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Il “Contratto di
quartiere”. Che cosa è?
Si tratta di una
operazione di interventi urbanistici sulla base del Decreto del
Ministero dei LL.PP. nata nell’Ottobre 1997, con la quale si intende
recuperare e ristrutturare il patrimonio edilizio di particolari aree
degradate e “di marcato disagio abitativo” con “particolare
attenzione” al “tema della sostenibilità ambientale e
dell’ecologia urbana”.
Il comune di Falconara
presentò il progetto nel 1998 che prevedeva il recupero urbanistico di
tutta l’area Nord del quartiere Fiumesino, con la realizzazione di aree
verdi attrezzate, la ricostruzione del ponte di legno pedonale e
ciclabile di collegamento con Rocca Priora, la realizzazione di impianti
ed attrezzature sportive; il tutto per una spesa di circa 8 Md. Del
progetto si era visto anni addietro un disegno di massima, nel quale era
prevista una sorta di edilizia “sperimentale” con l’adozione di
tecnologie “d’avanguardia” e materiali edilizi ecocompatibili volti
anche al risparmio energetico.
Già a Gennaio 2002, si
era saputo dai giornali del nuovo finanziamento ministeriale che
finalmente coinvolgeva anche Falconara; in questi anni oltre 50
contratti sono stati finanziati. Per avere notizie precise al riguardo a
metà Marzo noi del Comitato chiedemmo un incontro con il Sindaco.
Poi il 13 Aprile, sulla
stampa locale, apparse la notizia “che il Ministro delle Infrastrutture
stava predisponendo il decreto per impegnare gli 80 miliardi previsti
dalla Legge Finanziaria proprio per finanziare circa 10 Contratti di
quartiere, compreso quello di Falconara con 8 miliardi per Fiumesino”.
Pochi giorni dopo la comparsa di tali notizie ed
in piena campagna elettorale,
il Sindaco ci concesse l’incontro richiesto a Marzo nel corso del quale
ci confermò l’avvenuto finanziamento precisandoci altresì che erano
fondi “inalienabili”, non impiegabili per altri voci di spesa,
costituendo un finanziamento diretto soltanto alla realizzazione di
progetti specifici, pena la decadenza. Poiché noi manifestammo nel corso
di tale incontro la determinata intenzione di vedere “nero su bianco”,
cioè il progetto di riqualificazione e ristrutturazione del nostro
quartiere, la riunione si concluse (e qui viene il bello) con la
promessa del Sindaco che di
lì a 7-10 giorni ci avrebbe incontrati di nuovo addirittura al circolo
di quartiere davanti a tutti i cittadini, presentandoci ed illustrandoci
le linee principali del progetto per poterle esaminare e valutare tutti
insieme!!!
Con il senno del poi,
oggi ci appaiono proprio i tempi giusti per farci stare buoni durante le
elezioni!
Dopo tre settimane
dalla “promessa”, ricontattammo più volte la segreteria del
Sindaco per realizzare l’incontro promesso. Trascorsi parecchi giorni,
alla fine, quell’Ufficio ci riferì la risposta del sindaco: “per
l’incontro i tempi sono ancora prematuri”. Ma come!? Circa un
mese prima, entro una settimana dall’incontro avuto ci avrebbe
presentato ed illustrato il progetto, e poi, invece, trascorso un mese i
tempi diventano addirittura prematuri!
Ma non solo! Come è
possibile che i tempi siano prematuri per un progetto che era già stato
preparato nel 1998, e preparato anche con una certa precisione, con una
struttura ben definita, perché altrimenti ai finanziamenti pubblici di
cui trattasi non si sarebbe potuto accedere assolutamente.
A tutto ciò si aggiunge
un ulteriore elemento. In questi ultimissimi giorni si è trovato sul
sito internet del Ministero delle Infrastrutture, una pagina specifica
riguardante proprio i “Contratti di quartiere”. Nel documento che
illustra tale programma si enuncia quanto segue:
“Ed è proprio per
favorire l’integrazione territoriale e sociale delle zone
tradizionalmente più difficili (spesso coincidenti con gli insediamenti
di edilizia pubblica situati in aree periferiche) che nel 1998 vengono
promossi – su iniziativa del Ministero dei lavori pubblici – i Contratti
di quartiere.”
Ed inoltre:
“Ma una componente,
su tutte, assume fondamentale importanza all’interno di tale strumento.
L’operazione si fonda, innanzitutto, sulla partecipazione sociale dei
residenti: una sorta di rinascita, concertata dal basso, dei quartieri
più degradati della città. I residenti, in sostanza, hanno ora la
possibilità di partecipare attivamente alla ridisegno urbano che si
intende perseguire riacquistando, in tal modo, un senso di appartenenza
ai luoghi in cui si vive.”
Purtroppo, a tale
ultimo proposito, c’è da rilevare che finora l’unica richiesta di
partecipazione fatta dal Comune è stata quella di richiedere, al tempo
dello studio del progetto, ai residenti nell’area interessata dal
progetto medesimo, la disponibilità a “vendere” l’abitazione al Comune
perché, in caso contrario, fu precisato, non si sarebbe potuto accedere
al “Contratto di quartiere”.
Perché, visto che si
parla di “partecipazione sociale dei residenti” e di “senso di
appartenenza ai luoghi in cui si vive”, i cittadini dovrebbero
vendere la propria casa?
Ora, oramai, troppi e
troppo forti sono i dubbi che ci assillano.
Quali sono le vere
intenzioni?
Tenuto conto che da
anni stiamo lottando per avere migliorate le condizioni di vita del
nostro quartiere, non avendo più notizie al riguardo e non conoscendo
con precisione la somma esatta destinata a Falconara, presumibilmente 8
miliardi come risulta dagli articoli di stampa predetti, ma avendo
sentito da voci varie che non l’intera somma sarebbe impiegata per la
ristrutturazione di Fiumesino, presentiamo questo documento alle
Signorie loro affinché i residenti in Fiumesino, cittadini e
contribuenti di questo Comune, abbiano risposte precise e garanzie
inequivocabili sulle intenzioni dell’Amministrazione e sugli sviluppi
dell’intera questione.
Ci teniamo a precisare
che la nostra pazienza non deve essere confusa con la sprovvedutezza e
la dabbenaggine!
COMITATO DEL QUARTIERE FIUMESINO
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