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Regione, la maggioranza
contro l’Api
Mozione di nove di
consiglieri per dire no al progetto di due nuove centrali
energetiche
Intanto i sindacati dichiarano lo sciopero Sub caduto, la
raffineria: il pontile era a posto
di GIUSEPPE GIANNINI
FALCONARA I consiglieri di
maggioranza in Regione dicono «no al progetto Api per
realizzare due nuove centrali energetiche da 580 MW».
Intanto le Rsu della raffineria proclamano lo sciopero.
Scatta l'effetto domino dopo lo sversamento di olio
combustibile ad alto tenore di zolfo dal pontile del
petrolchimico. I consiglieri regionali di maggioranza
Stefania Benfatti, Giuliano Brandoni, Massimo Binci,
Francesco Comi, Katia Mammoli, Adriana Mollaroli, Rosalba
Ortenzi, Cesare Procaccini e Lidio Rocchi hanno infatti
presentato una mozione che sollecita la giunta a comunicare
al governo, in via preventiva, la non conformità dei
progetti presentati per realizzare due nuove centrali
energetiche a Falconara e a San Severino. I progetti non
sarebbero in linea né con le previsioni del Pear, né con la
volontà delle amministrazioni locali. «Conseguentemente - si
legge nella nota -, quando verrà formalmente richiesta dal
ministero, la Regione esprimerà la "non intesa" prevista
dalla legge». In particolare Falconara non è ritenuta idonea
«in quanto area a elevato rischio di crisi ambientale per la
presenza dell'Api, di una serie di infrastrutture
industriali, viarie, ferroviarie, aeroportuali, e area
ricompresa tra siti contaminati di interesse nazionale». Non
solo. «La raffineria è frequentemente causa di incidenti e
inquinamenti, seppur fortuiti, di grande impatto: ultimo lo
sversamento dei giorni scorsi con grave pregiudizio per il
litorale». Nel frattempo anche le Rsu della raffineria
alzano la voce. Hanno proclamato infatti lo stato di
agitazione, con la sospensione di tutti gli orari in deroga
dei dip per lunedì 16 e otto ore di sciopero il 22 aprile
«per protestare contro la grave situazione creata dallo
sversamento in mare di olii combustibili, e l'infortunio sul
lavoro di un sub impegnato nella bonifica». «Siamo
responsabili di sicurezza e ambiente - spiega Massimo
Duranti - ma l'azienda è sorda e gli enti di controllo hanno
snobbato la nostra disponibilità ad affrontare queste
delicate questioni». E stigmatizza l'incidente al sub della
Capitaneria il presidente del consiglio regionale Raffaele
Bucciarelli: «L'accaduto testimonia che i luoghi di lavoro
non sono sicuri». Migliorano intanto le condizioni del sub
precipitato su un pontone e poi in mare quando una porzione
di circa quattro metri del parapetto in cemento e metallo
del ponte ha ceduto. E Api comunica che «ogni tre anni la
raffineria è sottoposta ad una verifica sullo stato degli
impianti del sito (l'ultima nel 2006) e ha preso in esame
anche il pontile, che non ha evidenziato criticità» e che
«era già stato pianificato che il pontile fosse oggetto di
un programma di manutenzione specifico nel corso del 2007».
Critico col Comune invece Carlo Ciccioli: «Ancora una volta
non è stato all'altezza della situazione e non è in grado di
essere interlocutore privilegiato con la raffineria che
ospita sul suo territorio, nell'essere avvertito delle
situazioni d'emergenza per tutelare i suoi cittadini».
Il materiale sversato è
cancerogeno Quasi conclusa la bonifica in spiaggia
I dati delle schede di
sicurezza della raffineria
FALCONARA «Tossico,
cancerogeno e dannoso per l'ambiente»: sono i simboli di
pericolo indicati in una scheda di sicurezza per l'olio
combustibile di qualche anno fa redatta dall'Api secondo le
linee del decreto di attuazione delle direttive Cee
riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute
dei lavoratori sul luogo di lavoro). Allarmanti anche gli
effetti principali indicati: «Produzione di azione
irritativa locale e azione depressiva generale sulla
funzione respiratorie. Si possono verificare dermatiti da
contatto ed effetti a lungo termine. E' opportuno evitare il
contatto ripetuto e prolungato del prodotto con la pelle». E
nella tabella delle "indicazioni di pericolo" sono elencate
le "frasi di rischio" in cui si legge che l'olio
combustibile «può provocare il cancro (frase di rischio:
45); è nocivo per gli organismi acquatici (52); può
provocare a lungo termine effetti nocivi per l'ambiente
acquatico (53)». Insomma, le dichiarazioni della dottoressa
Tiziana Chieruzzi dell'Icram che parlava di una «brutta
bestia» riferendosi all'olio alto tenore di zolfo sembrano
suffragate dalla scheda di sicurezza. E dall'assessore
all'Ambiente Carlo Brunelli: «Abbiamo a che fare con un
prodotto semilavorato da oli densi fortemente tossico -
avverte - Inalato in quantità eccessiva e in una situazione
di forte esposizione da contatto è tossico. Se è
cancerogeno? Quasi tutti i prodotti idrocarburici per i loro
processi chimici di lavorazione instabili sono cancerogeni.
Come per tutti i cancerogeni non siamo di fronte ad una
relazione di causa-effetto diretta, ma questo è un possibile
effetto della sostanza». La scheda continua consigliando di
«non disperdere l'olio combustibile nell'ambiente ed evitare
l'esposizione». Intanto a dieci giorni dall’incidente le
operazioni di bonifica proseguono. Nel tavolo tecnico di
ieri la Capitaneria di Porto, che coordina le operazioni, ha
garantito il massimo impegno e la vigilanza per la rimozione
del bitume imbrigliato negli scogli sotto il pontile
soprattutto per evitare ulteriori dispersioni. Oggi e domani
continueranno le verifiche sul fondale del tratto di costa
interessato e che fino ad ora hanno avuto esiti quasi
totalmente negativi. Intanto oggi saranno eseguiti gli
ultimi interventi sulle spiagge di Falconara, a sud
dell'Api, e di Senigallia: le meno compromesse. Mentre sono
stati recintati i tratti delle spiagge di Rocca Priora e
Marina dove le chiazze di idrocarburi si sono stratificate.
Il pm chiede accertamenti
tecnici per far luce sulle cause del disastro
FALCONARA Accertamenti
tecnici, non si sa ancora se sotto forma di consulenza
dell'accusa, atti irripetibili o incidente probatorio,
verranno chiesti dal pm Paolo Gubinelli per verificare le
cause dello sversamento di olii all'Api. Intanto proseguono
le indagini del Noe su ipotesi di reato che vanno dalla
violazione della legge Seveso sui rischi di inquinamento
ambientale al danneggiamento e disastro ambientale. Al
momento non vi sarebbero state iscrizioni nel registro degli
indagati, che potrebbero però arrivare a breve nel caso in
cui la procura scegliesse di chiedere una perizia. In tal
caso, i responsi dell'accertamento sarebbero utilizzabili in
un eventuale processo e quindi dovrebbero essere chiamate a
partecipare alle operazioni peritali le persone cui si
potrebbero contestare responsabilità a vario titolo. Gli
accertamenti tecnici riguarderanno in particolare la
presumibile rottura del tubo da cui passavano gli olii,
sversati con ogni probabilità durante operazioni di carico,
sotto il pontile che dalla raffineria conduce alle navi
cisterna, e lo stato di manutenzione delle attrezzature. I
carabinieri del Noe stanno compiendo verifiche anche per
chiarire il momento in cui lo sversamento è avvenuto. E in
particolare se risalga al 4 aprile o addirittura a due
giorni prima. Per ora, comunque, la priorità per gli
inquirenti rimane la bonifica dei siti inquinati e la messa
in sicurezza della zona. |