RASSEGNA STAMPA 13.04.2007

 

MESSAGGERO
“Catrame tossico”, caso Api in Parlamento

L’emergenza. Senatori Magistrelli, Amati, Calvi, Emprin Giardini: interrogazione al ministro dell’Ambiente.
La Capitaneria pesca bitume con speciali reti. Cede parapetto: si infortuna un sub.
I tecnici costretti a smontare le scogliere per ripulire uno a uno dei massi frangiflutti Nuova chiazza, la Raffineria non c’entra

di MARIA PAOLA CANCELLIERI e GIUSEPPE GIANNINI

FALCONARA - Il catrame dell’incidente Api finisce in Parlamento. «Le sostanze che si sono riversate in mare sono altamente nocive sia per la flora che per la fauna» tuonano i senatori Marina Magistrelli, Silvana Amati, Erminia Emprin Giardini e Guido Calvi che a seguito dell’incidente interrogano il Ministro dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare. Nonostante infatti il recupero di una tonnellata di prodotto, gli oltre 1500 fusti di materiale inquinato e che lo scostamento degli scogli ha fatto rintracciare “una modesta quantità di bitume”, la pericolosità dell’olio combustibile ad alto tenore di zolfo fa tenere alta la guardia. «L’entità del disastro ambientale non è ancora quantificabile (a una settimana dall’accaduto gli organismi preposti e gli stessi tecnici dell’Api non hanno diffuso dati ufficiali)» affermano i senatori, che chiedono di conoscere «quali siano state effettivamente le cause che hanno provocato lo sversamento, l’idoneità degli impianti nonchè i dati relativi alla quantità di materiale versato e quelli relativi ai controlli effettuati». Non solo. «Se l’allarme è stato dato in maniera tempestiva - proseguono - e quali interventi di bonifica e ripristino, da porre a carico della raffineria Api, siano in corso, nonché i tempi per la loro conclusione». E alla luce del fatto che «le sostanze riversate in mare sono altamente nocive per flora e fauna e che l’accertamento di inquinamento massivo, anche in prossimità delle spiagge, hanno indotto i Comuni interessati ad emettere divieti di balneazione, di accesso alla spiaggia e di pesca» chiedono anche «quali iniziative si intende intraprendere per assicurare il controllo sul corretto svolgimento della bonifica e per garantire il completo risarcimento dei danni subiti dai territori interessati». Intanto prosegue la bonifica e la Capitaneria di Porto ha setacciato il fondale con speciali reti anti-catrame dal pontile fino a Marzocca. «Il tessuto olio assorbente al traino della catena calata sul fondale si è sporcato in un paio di punti - spiega il comandante Saverio Di Matteo - e visto che si trattava del tratto di mare maggiormente critico siamo abbastanza fiduciosi. Domani (oggi per chi legge ndr.) proseguiremo fino a Senigallia e se anche i campionamenti su acqua e pesci non riserveranno sorprese, probabilmente il divieto di pesca sarà revocato». Una maledizione, questa fuoriuscita di olio combustibile, legata ad una catena di incidenti. Ieri infatti si è infortunato un sub impegnato nelle operazioni di bonifica. Si tratta di un maresciallo della Marina trasportato all’ospedale di Torrette ed operato al bacino per via di una caduta a seguito del cedimento di una balaustra sul pontile della raffineria. L'Arpam invece ha delimitato le aree maggiormente inquinate che subiranno «un intervento più radicale di rimozione e ripascimento della battigia» e individuato a largo una macchia oleosa, probabilmente dovuta alla pulizia delle sentine di qualche natante. Quanto alla “pesca” del catrame con le speciali panne olio-assorbenti, gli esiti dell’ispezione sono stati: tra il pontile Api e la foce dell’Esino è stato recuperato poco materiale, più idrocarburi sono stati intercettati a nord. Lunedì si attendono i risultati delle analisi di laboratorio effettuate dall'Arpam sulla fauna ittica, soprattutto sui mitili, per scongiurare del tutto l'ipotesi inquinamento ambientale. La revoca dell'ordinanza sindacale non cambierebbe il divieto per i vongolari che possono però pescare entro i 400 metri ma potrebbero nel battente d'acqua superiore ai 3 metri. Da ieri inoltre si è tornati a raccogliere il materiale bituminoso con le mani, le panne che erano state utilizzate nei giorni scorsi avevano infatti filtrato parte del catrame pescato.

 
 
 
 
inizio pagina   menù incidente