|
PIANO REGOLATORE DI
FALCONARA:
I COMITATI DIFFIDANO COMUNE, PROVINCIA E REGIONE!
IL PRG NON E’ ADEGUATO AI REQUISITI DI
SICUREZZA DELLA LEGGE SEVESO 2.
DISATTESI IL PRINCIPIO DI CAUTELA E LA CONSULTAZIONE POPOLARE!
E’ questo il
succo della formale DIFFIDA che gli scriventi Comitati sono stati
costretti ad inviare al Comune di
Falconara, nella persona del Sindaco pro tempore, alla Provincia di
Ancona nella persona del suo Presidente pro tempore e alla Regione
Marche nella persona del suo Presidente pro tempore, ognuno per la
propria competenza.
La DIFFIDA chiede di:
-
provvedere a sanare la situazione di
illegittimità del procedimento di approvazione del Piano Regolatore
Generale del Comune di Falconara Marittima adottato dal Comune di
Falconara con deliberazione n°81 del 17.12.1999 e approvato con
delibera del Consiglio Provinciale n° 96 del 23.06.2003;
-
di non attuare il suddetto Piano
Regolatore del Comune di Falconara Marittima senza prima aver sanato
la situazione di illegittimità.
Al fine di illustrare nel modo più chiaro
possibile le motivazioni della nostra DIFFIDA vorremmo partire dalla
dichiarazione rilasciata dall'Ing. Corrado Clini (Direttore Generale del
Ministero dell'Ambiente) il 27 Agosto 1999, due giorni dopo il
tragico rogo all'API: « Certo, se questo impianto fosse
progettato oggi, in base alle direttive dell'Unione europea, non
potrebbe essere localizzato dove si trova ».
L'Ing. Clini fece questa affermazione in linea con il Decreto
Legislativo 334 pubblicato il 17 Agosto 1999 - in attuazione della
direttiva 96/82/CE relativa al controllo dei pericoli di incidenti
rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose - conosciuto come
Legge Seveso 2 o bis
– Tale Decreto, n°334, all'art. 14, «
(…) stabilisce (…) requisiti minimi di sicurezza in materia di
pianificazione territoriale, con riferimento alla destinazione e
utilizzazione dei suoli che tengano conto della necessità di mantenere
le opportune distanze tra stabilimenti e zone residenziali (…) »
ed inoltre obbliga « (…) gli enti territoriali ad apportare
(…) le varianti (…) agli strumenti urbanistici».
– Per l’attuazione
dell’art. 14 del D.Lgs n.334 del 17/08/99 (Legge Seveso 2) fu emanato
il D.M. 09/05/01, immediatamente vigente a partire dalla data
di approvazione, che stabilisce l’attuazione di una particolare
procedura di pianificazione urbanistica. nel caso in cui si intenda
realizzare nuovi insediamenti od opere attorno agli stabilimenti a
rischio e che definisce competenze e procedure alle quali devono
attenersi gli Enti territoriali. Tale provvedimento legislativo
prescrive, altresì, all’art 2, che “le Regioni assicurano il
coordinamento delle norme in materia di pianificazione urbanistica
(…) e del presente decreto (…) prevedendo
opportune forme di concertazione tra gli Enti territoriali competenti”,
con l’emanazione di apposita normativa in assenza della quale “si
applicano i princìpi, i criteri e i requisiti di cui al presente decreto”.
Il Decreto stabilisce, ancora:
- all’art.3 che le Province, attraverso i Piani Territoriali di
Coordinamento, devono definire la pianificazione territoriale delle aree
interessate dalla presenza di stabilimenti a rischio, in relazione agli
scenari incidentali.
- all’art.4 che i Comuni devono, in sede di variante al PRG, elaborare
uno specifico, approfondito documento denominato “Rischio di Incidenti
Rilevanti (R.I.R.)” relativo al controllo dell’urbanizzazione e “in
ogni caso tenere conto, SECONDO PRINCÌPI DI CAUTELA, degli elementi
territoriali e ambientali vulnerabili esistenti e di quelli previsti”.
E’ pertanto
evidente che il RIR e la documentazione richiesta dal
D.M.
09/05/01 sono parte integrante della Variante al PRG, e quindi
soggette a deposito presso la segreteria comunale ed al diritto
di presentare osservazioni, secondo quanto stabilito all’art.9 della
Legge Urbanistica n.1150 /42.
La Regione Marche emanò la apposita normativa di
adeguamento per i Comuni (Legge Regionale n° 18,) soltanto il
04/10/2004. Quella Legge regionale stabilisce all’art. 4:
“l'adeguamento dei piani regolatori generali alle prescrizioni
dei PTC provinciali e del decreto del Ministro dei lavori pubblici del 9
maggio 2001, articolo 4, per la localizzazione degli stabilimenti a
rischio di incidente rilevante”;
- all’art. 14, per garantire la consultazione della popolazione, la
Legge Regionale n° 18 recita:
“1. Per i nuovi stabilimenti e per le modifiche, di cui all'articolo 10,
la popolazione interessata deve essere messa in grado di esprimere il
proprio parere, ai sensi dell'articolo 23, comma 1, del decreto,
nell'ambito della procedura di cui all'articolo 12 dello stesso.
2. Deve essere altresì acquisito il parere della popolazione
interessata qualora si intenda procedere alla creazione di nuovi
insediamenti ed infrastrutture attorno agli stabilimenti esistenti,
analogamente a quanto disposto dal comma 1.
4. Nell'ambito dell'espressione del parere previsto ai commi 1, 2 e 3,
le osservazioni dei cittadini singoli o riuniti in associazioni
costituite, debbono pervenire in forma scritta.
5. Per l'approvazione del piano di emergenza esterno di cui
all'articolo 6, deve essere altresì consultata preventivamente la
popolazione interessata, nelle forme e con le modalità previste dal
regolamento di cui all'articolo 20, comma 6, del decreto”.
QUESTE MODALITÀ DI
PARTECIPAZIONE E DI CONSULTAZIONE DELLA POPOLAZIONE INTERESSATA E DELLE
ASSOCIAZIONI NON SONO MAI STATE ATTIVATE!
– Però le Associazioni Comitato
Villanova, Comitato Fiumesino e Comitato “25 Agosto”, hanno ugualmente
segnalato dal 2002 la difformità del PRG falconarese rispetto al Decreto
Seveso 2, anche attraverso gli Organi di Stampa.
L’architetto Picciafuoco, estensore del PRG, alla segnalazione suddetta,
ha risposto dalle pagine dei quotidiani affermando che non è stato
impossibile tenere conto del DM 9.5.01, in quanto successivo
all’adozione del Piano Regolatore falconarese (17/12/1999), ma che
tuttavia il PRG stesso è in regola con il Decreto.
Il Consulente per la Sicurezza del Comune, Ing. Bolognini, ha invece
confermato che tecnicamente era ancora in corso l’adeguamento del PRG
alla Seveso 2, sostenendo che il Comune ha giocato d'anticipo!
Affermazioni paradossali e, quanto
meno, contraddittorie nei confronti di un serio processo di verifica
delle condizioni di compatibilità territoriale della raffineria API,
soprattutto alla luce degli ultimi, recentissimi atti.
Infatti, il 28-11-2005 ,
l’Amministrazione Comunale di Falconara Marittima, ha approvato la
Delibera del Consiglio Comunale n° 119, con la quale è stata verificata
la rispondenza del Piano Regolatore Generale del Comune di Falconara
Marittima al D.M. 09.05.2001!
Tale atto secondo
noi, ha voluto sanare a posteriori la situazione
di non corrispondenza dello strumento urbanistico alla normativa in
merito vigente!
Un atto che, peraltro, basa la
sua giustificazione tecnica sull’elaborato “Rischio di Incidenti
Rilevanti” (R.I.R.) che non contiene gli studi e le valutazioni atte ad
assicurare che le scelte di pianificazione garantiscono la sicurezza dei
cittadini secondo le modalità e le cautele previste dall’allegato del
più volte citato D.M. 09.05.2001.
Dunque riteniamo che
proprio l’approvazione della delibera CC. n°119 del 28-11-2005 testimoni
che il PRG ’99 è soggetto agli obblighi del D.M. 09.05.2001, e
che non ha ottemperato ad essi in maniera adeguata a garantire la
sicurezza dei cittadini!
– A
questo punto ci domandiamo:
è possibile approvare un Piano Regolatore non
adeguato ad una Legge dello Stato
in vigore che la Regione
Marche, a sua volta, è tenuta a far applicare?
RITENIAMO CHE NON SIA ASSOLUTAMENTE POSSIBILE!
Perché l’Ufficio
regionale responsabile
dell’applicazione della Seveso 2 ha taciuto e tace riguardo al PRG di
Falconara?
Perché la
Provincia di Ancona non si è posta domande al riguardo?
Il silenzio della
Regione e della Provincia sulla legittimità dell’approvazione
del PRG di Falconara non adeguato alla Seveso 2 è, a nostro avviso,
grave!
NOI
RITENIAMO il PRG di Falconara illegittimo perché inottemperante, in
particolare al Decreto Seveso 2, più in generale alla Normativa
Nazionale sia sul fronte tecnico che sul fronte della partecipazione
Noi pretendiamo
che la normativa vigente a riguardo venga scrupolosamente e
tempestivamente applicata, poiché c'è in gioco la nostra vita.
COMITATO 25 AGOSTO
COMITATO DEL QUARTIERE VILLANOVA
COMITATO DEL QUARTIERE FIUMESINO
|