|
|
MESSAGGERO |
Api,
concessione di nuovo a rischio
La Provincia: «Va controllato il rispetto delle prescrizioni
previste nel rinnovo»
di GIUSEPPE GIANNINI
FALCONARA Anche se la
bonifica a mare e sulla spiaggia è già stata completata, il
Comune su disposizioni dell'Arpam non revoca il divieto di
balneazione. E intanto alla termine del summit in Regione si
ventila la possibilità del ritiro della concessione alla
raffineria. Nel day after dello sversamento di prodotto
idrocarburico dal pontile Api, l'azienda precisa «che
l'evento non è riconducibile a difetti strutturali o a vizi
impiantistici e che per accertare la dinamica dei fatti è in
corso di ricostruzione l'esatta sequenza delle operazioni
effettuate dal personale operativo addetto al pontile», ma
nel frattempo non si fa attendere la dura reazione dei
politici locali riuniti ieri mattina al tavolo per
l'emergenza. «Una situazione non più tollerabile» per
l'assessore regionale all'Ambiente Marco Amagliani che
annuncia che «invierà una lettera all'Autorità portuale
affinché verifichi l'eventualità di intervenire nei
confronti dell'azienda circa il proseguimento del rilascio
della concessione». Dall'incontro, cui hanno partecipato
oltre al Comune di Falconara anche il presidente della
Provincia, Patrizia Casagrande, l'Arpam, la Capitaneria di
Porto, l'Autorità Portuale, la Prefettura, i Carabinieri del
Noe e il Comitato tecnico regionale per l'industria a
rischio incidenti rilevanti, «è emersa la volontà comune di
affrontare di petto una situazione che sta mettendo a grave
rischio l'ecosistema della zona, con conseguenti danni anche
di natura economica». L'ordinanza di divieto di pesca e
balneazione a sud della raffineria Api fino all'ex
piattaforma Bedetti (sottopasso via Trieste) non potrà
infatti essere revocata prima della fine della prossima
settimana, compromettendo così l'attività degli stabilimenti
balneari della zona, cui arriva anche la solidarietà del
presidente di Confcommercio Rodolfo Giampieri: «Riconosciamo
grande impegno per il rilancio della città, del territorio e
di tutto il litorale agli operatori della spiaggia a cui va
dato tutto l'aiuto possibile per superare questa delicata
situazione». Nel frattempo si sono esaurite ieri le
operazioni di recupero delle scorie. «Il personale Api
attrezzato allo scopo ha proceduto alla raccolta di circa 40
chilogrammi di materiale sabbioso contenente tracce di
prodotto - spiega l’Api - La portata delimitata
dell'episodio trova conferma nei verbali stilati dall'Arpam,
che ha parlato di "presenze sporadiche" di prodotto che il
personale Api ha rimosso». Gli addetti alla bonifica hanno
effettuato due perlustrazioni: una alle 6 e la raccolta di
scorie è stata consistente soprattutto nella zona del primo
pontile; la seconda, a scopo precauzionale, alle 16. E se
anche il vicesindaco Roberto Piccinini ammette che «l'entità
dello sversamento è di gran lunga inferiore a quella del 2
aprile, lo stesso non può dirsi per i danni prodotti dal
divieto di balneazione nel pieno della stagione estiva.
Anche una piccola fuoriuscita di prodotto crea danni enormi
ambientali e di immagine a Falconara ed evidenzia la
necessità che vengano poste in essere procedimenti necessari
per scongiurare ulteriori incidenti«. Ma il dato più
preoccupante per il vicesindaco è «l'inaffidabilità
dell'azienda e l'approssimazione con cui tratta gli
incidenti». Duro anche l'assessore Massimo Marcelli Flori:
«Con l'aiuto di Regione e Provincia è giunto il momento di
pretendere il rispetto delle prescrizioni tecniche ed
ambientali mettendo mano a tutte le leve, anche il ritiro
della concessione». Punto che sembra condiviso dalla
Casagrande e da Amagliani che auspicano «la costruzione di
un tavolo congiunto che controlli il rispetto da parte
dell'Api delle prescrizioni inserite nel documento che ha
rinnovato la concessione, dettando le azioni da seguire in
caso di inadempienze, e che riveda in maniera più ampia
l'impianto prescrittivo, cercando allo stesso tempo di
prevedere quelle situazioni non contemplate al momento del
rinnovo della concessione».
La rabbia degli
operatori: «Per noi è una mazzata»
di MARCO CATALANI
FALCONARA «No, signora.
Il bagno non si può fare». Una frase ricorrente ieri in
spiaggia tra bagnini e, dall'altro capo del telefono,
turisti a chiedere lumi sulla situazione. Qualcuno, a dire
il vero, una nuotata se l'è anche concessa, in barba
all'ordinanza. Risultato: qualche lettino sporco, qualche
piede da ripulire con acquaragia. «Un danno economico e
d'immagine enorme - lamenta Rita Ciriello dei bagni omonimi
- Non solo la gente da fuori ma anche i falconaresi sono
stanchi. In tanti hanno chiesto informazioni e qualcuno ha
pure detto che intende disdire l'ombrellone». Nei week-end
la spiaggia è meta di pendolari dall'entroterra che
riempiono stabilimenti e ristoranti. Senza contare gli
arrivi di agosto che arricchiscono anche il mercato degli
affitti estivi. Che ricaduta subiranno le presenze
turistiche? Gli umori sono neri. «Sono deluso e amareggiato
- sbotta Walter Cremonesi di Walter & Marcello - un episodio
così a fine luglio è una mazzata. Molti clienti sono
arrabbiati e qualcuno chiederà indietro la differenza se non
sarà possibile fare il bagno». Insomma, un altro capitolo
che i bagnini aggiungeranno alla richiesta di risarcimento
danni avviata ad aprile. Il via libera ai bagni dovrebbe
arrivare ai primi di agosto. Analisi Arpam permettendo. In
spiaggia però la rabbia resta e si sfoga anche contro il
Comune. «Nessuno - prosegue la Ciriello - ci ha fatto sapere
nulla sui tempi dell'ordinanza. Quanto resterà in vigore?
Chi dice giorni, chi un mese. Siamo stufi. Abbiamo investito
soldi e salute e non siamo tutelati. La domenica arrivano
intere comitive da Jesi, Foligno, Terni, per agosto abbiamo
prenotazioni da Torino, da Venezia. Ed ora?». Anche per
Loredana De Stefanis di Abbronzantissima «la preoccupazione
è legata al fine settimana. Da noi arrivano da Fabriano e di
sicuro dopo quanto accaduto non si sposteranno. Ci sentiamo
fuori da tutto: già siamo stati penalizzati all'inizio
dell'estate. A ciò vanno aggiunti i problemi di parcheggi e
sottopassi e, dopo tutti gli investimenti, ci ritroviamo
anche le tasse raddoppiate. Il Comune anziché venirci
incontro ci taglia le gambe». E c’è anche chi, tra i
frequentatori della spiaggia, è rassegnato: «Sono anni che
non faccio il bagno qui - dice un'avvenente ragazza dal suo
lettino - ed ora so di aver fatto bene. Perché continuo a
venire? Qui sono nata e abito. La spiaggia sotto casa è una
comodità». |
| |
|
CORRIERE ADRIATICO |
|
Resta il divieto di fare il
bagno
FALCONARA – Il divieto di
balneazione “emesso a titolo precauzionale” mercoledì
pomeriggio (dopo la constatazione di quanto accaduto al
largo ed a riva a seguito dello sversamento dalla raffineria
Api) per adesso resta, anche se, come ha sottolineato il
vice sindaco Piccinini, “ci sono buone speranze che possa
essere revocato entro la fine della prossima settimana, ma
per questo dovremo aspettare i rilievi dell’Arpam”. “E’ bene
precisare – ha fatto notare il vice sindaco – che
l’ordinanza riguarda solo il tratto di arenile da Villanova
alla ex piattaforma Bedetti compresa, da lì in poi il bagno
si può fare tranquillamente”. Una distinzione fondamentale
“da mettere bene in evidenza” ha spiegato Piccinini, ma che
ieri mattina ha creato qualche malumore fra gli operatori
balneari della zona di confine esasperati dalla situazione
nel suo complesso e dalle incertezze rispetto alla
delimitazione del divieto. In questi difficili giorni, i
bagnini di salvataggio hanno il compito di invitare le
persone a non bagnarsi in mare, lavoro difficile visto che,
già dalla tarda mattinata di ieri, lungo l’arenile
falconarese non c’era più traccia della sostanza bitumosa
arrivata con il mare mosso del pomeriggio precedente.
Task force per controllare
la raffineria
Dopo lo sversamento divampala polemica. L’azienda:
“Conclusa l’opera di recupero del materiale L’evento non è
riconducibile a difetti strutturali o a vizi impiantistici”
Le istituzioni chiedono il rispetto delle prescrizioni
inserite nel rinnovo della concessione
FALCONARA – “Siamo
sconcertati per l’approssimazione con cui l’azienda ha
affrontato la questione”. Il vice sindaco Piccinini e
l’assessore ai lavori pubblici Marcelli Flori, che ieri
hanno preso parte ad un tavolo tecnico in Regione, non usano
mezzi termini e il giorno dopo “il terzo sversamento in
pochi mesi” parlano apertamente di “totale inadeguatezza
dell’impianto” ed assicurano che “un atteggiamento del
genere da parte della raffineria non è più accettabile, in
quanto persino una piccola fuoriuscita può provocare danni
enormi all’ambiente ed alle attività economiche della
spiaggia”. Durante l’incontro, a cui hanno preso parte anche
la presidente della Provincia di Ancona, Patrizia Casagrande,
l’Arpam, la Capitaneria di Porto, l’Autorità Portuale, la
Prefettura, dei Carabinieri del Noe ed il Ctr – Comitato
tecnico regionale per l’industria a rischio incidenti
rilevanti, l’assessore regionale all’ambiente Amagliani ha
ribadito che si tratta di una “situazione non più
tollerabile” e rispetto alla quale bisogna prendere
posizioni forti e decise. E’ stata condivisa da tutti i
presenti la necessità di un tavolo congiunto che controlli
il rispetto da parte dell’Api delle prescrizioni inserite
nel documento che ha rinnovato la concessione, e riveda in
maniera più ampia l’impianto prescrittivo, cercando di
prevedere situazioni non contemplate al momento del rinnovo
della concessione. L’assessore Amagliani, infine, ha fatto
sapere che invierà una lettera all’Autorità portuale
affinché verifichi l’eventualità di intervenire nei
confronti dell’azienda circa il proseguimento del rilascio
della concessione. “L'Api cerca di minimizzare – afferma il
consigliere regionale dei Verdi Massimo Binci – ma un
chilometro di spiaggia, in piena stagione turistica, è stato
imbrattato da una gelatina di idrocarburi. Inoltre, l'opera
di recupero del materiale in mare mi è sembrata del tutto
insufficiente: pochi mezzi, poche panne assorbenti per
raccogliere gli idrocarburi, scarso coordinamento e nessuna
tempestiva informazione ai bagnanti”. Preoccupazione per
l’accaduto e solidarietà ai bagnini Falconara sono state
espresse dal presidente di Confcommercio della provincia di
Ancona, Rodolfo Giampieri, che chiede venga riconosciuto il
grande impegno degli operatori della spiaggia per “il
rilancio della città, del territorio e di tutto il
litorale”. Secondo il presidente di Legambiente Marche,
Luigino Quarchioni, adesso “bisogna alzare il tiro e creare
una vera e propria ‘task force’ per il controllo della
sicurezza alla raffineria”. Dura anche la presa di posizione
dei comitati cittadini che mercoledì pomeriggio hanno
fotografato e filmato tutte le operazioni di recupero.
Quarchioni, poi, lancia un appello alla Regione Marche ed al
presidente Spacca, “affinché sulla questione Api non ci
siano più né ombre, né incertezze”. Ieri pomeriggio
l’azienda ha fatto sapere che si sono concluse le operazioni
di recupero “del limitato quantitativo di prodotto
idrocarburico arrivati lungo un circoscritto tratto della
spiaggia di Falconara a seguito della fuoruscita
verificatasi ieri dal contenitore posto in capo al pontile”.
In totale sarebbero stati recuperati circa 40 chilogrammi di
materiale sabbioso contenente tracce di prodotto
idrocarburico, ma l’azienda precisa che “l’evento non è
riconducibile a difetti strutturali o a vizi impiantistici”.
MARINA MINELLI |
| |
|