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“Catrame tossico”, caso Api
in Parlamento
L’emergenza. Senatori
Magistrelli, Amati, Calvi, Emprin Giardini: interrogazione
al ministro dell’Ambiente.
La Capitaneria pesca bitume con speciali reti. Cede
parapetto: si infortuna un sub.
I tecnici costretti a smontare le scogliere per ripulire uno
a uno dei massi frangiflutti Nuova chiazza, la Raffineria
non c’entra
di MARIA PAOLA CANCELLIERI e
GIUSEPPE GIANNINI
FALCONARA - Il catrame
dell’incidente Api finisce in Parlamento. «Le sostanze che
si sono riversate in mare sono altamente nocive sia per la
flora che per la fauna» tuonano i senatori Marina
Magistrelli, Silvana Amati, Erminia Emprin Giardini e Guido
Calvi che a seguito dell’incidente interrogano il Ministro
dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare. Nonostante
infatti il recupero di una tonnellata di prodotto, gli oltre
1500 fusti di materiale inquinato e che lo scostamento degli
scogli ha fatto rintracciare “una modesta quantità di
bitume”, la pericolosità dell’olio combustibile ad alto
tenore di zolfo fa tenere alta la guardia. «L’entità del
disastro ambientale non è ancora quantificabile (a una
settimana dall’accaduto gli organismi preposti e gli stessi
tecnici dell’Api non hanno diffuso dati ufficiali)»
affermano i senatori, che chiedono di conoscere «quali siano
state effettivamente le cause che hanno provocato lo
sversamento, l’idoneità degli impianti nonchè i dati
relativi alla quantità di materiale versato e quelli
relativi ai controlli effettuati». Non solo. «Se l’allarme è
stato dato in maniera tempestiva - proseguono - e quali
interventi di bonifica e ripristino, da porre a carico della
raffineria Api, siano in corso, nonché i tempi per la loro
conclusione». E alla luce del fatto che «le sostanze
riversate in mare sono altamente nocive per flora e fauna e
che l’accertamento di inquinamento massivo, anche in
prossimità delle spiagge, hanno indotto i Comuni interessati
ad emettere divieti di balneazione, di accesso alla spiaggia
e di pesca» chiedono anche «quali iniziative si intende
intraprendere per assicurare il controllo sul corretto
svolgimento della bonifica e per garantire il completo
risarcimento dei danni subiti dai territori interessati».
Intanto prosegue la bonifica e la Capitaneria di Porto ha
setacciato il fondale con speciali reti anti-catrame dal
pontile fino a Marzocca. «Il tessuto olio assorbente al
traino della catena calata sul fondale si è sporcato in un
paio di punti - spiega il comandante Saverio Di Matteo - e
visto che si trattava del tratto di mare maggiormente
critico siamo abbastanza fiduciosi. Domani (oggi per chi
legge ndr.) proseguiremo fino a Senigallia e se anche i
campionamenti su acqua e pesci non riserveranno sorprese,
probabilmente il divieto di pesca sarà revocato». Una
maledizione, questa fuoriuscita di olio combustibile, legata
ad una catena di incidenti. Ieri infatti si è infortunato un
sub impegnato nelle operazioni di bonifica. Si tratta di un
maresciallo della Marina trasportato all’ospedale di
Torrette ed operato al bacino per via di una caduta a
seguito del cedimento di una balaustra sul pontile della
raffineria. L'Arpam invece ha delimitato le aree
maggiormente inquinate che subiranno «un intervento più
radicale di rimozione e ripascimento della battigia» e
individuato a largo una macchia oleosa, probabilmente dovuta
alla pulizia delle sentine di qualche natante. Quanto alla
“pesca” del catrame con le speciali panne olio-assorbenti,
gli esiti dell’ispezione sono stati: tra il pontile Api e la
foce dell’Esino è stato recuperato poco materiale, più
idrocarburi sono stati intercettati a nord. Lunedì si
attendono i risultati delle analisi di laboratorio
effettuate dall'Arpam sulla fauna ittica, soprattutto sui
mitili, per scongiurare del tutto l'ipotesi inquinamento
ambientale. La revoca dell'ordinanza sindacale non
cambierebbe il divieto per i vongolari che possono però
pescare entro i 400 metri ma potrebbero nel battente d'acqua
superiore ai 3 metri. Da ieri inoltre si è tornati a
raccogliere il materiale bituminoso con le mani, le panne
che erano state utilizzate nei giorni scorsi avevano infatti
filtrato parte del catrame pescato. |