RASSEGNA STAMPA 14.04.2007

 

MESSAGGERO
Regione, la maggioranza contro l’Api

Mozione di nove di consiglieri per dire no al progetto di due nuove centrali energetiche
Intanto i sindacati dichiarano lo sciopero Sub caduto, la raffineria: il pontile era a posto

di GIUSEPPE GIANNINI

FALCONARA I consiglieri di maggioranza in Regione dicono «no al progetto Api per realizzare due nuove centrali energetiche da 580 MW». Intanto le Rsu della raffineria proclamano lo sciopero. Scatta l'effetto domino dopo lo sversamento di olio combustibile ad alto tenore di zolfo dal pontile del petrolchimico. I consiglieri regionali di maggioranza Stefania Benfatti, Giuliano Brandoni, Massimo Binci, Francesco Comi, Katia Mammoli, Adriana Mollaroli, Rosalba Ortenzi, Cesare Procaccini e Lidio Rocchi hanno infatti presentato una mozione che sollecita la giunta a comunicare al governo, in via preventiva, la non conformità dei progetti presentati per realizzare due nuove centrali energetiche a Falconara e a San Severino. I progetti non sarebbero in linea né con le previsioni del Pear, né con la volontà delle amministrazioni locali. «Conseguentemente - si legge nella nota -, quando verrà formalmente richiesta dal ministero, la Regione esprimerà la "non intesa" prevista dalla legge». In particolare Falconara non è ritenuta idonea «in quanto area a elevato rischio di crisi ambientale per la presenza dell'Api, di una serie di infrastrutture industriali, viarie, ferroviarie, aeroportuali, e area ricompresa tra siti contaminati di interesse nazionale». Non solo. «La raffineria è frequentemente causa di incidenti e inquinamenti, seppur fortuiti, di grande impatto: ultimo lo sversamento dei giorni scorsi con grave pregiudizio per il litorale». Nel frattempo anche le Rsu della raffineria alzano la voce. Hanno proclamato infatti lo stato di agitazione, con la sospensione di tutti gli orari in deroga dei dip per lunedì 16 e otto ore di sciopero il 22 aprile «per protestare contro la grave situazione creata dallo sversamento in mare di olii combustibili, e l'infortunio sul lavoro di un sub impegnato nella bonifica». «Siamo responsabili di sicurezza e ambiente - spiega Massimo Duranti - ma l'azienda è sorda e gli enti di controllo hanno snobbato la nostra disponibilità ad affrontare queste delicate questioni». E stigmatizza l'incidente al sub della Capitaneria il presidente del consiglio regionale Raffaele Bucciarelli: «L'accaduto testimonia che i luoghi di lavoro non sono sicuri». Migliorano intanto le condizioni del sub precipitato su un pontone e poi in mare quando una porzione di circa quattro metri del parapetto in cemento e metallo del ponte ha ceduto. E Api comunica che «ogni tre anni la raffineria è sottoposta ad una verifica sullo stato degli impianti del sito (l'ultima nel 2006) e ha preso in esame anche il pontile, che non ha evidenziato criticità» e che «era già stato pianificato che il pontile fosse oggetto di un programma di manutenzione specifico nel corso del 2007». Critico col Comune invece Carlo Ciccioli: «Ancora una volta non è stato all'altezza della situazione e non è in grado di essere interlocutore privilegiato con la raffineria che ospita sul suo territorio, nell'essere avvertito delle situazioni d'emergenza per tutelare i suoi cittadini».

Il materiale sversato è cancerogeno Quasi conclusa la bonifica in spiaggia

I dati delle schede di sicurezza della raffineria

FALCONARA «Tossico, cancerogeno e dannoso per l'ambiente»: sono i simboli di pericolo indicati in una scheda di sicurezza per l'olio combustibile di qualche anno fa redatta dall'Api secondo le linee del decreto di attuazione delle direttive Cee riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro). Allarmanti anche gli effetti principali indicati: «Produzione di azione irritativa locale e azione depressiva generale sulla funzione respiratorie. Si possono verificare dermatiti da contatto ed effetti a lungo termine. E' opportuno evitare il contatto ripetuto e prolungato del prodotto con la pelle». E nella tabella delle "indicazioni di pericolo" sono elencate le "frasi di rischio" in cui si legge che l'olio combustibile «può provocare il cancro (frase di rischio: 45); è nocivo per gli organismi acquatici (52); può provocare a lungo termine effetti nocivi per l'ambiente acquatico (53)». Insomma, le dichiarazioni della dottoressa Tiziana Chieruzzi dell'Icram che parlava di una «brutta bestia» riferendosi all'olio alto tenore di zolfo sembrano suffragate dalla scheda di sicurezza. E dall'assessore all'Ambiente Carlo Brunelli: «Abbiamo a che fare con un prodotto semilavorato da oli densi fortemente tossico - avverte - Inalato in quantità eccessiva e in una situazione di forte esposizione da contatto è tossico. Se è cancerogeno? Quasi tutti i prodotti idrocarburici per i loro processi chimici di lavorazione instabili sono cancerogeni. Come per tutti i cancerogeni non siamo di fronte ad una relazione di causa-effetto diretta, ma questo è un possibile effetto della sostanza». La scheda continua consigliando di «non disperdere l'olio combustibile nell'ambiente ed evitare l'esposizione». Intanto a dieci giorni dall’incidente le operazioni di bonifica proseguono. Nel tavolo tecnico di ieri la Capitaneria di Porto, che coordina le operazioni, ha garantito il massimo impegno e la vigilanza per la rimozione del bitume imbrigliato negli scogli sotto il pontile soprattutto per evitare ulteriori dispersioni. Oggi e domani continueranno le verifiche sul fondale del tratto di costa interessato e che fino ad ora hanno avuto esiti quasi totalmente negativi. Intanto oggi saranno eseguiti gli ultimi interventi sulle spiagge di Falconara, a sud dell'Api, e di Senigallia: le meno compromesse. Mentre sono stati recintati i tratti delle spiagge di Rocca Priora e Marina dove le chiazze di idrocarburi si sono stratificate.

Il pm chiede accertamenti tecnici per far luce sulle cause del disastro

FALCONARA Accertamenti tecnici, non si sa ancora se sotto forma di consulenza dell'accusa, atti irripetibili o incidente probatorio, verranno chiesti dal pm Paolo Gubinelli per verificare le cause dello sversamento di olii all'Api. Intanto proseguono le indagini del Noe su ipotesi di reato che vanno dalla violazione della legge Seveso sui rischi di inquinamento ambientale al danneggiamento e disastro ambientale. Al momento non vi sarebbero state iscrizioni nel registro degli indagati, che potrebbero però arrivare a breve nel caso in cui la procura scegliesse di chiedere una perizia. In tal caso, i responsi dell'accertamento sarebbero utilizzabili in un eventuale processo e quindi dovrebbero essere chiamate a partecipare alle operazioni peritali le persone cui si potrebbero contestare responsabilità a vario titolo. Gli accertamenti tecnici riguarderanno in particolare la presumibile rottura del tubo da cui passavano gli olii, sversati con ogni probabilità durante operazioni di carico, sotto il pontile che dalla raffineria conduce alle navi cisterna, e lo stato di manutenzione delle attrezzature. I carabinieri del Noe stanno compiendo verifiche anche per chiarire il momento in cui lo sversamento è avvenuto. E in particolare se risalga al 4 aprile o addirittura a due giorni prima. Per ora, comunque, la priorità per gli inquirenti rimane la bonifica dei siti inquinati e la messa in sicurezza della zona.

 
 
 
 
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