea |
Partito Democratico |
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Alessia
Cerioni |
Forza
Italia |
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Marco
Salustri |
Partito Democratico |
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Mario
Richter |
Comunisti Italiani |
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Renato
Montironi |
Rifondazione Comunista |
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Carla
Cinti |
Rifondazione Comunista |
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Emanuele
Giorgini |
Lista
Carletti |
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Giancarlo
Carletti |
Lista
Carletti |
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Carlo
Ciccioli |
Alleanza Nazionale |
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Elena
Tanzarella |
Alleanza Nazionale |
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Lucio
Virgulti |
gruppo misto |
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30.09.2007 - QUADRILATERO:
COMUNICATO DELLA RETE “NO-PAV”
E’ inaccettabile che esponenti di
quelle stesse forze politiche che hanno gestito l’amministrazione
della città negli anni di incubazione dell’attuale disastrosa
situazione di bilancio, tentino di delegittimare, falsando la
realtà, l’opposizione espressa da centinaia di cittadini contro
l’adesione alla Quadrilatero, un’adesione che pregiudica gravemente
il futuro di Falconara.
La vera irresponsabilità è tutta
dalla parte di coloro che, violando la più elementare dialettica
democratica e la volontà espressa dalla loro stessa base elettorale,
prima di andarsene hanno voluto, con i voti del centro-destra,
gettare la città nella più pericolosa “avventura” finanziaria
degli ultimi decenni.
Per quanto ci riguarda abbiamo
già predisposto l’atto di denuncia che nei prossimi giorni
depositeremo presso la Procura Regionale della Corte dei Conti. Si
tratta di un esposto con il quale investiremo l’autorità giudiziaria
della verifica degli illeciti che a nostro avviso si profilano sul
piano del danno erariale, delle responsabilità di bilancio e della
violazione della normativa in materia di pubblica amministrazione,
negli atti assunti, o che verranno assunti, dalla Regione Marche,
dal Consiglio Comunale di Falconara e dalla Giunta Municipale.
Chiederemo nell’immediato un
incontro con il Commissario prefettizio in carica a cui illustreremo
i motivi dell’esposto affinché possa valutare le proprie scelte alla
luce di tutti gli elementi in gioco.
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il comitato 25Agosto ed il
comitato Villanova aderiscono al comunicato della rete NO-PAV |
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Lettera aperta
di
IVAN CICCONI
Esperto
di contratti pubblici
già capo della segreteria del Ministro dei Lavori Pubblici
nella XIII legislatura
BOLOGNA 20/09/2007
AL SINDACO DEL
COMUNE DI FALCONARA MARITTIMA
P.C. AI COMITATI DELLA RETE NO PAV
P.C. A TUTTI I CONSIGLIERI
P.C. ALLA PROCURA DELLA CORTE DEI CONTI
EGREGIO SIG. SINDACO,
COME LE E’ NOTO, IERI, MERCOLEDI’ 19
SETTEMBRE C.A., SI E’ SVOLTA, NELLE SALE DEL CENTRO PERGOLI DEL
COMUNE DI FALCONARA MARITTIMA, UNA ASSEMBLEA PUBBLICA PROMOSSA DALLA
RETE NO PAV.
GLI ORGANIZZATORI HANNO CHIESTO AL
SOTTOSCRITTO DI PARTECIPARE E DI INTRODURRE L’ASSEMBLEA CON UN
“INTERVENTO TECNICO”, DI UN “ESPERTO INDIPENDENTE” QUALE MI RITENGO
E VENGO CONSIDERATO, SULLA ARCHITETTURA CONTRATTUALE E FINANZIARIA
DELLA COSIDDETTA “GRANDE OPERA DEL QUADRILATERO UMBRIA-MARCHE”.
DURANTE L’ASSEMBLEA HO ILLUSTRATO AI
NUMEROSI CITTADINI PRESENTI LE MIE CRITICHE AL PROGETTO E LE RAGIONI
DI FATTO CHE MI FANNO VALUTARE UN IMPATTO, ECONOMICO, SOCIALE ED
AMBIENTALE, SEMPLICEMENTE “DEVASTANTE”.
MI RENDO PERFETTAMENTE CONTO DELLA
SOMMARIETA’ DELLA MIA CRITICA CHE, NELLA ECONOMIA DI QUESTA LETTERA,
NON PUO’ CHE RIMANERE TALE (RINVIO PER QUESTO AI MIEI SCRITTI ED
ALLA RIPRESA VIDEO-AUDIO DELLA MIA CONFERENZA).
D’ALTRO CANTO, PROPRIO IL SUO EX
ASSESSORE ALL’AMBIENTE, CIRCA UN ANNO FA, MI CONSULTO’ PER
APPROFONDIRE IL TEMA. RIBADISCO OGGI A LEI E A TUTTO IL CONSIGLIO LA
MIA TOTALE DISPONIBILITA’ (NEI TEMPI E MODI CHE LEI VORRA’) AD
APPROFONDIRE NEL MERITO I LIMITI TECNICI, GIURIDICI ED ETICI DELLA
ARCHITETTURA SOCIETARIA, CONTRATTUALE E FINANZIARIA CONNESSA CON IL
PROGETTO QUADRILATERO.
IN QUESTI ANNI, INFATTI, HO POTUTO
MISURARE, NON SOLO LA TOTALE MANCANZA DI INFORMAZIONE AI CITTADINI
DEI TERRITORI INTERESSATI, MA ANCHE LA “TOTALE INCONSAPEVOLEZZA”,
PER NON PARLARE DI “IRRESPONSABILE IGNORANZA”, DEGLI AMMINISTRATORI
DI QUESTI TERRITORI NELLA APPROVAZIONE DI ATTI CHE NE CONSENTONO LA
PRATICA ATTUAZIONE.
IL COMUNE DI FALCONARA MARITTIMA E’
INVECE FRA I POCHI NEI QUALI ALCUNI AMMINISTRATORI SI SONO POSTI
DOMANDE RESPONSABILI SUL SIGNIFICATO E LE CONSEGUENZE DEGLI ATTI
PROPOSTI DALLA “QUADRILATERO MARCHE-UMBRIA SPA”. DOMANDE CHE HANNO
PRODOTTO UNA CRISI NELLA SUA MAGGIORANZA.
NEL CONSIGLIO COMUNALE CHE SI TERRA’
DOMANI, VENERDI’ 21 SETTEMBRE, IL TEMA E’ ALL’ORDINE DEL GIORNO, CON
UNA PROPOSTA SULLA QUALE , NELLA ASSEMBLEA CON I CITTADINI, NON HO
POTUTO NON MANIFESTARE DUBBI ANCHE SOTTO IL PROFILO DELLA
LEGITTIMITA’ CONTABILE DELLA SOLUZIONE IPOTIZZATA PER RIPIANARE,
PROVVISORIAMENTE, IL BILANCIO DEL COMUNE.
NON MI RIFERISCO SOLO ALLA SOSTANZIALE
FORZATURA DELLA LEGGE REGIONALE PER IL PRESTITO AL COMUNE DI
FALCONARA ED AL SUO STRETTO COLLEGAMENTO, DA ALCUNI DEFINITO
“RICATTO”, CON L’ADESIONE AL PAV DELLA “QUADRILATERO SPA”, BENSI’
ALLA RESPONSABILITA’ CHE LEI ED I CONSIGLIERI CHE VOTERANNO TALE
DELIBERA, SI ASSUMERANNO DI FRONTE ALLA GIURISDIZIONE DELLA
CONTABILITA’ PUBBLICA.
E’ INFATTI DI TUTTA EVIDENZA, CHE LA
RESTITUZIONE DEL PRESTITO, DA PARTE DEL COMUNE, SI FONDERA’ SU DI UN
“RICAVO FUTURO” DEL QUALE NON VI E’ ALCUNA CERTEZZA, SIA NEI TEMPI
CHE NELLA EFFETTIVA SUA REALIZZAZIONE. NEL QUAL CASO, LEI ED I SUOI
COLLEGHI, NE DOBREBBERO RISPONDERE DI FRONTE AI GIUDICI DELLA CORTE
DEI CONTI.
OVVIAMENTE, QUESTA, E’ SOLO UNA
PERSONALE VALUTAZIONE, TALCHE’ HO CONSIGLIATO AI CITTADINI PRESENTI
ALL’ASSEMBLEA DI CHIEDERE, NEL CASO DELLA APPROVAZIONE DELLA
DELIBERA ANNUNCIATA. |
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dal
BLOG di Claudio Paolinelli
il suo intervento in consiglio comunale
Sig Presidente, sig.
Sindaco
Oggi è
un giorno buio per Falconara e soprattutto lo è per l’istituzione
del Consiglio comunale.
Le
ultime settimane sono state molto impegnative per noi, intendo
dire per la compagna Paola e per me.
Abbiamo avuto l’impudenza di metterci di traverso ai poteri forti,
abbiamo cercato in tutti i modi di far valere le nostre opinioni e
i nostri convincimenti. Noi non ci vergogniamo di dire che
l’adesione alla Quadrilatero è stata estorta al comune di
Falconara. La Regione Marche come un Robin Hood al contrario è
venuta al capezzale di Falconara non per aiutarci, ma per
scipparci dell’unico bene rimasto, che non è come qualcuno
potrebbe pensare, l’ICI o il territorio. No. La Regione Marche è
venuta a portarci via la libertà, l’autonomia di scegliere,
approfittando della nostra debolezza, come in natura fanno le jene
davanti ad un animale ferito. Noi siamo convinti che questo è il
peggiore affronto che una città possa ricevere.
Il
presidente Spacca dovrebbe avere a mente questa frase: “
l’adesione alla Quadrilatero... (può essere presa) a condizione di
salvaguardare le prerogative dei Comuni, Province, e Regione in
materia di programmazione territoriale e di garanzia da parte
dello Stato circa il finanziamento completo delle opere”. Dovrebbe
riconoscere queste parole, perchè sono tratte dal suo intervento
del 2 maggio 2005 durante l’illustrazione del programma regionale.
La
nostra coerenza, in un mondo di opportunisti, deve suonare come
una nota stonata, all’orecchio di chi da troppo tempo è abituato a
ragionare in termini di convenienza, invischiati così come sono in
un modo di fare politica vecchio, stantio, quel modo di fare
politica che sta provocando il rigetto e la conseguente protesta
dei comuni cittadini, i quali hanno capito che la politica è
sempre più distante da loro.
Per un
attimo abbiamo creato lo sconcerto, ad alcuni sembrava incredibile
che due persone non si fossero adeguate al sistema. È quindi
iniziata l’opera di convincimento; dapprima con proposte ed
offerte, poi dopo aver appurato che non ci interessano poltrone, è
partita una violenta campagna di discredito, prima politica poi
sempre più di tipo personale, affiancata da pressioni di ogni
tipo. Sono scese in campo molte persone più o meno interessate. Ma
i tentativi sono sempre andati a vuoto. Allora si è iniziato a
provocare fratture con chi ci era vicino. Come un tarlo, con un
metodo che pensiamo sia frutto di anni di esperienza, si è cercato
di inculcare il sospetto che la nostra azione nascondesse chissà
quali progetti. Il tarlo ha prodotto i suoi effetti, visto che non
tutti sono riusciti a resistere. A proposito voglio approfittare
di questo spazio per ringraziare l’ex assessore Impiglia per
esserci stato affianco in questi momenti particolarmente duri, e
vorrei dirgli che capisco la sua decisione di presentare le
dimissioni, la situazione era effettivamente insopportabile e
capisco che non è facile resistere. Ecco in poche parole che cosa
abbiamo subito e sopportato in questi giorni. Lo vogliamo dire,
forte, a quelli che hanno dichiarato che Paolinelli e Stacchietti
sono in cerca di visibilità.
La
verità è che molto più semplicemente abbiamo voluto tentare di far
valere le nostre idee. Idee che un tempo erano condivise da tutte
le forze del centro-sinistra e che adesso improvvisamente non più,
e senza che ci sia un buon motivo, visto che nulla è realmente
cambiato nel meccanismo della Quadrilatero. Se non il fatto che
prima c’era il Governo Berlusconi ed ora c’è Prodi. Ma qui credo
che rientri in gioco l’opportunismo di cui ho detto prima.
La
Regione abbiamo detto ha approfittato del nostro stato di
subordinazione, ma noi crediamo che questa amministrazione ci
abbia messo del suo per arrivare a questo punto di non ritorno.
Chi ha buona memoria ricorderà che questa amministrazione non ha
mai messo in condizione il consiglio di approfondire i vari punti
in discussione. All’inizio poteva sembrare una necessità, ma con
il tempo si è avuta la certezza che invece era diventata una
regola. La poca dimestichezza con le pratiche partecipative si
sono palesate qualche giorno fa all’assemblea pubblica, con un
approccio molto poco cordiale verso i comitati cittadini. Se
parliamo della questione Quadrilatero, il sindaco ha volutamente
evitato di ascoltare le nostre parole. Anzi pur conoscendo la
nostra contrarietà, ha accelerato nei tempi, ne ha fatto un
problema di vita o di morte, non ha voluto cercare alternative, o
non ne è stato capace, a voi la scelta.
Adesso
ci dicono che il nostro voto contrario provocherà il
commissariamento, e forse il dissesto. Noi non ci stiamo. Il
dissesto se ci sarà, è necessario non dimenticarlo, è stato
causato da una irresponsabile giunta comunale e da un consiglio
comunale che si è tappato gli occhi e le orecchie, oppure, che non
ha capito niente di quel che stava facendo, anche in questo caso a
voi la scelta.
Autorevoli esponenti politici ci hanno invitato a dimetterci,
visto che non siamo in linea con la maggioranza. Gli stessi
politici dovrebbero guardare a casa loro, qui ci sono persone che
hanno governato prima questa città con i risultati che tutti
conosciamo, le stesse persone che senza vergogna sono ancora negli
stessi posti.
Noi
riteniamo che questa amministrazione abbia fatto un errore
fondamentale, che è quello di non aver dichiarato da subito
l’impossibilità di rimettere in sesto il bilancio comunale.
Abbiamo creduto di poter realizzare un miracolo, che naturalmente
non c’è stato. Dopo questo errore originario, ne sono seguiti
altri che ne sono la diretta conseguenza, errori fatti allo scopo
di limitare quello iniziale.
E
allora eccoci qua a votare l’adesione alla quadrilatero, a
sottoscrivere un piano urbanistico che stravolgerà nel vero senso
della parola, il territorio e soprattutto la vita dei cittadini di
Falconara. E siccome i conti non torneranno per parecchi anni,
saremo costretti ad accettare “aiuti” dagli speculatori edilizi,
dall’industria del petrolio, e chissà quante altre sottomissioni.
E questo unicamente perchè abbiamo dei debiti da ripianare. È
possibile che nessuno abbia niente da dire? È morale secondo voi
lasciare ai nostri figli una montagna di debiti e allo stesso
tempo massacrare la città?
In
questi giorni sui giornali si è data una immagine di Sinistra
Democratica come colei che vuole spaccare tutto. In realtà SD è
stata l’unica forza politica a presentare proposte, ad avanzare
richieste in parlamento, a stimolare tavoli istituzionali. Il
nostro è un piccolo movimento politico, se anche gli altri partiti
avessero contribuito fattivamente alla ricerca di alternative,
forse qualche problema lo avremmo risolto. E invece niente, tutti
a dire che non ci sono alternative alla Quadrilatero. Forse è vero
non ci sono alternative, ma perché qualcuno ha deciso così.
Torniamo al problema dei poteri forti. La quadrilatero si deve
votare e basta.
La
città di Falconara per sperare di tornare alla normalità, non ha
bisogno di speculazioni edilizie, di accordi capestro, ha bisogno
di gente capace, che sappia prendere decisioni senza pregiudicare
le generazioni future.
In
questi ultimi giorni, ho sperato che il confronto ritornasse in un
ambito più leale, se non altro per cercare di non peggiorare
ancora i rapporti. Ma è stata una pia illusione. Si è continuato
ad utilizzare metodi che non sono condivisibili, spesso sostenuti
da affermazioni non veritiere. Ultimo caso nella riunione di
maggioranza di mercoledì scorso, quando il documento programmatico
del sindaco è stato presentato da lui stesso, come un documento di
Giunta, asserendo che siccome la Giunta ha funzione politica di
conseguenza le forze politiche lo hanno in pratica già condiviso.
La realtà è un’altra, ci è stato consegnato quel documento proprio
con la sottolineatura che era un documento del sindaco, aperto
alle osservazioni e contributi delle forze di maggioranza. Quindi
non un atto ufficiale di Giunta. Mi sembra una bella differenza.
Vorrei vedere la deliberazione di Giunta su quell’atto, e
soprattutto vorrei sentire il parere degli altri partiti della
maggioranza.
Io
penso che se una maggioranza, vuole ben governare, deve cambiare
registro, non può reggersi su atteggiamenti di questo tipo.
Nelle
nuove linee programmatiche si continua a dire che nessuno si
aspettava un situazione finanziaria di quella gravità. Non sono
molto d’accordo. Quando all’assemblea con i cittad | | |