RASSEGNA STAMPA 11.04.2007

 

MESSAGGERO
Catrame, scoppia la polemica sulla bonifica con pale e bidoni

L’emergenza/Summit a Falconara: i tecnici contrari alle ruspe per non danneggiare la spiaggia I Comuni: arrivano i turisti, operazioni troppo lente

di GIUSEPPE GIANNINI

FALCONARA - Ad una settimana dalla fuoriuscita di olio combustibile ad alto tenore di zolfo da una conduttura della raffineria Api, non rientra l’emergenza. Il tavolo tecnico a cui hanno partecipato i sindaci dei Comuni interessati, Provincia, Regione, Arpam, Icram, Api e Petroltecnica concorda nel convocare una Conferenza dei Servizi per definire tempi e metodi della superbonifica. Ma è subito polemica. Il sindaco Riccardo Recanatini dopo aver visionato le foto della Petroltecnica, la ditta incaricata della pulizia sull’arenile, e che presentano “una spiaggia macchiata qua e là”, afferma che a Rocca Priora le tracce di materiale vischioso si trovano fino a trenta centimetri sotto la ghiaia, e anche a Montemarciano invocano l’intervento delle ruspe a 15 giorni dall’avvio della stagione balneare. «Non possiamo devastare l’ecosistema della spiaggia per accelerare i tempi di bonifica - replica Tiziana Chieruzzi dell'Istituto di ricerca sull’ambiente marino -. Solo con “secchiello e paletta” possiamo limitare i danni e salvare la spiaggia». Tuttavia se le modalità della superbonifica che sarà a carico dell’Api, dividono politici e tecnici «tutti esprimono disappunto - si legge nella nota ufficiale - per l’impossibilità di definire la quantità di olio combustibile sversato in mare». Le stime Api parlano di un “volume compreso tra i 3 e i 5 metri cubi”, o di una massa “compresa tra 20 e 40 tonnellate” suscitando forti perplessità. Sono invece una certezza i 1056 contenitori di materiale inquinato rastrellati sulle spiagge e i 510 chilogrammi di bitume raccolti a largo dalle panne. Insomma con 90 tute bianche della Petroltecnica impegnate sull’arenile e i subacquei che individuata un’ unica chiazza sul fondale, a pochi metri dal pontile, lavorano per evitare che il materiale nascosto tra gli scogli si rispiaggi alla prossima mareggiata, non è stato ancora possibile valutare i danni. Restano nebulose anche le 36 ore trascorse dall’ultima movimentazione della “linea 8”, la tubazione in acciaio danneggiata, e l’allarme lanciato dalla raffineria. La motonave Ronco ha caricato in rada per circa 7 ore, dalle 13 alle 20.15, nel pomeriggio del 2 aprile, ma il personale Api ha notato chiazze di prodotto in mare mercoledì mattina intorno alle 9.40. «Il prodotto potrebbe essere finito sul fondale e le mareggiate successive lo avrebbero riportato in superficie - spiega il comandante della Capitaneria di Porto Saverio di Matteo -. Dobbiamo individuare in che momento del pompaggio si è avuto la perdita, e il diametro del foro nella tubatura per calcolare la quantità di inquinante fuoriuscito». Buone nuove invece dal cielo. La Guardia costiera ha sorvolato ieri pomeriggio il tratto di mare antistante al litorale interessato. «La ricognizione è terminata intorno alle 17 e il dispositivo Dedalus non ha rilevato chiazze di prodotto» conclude di Matteo. Nel frattempo i carabinieri del Noe hanno consegnato al magistrato un primo rapporto sull’incidente. Allo stato attuale non ci sono indagati.

Montemarciano: disastro ecologico a Marina

Idrocarburi: scogliere imbrattate e accumuli sulla battigia. «Subito la causa contro la Raffineria»

MONTEMARCIANO - Ormai è certo. Dopo i timori dei giorni scorsi, i controlli lungo la costa hanno confermato (come anticipato dal Messaggero) che l’epicentro dell’inquinamento è il litorale di Montamerciano. Le scogliere di Marina hanno infatti trattenuto il bitume spinto dalla corrente verso nord. «Una situazione drammatica, proprio nell’imminenza della stagione estiva, grazie ancora una volta all'Api». A rilanciare l’allarme, con una nota ufficiale, il Comune di Montemarciano, che procederà «senza indugi alla richiesta risarcimento dei danni materiali e di immagine». Nel mirino ovviamente l’Api, responsabile dello sversamento. «Chi si reca in questi giorni sull’arenile di Marina - prosegue il comunicato del Comune - ha soltanto una percezione dei problemi causati dalla presenza di catrame, perchè la conformazione della battigia e la tipologia della spiaggia possono aver determinato accumuli non visibili e difficilmente individuabili, che mettono a rischio la balneabilità della acque, nonchè la flora e la fauna marina». Per rendersi conto di quanto è accaduto, prosegue la nota, «basta sollevare un pò di ghiaia per vedere quanto materiale inquinante si è insinuato al di sotto dello strato superficiale e ci vorrà molto tempo e soprattutto mezzi adeguati per la sua completa asportazione, oltre che un continuo monitoraggio per la ricerca di quello che si è depositato sul fondale e insinuato tra gli scogli». Intanto, si susseguono riunioni a livello politico e tecnico per fronteggiare «quella che è una vera e propria emergenza», e il Comune di Montemarciano, conclude la nota, intende «assolutamente far valere le proprie ragioni». Rappresentanti del Comune hanno partecipato ieri al vertice tecnico-politico svoltosi a Falconara.

 
 
 
 
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