RASSEGNA STAMPA 15.04.2007

 

MESSAGGERO
Catrame in mare, scontro sull’allarme Api

L’emergenza. I sindaci danneggiati dall’inquinamento annunciano un’altra azione legale. «Sos lanciato con mezza giornata di ritardo»
Amagliani: la Raffineria non ha avvertito la Prefettura. L’Arpam: sono stati tempestivi
L’incidente durante la bonifica si trasforma in dramma: molto gravi le fratture del sub precipitato dal pontile del Petrolchimico

di GIUSEPPE GIANNINI

FALCONARA - A quasi due settimane dallo sversamento in mare di olio combustibile ad alto tenore di zolfo da una linea di movimentazione del pontile Api si lavora ancora per ricostruire non solo le ore antecedenti all’allarme, ma anche quelle immediatamente successive. «In questa nota della Prefettura di Ancona si legge chiaramente che la Società non ha comunicato alcun che alla Prefettura stessa - dice l’assessore Regionale all’Ambiente Marco Amagliani - e che quindi è mancata un’attivazione del piano di emergenza esterna. Tra l’altro si legge che questo incidente deve essere qualificato come incidente rilevante per cui con tutto ciò che ne consegue». Carte alla mano, Amagliani sferra un altro fendente alla raffineria falconarese, già accerchiata dai sindaci dei Comuni “aggrediti” dal catrame che annunciavano una azione legale per «l’allarme lanciato con mezza giornata di ritardo». Spezza invece una lancia a favore del petrolchimico Cassandra Mengarelli dell'Arpam. «Siamo stati avvisati telefonicamente dall’Api verso le 10.20 - racconta - e ci è stato detto che la Capitaneria era già salpata per monitorare la situazione». Intanto il rapporto dei carabinieri del Noe fa risalire l’incidente alla sera del 2 aprile. L’ultima operazione di carico della linea 8, la condotta danneggiata, è terminata proprio quel lunedì alle 20.15 e la fuoriuscita di materiale non si sarebbe potuta verificare in assenza di pressione nei tubi. Si evidenzia così un ritardo di 37 ore circa, dalla fuoriuscita dell’inquinante all’allarme, scattato intorno alle 9.40 del 4 aprile. Nel frattempo continuano le capillari operazioni di bonifica. Api ribadisce “la totale disponibilità a realizzare tutti gli interventi necessari per il ripristino della situazione preesistente allo sversamento”, e, mentre proseguono le operazioni in spiaggia e sui fondali sotto la supervisione della Capitaneria, si dice “disponibile a fornire la ghiaia compatibile ai diversi tratti di litorale” per i ripascimenti necessari. Resta invece ricoverato a Torrette, e ne avrà per altri 60 giorni, il sottufficiale della Capitaneria che per via del cedimento di una balaustra si è fratturato il bacino mentre stava lavorando sul pontile Api. Quantomeno surreale (dopo la tintarella di Pasqua agli idrocarburi e la pasquetta in spiaggia tra il catrame) anche il pomeriggio di ieri con oltre 400 scout che hanno campeggiato per il San Giorgio al Parco del Cormorano (a meno di un chilometro dalla raffineria), mentre in piazza Mazzini i comitati cittadini allestivano un presidio di controinformazione sul tema “Api: la devastazione continua. La lotta pure”.Sotto i colpi dei Comitati finisce anche la Capitaneria. «Come mai non ha dichiarato l’emergenza locale per il gravissimo inquinamento in mare di olio combustibile ad alto tenore di zolfo - si domandano - nonostante il fatto che il prodotto sversato in mare sia considerato un rifiuto speciale?»

 
 
 
 
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