Sversamento all’Api, pontile
sotto accusa
I lavoratori: «La raffineria è tra le più sicure, non è
accettabile che succedano incidenti così banali»
I bagnini ipotizzano una richiesta di sequestro alla
procura. Divieto di balneazione, si spera in una revoca
anticipatadi GIUSEPPE
GIANNINI
FALCONARA Mentre operatori
balneari e Rsu dell'Api temono le ricadute di un eccessivo
allarmismo dopo l'incidente al pontile di mercoledì, questa
mattina no-global e Greenpeace saranno sulle spiagge di
Falconara, Marina di Montemarciano, Marzocca e Senigallia
per «informare i bagnanti sulla grave minaccia alla quale è
sottoposto l'Adriatico ogni giorno». Nel frattempo il
vicesindaco Roberto Piccinini è fiducioso sulla possibilità
che il divieto temporaneo di balneazione, “imposto” per
motivi cautelativi dall'Arpam, sia revocato il 4 agosto e
Carlo Ciccioli (An) auspica che Api «compia un salto di
qualità andando verso la produzione di energia» e si faccia
«carico di un corretto rapporto con il territorio». Giornata
intensa per Piccinini e per l'assessore Massimo Marcelli
Flori che ieri hanno ricevuti i rappresentanti delle Rsu, la
commissione ambiente e i bagnini del consorzio Falcomar.
Dialogo proficuo, ma anche momenti di tensione nei vertici
con lavoratori e operatori balneari costretti a fare i conti
con l'ennesimo incidente Api: il terzo sversamento di
idrocarburi e conseguenti spiaggiamenti sulla spiaggia in
soli quattro mesi. «E se la quantità di prodotto sversato a
mare è di gran lunga inferiore a quella fuoriuscita ad
aprile - spiega Piccinini - lo stesso non può dirsi per i
danni prodotti dal divieto di balneazione nel pieno della
stagione estiva». L’opera di bonifica è già stata conclusa
ma il divieto resta. Potrebbe essere revocato alla fine
della prossima settimana (in anticipo rispetto alla prassi)
se gli esiti dei prelievi lo consentiranno. Ancora una volta
principale incriminato è il pontile sul quale corrono le
linee di movimentazione dei prodotti, già nell'occhio del
ciclone per lo sversamento di Pasqua e per l'infortunio di
un sub della Capitaneria precipitato su un pontone per il
cedimento di una balaustra. E se il presidente Falcomar
Gianluca Giuazzarotti ipotizza «una richiesta alla procura
di sequestro della struttura nel caso l'azienda non operi in
sicurezza», la manutenzione sul pontile «è una priorità»
anche per i lavoratori. «Senza mai dimenticare che siamo in
un contesto di attività ad alto rischio, la raffineria di
Falconara è tra le migliori a livello nazionale ed europeo
per i livelli di sicurezza e ambiente e non è più
accettabile che si determino le condizioni di incidenti
banali come quello di tre giorni fa - incalza Gilberto Zotti
(Cigl) - Le strutture a mare sono vecchie e hanno bisogno di
una sostanziale ristrutturazione». Un incidente "banale"
perché riconducibile ad uno sversamento di pochi litri e
generato probabilmente dalla mancata segnalazione di residui
bituminosi all'interno di un serbatoio utilizzato per gli
eventuali sfiati durante la pulizia delle linee. Critico
anche Ciccioli. «Non è possibile che per pochi soldi di
investimenti e manutenzione si metta a rischio l'ambiente,
l'economia balneare e soprattutto il rispetto dei cittadini.
Lavoro e sicurezza ambientale devono convivere». |
Incontro teso in Comune. Il
divieto di balneazione dovrebbe essere revocato all’inizio
di agosto
Sversamenti, i bagnini chiedono garanzie
FALCONARA – A tre giorni
dall’ultimo sversamento di prodotto idrocarburico dal
pontile della raffineria, ieri in Comune è stato il giorno
degli incontri, prima con la Rsu dell’Api, poi con la
commissione ambiente ed infine con una rappresentanza dei
bagnini (Gianluca Guazzarotti, Walter Cremonesi, Alessandro
Filippetti, Anna Mercandetti e Annalisa Camillucci per il
consorzio “Mare Nostrum”) i quali al vice sindaco Piccinini
hanno manifestato preoccupazione, rabbia ed anche un senso
di impotenza che rende tutto molto difficile. “Vi chiediamo
di agire, in maniera concreta – ha dichiarato Guazzarotti -
noi non possiamo continuare ad investire sul territorio con
questo rischio che ci pende costantemente sulla testa”.
Secondo gli operatori della spiaggia, però, adesso il
problema “non è un ipotetico e futuro risarcimento, ma come
far capire alle persone, una volta completati gli
accertamenti e revocata l’ordinanza, che la situazione è
rientrata e quindi si può tornare a godere liberamente e
senza restrizioni del mare”. Il divieto di balneazione
“temporaneo e precauzionale”, emesso dal Sindaco su
esplicita richiesta dell’Arpam, va dal punto 30, localizzato
a Villanova, al punto 36 (zona sottopasso di via Trieste)
incluso per un miglio. Dovrebbe essere tolto entro il 4 o 5
agosto (il condizionale è d’obbligo visto che sono in corso
le verifiche, compresa una ispezione degli scogli effettuata
ieri pomeriggio dai sub volontari della p.a. Blu) e gli
amministratori hanno assicurato “il massimo impegno affinché
tutti rientri nella normalità”, ma hanno anche chiesto
collaborazione affinché l’ordinanza sia, comunque,
rispettata. “Stiamo anche lavorando per avviare la procedura
di risarcimento – ha detto Piccinini – è inutile che
l’azienda dichiari che non ci sono stati danni a cose e
persone, la realtà qui è ben diversa”. Di criticità più
volte segnalate hanno parlato, durante il colloquio in
Comune anche i rappresentanti della Rsu dell’Api, Massimo
Duranti, Luca Rosi e Paolo Polonara, i quali hanno ricordato
di avere spesso fatto presente, ai vertici aziendali, lo
stato di degrado e la pericolosità del pontile.
“Un incidente grave – hanno
detto – ma non ci va bene che si sia parlato subito di
errore umano addirittura prima di avere analizzato i fatti”.
Per i comitati cittadini il nuovo sversamento “misura il
fallimento della politica delle amministrazioni e delle
autorità di fronte all'Api e l'incapacità di assicurare un
futuro a tutti fuorché alla raffineria”. “Tutti – ha
commentato il presidente Loris Calcina – devono dichiarare
fallita la politica di credito concessa all'Api, credendo
che scrivere protocolli o decreti fosse sufficiente a
garantire salute e sicurezza della popolazione e
dell'ambiente”. Ieri è intervenuto anche il capo gruppo di
Alleanza Nazionale Carlo Ciccioli per il quale se “un
incidente può succedere, due può essere una disgraziata
coincidenza, tre è la constatazione assoluta che c’è
qualcosa che non va”. “Addetti ai lavori e lo stesso
personale riferiscono che tubature, raccordi e paratie sono
obsolete”, ha dichiarato l’onorevole Ciccioli.
In procura intento attendono
i risultati degli accertamenti svolti da Arpam e Capitaneria
di porto, ma dalle prime segnalazioni fatte al magistrato di
turno la situazione non è sembrata allarmante.
MARINA MINELLI, |