COMUNICATO STAMPA

 

Oggetto :

sversamento prodotto petrolifero del 04/04/2007
 
Data : 12 Aprile 2007
 

L’olio combustibile ad alto tenore di zolfo ha componenti tossiche per l’ambiente” ha dichiarato la dott.ssa Chieruzzi dell’ICRAM. E’ da questa affermazione che bisogna partire per cercare di capire le misure messe in atto dalle autorità: chiusura dell’accesso alle spiagge e divieto di pesca di vongole e cozze per l’estensione di un miglio marino.

Abbiamo ripescato dal nostro archivio una scheda di sicurezza per l’olio combustibile di qualche anno fa redatta dall’API secondo le linee del D.Lgs 626/94*.

Nella scheda che pubblichiamo è scritto che l’olio combustibile

  • può provocare il cancro (frase di rischio: 45)

  • è nocivo per gli organismi acquatici (frase di rischio: 52)

  • può provocare a lungo termine effetti nocivi per l’ambiente acquatico (frase di rischio: 53).

Per questo motivo la scheda continua consigliando di

  • non disperdere l’olio combustibile nell’ambiente

  • evitare l’esposizione,

in quanto tra gli effetti principali dell’olio combustibile figurano la

  • produzione di azione irritativa locale

  • dermatiti da contatto ed effetti a lungo termine per cui è opportuno evitare il contatto ripetuto e prolungato del prodotto con la pelle.

Premesso che condividiamo le Ordinanze Sindacali di cui sopra, tuttavia sentiamo la necessità di esporre delle sommesse osservazioni alle Autorità dato che siamo abituali fruitori delle spiagge oggi contaminate dallo sversamento API. Soprattutto vorremmo esserlo in sicurezza anche nel futuro più prossimo in considerazione delle “operazioni di pulizia” delle spiagge a cui assistiamo in questi giorni e delle ordinanze sul divieto di pesca:

1) Se la necessaria bonifica degli arenili si riduce alle “operazioni di pulizia” senza una profonda asportazione della ghiaia contaminata dall’idrocarburo (almeno 40 centimetri) prima o poi chiazze e ghiaia contaminata riemergeranno sotto i piedi dei bagnanti di tutte le età. Il fenomeno, ahinoi, ci è noto poiché si è già verificato fino alla scorsa estate (2006) in conseguenza dello spiaggiamento del bitume sversato con l’incendio alla raffineria API dell’8 settembre 2004!
In quel caso, appunto, non fu fatta una vera bonifica dell’arenile di Villanova e la ghiaia contaminata è ritornata in superficie.

2) Esiste un problema di catena alimentare nell’affrontare la problematica della fauna marina. Intanto anche le seppie, che vivono sul fondo sabbioso, sono specie che immediatamente sembrano più esposte alla tossicità come mitili e vongole. Ma appunto la catena alimentare deve indurre le autorità ad un atteggiamento maggiormente cautelativo – precauzionale - per quell’estensione di mare in cui è stata vietata la pesca. Forse sarebbe opportuno sospendere la pesca di ogni tipo di pesce fintato che le analisi sulle carni di esemplari di varie specie non escludano bioaccumulo sui tessuti animali.

 

* D.Lgs 626/94 – 242/96 “attuazione delle Direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro.

COMITATO 25 AGOSTO

COMITATO DEL QUARTIERE VILLANOVA

 
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