RASSEGNA STAMPA 28.07.2007

 

MESSAGGERO
Sversamento all’Api, pontile sotto accusa
I lavoratori: «La raffineria è tra le più sicure, non è accettabile che succedano incidenti così banali»
I bagnini ipotizzano una richiesta di sequestro alla procura. Divieto di balneazione, si spera in una revoca anticipata

di GIUSEPPE GIANNINI

FALCONARA Mentre operatori balneari e Rsu dell'Api temono le ricadute di un eccessivo allarmismo dopo l'incidente al pontile di mercoledì, questa mattina no-global e Greenpeace saranno sulle spiagge di Falconara, Marina di Montemarciano, Marzocca e Senigallia per «informare i bagnanti sulla grave minaccia alla quale è sottoposto l'Adriatico ogni giorno». Nel frattempo il vicesindaco Roberto Piccinini è fiducioso sulla possibilità che il divieto temporaneo di balneazione, “imposto” per motivi cautelativi dall'Arpam, sia revocato il 4 agosto e Carlo Ciccioli (An) auspica che Api «compia un salto di qualità andando verso la produzione di energia» e si faccia «carico di un corretto rapporto con il territorio». Giornata intensa per Piccinini e per l'assessore Massimo Marcelli Flori che ieri hanno ricevuti i rappresentanti delle Rsu, la commissione ambiente e i bagnini del consorzio Falcomar. Dialogo proficuo, ma anche momenti di tensione nei vertici con lavoratori e operatori balneari costretti a fare i conti con l'ennesimo incidente Api: il terzo sversamento di idrocarburi e conseguenti spiaggiamenti sulla spiaggia in soli quattro mesi. «E se la quantità di prodotto sversato a mare è di gran lunga inferiore a quella fuoriuscita ad aprile - spiega Piccinini - lo stesso non può dirsi per i danni prodotti dal divieto di balneazione nel pieno della stagione estiva». L’opera di bonifica è già stata conclusa ma il divieto resta. Potrebbe essere revocato alla fine della prossima settimana (in anticipo rispetto alla prassi) se gli esiti dei prelievi lo consentiranno. Ancora una volta principale incriminato è il pontile sul quale corrono le linee di movimentazione dei prodotti, già nell'occhio del ciclone per lo sversamento di Pasqua e per l'infortunio di un sub della Capitaneria precipitato su un pontone per il cedimento di una balaustra. E se il presidente Falcomar Gianluca Giuazzarotti ipotizza «una richiesta alla procura di sequestro della struttura nel caso l'azienda non operi in sicurezza», la manutenzione sul pontile «è una priorità» anche per i lavoratori. «Senza mai dimenticare che siamo in un contesto di attività ad alto rischio, la raffineria di Falconara è tra le migliori a livello nazionale ed europeo per i livelli di sicurezza e ambiente e non è più accettabile che si determino le condizioni di incidenti banali come quello di tre giorni fa - incalza Gilberto Zotti (Cigl) - Le strutture a mare sono vecchie e hanno bisogno di una sostanziale ristrutturazione». Un incidente "banale" perché riconducibile ad uno sversamento di pochi litri e generato probabilmente dalla mancata segnalazione di residui bituminosi all'interno di un serbatoio utilizzato per gli eventuali sfiati durante la pulizia delle linee. Critico anche Ciccioli. «Non è possibile che per pochi soldi di investimenti e manutenzione si metta a rischio l'ambiente, l'economia balneare e soprattutto il rispetto dei cittadini. Lavoro e sicurezza ambientale devono convivere».

 
CORRIERE ADRIATICO
Incontro teso in Comune. Il divieto di balneazione dovrebbe essere revocato all’inizio di agosto
Sversamenti, i bagnini chiedono garanzie

FALCONARA – A tre giorni dall’ultimo sversamento di prodotto idrocarburico dal pontile della raffineria, ieri in Comune è stato il giorno degli incontri, prima con la Rsu dell’Api, poi con la commissione ambiente ed infine con una rappresentanza dei bagnini (Gianluca Guazzarotti, Walter Cremonesi, Alessandro Filippetti, Anna Mercandetti e Annalisa Camillucci per il consorzio “Mare Nostrum”) i quali al vice sindaco Piccinini hanno manifestato preoccupazione, rabbia ed anche un senso di impotenza che rende tutto molto difficile. “Vi chiediamo di agire, in maniera concreta – ha dichiarato Guazzarotti - noi non possiamo continuare ad investire sul territorio con questo rischio che ci pende costantemente sulla testa”. Secondo gli operatori della spiaggia, però, adesso il problema “non è un ipotetico e futuro risarcimento, ma come far capire alle persone, una volta completati gli accertamenti e revocata l’ordinanza, che la situazione è rientrata e quindi si può tornare a godere liberamente e senza restrizioni del mare”. Il divieto di balneazione “temporaneo e precauzionale”, emesso dal Sindaco su esplicita richiesta dell’Arpam, va dal punto 30, localizzato a Villanova, al punto 36 (zona sottopasso di via Trieste) incluso per un miglio. Dovrebbe essere tolto entro il 4 o 5 agosto (il condizionale è d’obbligo visto che sono in corso le verifiche, compresa una ispezione degli scogli effettuata ieri pomeriggio dai sub volontari della p.a. Blu) e gli amministratori hanno assicurato “il massimo impegno affinché tutti rientri nella normalità”, ma hanno anche chiesto collaborazione affinché l’ordinanza sia, comunque, rispettata. “Stiamo anche lavorando per avviare la procedura di risarcimento – ha detto Piccinini – è inutile che l’azienda dichiari che non ci sono stati danni a cose e persone, la realtà qui è ben diversa”. Di criticità più volte segnalate hanno parlato, durante il colloquio in Comune anche i rappresentanti della Rsu dell’Api, Massimo Duranti, Luca Rosi e Paolo Polonara, i quali hanno ricordato di avere spesso fatto presente, ai vertici aziendali, lo stato di degrado e la pericolosità del pontile.

“Un incidente grave – hanno detto – ma non ci va bene che si sia parlato subito di errore umano addirittura prima di avere analizzato i fatti”. Per i comitati cittadini il nuovo sversamento “misura il fallimento della politica delle amministrazioni e delle autorità di fronte all'Api e l'incapacità di assicurare un futuro a tutti fuorché alla raffineria”. “Tutti – ha commentato il presidente Loris Calcina – devono dichiarare fallita la politica di credito concessa all'Api, credendo che scrivere protocolli o decreti fosse sufficiente a garantire salute e sicurezza della popolazione e dell'ambiente”. Ieri è intervenuto anche il capo gruppo di Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli per il quale se “un incidente può succedere, due può essere una disgraziata coincidenza, tre è la constatazione assoluta che c’è qualcosa che non va”. “Addetti ai lavori e lo stesso personale riferiscono che tubature, raccordi e paratie sono obsolete”, ha dichiarato l’onorevole Ciccioli.

In procura intento attendono i risultati degli accertamenti svolti da Arpam e Capitaneria di porto, ma dalle prime segnalazioni fatte al magistrato di turno la situazione non è sembrata allarmante.

MARINA MINELLI,

 
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