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Catrame, scoppia la polemica
sulla bonifica con pale e bidoni
L’emergenza/Summit a
Falconara: i tecnici contrari alle ruspe per non danneggiare
la spiaggia I Comuni: arrivano i turisti, operazioni troppo
lente
di GIUSEPPE GIANNINI
FALCONARA - Ad una settimana
dalla fuoriuscita di olio combustibile ad alto tenore di
zolfo da una conduttura della raffineria Api, non rientra
l’emergenza. Il tavolo tecnico a cui hanno partecipato i
sindaci dei Comuni interessati, Provincia, Regione, Arpam,
Icram, Api e Petroltecnica concorda nel convocare una
Conferenza dei Servizi per definire tempi e metodi della
superbonifica. Ma è subito polemica. Il sindaco Riccardo
Recanatini dopo aver visionato le foto della Petroltecnica,
la ditta incaricata della pulizia sull’arenile, e che
presentano “una spiaggia macchiata qua e là”, afferma che a
Rocca Priora le tracce di materiale vischioso si trovano
fino a trenta centimetri sotto la ghiaia, e anche a
Montemarciano invocano l’intervento delle ruspe a 15 giorni
dall’avvio della stagione balneare. «Non possiamo devastare
l’ecosistema della spiaggia per accelerare i tempi di
bonifica - replica Tiziana Chieruzzi dell'Istituto di
ricerca sull’ambiente marino -. Solo con “secchiello e
paletta” possiamo limitare i danni e salvare la spiaggia».
Tuttavia se le modalità della superbonifica che sarà a
carico dell’Api, dividono politici e tecnici «tutti
esprimono disappunto - si legge nella nota ufficiale - per
l’impossibilità di definire la quantità di olio combustibile
sversato in mare». Le stime Api parlano di un “volume
compreso tra i 3 e i 5 metri cubi”, o di una massa “compresa
tra 20 e 40 tonnellate” suscitando forti perplessità. Sono
invece una certezza i 1056 contenitori di materiale
inquinato rastrellati sulle spiagge e i 510 chilogrammi di
bitume raccolti a largo dalle panne. Insomma con 90 tute
bianche della Petroltecnica impegnate sull’arenile e i
subacquei che individuata un’ unica chiazza sul fondale, a
pochi metri dal pontile, lavorano per evitare che il
materiale nascosto tra gli scogli si rispiaggi alla prossima
mareggiata, non è stato ancora possibile valutare i danni.
Restano nebulose anche le 36 ore trascorse dall’ultima
movimentazione della “linea 8”, la tubazione in acciaio
danneggiata, e l’allarme lanciato dalla raffineria. La
motonave Ronco ha caricato in rada per circa 7 ore, dalle 13
alle 20.15, nel pomeriggio del 2 aprile, ma il personale Api
ha notato chiazze di prodotto in mare mercoledì mattina
intorno alle 9.40. «Il prodotto potrebbe essere finito sul
fondale e le mareggiate successive lo avrebbero riportato in
superficie - spiega il comandante della Capitaneria di Porto
Saverio di Matteo -. Dobbiamo individuare in che momento del
pompaggio si è avuto la perdita, e il diametro del foro
nella tubatura per calcolare la quantità di inquinante
fuoriuscito». Buone nuove invece dal cielo. La Guardia
costiera ha sorvolato ieri pomeriggio il tratto di mare
antistante al litorale interessato. «La ricognizione è
terminata intorno alle 17 e il dispositivo Dedalus non ha
rilevato chiazze di prodotto» conclude di Matteo. Nel
frattempo i carabinieri del Noe hanno consegnato al
magistrato un primo rapporto sull’incidente. Allo stato
attuale non ci sono indagati.
Montemarciano: disastro
ecologico a Marina
Idrocarburi: scogliere
imbrattate e accumuli sulla battigia. «Subito la causa
contro la Raffineria»
MONTEMARCIANO - Ormai è
certo. Dopo i timori dei giorni scorsi, i controlli lungo la
costa hanno confermato (come anticipato dal Messaggero) che
l’epicentro dell’inquinamento è il litorale di Montamerciano.
Le scogliere di Marina hanno infatti trattenuto il bitume
spinto dalla corrente verso nord. «Una situazione
drammatica, proprio nell’imminenza della stagione estiva,
grazie ancora una volta all'Api». A rilanciare l’allarme,
con una nota ufficiale, il Comune di Montemarciano, che
procederà «senza indugi alla richiesta risarcimento dei
danni materiali e di immagine». Nel mirino ovviamente l’Api,
responsabile dello sversamento. «Chi si reca in questi
giorni sull’arenile di Marina - prosegue il comunicato del
Comune - ha soltanto una percezione dei problemi causati
dalla presenza di catrame, perchè la conformazione della
battigia e la tipologia della spiaggia possono aver
determinato accumuli non visibili e difficilmente
individuabili, che mettono a rischio la balneabilità della
acque, nonchè la flora e la fauna marina». Per rendersi
conto di quanto è accaduto, prosegue la nota, «basta
sollevare un pò di ghiaia per vedere quanto materiale
inquinante si è insinuato al di sotto dello strato
superficiale e ci vorrà molto tempo e soprattutto mezzi
adeguati per la sua completa asportazione, oltre che un
continuo monitoraggio per la ricerca di quello che si è
depositato sul fondale e insinuato tra gli scogli». Intanto,
si susseguono riunioni a livello politico e tecnico per
fronteggiare «quella che è una vera e propria emergenza», e
il Comune di Montemarciano, conclude la nota, intende
«assolutamente far valere le proprie ragioni».
Rappresentanti del Comune hanno partecipato ieri al vertice
tecnico-politico svoltosi a Falconara. |