COMUNICATO STAMPA

 

Oggetto :

sversamento prodotto petrolifero del 04/04/2007
 
Data : 28 Aprile 2007
 

IL CONTATORE DELLA VERGOGNA SEGNA 26 GIORNI
ed ancora non c’è una quantificazione credibile dell’olio combustibile ATZ finito in mare!

Il CONTATORE DELLA VERGOGNA che abbiamo attivato sulla home page del nostro sito web continua a segnare i giorni che trascorrono senza che nessuna delle Autorità conosca e comunichi la quantità di olio combustibile ATZ finito in mare dalla conduttura dell’API e senza che la Regione Marche o la Provincia di Ancona senta la necessità di informare ufficialmente e adeguatamente gli organi di informazione, le categorie economiche che vivono del mare e la popolazione su come procede la mappatura dell’inquinante e la bonifica di fondali, scogliere e spiagge.

Già dall’inizio dell’emergenza immaginavamo che non sarebbe stato facile poter sapere con certezza e rapidamente dall’API la quantità di olio combustibile ATZ sversata in mare!
Quello che però ha destato forte perplessità è stato l’approccio inadeguato alla problematica da parte della responsabile dell’ICRAM allorquando ha dichiarato che “è proprio inutile accanirsi sulla quantità” (Corriere Adriatico 11/4/2).

Al contrario, noi riteniamo che sapere il prima possibile quanto
olio combustibile sia finito in mare non sia affatto questione irrilevante!

  1. Conoscere la quantità di olio ATZ finita in mare e relazionarlo alle condizioni meteorologiche che ne hanno determinato la diffusione avrebbe orientato ed aiutato la mappatura dei fondali e, dunque, la bonifica.

  2. Quantificarla il prima possibile avrebbe permesso di stabilire immediatamente la rilevanza dell’incidente e la giusta calibrazione degli interventi di emergenza.

  3. Ultimo, ma importantissimo, la quantificazione dello sversamento di un idrocarburo considerato rifiuto speciale pericoloso avrebbe messo l’Opinione Pubblica di fronte alla pericolosità e gravità del danno causato dai responsabili.

 Invece stiamo assistendo al ribaltamento della logica;
verrebbe da dire che sta per essere ribaltato l’onere della prova!

Andando avanti con questa logica si potrebbe arrivare alla approssimativa quantificazione di olio ATZ sversata dalla conduttura API dopo la bonifica, cioè dopo la quantificazione approssimativa del prodotto recuperato sui fondali, sulle scogliere e sugli arenili!
Dunque potremmo trovarci di fronte ad una quantificazione dello sversato calibrata su ciò che è stato recuperato con l’opera di bonifica?

Non sappiamo se ci sia ancora il tempo per ripristinare una sequenza operativa corretta, però la logica richiede che per prima cosa si costringa la raffineria API ad esibire tutte le evidenze informatiche e di archivio relative alla movimentazione del prodotto nelle ore in cui è stato caricato sulla petroliera attraccata al pontile!
Una volta in possesso del dato più credibile possibile anche la ricerca dell’olio disperso sui fondali avrebbe un obbiettivo credibile!
E anche se tutta la quantità sversata non potesse essere rintracciata (per la dispersione determinata dal moto ondoso) comunque e intanto gli organi tecnici sarebbero consapevoli che una parte del prodotto fluttua o è disperso e mascherato sotto la sabbia dei fondali.

 Invece la parte dell’intervento di recupero a mare attualmente in essere
manca dell’obbiettivo credibile poiché manca della quantificazione credibile!

E’ evidente che quello che abbiamo chiamato il ribaltamento dell’onere della prova si riverbera anche sulla determinazione della rilevanza dell’incidente.

Il Comitato Tecnico Regionale di Prevenzione Incendi (CTR) a conclusione dell’istruttoria sul Rapporto di Sicurezza dell’API (Dicembre 2002) scrisse che 10 mc di prodotto petrolifero sversato “per le acque marine rappresenta il limite oltre il quale si configura un danno ambientale rilevante sul quale intervenire con procedure d’urgenza (…)”!
Dunque è evidente che se la quantificazione dell’olio ATZ fuoriuscita dalla conduttura API venisse calibrata anche sulla quantità che gli organi tecnici sapranno ritrovare sui fondali, le scogliere e le spiagge la stessa raffineria API si verrebbe a trovare nella rassicurante posizione che la rilevanza dell’inquinamento (e del reato) dipenderà dalla fortuna che avranno gli organi tecnici nella ricerca dell’idrocarburo disperso in mare!

COMITATO 25 AGOSTO
COMITATO DEL QUARTIERE VILLANOVA
COMITATO DEL QUARTIERE FIUMESINO

 
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