RASSEGNA STAMPA 26.07.2007

 

MESSAGGERO
L’oro nero. La presidente Casagrande: «Provo preoccupazione e rabbia. Compromessa la fiducia che andava diversamente onorata»
Falconara, petrolio in mare: vietati i bagni
Api, altro sversamento: il terzo da aprile. E a metà pomeriggio, l’appello: «Tutti fuori dall’acqua...»

di GIUSEPPE GIANNINI

FALCONARA Nuovo allarme ambientale per lo sversamento di idrocarburi dal pontile Api. Ancora una volta Falconara deve fare i conti col divieto di balneazione e con le tute bianche incaricate della bonifica in spiaggia. Tutto è cominciato verso le le 13.15 con i primi avvistamenti di una chiazza oleosa e nera proveniente dal pontile. Immediato l'intervento della Guardia costiera, allertata da Api, e dell'Arpam che ha eseguito i primi prelievi. E se anche parte del prodotto è rimasto al largo a poche miglia dalla costa, imbrigliato nelle panne assorbenti posizionate in mare dai natanti della unità d'emergenza allestita dopo le ultime aggressioni inquinanti al litorale falconarese, scorie di prodotto si sono spiaggiate sulla battigia a sud della raffineria e altre si sono insinuate nelle scogliere. E’ il terzo incidente Api in quattro mesi, meno grave di quello del 2 aprile - quando alcune tonnellate di olio combustibile atz hanno imposto divieto di balneazione e interdizione dell'accesso sulle spiagge più compromesse -, ma sicuramente più incisivo dello sversamento del 22 giugno di una modica quantità di gasolio negli specchi acquei di Villanova. E questa volta in piena stagione balneare, con le spiaggia gremita di bagnanti. Chi era in acqua è stato fatto uscire dai marinai della Capitaneria di porto, ma l'assenza degli altoparlanti in spiaggia ha costretto i bagnini a continue ronde sul bagnasciuga per evitare che altri si immergessero prima della comparsa dei cartelli di divieto di balneazione nel tratto di mare compreso tra Villanova e la ex piattaforma Bedetti. «Avendo riscontrato materiale in mare abbiamo interdetto la pesca e la balneazione fino ad un miglio dalla costa» spiega Cassandra Mengarelli dell'Arpam dopo il summit con il sindaco Riccardo Recanatini che ha emesso l'ordinanza di divieto. Intorno alle 16 frammenti di melassa idrocarburica sono arrivata fino a riva e chi restava incuriosito ad osservare le operazioni in mare delle imbarcazioni (almeno 8 tra mezzi Api e della guardia costiera) dalla battigia non ha potuto fare a meno di sporcarsi i piedi con l'inquinante. «Ormai la situazione è così grave che la convivenza delle nostre attività con quella della raffineria è impossibile - sbotta Gianluca Guazzarotti, presidente del consorzio dei bagnini falconaresi - Siamo in attesa degli esiti degli esami e soprattutto di vedere quali provvedimenti prenderà il Comune contro la raffineria che mette in grave pericolo la salute pubblica e delle nostre attività». Anche questa volta l'azienda parla di un «quantitativo limitato» di inquinante: alcune decine di litri di acqua saponata miscelata a prodotto petrolifero fuoriuscita alle 12.30 dalla linea 10 del pontile «durante l'attività di pulizia periodica di una linea di trasferimento dei prodotti». Versione confermata dalla Capitaneria che ad ogni modo attende gli esiti dei campionamenti per definire quantità e composizione del prodotto. «Non erano in corso operazioni commerciali - spiegano dalla Capitaneria - e durante la pressatura della linea di movimentazione alcuni litri di acqua mista a prodotto idrocarburico sono fuoriusciti da un piccolo serbatoio collocato in capo al pontile, utilizzato per la raccolta di eventuali sfiati durante la pulizia». Tuttavia l'evento ha scatenato l’ira dei bagnanti. «Sono molto arrabbiata di non potere fare il bagno» lamenta una bambina e in molti si sono seduti rassegnati sotto gli ombrelloni. Ma se sulla spiaggia il malumore cresce anche per l'arrivo in serata del personale addetto alla bonifica, le reazioni di politici, ambientalisti e comitati non si sono fatte attendere. La stessa presidente della Provincia Patrizia Casagrande esprime «preoccupazione e rabbia» per «l'ennesimo sversamento causato dalla raffineria Api, che compromette ulteriormente non solo l'ambiente ma anche la fiducia, che andava diversamente onorata». Anche il Comune va giù duro: «L'amministrazione ha dato mandato ai propri legali di verificare ogni azione utile ad evitare il ripetersi di eventi potenzialmente nocivi alla salute e gli interessi dei cittadini. Contestualmente chiederà l'apertura di un tavolo istituzionale che coinvolga da subito Regione e Provincia al fine di individuare azioni immediate e concrete da intraprendere nei confronti dell'Api per impedire il ripetersi di analoghe situazioni». Oggi alle 6 comincerà l’opera di bonifica vera e propria.

 
CORRIERE ADRIATICO
L’Api: “E’ un quantitativo limitato di acqua e combustibile”Il sindaco Recanatini interrompe il dialogo con l’azienda “E’ il terzo incidente in poco più di tre mesi”Casagrande: “Compromessi l’ambiente e la fiducia” Dopo uno sversamento dalla raffineria la giunta comunale adotta d’urgenza il provvedimento
Olio in mare, scatta il divieto di balneazione

FALCONARA – Nuovo sversamento a mare ieri dalla raffineria Api e il prodotto, che in un primo momento sembrava fosse rimasto al largo, nel tardo pomeriggio ha cominciato a spiaggiarsi lungo diversi tratti dell’arenile. L’azienda ha fatto sapere che “intorno alle 12 e 30 durante l’attività di pulizia periodica di una linea di trasferimento dei prodotti, un quantitativo limitato di acqua mista a prodotto idrocarburico è fuoriuscito dal piccolo contenitore collocato in capo al pontile, utilizzato per la raccolta di eventuali sfiati durante la pulizia” e che “la fuoriuscita è stata subito circoscritta dal personale Api che ha attivato l’unità marina di pronto intervento ‘Grecale’ e altri mezzi navali”. Secondo la raffineria, “grazie alla pronta disposizione in mare di panne galleggianti, è stato possibile contenere immediatamente la chiazza e procedere con le attività di recupero del prodotto” e la “fuoriuscita non ha causato danni né a cose né a persone”.

Di fatto però, vista la situazione e dopo le verifiche dell’Arpam (Cassandra Mengarelli, responsabile per la qualità delle acque, ha effettuato diversi prelievi in mare con l’aiuto dei bagnini), il sindaco Recanatini, che ha convocato d’urgenza la giunta comunale, ha ritenuto necessario, per motivi “prettamente cautelari in assenza di precisazioni circa la natura del prodotto”, emettere un’ordinanza di divieto di balneazione e di pesca “dal punto 30, localizzato a Villanova, al punto 36 (zona sottopasso di via Trieste) incluso per un miglio”. “E’ il terzo sversamento in poco più di tre mesi – ha commentato Recanatini – il che conferma la precarietà e la pericolosità dell’impianto oltre all’inadeguatezza delle procedure di sicurezza della raffineria stessa”. L’amministrazione comunale ha fatto sapere di avere dato mandato ai propri legali di “verificare ogni azione utile ad evitare il ripetersi di eventi potenzialmente nocivi alla salute e gli interessi dei cittadini” ed ha annunciato l’interruzione di ogni tipo di dialogo con l’azienda Api. Contestualmente il sindaco chiederà l’apertura di un tavolo istituzionale che coinvolga da subito Regione e Provincia “al fine di individuare azioni immediate e concrete da intraprendere nei confronti dell’Api per impedire il ripetersi di analoghe situazioni”. “Nulla verrà lasciato intentato – ha assicurato il sindaco – affinché la salute dei cittadini di Falconara sia tutelata cosi come deve essere salvaguardato il diritto ad usufruire della spiaggia”. “La situazione è intollerabile – ha detto il presidente del consorzio Falcomar Gianluca Guazzarotti – ci sentiamo davvero impotenti, a questo punto vorremmo avere delle risposte concrete, prima che dalla raffineria Api dallo stesso Comune, sulla salute dei cittadini, sulla balneabilità e sulle attività in spiaggia che stanno lavorando tanto e bene per il rilancio della città, ma non possono certo andare avanti in questo modo”. La presidente della Provincia di Ancona Patrizia Casagrande ha espresso preoccupazione e rabbia per l'ennesimo sversamento che “compromette ulteriormente non solo l’ambiente ma anche la fiducia, non sappiamo ancora le cause e l’entità del precedente e già siamo alle prese con un altro incidente. Domani, nell’incontro con la Regione, la presidente cercherà i chiarimenti necessari.

MARINA MINELLI

 
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