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Resto
del Carlino online
FALCONARA MARITTIMA (ANCONA), 15 OTTOBRE - Paura alla Raffineria Api
di Falconara. Un principio di incendio si è sviluppato in uno
degli impianti già posti sotto sequestro ma con diritto d' uso, dopo il
rogo con un morto e tre feriti dell' 8 settembre scorso.
Le fiamme, hanno spiegato stamani
in una conferenza stampa con sopralluogo l'amministratore delegato
Franco Brunetti e il vice direttore dello stabilimento Vincenzo Cleri,
sarebbero state scatenate da una fuoriuscita di gasolio da una giuntura
che collega uno scambiatore di flangia alla tubazione sottostante
nell'impianto di distillazione Vacuum I. Un impianto dove si distilla
fondo di greggio per produrre gasolio, mentre i residui vengono
utilizzati per alimentare la turbina della centrale di cogenerazione
Igcc, e quel che resta finisce nella zona bitumi. La stessa, questa,
dove poco più di un mese fa un serbatoio carico di bitume è esploso
travolgendo il camionista Sebastiano Parisse (morto sul colpo) e tre
suoi colleghi, rimasti feriti in modo più o meno grave.
L'area del Vacuum I, che si estende
per circa tre-quattro metri quadrati, sorge a un centinaio di metri
dall'area bitumi, da cui la separa un muro, e a soli 60 metri dalla
linea ferroviaria. Secondo i vertici della Raffineria, il principio di
incendio è avvenuto per autoinnesco durante un'operazione di pulizia dei
filtri, che si fa con il gasolio: la modesta quantità di gasolio
nebulizzato sversata dall'unione di accoppiamento flangiato, a
temperatura molto alta, ha preso fuoco a contatto con l' aria.
Immediatamente è intervenuta la squadra anticendi interna, e sono
stati avvisati i vigili del fuoco di Ancona, intervenuti con le loro
squadre, la Prefettura e il Comune di Falconara.
Nell'arco di 25 minuti circa
l'incendio è stato spento, senza feriti ne' intossicati. Per
Brunetti e Cleri si è trattato di un incidente di portata limitata, che
in via cautelativa è stato però classificato di categoria 2.
Su ordine della procura di Ancona, che sta già indagando sul disastro
dell'8 settembre scorso (e sul precedente rogo che nel 1999 causò la
morte di due operai) la polizia giudiziaria ha posto sotto sequestro
totale il Vacuum I. Due incendi in un mese ripropongono il problema
della sicurezza del petrolchimico, hanno chiesto i giornalisti a
Brunetti: ''effettivamente ci creano grande preoccupazione - ha risposto
l'ad - e ci pongono domande su cosa va fatto per evitare che queste cose
succedano''. |
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Ad una troupe della tv commerciale TVRS che
si è recata esternamente alla raffineria API di Falconara per registrare
un servizio sull’incidente di ieri sera (14 Ottobre 04) è stato impedito
di effettuare videoriprese che contenessero inquadrature degli impianti
della raffineria. E’ quanto
comunicato dalla giornalista di TVRS ad alcuni associati dei Comitati.
La giornalista ha specificato che a
vietare la videoripresa, seppur effettuata dall’esterno della proprietà
API, sono stati i militari dell’Esercito Italiano che pattugliano la
zona attorno alla raffineria API.
A tale proposito ricordiamo che episodi
analoghi sono stati registrati nei confronti di semplici residenti che
frequentano la spiaggia a sud dei confini della raffineria API e nei
confronti di residenti e cittadini falconaresi che, in seguito allo
spiaggiamento di bitume determinato dall’incendio dell’8 Settembre
scorso, si erano recati nella medesima spiaggia per prendere visione e
documentare con foto e video il bitume riversato sulla spiaggia.
Denunciamo con preoccupazione un
inspiegabile e pesante clima di limitazione del diritto all’informazione
e alla libera circolazione in spazi pubblici instauratosi immediatamente
dopo l’incidente dell’8 Settembre 2004 e, in particolare, dopo che i
Comitati ed il consigliere Moruzzi hanno “sorpreso” i sommozzatori che,
per conto dell’API, asportavano senza autorizzazione bitume riversatosi
dal fosso Rigatta in mare.
Il controllo e la sorveglianza da parte
dell’Esercito contro eventuali atti criminali sono ben altra cosa e le
Autorità preposte farebbero bene ad impartire disposizioni precise ai
militari in servizio poiché l’episodio verificatosi in data odierna nei
confronti dei giornalisti di TVRS e quelli dei giorni scorsi nei
confronti di semplici cittadini non possono trovare giustificazione
alcuna con la vigilanza preventiva contro la criminalità terrorista.
P.S. - durante il TG3 Marche
delle ore 14:00 sono ben evidenti immagini interne della raffineria, e
non sono immagini di repertorio, in quanto è presente l'ing. Cleri che
spiega alla giornalista tutti i particolari dell'incidente nel punto
stesso dell'incidente |