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GoMarche
quotidiano telematico (Venerdi 15.10.2004)
MORUZZI: "STOP ALLA RAFFINERIA DI FALCONARA"
Moruzzi: " L'Api non può continuare a
funzionare, il protocollo d'intesa è caduto nel ridicolo".
ANCONA – Riceviamo e pubblichiamo la nota
inviata alla stampa dal Capo Gruppo Verdi Consiglio Regionale delle
Marche Marco Moruzzi riguardo alla raffineria Api di Falconara
Marittima. “L'ultimo incidente occorso alla raffineria API è la conferma
che non ci sono le condizioni perché l'impianto continui a funzionare.
Bisogna immediatamente porre fine a questi stillicidio di incidenti. La
raffineria si dimostra incapace di garantire la sicurezza e la Pubblica
Amministrazione non può limitarsi a dire che eseguirà i controlli. Il
Protocollo d'intesa, siglato tra Api, Regione e Provincia di Ancona, che
certificava standard di sicurezza superiori a quelli previsti dalla
legge, è caduto nel ridicolo. L'unica prospettiva che va coltivata è
quella della riconversione produttiva e l'immediata revoca della
concessione ventennale" |
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I FATTI INCONTESTABILI
RIPROPOSTI
DALL’INCIDENTE DEL 14/10 ALLA RAFFINERIA API!
Con queste poche righe
evitiamo chiacchiere inutili e ci basiamo su fatti e documenti.
L’incidente del 14
Ottobre è un incidente che,
sia se fosse stato classificato di Categoria 1 sia che fosse stato
classificato di Categoria 2, prevedeva comunque il PREALLARME del
Comune di Falconara.
Questo aspetto chiaramente codificato nel Piano di Emergenza Esterno (PEE)
non è stato attivato tempestivamente, ancora una volta, dalla raffineria
API.
Gli Amministratori del Comune di Falconara hanno confermato che: l’Api
ha avvisato il Comune alle 21:15, con un ritardo giudicato
inaccettabile.
E lo
crediamo bene: i cittadini hanno avvisato l’ignaro addetto reperibile
del Centro Emergenze del Comune alle 21:05 !
Sembra proprio che il preallarme del Comune di Falconara sia diventato
un “optional” invece che un obbligo prescritto dalle rigorose procedure
dei Piani di Emergenza predisposti dalla Prefettura.
Già, il Prefetto.
Saremo
schietti: il Prefetto non lo capiamo e ci sconcerta sia per il fatto che
non dice nulla sul ritardo con cui è stata informata
l’Amministrazione Comunale di Falconara, sia perché, visti questi
reiterati ritardi di prescritte informazioni, non ha, invece,
sostenuto anch’egli la necessità di un telefono dedicato per le
emergenze tra raffineria e Comune di Falconara (come dichiarato dal
Sig. Sindaco anche nel penultimo Consiglio Comunale). Infine, per non
aver rivolto nemmeno un pensiero nei confronti dei cittadini –
soprattutto quelli che vivono ai margini dello stabilimento – i quali, a
digiuno di qualsiasi notizia, erano in strada presi dalla paura,
dall’angoscia e dall’ansietà di sapere. Il Prefetto, invece, si è
affrettato a rilasciare dichiarazioni circa la presunta
sopravvalutazione dell’allarme.
Significa forse che Preallarmare Trenitalia e bloccare il transito dei
treni (provvedimento che rientra nella tipologia dell’allarme di
Categoria 2) sia stato dovuto ad una valutazione errata del pericolo ?
Piani di Emergenza alla mano, se la raffineria API ha allarmato i Vigili
del Fuoco ciò significa che in raffineria non erano assolutamente sicuri
che le squadre interne riuscissero a tenere sotto controllo l’evento
!
E’
una logica stringente e necessaria su cui sono stati costruiti i Piani
di Emergenza.
Il
precedente Prefetto di Ancona, Dr. D’Acunto, espresse chiaramente la
logica che era necessaria perseguire dopo il tragico incidente del 25
Agosto 1999: “Occorre ipotizzare procedure che riducano quasi a
zero i margini di valutazione discrezionale da parte della Raffineria
(…)” !
Che ne
pensa il Prefetto Maninchedda ?
Noi
abbiamo apprezzato questa impostazione del Dr. D’Acunto!
Non possiamo
tralasciare, infine, di considerare sconcertanti ed irriguardose le
dichiarazioni, o meglio, le lamentele dell’Amministratore Delegato della
Società API riguardo alla tensione esterna e le presunte
strumentalizzazioni. Come se la responsabilità
del verificarsi degli incidenti rischiosi e rivelatisi, purtroppo, anche
mortali, debba ricadere non sullo stato degli impianti ma sulle
legittime segnalazioni e richieste di amministratori e cittadini !
L’API è una raffineria che dopo la tragedia del 25 Agosto 1999 avrebbe
dovuto garantire più elevati livelli di sicurezza.
Al contrario :
-
la nuova centrale, nel Novembre del 2001,
ha registrato un incidente con gravi ustioni di un lavoratore, a causa
della “inadeguatezza del materiale impiegato nel sistema di
alimentazione dell'ossigeno” come dichiarato dalla Commissione
Super Partes nominata da Ministero dell’Ambiente!
-
Tra il 31 Marzo 2003 e il 10 Maggio 2004
ci sono stati 5 (cinque) sversamenti di prodotti petroliferi in mare.
-
Soltanto nel 2004 ci sono stati già 3
(tre) incidenti: alle 15,50 del 10 Aprile, l’8 Settembre e quello del
14 Ottobre.
Non si può pertanto
evitare che, umanamente parlando, che ci sia tensione all’esterno della
raffineria API: è la tensione della paura !
E’ la
tensione determinata dalla capacità e dalla necessità di guardare agli
eventi senza farsi fuorviare dalle parole fumose della dirigenza API,
delle Autorità e di Amministratori.
E
gli incidenti di questo ultimo mese ci dicono
inequivocabilmente che essi sono accaduti in un’area produttiva e di
stoccaggio ritenuta tra le meno pericolose della raffineria proprio per
la caratteristica dei prodotti lavorati e stoccati.
Eppure in questa area sono avvenuti due incidenti di cui uno ha
provocato la morte di un lavoratore, il ferimento di altri tre nonché lo
sversamento di una considerevole quantità di bitume che ha contaminato
un fosso demaniale, il fondale marino e le nostre spiagge per una fascia
di sei chilometri, da Falconara/Rocca mare fino a Torrette di Ancona.
SARANNO LA TENSIONE
ESTERNA E LE STRUMENTALIZZAZIONI O SARÀ UNA QUESTIONE DI MANUTENZIONI
DEGLI IMPIANTI E DI INAFFIDABILITÀ DELLA DIRIGENZA DELL’API? |