RASSEGNA STAMPA 27.07.2007

 

MESSAGGERO
Api, concessione di nuovo a rischio
La Provincia: «Va controllato il rispetto delle prescrizioni previste nel rinnovo»

di GIUSEPPE GIANNINI

FALCONARA Anche se la bonifica a mare e sulla spiaggia è già stata completata, il Comune su disposizioni dell'Arpam non revoca il divieto di balneazione. E intanto alla termine del summit in Regione si ventila la possibilità del ritiro della concessione alla raffineria. Nel day after dello sversamento di prodotto idrocarburico dal pontile Api, l'azienda precisa «che l'evento non è riconducibile a difetti strutturali o a vizi impiantistici e che per accertare la dinamica dei fatti è in corso di ricostruzione l'esatta sequenza delle operazioni effettuate dal personale operativo addetto al pontile», ma nel frattempo non si fa attendere la dura reazione dei politici locali riuniti ieri mattina al tavolo per l'emergenza. «Una situazione non più tollerabile» per l'assessore regionale all'Ambiente Marco Amagliani che annuncia che «invierà una lettera all'Autorità portuale affinché verifichi l'eventualità di intervenire nei confronti dell'azienda circa il proseguimento del rilascio della concessione». Dall'incontro, cui hanno partecipato oltre al Comune di Falconara anche il presidente della Provincia, Patrizia Casagrande, l'Arpam, la Capitaneria di Porto, l'Autorità Portuale, la Prefettura, i Carabinieri del Noe e il Comitato tecnico regionale per l'industria a rischio incidenti rilevanti, «è emersa la volontà comune di affrontare di petto una situazione che sta mettendo a grave rischio l'ecosistema della zona, con conseguenti danni anche di natura economica». L'ordinanza di divieto di pesca e balneazione a sud della raffineria Api fino all'ex piattaforma Bedetti (sottopasso via Trieste) non potrà infatti essere revocata prima della fine della prossima settimana, compromettendo così l'attività degli stabilimenti balneari della zona, cui arriva anche la solidarietà del presidente di Confcommercio Rodolfo Giampieri: «Riconosciamo grande impegno per il rilancio della città, del territorio e di tutto il litorale agli operatori della spiaggia a cui va dato tutto l'aiuto possibile per superare questa delicata situazione». Nel frattempo si sono esaurite ieri le operazioni di recupero delle scorie. «Il personale Api attrezzato allo scopo ha proceduto alla raccolta di circa 40 chilogrammi di materiale sabbioso contenente tracce di prodotto - spiega l’Api - La portata delimitata dell'episodio trova conferma nei verbali stilati dall'Arpam, che ha parlato di "presenze sporadiche" di prodotto che il personale Api ha rimosso». Gli addetti alla bonifica hanno effettuato due perlustrazioni: una alle 6 e la raccolta di scorie è stata consistente soprattutto nella zona del primo pontile; la seconda, a scopo precauzionale, alle 16. E se anche il vicesindaco Roberto Piccinini ammette che «l'entità dello sversamento è di gran lunga inferiore a quella del 2 aprile, lo stesso non può dirsi per i danni prodotti dal divieto di balneazione nel pieno della stagione estiva. Anche una piccola fuoriuscita di prodotto crea danni enormi ambientali e di immagine a Falconara ed evidenzia la necessità che vengano poste in essere procedimenti necessari per scongiurare ulteriori incidenti«. Ma il dato più preoccupante per il vicesindaco è «l'inaffidabilità dell'azienda e l'approssimazione con cui tratta gli incidenti». Duro anche l'assessore Massimo Marcelli Flori: «Con l'aiuto di Regione e Provincia è giunto il momento di pretendere il rispetto delle prescrizioni tecniche ed ambientali mettendo mano a tutte le leve, anche il ritiro della concessione». Punto che sembra condiviso dalla Casagrande e da Amagliani che auspicano «la costruzione di un tavolo congiunto che controlli il rispetto da parte dell'Api delle prescrizioni inserite nel documento che ha rinnovato la concessione, dettando le azioni da seguire in caso di inadempienze, e che riveda in maniera più ampia l'impianto prescrittivo, cercando allo stesso tempo di prevedere quelle situazioni non contemplate al momento del rinnovo della concessione».

La rabbia degli operatori: «Per noi è una mazzata»

di MARCO CATALANI

FALCONARA «No, signora. Il bagno non si può fare». Una frase ricorrente ieri in spiaggia tra bagnini e, dall'altro capo del telefono, turisti a chiedere lumi sulla situazione. Qualcuno, a dire il vero, una nuotata se l'è anche concessa, in barba all'ordinanza. Risultato: qualche lettino sporco, qualche piede da ripulire con acquaragia. «Un danno economico e d'immagine enorme - lamenta Rita Ciriello dei bagni omonimi - Non solo la gente da fuori ma anche i falconaresi sono stanchi. In tanti hanno chiesto informazioni e qualcuno ha pure detto che intende disdire l'ombrellone». Nei week-end la spiaggia è meta di pendolari dall'entroterra che riempiono stabilimenti e ristoranti. Senza contare gli arrivi di agosto che arricchiscono anche il mercato degli affitti estivi. Che ricaduta subiranno le presenze turistiche? Gli umori sono neri. «Sono deluso e amareggiato - sbotta Walter Cremonesi di Walter & Marcello - un episodio così a fine luglio è una mazzata. Molti clienti sono arrabbiati e qualcuno chiederà indietro la differenza se non sarà possibile fare il bagno». Insomma, un altro capitolo che i bagnini aggiungeranno alla richiesta di risarcimento danni avviata ad aprile. Il via libera ai bagni dovrebbe arrivare ai primi di agosto. Analisi Arpam permettendo. In spiaggia però la rabbia resta e si sfoga anche contro il Comune. «Nessuno - prosegue la Ciriello - ci ha fatto sapere nulla sui tempi dell'ordinanza. Quanto resterà in vigore? Chi dice giorni, chi un mese. Siamo stufi. Abbiamo investito soldi e salute e non siamo tutelati. La domenica arrivano intere comitive da Jesi, Foligno, Terni, per agosto abbiamo prenotazioni da Torino, da Venezia. Ed ora?». Anche per Loredana De Stefanis di Abbronzantissima «la preoccupazione è legata al fine settimana. Da noi arrivano da Fabriano e di sicuro dopo quanto accaduto non si sposteranno. Ci sentiamo fuori da tutto: già siamo stati penalizzati all'inizio dell'estate. A ciò vanno aggiunti i problemi di parcheggi e sottopassi e, dopo tutti gli investimenti, ci ritroviamo anche le tasse raddoppiate. Il Comune anziché venirci incontro ci taglia le gambe». E c’è anche chi, tra i frequentatori della spiaggia, è rassegnato: «Sono anni che non faccio il bagno qui - dice un'avvenente ragazza dal suo lettino - ed ora so di aver fatto bene. Perché continuo a venire? Qui sono nata e abito. La spiaggia sotto casa è una comodità».

 
CORRIERE ADRIATICO
Resta il divieto di fare il bagno

FALCONARA – Il divieto di balneazione “emesso a titolo precauzionale” mercoledì pomeriggio (dopo la constatazione di quanto accaduto al largo ed a riva a seguito dello sversamento dalla raffineria Api) per adesso resta, anche se, come ha sottolineato il vice sindaco Piccinini, “ci sono buone speranze che possa essere revocato entro la fine della prossima settimana, ma per questo dovremo aspettare i rilievi dell’Arpam”. “E’ bene precisare – ha fatto notare il vice sindaco – che l’ordinanza riguarda solo il tratto di arenile da Villanova alla ex piattaforma Bedetti compresa, da lì in poi il bagno si può fare tranquillamente”. Una distinzione fondamentale “da mettere bene in evidenza” ha spiegato Piccinini, ma che ieri mattina ha creato qualche malumore fra gli operatori balneari della zona di confine esasperati dalla situazione nel suo complesso e dalle incertezze rispetto alla delimitazione del divieto. In questi difficili giorni, i bagnini di salvataggio hanno il compito di invitare le persone a non bagnarsi in mare, lavoro difficile visto che, già dalla tarda mattinata di ieri, lungo l’arenile falconarese non c’era più traccia della sostanza bitumosa arrivata con il mare mosso del pomeriggio precedente.

Task force per controllare la raffineria
Dopo lo sversamento divampala polemica. L’azienda: “Conclusa l’opera di recupero del materiale L’evento non è riconducibile a difetti strutturali o a vizi impiantistici” Le istituzioni chiedono il rispetto delle prescrizioni inserite nel rinnovo della concessione

FALCONARA – “Siamo sconcertati per l’approssimazione con cui l’azienda ha affrontato la questione”. Il vice sindaco Piccinini e l’assessore ai lavori pubblici Marcelli Flori, che ieri hanno preso parte ad un tavolo tecnico in Regione, non usano mezzi termini e il giorno dopo “il terzo sversamento in pochi mesi” parlano apertamente di “totale inadeguatezza dell’impianto” ed assicurano che “un atteggiamento del genere da parte della raffineria non è più accettabile, in quanto persino una piccola fuoriuscita può provocare danni enormi all’ambiente ed alle attività economiche della spiaggia”. Durante l’incontro, a cui hanno preso parte anche la presidente della Provincia di Ancona, Patrizia Casagrande, l’Arpam, la Capitaneria di Porto, l’Autorità Portuale, la Prefettura, dei Carabinieri del Noe ed il Ctr – Comitato tecnico regionale per l’industria a rischio incidenti rilevanti, l’assessore regionale all’ambiente Amagliani ha ribadito che si tratta di una “situazione non più tollerabile” e rispetto alla quale bisogna prendere posizioni forti e decise. E’ stata condivisa da tutti i presenti la necessità di un tavolo congiunto che controlli il rispetto da parte dell’Api delle prescrizioni inserite nel documento che ha rinnovato la concessione, e riveda in maniera più ampia l’impianto prescrittivo, cercando di prevedere situazioni non contemplate al momento del rinnovo della concessione. L’assessore Amagliani, infine, ha fatto sapere che invierà una lettera all’Autorità portuale affinché verifichi l’eventualità di intervenire nei confronti dell’azienda circa il proseguimento del rilascio della concessione. “L'Api cerca di minimizzare – afferma il consigliere regionale dei Verdi Massimo Binci – ma un chilometro di spiaggia, in piena stagione turistica, è stato imbrattato da una gelatina di idrocarburi. Inoltre, l'opera di recupero del materiale in mare mi è sembrata del tutto insufficiente: pochi mezzi, poche panne assorbenti per raccogliere gli idrocarburi, scarso coordinamento e nessuna tempestiva informazione ai bagnanti”. Preoccupazione per l’accaduto e solidarietà ai bagnini Falconara sono state espresse dal presidente di Confcommercio della provincia di Ancona, Rodolfo Giampieri, che chiede venga riconosciuto il grande impegno degli operatori della spiaggia per “il rilancio della città, del territorio e di tutto il litorale”. Secondo il presidente di Legambiente Marche, Luigino Quarchioni, adesso “bisogna alzare il tiro e creare una vera e propria ‘task force’ per il controllo della sicurezza alla raffineria”. Dura anche la presa di posizione dei comitati cittadini che mercoledì pomeriggio hanno fotografato e filmato tutte le operazioni di recupero. Quarchioni, poi, lancia un appello alla Regione Marche ed al presidente Spacca, “affinché sulla questione Api non ci siano più né ombre, né incertezze”. Ieri pomeriggio l’azienda ha fatto sapere che si sono concluse le operazioni di recupero “del limitato quantitativo di prodotto idrocarburico arrivati lungo un circoscritto tratto della spiaggia di Falconara a seguito della fuoruscita verificatasi ieri dal contenitore posto in capo al pontile”. In totale sarebbero stati recuperati circa 40 chilogrammi di materiale sabbioso contenente tracce di prodotto idrocarburico, ma l’azienda precisa che “l’evento non è riconducibile a difetti strutturali o a vizi impiantistici”.

MARINA MINELLI

 
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