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MESSAGGERO |
L’oro nero. La presidente
Casagrande: «Provo preoccupazione e rabbia. Compromessa la
fiducia che andava diversamente onorata»
Falconara, petrolio in mare: vietati i bagni
Api, altro sversamento: il terzo da aprile. E a metà
pomeriggio, l’appello: «Tutti fuori dall’acqua...»
di GIUSEPPE GIANNINI
FALCONARA Nuovo allarme
ambientale per lo sversamento di idrocarburi dal pontile
Api. Ancora una volta Falconara deve fare i conti col
divieto di balneazione e con le tute bianche incaricate
della bonifica in spiaggia. Tutto è cominciato verso le le
13.15 con i primi avvistamenti di una chiazza oleosa e nera
proveniente dal pontile. Immediato l'intervento della
Guardia costiera, allertata da Api, e dell'Arpam che ha
eseguito i primi prelievi. E se anche parte del prodotto è
rimasto al largo a poche miglia dalla costa, imbrigliato
nelle panne assorbenti posizionate in mare dai natanti della
unità d'emergenza allestita dopo le ultime aggressioni
inquinanti al litorale falconarese, scorie di prodotto si
sono spiaggiate sulla battigia a sud della raffineria e
altre si sono insinuate nelle scogliere. E’ il terzo
incidente Api in quattro mesi, meno grave di quello del 2
aprile - quando alcune tonnellate di olio combustibile atz
hanno imposto divieto di balneazione e interdizione
dell'accesso sulle spiagge più compromesse -, ma sicuramente
più incisivo dello sversamento del 22 giugno di una modica
quantità di gasolio negli specchi acquei di Villanova. E
questa volta in piena stagione balneare, con le spiaggia
gremita di bagnanti. Chi era in acqua è stato fatto uscire
dai marinai della Capitaneria di porto, ma l'assenza degli
altoparlanti in spiaggia ha costretto i bagnini a continue
ronde sul bagnasciuga per evitare che altri si immergessero
prima della comparsa dei cartelli di divieto di balneazione
nel tratto di mare compreso tra Villanova e la ex
piattaforma Bedetti. «Avendo riscontrato materiale in mare
abbiamo interdetto la pesca e la balneazione fino ad un
miglio dalla costa» spiega Cassandra Mengarelli dell'Arpam
dopo il summit con il sindaco Riccardo Recanatini che ha
emesso l'ordinanza di divieto. Intorno alle 16 frammenti di
melassa idrocarburica sono arrivata fino a riva e chi
restava incuriosito ad osservare le operazioni in mare delle
imbarcazioni (almeno 8 tra mezzi Api e della guardia
costiera) dalla battigia non ha potuto fare a meno di
sporcarsi i piedi con l'inquinante. «Ormai la situazione è
così grave che la convivenza delle nostre attività con
quella della raffineria è impossibile - sbotta Gianluca
Guazzarotti, presidente del consorzio dei bagnini
falconaresi - Siamo in attesa degli esiti degli esami e
soprattutto di vedere quali provvedimenti prenderà il Comune
contro la raffineria che mette in grave pericolo la salute
pubblica e delle nostre attività». Anche questa volta
l'azienda parla di un «quantitativo limitato» di inquinante:
alcune decine di litri di acqua saponata miscelata a
prodotto petrolifero fuoriuscita alle 12.30 dalla linea 10
del pontile «durante l'attività di pulizia periodica di una
linea di trasferimento dei prodotti». Versione confermata
dalla Capitaneria che ad ogni modo attende gli esiti dei
campionamenti per definire quantità e composizione del
prodotto. «Non erano in corso operazioni commerciali -
spiegano dalla Capitaneria - e durante la pressatura della
linea di movimentazione alcuni litri di acqua mista a
prodotto idrocarburico sono fuoriusciti da un piccolo
serbatoio collocato in capo al pontile, utilizzato per la
raccolta di eventuali sfiati durante la pulizia». Tuttavia
l'evento ha scatenato l’ira dei bagnanti. «Sono molto
arrabbiata di non potere fare il bagno» lamenta una bambina
e in molti si sono seduti rassegnati sotto gli ombrelloni.
Ma se sulla spiaggia il malumore cresce anche per l'arrivo
in serata del personale addetto alla bonifica, le reazioni
di politici, ambientalisti e comitati non si sono fatte
attendere. La stessa presidente della Provincia Patrizia
Casagrande esprime «preoccupazione e rabbia» per «l'ennesimo
sversamento causato dalla raffineria Api, che compromette
ulteriormente non solo l'ambiente ma anche la fiducia, che
andava diversamente onorata». Anche il Comune va giù duro:
«L'amministrazione ha dato mandato ai propri legali di
verificare ogni azione utile ad evitare il ripetersi di
eventi potenzialmente nocivi alla salute e gli interessi dei
cittadini. Contestualmente chiederà l'apertura di un tavolo
istituzionale che coinvolga da subito Regione e Provincia al
fine di individuare azioni immediate e concrete da
intraprendere nei confronti dell'Api per impedire il
ripetersi di analoghe situazioni». Oggi alle 6 comincerà
l’opera di bonifica vera e propria. |
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CORRIERE ADRIATICO |
L’Api: “E’ un quantitativo
limitato di acqua e combustibile”Il sindaco Recanatini
interrompe il dialogo con l’azienda “E’ il terzo incidente
in poco più di tre mesi”Casagrande: “Compromessi l’ambiente
e la fiducia” Dopo uno sversamento dalla raffineria la
giunta comunale adotta d’urgenza il provvedimento
Olio in mare, scatta il divieto di balneazione
FALCONARA – Nuovo sversamento
a mare ieri dalla raffineria Api e il prodotto, che in un
primo momento sembrava fosse rimasto al largo, nel tardo
pomeriggio ha cominciato a spiaggiarsi lungo diversi tratti
dell’arenile. L’azienda ha fatto sapere che “intorno alle 12
e 30 durante l’attività di pulizia periodica di una linea di
trasferimento dei prodotti, un quantitativo limitato di
acqua mista a prodotto idrocarburico è fuoriuscito dal
piccolo contenitore collocato in capo al pontile, utilizzato
per la raccolta di eventuali sfiati durante la pulizia” e
che “la fuoriuscita è stata subito circoscritta dal
personale Api che ha attivato l’unità marina di pronto
intervento ‘Grecale’ e altri mezzi navali”. Secondo la
raffineria, “grazie alla pronta disposizione in mare di
panne galleggianti, è stato possibile contenere
immediatamente la chiazza e procedere con le attività di
recupero del prodotto” e la “fuoriuscita non ha causato
danni né a cose né a persone”.
Di fatto però, vista la
situazione e dopo le verifiche dell’Arpam (Cassandra
Mengarelli, responsabile per la qualità delle acque, ha
effettuato diversi prelievi in mare con l’aiuto dei
bagnini), il sindaco Recanatini, che ha convocato d’urgenza
la giunta comunale, ha ritenuto necessario, per motivi
“prettamente cautelari in assenza di precisazioni circa la
natura del prodotto”, emettere un’ordinanza di divieto di
balneazione e di pesca “dal punto 30, localizzato a
Villanova, al punto 36 (zona sottopasso di via Trieste)
incluso per un miglio”. “E’ il terzo sversamento in poco più
di tre mesi – ha commentato Recanatini – il che conferma la
precarietà e la pericolosità dell’impianto oltre
all’inadeguatezza delle procedure di sicurezza della
raffineria stessa”. L’amministrazione comunale ha fatto
sapere di avere dato mandato ai propri legali di “verificare
ogni azione utile ad evitare il ripetersi di eventi
potenzialmente nocivi alla salute e gli interessi dei
cittadini” ed ha annunciato l’interruzione di ogni tipo di
dialogo con l’azienda Api. Contestualmente il sindaco
chiederà l’apertura di un tavolo istituzionale che coinvolga
da subito Regione e Provincia “al fine di individuare azioni
immediate e concrete da intraprendere nei confronti dell’Api
per impedire il ripetersi di analoghe situazioni”. “Nulla
verrà lasciato intentato – ha assicurato il sindaco –
affinché la salute dei cittadini di Falconara sia tutelata
cosi come deve essere salvaguardato il diritto ad usufruire
della spiaggia”. “La situazione è intollerabile – ha detto
il presidente del consorzio Falcomar Gianluca Guazzarotti –
ci sentiamo davvero impotenti, a questo punto vorremmo avere
delle risposte concrete, prima che dalla raffineria Api
dallo stesso Comune, sulla salute dei cittadini, sulla
balneabilità e sulle attività in spiaggia che stanno
lavorando tanto e bene per il rilancio della città, ma non
possono certo andare avanti in questo modo”. La presidente
della Provincia di Ancona Patrizia Casagrande ha espresso
preoccupazione e rabbia per l'ennesimo sversamento che
“compromette ulteriormente non solo l’ambiente ma anche la
fiducia, non sappiamo ancora le cause e l’entità del
precedente e già siamo alle prese con un altro incidente.
Domani, nell’incontro con la Regione, la presidente cercherà
i chiarimenti necessari.
MARINA MINELLI |
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