|

“L’olio combustibile ad
alto tenore di zolfo ha componenti tossiche per l’ambiente” ha
dichiarato la dott.ssa Chieruzzi dell’ICRAM. E’ da questa affermazione che
bisogna partire per cercare di capire le misure messe in atto dalle autorità:
chiusura dell’accesso alle spiagge e divieto di pesca di vongole e cozze per
l’estensione di un miglio marino.
Abbiamo ripescato dal nostro
archivio una scheda di sicurezza per l’olio combustibile di qualche anno fa
redatta dall’API secondo le linee del D.Lgs 626/94*.
Nella scheda che pubblichiamo è
scritto che l’olio combustibile
-
può provocare il cancro
(frase di rischio: 45)
-
è nocivo per gli
organismi acquatici (frase di rischio: 52)
-
può provocare a
lungo termine effetti nocivi per l’ambiente acquatico (frase di rischio: 53).
Per questo motivo la scheda
continua consigliando di
in quanto tra gli effetti
principali dell’olio combustibile figurano la
Premesso che condividiamo le
Ordinanze Sindacali di cui sopra, tuttavia sentiamo la necessità di esporre
delle sommesse osservazioni alle Autorità dato che siamo abituali fruitori delle
spiagge oggi contaminate dallo sversamento API. Soprattutto vorremmo esserlo
in sicurezza anche nel futuro più prossimo in considerazione delle
“operazioni di pulizia” delle spiagge a cui assistiamo in questi giorni e delle
ordinanze sul divieto di pesca:
1)
Se la necessaria bonifica degli arenili si riduce alle “operazioni
di pulizia” senza una profonda asportazione della ghiaia contaminata
dall’idrocarburo (almeno 40 centimetri) prima o poi chiazze e ghiaia contaminata
riemergeranno sotto i piedi dei bagnanti di tutte le età. Il fenomeno, ahinoi,
ci è noto poiché si è già verificato fino alla scorsa estate (2006) in
conseguenza dello spiaggiamento del bitume sversato con l’incendio alla
raffineria API dell’8 settembre 2004!
In quel caso, appunto, non fu fatta una vera bonifica dell’arenile di Villanova
e la ghiaia contaminata è ritornata in superficie.
2)
Esiste un problema di catena alimentare nell’affrontare la
problematica della fauna marina. Intanto anche le seppie, che vivono sul fondo
sabbioso, sono specie che immediatamente sembrano più esposte alla tossicità
come mitili e vongole. Ma appunto la catena alimentare deve indurre le autorità
ad un atteggiamento maggiormente cautelativo – precauzionale - per quell’estensione
di mare in cui è stata vietata la pesca. Forse sarebbe opportuno sospendere la
pesca di ogni tipo di pesce fintato che le analisi sulle carni di esemplari di
varie specie non escludano bioaccumulo sui tessuti animali.
* D.Lgs 626/94 – 242/96
“attuazione delle Direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE,
90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, riguardanti il miglioramento
della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro.
COMITATO 25 AGOSTO
COMITATO DEL QUARTIERE VILLANOVA
|