|
Ex Montedison, pronto il
piano di recupero
L’architetto Bohigas in città
per presentare anche il progetto di sistemazione del nuovo
fronte mare
di MARINA MINELLI
FALCONARA . Torna Oriol
Bohigas e questa volta sono due i progetti che l’architetto
catalano presenterà all’amministrazione comunale. “Da una
parte ci sarà l’avanzamento della proposta legata al nuovo
fronte mare di Falconara - spiega il dirigente
all’urbanistica Furio Durpetti - e dall’altra una prima
bozza sul recupero dell’area dela ex Montedison”. Due
interventi importanti per il futuro della città, ma mentre
del primo, ormai in discussione da alcuni anni, già si
conoscono impostazione e molti dettagli, sul secondo la
riservatezza del professionista catalano è al momento
assoluta. Per l’ex sito industriale, il Piano regolatore del
1999 ha previsto un uso pubblico in ambito ricreativo,
sportivo e ludico, quindi nel grande spazio situato a fianco
della strada statale, di proprietà dell'azienda agricola Del
Poggio, potrebbero trovare posto impianti sportivi, un
acquaparco e strutture commerciali. “E' esclusa - avevano
precisato a suo tempo i dirigenti del Comune di Falconara -
l'ipotesi di destinare l'area alla grande distribuzione
perché la copianificazione prevede un'altra zona e più
precisamente i terreni verso lo svincolo dell'A14”. Oriol
Bohigas, co-titolare a Barcellona della Mbm Arquitects ed
autore di interventi urbanistici in molte altre città
italiane, ha visitato l’area della ex Montedison nel
febbraio dell’anno scorso e all’epoca il suo commento sul
luogo era stato drastico e senza appello: “se fosse per me
demolirei ogni cosa, solo tre edifici a 'nave' in legno sono
interessanti, il resto è tutto da buttare". Un’indicazione
seguita poi dalla stessa Soprintendenza ai Beni
Architettonici e Paesaggistici che dell’intero complesso di
oltre 300 mila metri cubi, costruito fra il 1914 e gli anni
’70 del XX secolo, ha vincolato solo il vecchio capanno dei
fosfati, cioè proprio la struttura in legno suddivisa in tre
parti individuata da Bohigas. “In ogni caso – ha fatto
notare in passato l'architetto Riccardo Picciafuco
consulente del comune di Falconara - il nuovo Prg rende
possibile il recupero di tutte le volumetrie in un'area
considerata come qualcosa di unitario, senza divisioni tra
il pezzo a monte e quello a valle. Quindi non si perderà
nulla per strada”. In pratica, parte dei 300 mila metri cubi
della ex Montedison (la quota vincolata dalla Soprintendenza
corrisponde a circa un settimo del totale) potrebbe anche
essere riutilizzato dall'altro lato della statale,
all'interno di quella che è comunemente conosciuta come zona
delle Pojole (su cui il Piano territoriale di coordinamento
della Provincia ha comunque messo una sorta di vincolo
agricolo), sommandosi quindi ai 70 mila metri cubi indicati
in quell'area dal piano regolatore falconarese adottato dal
Comune nel 1999 ed approvato definitivamente dalla Provincia
di Ancona nel marzo 2003. Secondo Picciafuoco, però ci
sarebbe anche un’altra porzione da conservare e cioè le due
palazzine all’ingresso dell’ex polo chimico, costruite nei
primi anni del ‘900 per accogliere gli uffici e la direzione
dell’azienda. Quello che è necessario è che l’intervento di
recupero possa partire in tempi rapidi dal momento che il
degrado dell’area è ormai avanzatissimo.
Percorso pedonale verso
l’ex municipio
Cambierà la viabilità in uno
snodo significativo del centro di Falconara
di M.M.
FALCONARA - Cambierà, ed in
modo molto significativo, la viabilità di uno snodo
fondamentale per il traffico cittadino, il grande incrocio,
fra le vie IV Novembre, Matteotti, Galliano, Leopardi e
Rosselli. Scopo del progetto, esaminato di recente dalla
giunta, la ridefinizione di alcuni assi viari e soprattutto
una migliore definizione degli spazi destinati ai pedoni
grazie alla realizzazione di un percorso verso l’ex
Municipio. “In relazione alla viabilità - spiega una nota
dell’amministrazione comunale - l’obiettivo è di impedire il
collegamento diretto tra via Galliano e via Leopardi, al
fine di migliorare la pedonabilità in risalita della città”.
La proposta progettuale, quindi, non solo “tiene conto della
prospettiva di generale risistemazione dell’ambito urbano
interessato, ma mette in primo piano la “necessità di
caratterizzare il ruolo della via IV Novembre quale
collegamento pedonale tra il centro e la vecchia sede
municipale destinata a diventare sede di attività
universitarie, pur non potendone precluderne l’utilizzo da
parte degli autoveicoli” . Un grande progetto, dunque,
finalizzato alla sistemazione viaria e pedonale
dell’incrocio, e pensato per creare “una connessione tra la
zona centrale e quella alta di Falconara, prevede il
raccordo a raso tra via IV Novembre che attualmente
rappresenta una delle direttrici viarie della città, via
Matteotti e via Galliano”. A tale sistema viario predisposto
dall’amministrazione, si integrerà un percorso pedonale di
collegamento tra piazza Mazzini e il vecchio municipio,
attraverso via IV Novembre caratterizzato dalla presenza di
elementi statuari e di piccole aree verdi con una
pavimentazione sul genere di quella già realizzata per parte
di via Bixio.
Carletti intervista i
candidati
Domenica prossima incontro in
vista delle regionali
Falconara – Domenica
prossima, alle 11, presso il centro Cultura “Piero Pergoli”
di Piazza Mazzini, il sindaco Giancarlo Carletti (nella
foto) presenterà in una pubblica assemblea i politici locali
che concorreranno alle consultazioni regionali di aprile:
Marco Amagliani (Rifondazione Comunista), Matteo Astolfi
(Alleanza Nazionale), Massimo Binci (Verdi), Michele
Boncristiano (Udeur), Marisa Giulioni (Italia dei Valori),
Marco Luchetti (Uniti Nell’Ulivo) e Nunzio Proto (Udc).
“Un’occasione – spiega una nota del Comune – per i cittadini
falconaresi, di conoscere i proprio candidati, approfondirne
i programmi, crescere nel confronto aperto con i politici
che li rappresentano”. Sarà anche l’occasione per
comprendere dai candidati quale peso possa assumere
Falconara nella politica regionale.
Lotta allo smog, avanti in
ordine sparso
Jesi conferma le targhe
alterne, Falconara stoppa le vetture non catalizzate e
Ancona...
di BRUNO LUMINARI
JESI - Pm 10 significa
polveri sottili, veleno per il nostro sistema respiratorio
dovuto all’inquinamento atmosferico prodotto da emissioni di
automobili, industrie, sistemi di riscaldamento. Per
combattere questo veleno occorre intervenire su ciò che lo
produce. Questo lo sanno tutti, è come scoprire l’acqua
calda. Lo sanno soprattutto, gli uffici preposti in Regione,
Provincia e Comuni. A cominciare dall’Arpam, l’agenzia
regionale di protezione ambientale delle Marche. Lo sanno da
tempo. Per questo la gente si aspetta iniziative studiate,
mirate e coordinate su aree vaste, non nei singoli Comuni.
In questo senso la gente sarebbe disposta anche alle
imposizioni con i relativi disagi. Invece è un vero caos. A
Jesi le targhe alterne, nel mese di marzo, il giovedì e
venerdì; a Falconara non possono circolare i veicoli non
catalizzati, così come prosimamente forse accadrà anche ad
Ancona, che sta studiando anche le taghe alterne; a Pesaro...e
così via. Abbiamo girato interrogativi, situazioni e
circostanze all’assessore all’ambiente Daniele Olivi. “Sotto
questo aspetto la situazione è quella che lei registra
assieme al malumore della gente - ha ammesso l’assessore -,
ma c’è anche l’aspetto positivo: finalmente tutti i Comuni
s’interessano all’inquinamento atmosferico dopo anni di
allarmi non ascoltati, di sottovalutazioni e di
menefreghismi. La mancanza di coordinamento - prosegue Olivi
-, esiste ed è sotto gli occhi di tutti. Non esiste una
legge che obblighi i Comuni a collaborare, e forse non
esiste neanche la volontà di farlo in questo momento”. Olivi
non ha voluto motivare questa sua ultima affermazione.
Allora gli abbiamo chiesto, all’assessore, se questa
mancanza di coordinamento tra i Comuni possa essere motivata
dalla campagna elettorale in atto. Ha risposto “no comment”.
Siamo tornati al famigerato Pm 10 e al perché la scelta
delle targhe alterne invece del proibire la circolazione
alle auto non catalizzate. “Per due ragioni, una sociale e
l’ altra statistica - ha risposto l’assessore all’ambiente
-. La ragione sociale è per noi prioritaria. Non abbiamo
inteso proibire, come fanno Falconara e Ancona, la
circolazione in città a chi non si può permettere un’auto
nuova. Troviamo socialmente limitativo e penalizzante quel
provvedimento. La ragione statistica - ha proseguito Olivi -
è data dal fatto che le auto non catalizzate rappresentano
il 10 per cento del totale, mentre con targhe pari e dispari
si interviene sul 50 per cento di tutte le autovetture”. In
termini aritmetici il discorso dell’assessore non fa una
piega. Ma noi abbiamo insistito chiedendogli se il Comune ha
dati certi, derivati da un attento monitoraggio, sulle
emissioni provenienti dalle industrie operanti sul proprio
territorio. “E’ noto che il monitoraggio sulla Turbogas è
costante, 24 ore su 24, e in caso di sforamento dei limiti
massimi, possiamo spegnere la centrale - ha risposto -, e
non mi risultano altre industrie potenzialmente dannose con
emissioni atmosferiche. Forse, ma non ne sono certo,
esistono in Comuni con meno di 10 mila abitanti e quindi
senza obblighi di intervento”. E questo è stato un altro
affondo di Daniele Olivi. Che fa capire con chiarezza perché
il problema dell’inquinamento atmosferico il generale, e del
Pm 10 in particolare, non siano mai arrivati alla Conferenza
dei sindaci per essere discusso globalmente, su un’area di
100 mila abitanti. Forse se ne parlerà dopo le elezioni
regionali, ma subito perché poi arrivano le elezioni
politiche.
Targhe alterne per quattro
giorni
La giunta orientata a
limitare ancora il traffico per ridurre le emissioni
inquinanti
ANCONA - Targhe alterne,
adesso si fa sul serio. Non c’è più tempo per le parole, con
le buone intenzioni non si abbattono le emissioni di smog
nell’atmosfera. Per Sturani e compagnia è arrivato il tempo
delle decisioni. Oggi è attesa quella finale, con la giunta
che si riunisce stamattina e che deve assumersi la
responsabilità di programmare una gestione del traffico che
consenta di alzare uno scudo davanti all’inquinamento
atmosferico e ai veleni dell’aria prodotti dai gas di
scarico delle auto. Lo sguardo si fissa in particolare sulle
due settimane che vanno dal 21 marzo al 2-3 aprile, il
weekend delle elezioni regionali. Un giorno a settimana
resteranno in garage i veicoli con targa pari, un giorno
quelli con targa dispari, per un totale di quattro giorni di
circolazione “alterna”. La scelta potrebbe cadere su giovedì
e venerdì, anche per prendere un’iniziativa omogenea a
quella di Jesi. Qualcuno aveva ipotizzato il lunedì, scelta
abortita perché il 21 è troppo vicino e il 28 coincide con
la seconda festa di Pasqua, il lunedì dell’Angelo. I fine
settimana erano fuori gioco perché il primo è dedicato alle
uova e alle colombe, l’altro alle urne. C’era da scegliere
tra gli altri giorni della settimana: ecco giovedì e
venerdì, come a Jesi appunto. L’agenda degli automobilisti
non dovrebbe essere sfogliata più in là del mese di marzo.
Infatti ad aprile è atteso l’arrivo della bella stagione, il
conseguente spegnimento degli impianti di riscaldamento e un
auspicabile miglioramento dei livelli di pm10, che
dovrebbero abbassarsi automaticamente. La lotta ai fumi
scaricati dalle auto oggi può segnare un importante punto a
favore della salubrità dell’aria e della salute dei
cittadini. Dipenderà dalle scelte che l’amministrazione sarà
in grado di fare, ma anche dalla sensibilità e dal senso
civico della gente. Magari gli stessi dimostrati davanti ai
divieti posti in questo periodo. E’ stata rispettata
l’ordinanza che vieta ai mezzi non catalizzati di circolare
dal lunedì al venerdì e che resterà in vigore fino al 27
marzo prossimo. Ancona non ha invece seguito Falconara sulla
strada del blocco domenicale. Carletti ha alzato la paletta
dell’alt domenica scorsa e lo rifarà domenica prossima, il
20 marzo. Il capoluogo pensa a interventi più efficaci che
possano davvero incidere sulla qualità dell’aria. Del resto
le centraline continuano a suonare l’allarme, e ormai non
c’è proprio più tempo da perdere. Adesso la parola al
sindaco Sturani, all’assessore all’ambiente D’Alessio e alla
giunta intera. |