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Breve cronistoria dell’allarme Ozono 2000
In seguito alle
segnalazioni dell’ARPA Marche relative ai superamenti del valore di
attenzione e dello standard di qualità dell’aria delle concentrazioni di
Ozono iniziati il
27 Luglio 2000,
il Sindaco del Comune di Falconara emanò due Ordinanze per la
limitazione del traffico veicolare al fine di ridurre le concentrazioni
di Ossidi di Azoto, precursori dell’Ozono.
Visto il perdurare
dei superamenti dell’inquinante Ozono e constatando l’inefficacia degli
interventi di riduzione del traffico veicolare, il Sindaco di Falconara
con Ordinanza n.150 del 3 Agosto 2000, ordinò alla raffineria API
di
«mettere immediatamente in atto tutti quegli interventi
tecnologici possibili per una drastica riduzione delle emissioni di
Ossidi di Azoto senza escludere la riduzione della stessa produzione,
l’attuazione di fermate di impianto».
Il 16 Agosto 2000
il Sindaco di Falconara si vide costretto ad inviare un atto di
diffida con cui intimò all’API raffineria di dare immediato
adempimento all’ordinanza fino a quel momento non rispettata e con la
popolazione nella morsa dell’inquinamento.
Il 19 Agosto 2000
l’ARPA Marche evidenziò la
«mancata ottemperanza
dell’Ordinanza del 3 Agosto per quanto riguarda la drastica riduzione
delle emissioni di Ossidi di azoto»
ed il Sindaco di Falconara
chiese con urgenza al Prefetto di Ancona
«la riduzione delle
tonnellate di greggio lavorate dalla raffineria API e/o la fermata del
nuovo impianto IGCC (centrale elettrica che utilizza un residuo
catramoso di raffinazione denominato TAR)».
Il 21 Agosto 2000
il Prefetto di Ancona emanò una Ordinanza con al quale si ordinava
«la
sospensione dell’attività dell’impianto di cogenerazione IGCC della
raffineria API fino al ristabilimento delle condizioni meteorologiche
sfavorevoli dell’inquinamento
fotochimico».
Lo stesso 21 Agosto
l’API fece pervenire al Prefetto di Ancona una proposta alternativa
alla sospensione dell’attività dell’impianto, al fine di ridurre
l’inquinamento da Ozono.
Il Direttore della
raffineria, Ing. Bellucci, dichiarò al TG 3
«Abbiamo messo a punto
una soluzione tecnica che è leggermente diversa da quella prospettata
nell’ordinanza».
Il 23 Agosto 2000
il Prefetto di Ancona nominò una apposita Commissione tecnica costituita
dai tecnici dell’ARPA Marche, dell’Ufficio Ambiente del Comune di
Falconara, dai Vigili del Fuoco
«per valutare se, a seguito
dell’attuazione della proposta API vi possa essere la drastica riduzione
delle emissioni di cui all’Ordinanza del Sindaco del 3 Agosto: in caso
positivo, costituendo detta Ordinanza Sindacale il presupposto del
successivo provvedimento prefettizio, verrebbe meno la ragione d’essere
di quest’ultimo».
Così la Commissione
tecnica, quello stesso pomeriggio, valutò positivamente le proposte
operative della raffineria API al fine della riduzione delle emissioni
di Ossidi di Azoto e dunque considerò rispettata la ormai famosa
Ordinanza Sindacale del 3 Agosto.
Ciò portò a
considerare cessato di efficacia il provvedimento del Prefetto.
Dopo alcuni giorni
di controllo sulla reale riduzione delle emissioni degli Ossidi di Azoto
da parte degli impianti di raffineria e della centrale IGCC, il 31
Agosto 2000 l’Ordinanza del Sindaco di Falconara fu revocata.
Quale fu la «soluzione tecnica
leggermente diversa» messa a punto dai Dirigenti della
raffineria API il 21/8/2000 e su che premesse si basò?
La premessa alla
soluzione tecnica dell’API fu che
«la sospensione dell’attività
dell’impianto di cogenerazione IGCC della raffineria API fino al
ristabilimento delle condizioni meteorologiche sfavorevoli
dell’inquinamento fotochimico»
ordinata dal Prefetto di Ancona
avrebbe richiesto
«almeno 100 ore (...) la
fermata in sicurezza dell’impianto IGCC può essere operato in non meno
di 36 ore (...) poiché l’impianto IGCC è parte
integrante del ciclo di raffineria, in quanto la sua messa in esercizio
ha già comportato la fermata della vecchia centrale termoelettrica,
prima di iniziare le operazioni di fermata dell’IGCC occorre che la
raffineria, per primari motivi di sicurezza riattivi completamente tutto
il vecchio ciclo di produzione vapore ed energia elettrica, tale
operazione può essere realizzata in un arco di tempo non inferiore a 64
ore».
Non risulta che tale
premessa fu contestata in qualche sua parte dai componenti della
Commissione tecnica (Vigili del Fuoco, ARPA Marche, Ufficio Ambiente del
Comune di Falconara) nominata dal Prefetto di Ancona.
Così i dirigenti
della raffineria API avanzarono la proposta di
«poter ridurre
temporaneamente - vista la brusca riduzione dei consumi petroliferi
avvenuta a partire da lunedì 21/8 u.s. a fronte del rientro turistico -
il livello delle lavorazioni di raffineria rinunciando per i prossimi
giorni anche alla quota di ristoccaggio dei prodotti finiti, nerl
rispetto comunque dei livelli di scorte di obbligo impostici dalla legge.
Ridurre la
lavorazione dell’impianto IGCC iniziando da questa settimana una nuova
fase di prove
(...) ».
Dunque quello che
la raffineria API doveva e poteva fare fin dal 3 Agosto 2000 a tutela
della salute pubblica, come ordinato dal Sindaco, fu posticipato
unilateralmente a 20 giorni dopo per l’alta richiesta del mercato di
benzina con tutto ciò che comportava a livello di profitto !
L’Ing. Guido Chiucini, Ispettore
regionale dei Vigili del Fuoco.
Il 18 Ottobre
2000, nel corso della riunione presso la Regione Marche del Comitato
Istituzionale per l’Area ad alto rischio di crisi ambientale, ad una
specifica domanda del rappresentante del WWF Marche, viene verbalizzato
quanto segue:
Chiucini:
«Illustra
le modalità operative per la fermata dell’impianto IGCC così come sono a
conoscenza dell’Ispettorato Regionale VV.FF. Sulla base dei dati tecnici
disponibili è da ritenersi che la fermata in condizioni di emergenza,
(che può comportare danni all’impianto ed inconvenienti di natura
ambientale), può essere effettuata in pochi minuti (max 5) garantendo la
sicurezza degli altri impianti di raffineria. La fermata
ordinaria, nelle condizioni di esercizio dell’Agosto 2000, (garantendo
la normale attività delle altre attività di raffineria, l’integrità
dell’impianto e l’assenza di ogni inconveniente di carattere ambientale)
è opinione, possa essere conclusa in un lasso di tempo indicativamente
stimato tra le 12 e le 15 ore».
Non risulta che
questa valutazione sia stata sollevata in sede di Commissione tecnica (a
cui partecipavano anche i Vigili del Fuoco) nominata dal Prefetto di
Ancona in data 21 Agosto 2000, quando i Dirigenti della raffineria API
proposero la loro soluzione ! |