RASSEGNA STAMPA 06.04.2007

 

MESSAGGERO
Api, catrame fino a Senigallia

Allarme Arpam: rischio di contaminazione anche del fondale

di GIUSEPPE GIANNINI

FALCONARA - Tracce di catrame fin sulla sulla spiaggia di Senigallia, mentre l’Arpam sospetta «la presenza di chiazze di prodotto sul fondale». Nel day after dell’allarme ambientale proseguono le indagini sull’incidente di mercoledì e sull’arenile a nord della raffineria va avanti l’attività di recupero della melassa di idrocarburi fuoriuscita da una linea di movimentazione dell’Api. Le squadre di operai hanno lavorato ininterrottamente anche durante la notte e decine di bidoni di materiale inquinato sono accatastati sulla spiaggia di Rocca Priora. Per via del maltempo non è stato possibile intervenire con le unità navali attrezzate, l’olio combustibile disperso in mare è stato spinto da venti e correnti per diversi chilometri a nord del petrolchimico e così scorie e grumi del prodotto si sono spiaggiati fino a Senigallia. I tecnici Arpam hanno proseguito ieri mattina i sopralluoghi per verificare gli esiti dell’incidente di mercoledì. «La rottura della linea numero 8, cioè della tubatuzione in acciaio che collega la raffineria al pontile, ha provocato la fuoriuscita di un quantitativo ancora imprecisato di olio combustibile Atz che finito in mare si è piaggiato ininterrottamente fin oltre l’hotel Rex di Marzocca» si legge nella nota ufficiale della agenzia per la protezione ambientale. Ma in base alle ultime segnalazioni tracce del prodotto sono state rinvenute fino alla spiaggia di velluto. «L’estensione dell’inquinamento - sostiene l’Arpam - fa ritenere che debbano essere messe in atto con urgenza misure idonee di rimozione del materiale inquinato sia per evitare ulteriori dispersioni che per attuare un completo recupero dei siti (che come si sa sono arenili a vocazione turistica). Dunque l’Api deve procedere con assoluta celerità alla messa in sicurezza delle tubazioni per provvedere poi alla rimozione del materiale inquinato». Insomma i 25 chilometri di costa interessati dal fenomeno fanno già temere un vero disastro ambientale e ricadute negative sulla stagione turistica. Ma è anche un’altra la preoccupazione dei tecnici. «Non si può escludere - spiegano -, data la densità dell’olio combustibile, la sua presenza sul fondale: dato che potrà essere accertato non appena le condizioni meteomarine lo consentiranno». Ministero dell’Ambiente, Regione, Comuni interessati, Provincia, Capitaneria di Porto e Asl sono stati informati dell’accaduto e anche gli operatori del progetto Damac (Protocollo italocroato di difesa ambientale del mare adriatico) che sono in grado di monitorare attraverso un sistema radar e satellitare il mare per l’eventuale avvistamento di chiazze oleose a largo. Nel frattempo l'Arpam indaga «per verificare le cause dello sversamento, la quantità di prodotto fuoriuscito e soprattutto per contribuire alla definizione di un piano di bonifica che scongiuri i rischi per la salute dei cittadini e per l’imminente stagione balneare». Domani mattina alle 11.30 il Comune di Falconara ha convocato tutti i sindaci dei Comuni interessati e l’Arpam, che come previsto dai carabinieri del Noe, supervisionerà sulle operazioni di bonifica. Il Ministero dell’Ambiente ha sollecitato la presenza alle riunioni di domani dell’Icram (Istituto di ricerca sull’ambiente marino) «proprio per i concreti rischi di presenza dell’olio sui fondali».

La Raffineria: fenomeno aggravato dal maltempo

di GIUSEPPE GIANNINI

FALCONARA - Mentre Arpam e Comune di Falconara, all’indomani della fuoriuscita di olio combustibile semilavorato da una linea di movimentazione di carico della raffineria, ordinano all’Api «di mettere in atto, nelle operazioni di recupero del materiale inquinante e inquinato, tutte le azioni di cautele e tutela della salute pubblica e dell'ambiente» il petrolchimico imputa alle avverse condizioni metereologiche l’impatto del fenomeno. «Proprio le condizioni del mare, che hanno impedito l’attuazione di tutti gli interventi previsti dalla procedure per contenere all’origine lo sversamento, restano alla base dell’ampiezza assunta dall’evento» si legge nel comunicato Api. «E mentre non è possibile, allo stato, stimare il quantitativo di prodotto disperso, è stato individuato il punto danneggiato della tubazione dal quale il prodotto è fuoriuscito e che è collocato alla radice del pontile, in un’area demaniale in concessione alla raffineria ma esterna al perimetro dello stabilimento». Intanto proseguono ininterrotte le attività di recupero del materiale bituminoso che «condotte di concerto con gli enti coinvolti sono state affidate a una cinquantina di operai suddivisi in squadre che agiscono sotto la supervisione di Petroltecnica, impresa specializzata del settore». E nell’attesa che le condizioni permettano l’intervento di unità navali attrezzate «per contenere e contrastare eventuali ulteriori presenze di prodotto idrocarburico», l’azienda petrolifera «sta provvedendo ad inviare sul posto ulteriore personale per rendere ancora più rapida e incisiva l’azione». «L’intervento di recupero dei detriti - conclude la nota Api - cesserà soltanto quando tutto il materiale sarà stato raccolto e stoccato. Sin da ora Api sta anche mettendo a punto una seconda fase di interventi di ripulitura».

 
 
 
 
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