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IL
CONTATORE DELLA VERGOGNA SEGNA 26 GIORNI
ed ancora non c’è una quantificazione credibile dell’olio
combustibile ATZ finito in mare!
Il CONTATORE DELLA
VERGOGNA che abbiamo attivato sulla home page del nostro sito web
continua a segnare i giorni che trascorrono senza che nessuna delle
Autorità conosca e comunichi la quantità di olio combustibile ATZ
finito in mare dalla conduttura dell’API e senza che la Regione
Marche o la Provincia di Ancona senta la necessità di informare
ufficialmente e adeguatamente gli organi di informazione, le
categorie economiche che vivono del mare e la popolazione su come
procede la mappatura dell’inquinante e la bonifica di fondali,
scogliere e spiagge.
Già dall’inizio
dell’emergenza immaginavamo che non sarebbe stato facile poter
sapere con certezza e rapidamente dall’API la quantità di olio
combustibile ATZ sversata in mare!
Quello che però ha destato forte perplessità è stato l’approccio
inadeguato alla problematica da parte della responsabile dell’ICRAM
allorquando ha dichiarato che “è proprio inutile accanirsi sulla
quantità” (Corriere Adriatico 11/4/2).
Al
contrario, noi riteniamo che sapere il prima possibile quanto
olio combustibile sia finito in mare non sia affatto questione
irrilevante!
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Conoscere la quantità
di olio ATZ finita in mare e relazionarlo alle condizioni
meteorologiche che ne hanno determinato la diffusione avrebbe
orientato ed aiutato la mappatura dei fondali e, dunque, la
bonifica.
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Quantificarla il prima
possibile avrebbe permesso di stabilire immediatamente la
rilevanza dell’incidente e la giusta calibrazione degli interventi
di emergenza.
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Ultimo, ma
importantissimo, la quantificazione dello sversamento di un
idrocarburo considerato rifiuto speciale pericoloso avrebbe
messo l’Opinione Pubblica di fronte alla pericolosità e gravità
del danno causato dai responsabili.
Invece
stiamo assistendo al ribaltamento della logica;
verrebbe da dire che sta per essere ribaltato l’onere della prova!
Andando avanti con
questa logica si potrebbe arrivare alla approssimativa
quantificazione di olio ATZ sversata dalla conduttura API dopo la
bonifica, cioè dopo la quantificazione approssimativa del prodotto
recuperato sui fondali, sulle scogliere e sugli arenili!
Dunque potremmo trovarci di fronte ad una quantificazione dello
sversato calibrata su ciò che è stato recuperato con l’opera di
bonifica?
Non sappiamo se ci sia
ancora il tempo per ripristinare una sequenza operativa corretta,
però la logica richiede che per prima cosa si costringa la
raffineria API ad esibire tutte le evidenze informatiche e di
archivio relative alla movimentazione del prodotto nelle ore in cui
è stato caricato sulla petroliera attraccata al pontile!
Una volta in possesso del dato più credibile possibile anche la
ricerca dell’olio disperso sui fondali avrebbe un obbiettivo
credibile!
E anche se tutta la quantità sversata non potesse essere
rintracciata (per la dispersione determinata dal moto ondoso)
comunque e intanto gli organi tecnici sarebbero consapevoli che una
parte del prodotto fluttua o è disperso e mascherato sotto la sabbia
dei fondali.
Invece la parte
dell’intervento di recupero a mare attualmente in essere
manca dell’obbiettivo credibile poiché manca della quantificazione
credibile!
E’ evidente che quello
che abbiamo chiamato il ribaltamento dell’onere della prova si
riverbera anche sulla determinazione della rilevanza dell’incidente.
Il Comitato Tecnico
Regionale di Prevenzione Incendi (CTR) a conclusione
dell’istruttoria sul Rapporto di Sicurezza dell’API (Dicembre 2002)
scrisse che 10 mc di prodotto petrolifero sversato “per le
acque marine rappresenta il limite oltre il quale si configura un
danno ambientale rilevante sul quale intervenire con procedure
d’urgenza (…)”!
Dunque è evidente che se la quantificazione dell’olio ATZ
fuoriuscita dalla conduttura API venisse calibrata anche sulla
quantità che gli organi tecnici sapranno ritrovare sui fondali, le
scogliere e le spiagge la stessa raffineria API si verrebbe a
trovare nella rassicurante posizione che la rilevanza
dell’inquinamento (e del reato) dipenderà dalla fortuna che avranno
gli organi tecnici nella ricerca dell’idrocarburo disperso in mare!
COMITATO 25 AGOSTO
COMITATO DEL QUARTIERE VILLANOVA
COMITATO DEL QUARTIERE FIUMESINO
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