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Catrame in mare, scontro
sull’allarme Api
L’emergenza. I sindaci
danneggiati dall’inquinamento annunciano un’altra azione
legale. «Sos lanciato con mezza giornata di ritardo»
Amagliani: la Raffineria non ha avvertito la Prefettura. L’Arpam:
sono stati tempestivi
L’incidente durante la bonifica si trasforma in dramma:
molto gravi le fratture del sub precipitato dal pontile del
Petrolchimico
di GIUSEPPE GIANNINI
FALCONARA - A quasi due
settimane dallo sversamento in mare di olio combustibile ad
alto tenore di zolfo da una linea di movimentazione del
pontile Api si lavora ancora per ricostruire non solo le ore
antecedenti all’allarme, ma anche quelle immediatamente
successive. «In questa nota della Prefettura di Ancona si
legge chiaramente che la Società non ha comunicato alcun che
alla Prefettura stessa - dice l’assessore Regionale
all’Ambiente Marco Amagliani - e che quindi è mancata
un’attivazione del piano di emergenza esterna. Tra l’altro
si legge che questo incidente deve essere qualificato come
incidente rilevante per cui con tutto ciò che ne consegue».
Carte alla mano, Amagliani sferra un altro fendente alla
raffineria falconarese, già accerchiata dai sindaci dei
Comuni “aggrediti” dal catrame che annunciavano una azione
legale per «l’allarme lanciato con mezza giornata di
ritardo». Spezza invece una lancia a favore del
petrolchimico Cassandra Mengarelli dell'Arpam. «Siamo stati
avvisati telefonicamente dall’Api verso le 10.20 - racconta
- e ci è stato detto che la Capitaneria era già salpata per
monitorare la situazione». Intanto il rapporto dei
carabinieri del Noe fa risalire l’incidente alla sera del 2
aprile. L’ultima operazione di carico della linea 8, la
condotta danneggiata, è terminata proprio quel lunedì alle
20.15 e la fuoriuscita di materiale non si sarebbe potuta
verificare in assenza di pressione nei tubi. Si evidenzia
così un ritardo di 37 ore circa, dalla fuoriuscita
dell’inquinante all’allarme, scattato intorno alle 9.40 del
4 aprile. Nel frattempo continuano le capillari operazioni
di bonifica. Api ribadisce “la totale disponibilità a
realizzare tutti gli interventi necessari per il ripristino
della situazione preesistente allo sversamento”, e, mentre
proseguono le operazioni in spiaggia e sui fondali sotto la
supervisione della Capitaneria, si dice “disponibile a
fornire la ghiaia compatibile ai diversi tratti di litorale”
per i ripascimenti necessari. Resta invece ricoverato a
Torrette, e ne avrà per altri 60 giorni, il sottufficiale
della Capitaneria che per via del cedimento di una balaustra
si è fratturato il bacino mentre stava lavorando sul pontile
Api. Quantomeno surreale (dopo la tintarella di Pasqua agli
idrocarburi e la pasquetta in spiaggia tra il catrame) anche
il pomeriggio di ieri con oltre 400 scout che hanno
campeggiato per il San Giorgio al Parco del Cormorano (a
meno di un chilometro dalla raffineria), mentre in piazza
Mazzini i comitati cittadini allestivano un presidio di
controinformazione sul tema “Api: la devastazione continua.
La lotta pure”.Sotto i colpi dei Comitati finisce anche la
Capitaneria. «Come mai non ha dichiarato l’emergenza locale
per il gravissimo inquinamento in mare di olio combustibile
ad alto tenore di zolfo - si domandano - nonostante il fatto
che il prodotto sversato in mare sia considerato un rifiuto
speciale?» |