COMUNICATO STAMPA

 

Oggetto :

sversamento prodotto petrolifero del 04/04/2007
 
Data : 22 Aprile 2007
 

A commento della importante e partecipata giornata di mobilitazione della società civile del 21 Aprile richiamiamo l’attenzione su due aspetti in particolare:

  1. il documento elaborato da alcuni biologi che collaborano con i Comitati e i Centri Sociali e che pubblichiamo evidenzia che per i pesci, anche quelli che vivono al largo del miglio di interdizione della pesca “il periodo di maggiore attività riproduttiva è la primavera. Riferendo i periodi riproduttivi anche a ciascun mese dell’anno il mese di maggio è quello che ne ha in maggior numero (…) si avvicinano alla costa -alcuni nel momento riproduttivo- e pertanto potrebbero comunque subire un danno in seguito a sversamenti di sostanze nocive)”.
    Questo ci convince ancora di più circa l’opportunità che dovesse essere dichiarato lo stato di emergenza locale in virtù dell’art. 11 della Legge n° 979 del 31/12/1982!
    La Capitaneria di Porto di Ancona non ha ritenuto di dichiararlo nonostante lo sversamento fosse coinciso con condizioni proibitive del mare, nonostante fosse avvenuto in un’area già individuata dal Ministero dell’Ambiente come Sito inquinato di interesse nazionale ed Area ad Alto Rischio di Crisi Ambientale, nonostante il pericolo concreto per un intero comparto economico (turismo – pesca – balneazione) che basa le sue legittime aspettative sulla salubrità del mare e delle spiagge.
    E’ nostro parere che la dichiarazione dello stato di emergenza locale avrebbe garantito una maggiore quantità di mezzi e uomini per una veloce mappatura e bonifica dei fondali e degli arenili e, dunque, per un ritorno alla “normalità” almeno per le centinaia di imprese del turismo e della pesca che operano negli oltre 20 Km di costa contaminati dal nocivo olio combustibile ad alto tenore di zolfo sversato dalla conduttura di carico della raffineria API.
     

  2. Il secondo aspetto riguarda una rivendicazione/proposta forte, innovativa e non eludibile che è nata dall’interno di un soggetto civile e politico che va dalle associazioni, centri sociali e comitati ambientalisti e che ha visto il grande interesse delle organizzazioni di categoria del comparto del mare e del turismo: partecipare concretamente alla definizione del futuro del territorio in cui si vive e si opera con le proprie attività poiché il fine della salvaguardia della sua salubrità non può più essere lasciata in mano soltanto alla trattativa tra la Regione Marche e la proprietà della raffineria API, cioè la più pericolosa attività economica per tutti gli altri comparti economici che rispetto all’API rappresentano un eccellenza per numero di addetti, redistribuzione della ricchezza, garanzia occupazionale e compatibilità ambientale!

Questo ennesimo incidente avvenuto presso la raffineria API dopo il rinnovo della concessione – il secondo grave incidente insieme all’incendio dell’8 Settembre 2004 che costò la vita ad un autotrasportatore, il ferimento di altri tre e lo sversamento in mare di tonnellate di bitume – evidenzia il fallimento del Decreto regionale di concessione che va immediatamente riscritto alla luce anche del reiterato (2004 e 2005) superamento dei limiti imposti per le emissioni degli Ossidi di azoto.
Infine, per quanto argomentato sopra, riteniamo inadeguato ed anacronistico il Protocollo di intesa sottoscritto dalla Regione Marche e dalla proprietà API e pretenderemo l’anullamento dello stesso e la formulazione partecipata di un Patto Energetico Economico Ambientalmente Sostenibile!

 

COMITATO 25 AGOSTO
COMITATO DEL QUARTIERE VILLANOVA
COMITATO DEL QUARTIERE FIUMESINO

 
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