LETTERA APERTA

 

 
Destinatari : Consiglieri comunali di Falconara Marittima

 

 
Oggetto : Le promesse del Sindaco e la pazienza dei cittadini!
   
Data : 11 Luglio 2002
   

Il “Contratto di quartiere”. Che cosa è?

Si tratta di una operazione di interventi urbanistici sulla base del Decreto del Ministero dei LL.PP. nata nell’Ottobre 1997, con la quale si intende recuperare e ristrutturare il patrimonio edilizio di particolari aree degradate e “di marcato disagio abitativo” con “particolare attenzioneal “tema della sostenibilità ambientale e dell’ecologia urbana”.

Il comune di Falconara presentò il progetto nel 1998 che prevedeva il recupero urbanistico di tutta l’area Nord del quartiere Fiumesino, con la realizzazione di aree verdi attrezzate, la ricostruzione del ponte di legno pedonale e ciclabile di collegamento con Rocca Priora, la realizzazione di impianti ed attrezzature sportive; il tutto per una spesa di circa 8 Md. Del progetto si era visto anni addietro un disegno di massima, nel quale era prevista una sorta di edilizia “sperimentale” con l’adozione di tecnologie “d’avanguardia” e materiali edilizi ecocompatibili volti anche al risparmio energetico.

Già a Gennaio 2002, si era saputo dai giornali del nuovo finanziamento ministeriale che finalmente coinvolgeva anche Falconara; in questi anni oltre 50 contratti sono stati finanziati. Per avere notizie precise al riguardo a metà Marzo noi del Comitato chiedemmo un incontro con il Sindaco.

Poi il 13 Aprile, sulla stampa locale, apparse la notizia “che il Ministro delle Infrastrutture stava predisponendo il decreto per impegnare gli 80 miliardi previsti dalla Legge Finanziaria proprio per finanziare circa 10 Contratti di quartiere, compreso quello di Falconara con 8 miliardi per Fiumesino”. Pochi giorni dopo la comparsa di tali notizie ed in piena campagna elettorale, il Sindaco ci concesse l’incontro richiesto a Marzo nel corso del quale ci confermò l’avvenuto finanziamento precisandoci altresì che erano fondi “inalienabili”, non impiegabili per altri voci di spesa, costituendo un finanziamento diretto soltanto alla realizzazione di progetti specifici, pena la decadenza. Poiché noi manifestammo nel corso di tale incontro la determinata intenzione di vedere “nero su bianco”, cioè il progetto di riqualificazione e ristrutturazione del nostro quartiere, la riunione si concluse (e qui viene il bello) con la promessa del Sindaco che di lì a 7-10 giorni ci avrebbe incontrati di nuovo addirittura al circolo di quartiere davanti a tutti i cittadini, presentandoci ed illustrandoci le linee principali del progetto per poterle esaminare e valutare tutti insieme!!!

Con il senno del poi, oggi ci appaiono proprio i tempi giusti per farci stare buoni durante le elezioni!

Dopo tre settimane dalla “promessa”, ricontattammo più volte la segreteria del Sindaco per realizzare l’incontro promesso. Trascorsi parecchi giorni, alla fine, quell’Ufficio ci riferì la risposta del sindaco: “per l’incontro i tempi sono ancora prematuri”. Ma come!? Circa un mese prima, entro una settimana dall’incontro avuto ci avrebbe presentato ed illustrato il progetto, e poi, invece, trascorso un mese i tempi diventano addirittura prematuri!

Ma non solo! Come è possibile che i tempi siano prematuri per un progetto che era già stato preparato nel 1998, e preparato anche con una certa precisione, con una struttura ben definita, perché altrimenti ai finanziamenti pubblici di cui trattasi non si sarebbe potuto accedere assolutamente.

A tutto ciò si aggiunge un ulteriore elemento. In questi ultimissimi giorni si è trovato sul sito internet del Ministero delle Infrastrutture, una pagina specifica riguardante proprio i “Contratti di quartiere”. Nel documento che illustra tale programma si enuncia quanto segue:

Ed è proprio per favorire l’integrazione territoriale e sociale delle zone tradizionalmente più difficili (spesso coincidenti con gli insediamenti di edilizia pubblica situati in aree periferiche) che nel 1998 vengono promossi – su iniziativa del Ministero dei lavori pubblici – i Contratti di quartiere.”

Ed inoltre:

Ma una componente, su tutte, assume fondamentale importanza all’interno di tale strumento. L’operazione si fonda, innanzitutto, sulla partecipazione sociale dei residenti: una sorta di rinascita, concertata dal basso, dei quartieri più degradati della città. I residenti, in sostanza, hanno ora la possibilità di partecipare attivamente alla ridisegno urbano che si intende perseguire riacquistando, in tal modo, un senso di appartenenza ai luoghi in cui si vive.”

Purtroppo, a tale ultimo proposito, c’è da rilevare che finora l’unica richiesta di partecipazione fatta dal Comune è stata quella di richiedere, al tempo dello studio del progetto, ai residenti nell’area interessata dal progetto medesimo, la disponibilità a “vendere” l’abitazione al Comune perché, in caso contrario, fu precisato, non si sarebbe potuto accedere al “Contratto di quartiere”.

Perché, visto che si parla di “partecipazione sociale dei residenti” e di “senso di appartenenza ai luoghi in cui si vive”, i cittadini dovrebbero vendere la propria casa?

Ora, oramai, troppi e troppo forti sono i dubbi che ci assillano.

Quali sono le vere intenzioni?

Tenuto conto che da anni stiamo lottando per avere migliorate le condizioni di vita del nostro quartiere, non avendo più notizie al riguardo e non conoscendo con precisione la somma esatta destinata a Falconara, presumibilmente 8 miliardi come risulta dagli articoli di stampa predetti, ma avendo sentito da voci varie che non l’intera somma sarebbe impiegata per la ristrutturazione di Fiumesino, presentiamo questo documento alle Signorie loro affinché i residenti in Fiumesino, cittadini e contribuenti di questo Comune, abbiano risposte precise e garanzie inequivocabili sulle intenzioni dell’Amministrazione e sugli sviluppi dell’intera questione.

Ci teniamo a precisare che la nostra pazienza non deve essere confusa con la sprovvedutezza e la dabbenaggine!

 

COMITATO DEL QUARTIERE FIUMESINO

 
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