|
Seguito a tutte le precedenti note e
segnalazioni non a tutti gli indirizzi, , in particolare alla nota
datata 06/08/2001, nonché ai contatti diretti con l’Ufficio per il
Servizio Decentrato OO.PP. e Difesa del Suolo.
Si informa che la notte appena trascorsa,
del 13/11/2001, tra le ore 02.30 e le 03.20 circa, si è verificato l’ennesimo
rischio di esondazione del fosso della Rigatta a seguito
dell’abbondante pioggia, avvenuta fra le ore 01.25 e le 02.20 circa, e
che si è andata ad aggiungere alle leggere ma continue piogge
precedenti.
A seguito dell’episodio similare avvenuto
il 31 Agosto u.s. – nel quale grazie all’intervento del dott. Angeloni
dell’Ufficio Ambiente del Comune di Falconara, fu fatta aprire la “griglia
antintrusione” esistente lungo il decorso del fosso della Rigatta
all’interno della proprietà API, a seguito di tale azione si notò
nell’arco di pochi minuti l’aumento del deflusso delle acque all’interno
del fosso, risolvendo così l’inizio di tracimazione dello stesso –
memori pertanto di tale esperienza abbiamo provveduto a chiamare
immediatamente il Numero Verde 800122212 dell’Ufficio Ambiente suddetto
alle ore 02.50 circa, senza alcuna risposta. Di seguito abbiamo chiamato
il 113, quindi il 115 che ci ha fornito assistenza, provvedendo a
contattare la raffineria API e mettendoci in contatto a anche con il
Centro Emergenze attivo presso la Regione Marche, inoltre mentre il
sottoscritto stazionava in prossimità del fosso in questione lungo la
via Flaminia, riferì di quanto stava accadendo anche ad una pattuglia
della Guardia di Finanza che, transitando in zona, si era fermata per
controllo, appreso il fatto dichiarò che sarebbe andata immediatamente
alla portineria della raffineria per attivare le azioni del caso.
Alle ore 03.15 circa si poté notare
l’abbassamento delle acque di colma.
Si domanda quanto
segue:
- A prescindere dalla necessità di
sicurezza interna, è legittimo che la raffineria controlli o
comunque crei qualsivoglia forma di ostacolo al libero decorso delle
“acque interne”?
- Visto e considerato il notevole strato
di sedime fangoso esistente sul letto del fosso della Rigatta ben
visibile soprattutto nell’ultimo tratto del fosso prima
dell’ingresso nella proprietà API, è possibile che esistano altre
ostruzioni oltre alle già citate “griglie antintrusione”?
Atteso quanto sopra si
chiede:
- Che venga dato immediatamente corso
alle operazioni di pulizia nonché risolvimento di ogni possibile
ostacolo al libero decorso delle acque defluenti nel fosso della
Rigatta.
- A seguito di quanto appreso nei
colloqui con l’Ufficio del “servizio decentrato OO.PP. e difesa del
suolo”, che venga dato seguito al progetto di “by-pass” del fosso
della Rigatta, permettendo così:
- l’adeguato deflusso delle acque
meteoriche, ormai eccessive per la sezione del fosso a
seguito della sproporzionata cementificazione delle aree
territoriali di cui si fa carico il fosso stesso;
- il libero funzionamento e scarico
del depuratore consortile “Vallechiara”, poiché il suo allagamento
(come già peraltro accaduto) comporterebbe un ulteriore aggravio
della situazione ai danni dei residenti limitrofi.
Esternando disappunto e costernazione per
questa vergognosa situazione, che ormai si protrae da più di dieci anni
senza una vera definitiva soluzione anche a causa incomprensibili ed
eccessive lungaggini burocratiche, e che continua a fare vivere ai
residenti limitrofi attimi di vero panico, arrecando danni non solo
materiali ma anche morali, gravando sulla tranquillità più che legittima
dei cittadini.
Si resta in attesa di una cortese
risposta nonché dei provvedimenti necessari anche ai sensi della legge
n° 241 del 1990 e dell’art. 328 del C.P. così come modificato dalla
legge N° 86 del 26.04.1990.
COMITATO DEL QUARTIERE FIUMESINO
|