RASSEGNA STAMPA 15.03.2005

 

MESSAGGERO
Le domeniche a piedi dividono i baristi di Falconara

C’è chi lamenta un calo del lavoro e chi invece è soddisfatto. Intanto va avanti il progetto del centro commerciale naturale

di MARCO CATALANI

FALCONARA Domeniche a piedi il giorno dopo. Tempo di bilanci per la prima delle due domeniche ecologiche - la prossima è prevista per il 20 marzo - tra la soddisfazione dell'Amministrazione comunale e le perplessità dei commercianti per la vicinanza delle date con il periodo pasquale. Una giornata di alti e bassi per i pubblici esercizi che avevano lanciato la protesta nei giorni scorsi. Diviso in due tranche orarie, dalle 9 alle 12,30 e dalle 15 alle 18, il blocco totale del traffico con la creazione di due maxi isole pedonali nei centri di Falconara e Castelferretti, sembra parlare diverse lingue. «Solo dopo le 18 il bar si è riempito di gente» lamenta il personale del Caffè Bedetti di via Flaminia. «Tutto sommato non mi posso lamentare, è stata una bella giornata e la gente girava, soprattutto nel pomeriggio» dicono invece al bar Centrale. Nessuna multa è stata elevata dai 26 vigili sparsi per la città e, grazie alla linea morbida adottata, è stato concesso di volta in volta l'attraversamento eccezionale della zona "proibita". «Ho avuto modo - spiega l'assessore all'Ambiente Giancarlo Scortichini - di parlare con alcuni commercianti, fiorai ed altri, assicurando loro che per motivi di lavoro avrebbero potuto tranquillamente passare». In questo senso l'ordinanza prevede la deroga a discrezione dei vigili, attuata anche per quanti, presa la macchina dai parcheggi quando è in vigore la maxi isola pedonale, ne vogliono uscire. Insomma, un'esperienza che potrebbe diventare una consuetudine. E i commercianti? Il presidente di Confcommercio Piero Maranconi ha già dichiarato il suo appoggio alle attività che decideranno per l'apertura domenicale. Ma c'è di più: va avanti lo studio per il centro commerciale naturale di Falconara. In settimana confronto tra Confcommercio e Comune al quale seguirà un incontro pubblico con i commercianti del centro. Prosegue nel frattempo la guerra totale alle polveri sottili. Si sta preparando il gruppo di lavoro che passerà al setaccio le abitazioni private alla caccia di quelle con riscaldamento a gasolio, alle quali saranno proposti incentivi per passare a tecnologie meno inquinanti, mentre per martedì prossimo è previsto il convegno sulle pm10 durante il quale saranno snocciolate cifre e potenziali rimedi per contrastare il fenomeno.

 
CORRIERE ADRIATICO
Ex Montedison, pronto il piano di recupero

L’architetto Bohigas in città per presentare anche il progetto di sistemazione del nuovo fronte mare

di MARINA MINELLI

FALCONARA . Torna Oriol Bohigas e questa volta sono due i progetti che l’architetto catalano presenterà all’amministrazione comunale. “Da una parte ci sarà l’avanzamento della proposta legata al nuovo fronte mare di Falconara - spiega il dirigente all’urbanistica Furio Durpetti - e dall’altra una prima bozza sul recupero dell’area dela ex Montedison”. Due interventi importanti per il futuro della città, ma mentre del primo, ormai in discussione da alcuni anni, già si conoscono impostazione e molti dettagli, sul secondo la riservatezza del professionista catalano è al momento assoluta. Per l’ex sito industriale, il Piano regolatore del 1999 ha previsto un uso pubblico in ambito ricreativo, sportivo e ludico, quindi nel grande spazio situato a fianco della strada statale, di proprietà dell'azienda agricola Del Poggio, potrebbero trovare posto impianti sportivi, un acquaparco e strutture commerciali. “E' esclusa - avevano precisato a suo tempo i dirigenti del Comune di Falconara - l'ipotesi di destinare l'area alla grande distribuzione perché la copianificazione prevede un'altra zona e più precisamente i terreni verso lo svincolo dell'A14”. Oriol Bohigas, co-titolare a Barcellona della Mbm Arquitects ed autore di interventi urbanistici in molte altre città italiane, ha visitato l’area della ex Montedison nel febbraio dell’anno scorso e all’epoca il suo commento sul luogo era stato drastico e senza appello: “se fosse per me demolirei ogni cosa, solo tre edifici a 'nave' in legno sono interessanti, il resto è tutto da buttare". Un’indicazione seguita poi dalla stessa Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici che dell’intero complesso di oltre 300 mila metri cubi, costruito fra il 1914 e gli anni ’70 del XX secolo, ha vincolato solo il vecchio capanno dei fosfati, cioè proprio la struttura in legno suddivisa in tre parti individuata da Bohigas. “In ogni caso – ha fatto notare in passato l'architetto Riccardo Picciafuco consulente del comune di Falconara - il nuovo Prg rende possibile il recupero di tutte le volumetrie in un'area considerata come qualcosa di unitario, senza divisioni tra il pezzo a monte e quello a valle. Quindi non si perderà nulla per strada”. In pratica, parte dei 300 mila metri cubi della ex Montedison (la quota vincolata dalla Soprintendenza corrisponde a circa un settimo del totale) potrebbe anche essere riutilizzato dall'altro lato della statale, all'interno di quella che è comunemente conosciuta come zona delle Pojole (su cui il Piano territoriale di coordinamento della Provincia ha comunque messo una sorta di vincolo agricolo), sommandosi quindi ai 70 mila metri cubi indicati in quell'area dal piano regolatore falconarese adottato dal Comune nel 1999 ed approvato definitivamente dalla Provincia di Ancona nel marzo 2003. Secondo Picciafuoco, però ci sarebbe anche un’altra porzione da conservare e cioè le due palazzine all’ingresso dell’ex polo chimico, costruite nei primi anni del ‘900 per accogliere gli uffici e la direzione dell’azienda. Quello che è necessario è che l’intervento di recupero possa partire in tempi rapidi dal momento che il degrado dell’area è ormai avanzatissimo.

Percorso pedonale verso l’ex municipio

Cambierà la viabilità in uno snodo significativo del centro di Falconara

di M.M.

FALCONARA - Cambierà, ed in modo molto significativo, la viabilità di uno snodo fondamentale per il traffico cittadino, il grande incrocio, fra le vie IV Novembre, Matteotti, Galliano, Leopardi e Rosselli. Scopo del progetto, esaminato di recente dalla giunta, la ridefinizione di alcuni assi viari e soprattutto una migliore definizione degli spazi destinati ai pedoni grazie alla realizzazione di un percorso verso l’ex Municipio. “In relazione alla viabilità - spiega una nota dell’amministrazione comunale - l’obiettivo è di impedire il collegamento diretto tra via Galliano e via Leopardi, al fine di migliorare la pedonabilità in risalita della città”. La proposta progettuale, quindi, non solo “tiene conto della prospettiva di generale risistemazione dell’ambito urbano interessato, ma mette in primo piano la “necessità di caratterizzare il ruolo della via IV Novembre quale collegamento pedonale tra il centro e la vecchia sede municipale destinata a diventare sede di attività universitarie, pur non potendone precluderne l’utilizzo da parte degli autoveicoli” . Un grande progetto, dunque, finalizzato alla sistemazione viaria e pedonale dell’incrocio, e pensato per creare “una connessione tra la zona centrale e quella alta di Falconara, prevede il raccordo a raso tra via IV Novembre che attualmente rappresenta una delle direttrici viarie della città, via Matteotti e via Galliano”. A tale sistema viario predisposto dall’amministrazione, si integrerà un percorso pedonale di collegamento tra piazza Mazzini e il vecchio municipio, attraverso via IV Novembre caratterizzato dalla presenza di elementi statuari e di piccole aree verdi con una pavimentazione sul genere di quella già realizzata per parte di via Bixio.

Carletti intervista i candidati

Domenica prossima incontro in vista delle regionali

Falconara – Domenica prossima, alle 11, presso il centro Cultura “Piero Pergoli” di Piazza Mazzini, il sindaco Giancarlo Carletti (nella foto) presenterà in una pubblica assemblea i politici locali che concorreranno alle consultazioni regionali di aprile: Marco Amagliani (Rifondazione Comunista), Matteo Astolfi (Alleanza Nazionale), Massimo Binci (Verdi), Michele Boncristiano (Udeur), Marisa Giulioni (Italia dei Valori), Marco Luchetti (Uniti Nell’Ulivo) e Nunzio Proto (Udc). “Un’occasione – spiega una nota del Comune – per i cittadini falconaresi, di conoscere i proprio candidati, approfondirne i programmi, crescere nel confronto aperto con i politici che li rappresentano”. Sarà anche l’occasione per comprendere dai candidati quale peso possa assumere Falconara nella politica regionale.

Lotta allo smog, avanti in ordine sparso

Jesi conferma le targhe alterne, Falconara stoppa le vetture non catalizzate e Ancona...

di BRUNO LUMINARI

JESI - Pm 10 significa polveri sottili, veleno per il nostro sistema respiratorio dovuto all’inquinamento atmosferico prodotto da emissioni di automobili, industrie, sistemi di riscaldamento. Per combattere questo veleno occorre intervenire su ciò che lo produce. Questo lo sanno tutti, è come scoprire l’acqua calda. Lo sanno soprattutto, gli uffici preposti in Regione, Provincia e Comuni. A cominciare dall’Arpam, l’agenzia regionale di protezione ambientale delle Marche. Lo sanno da tempo. Per questo la gente si aspetta iniziative studiate, mirate e coordinate su aree vaste, non nei singoli Comuni. In questo senso la gente sarebbe disposta anche alle imposizioni con i relativi disagi. Invece è un vero caos. A Jesi le targhe alterne, nel mese di marzo, il giovedì e venerdì; a Falconara non possono circolare i veicoli non catalizzati, così come prosimamente forse accadrà anche ad Ancona, che sta studiando anche le taghe alterne; a Pesaro...e così via. Abbiamo girato interrogativi, situazioni e circostanze all’assessore all’ambiente Daniele Olivi. “Sotto questo aspetto la situazione è quella che lei registra assieme al malumore della gente - ha ammesso l’assessore -, ma c’è anche l’aspetto positivo: finalmente tutti i Comuni s’interessano all’inquinamento atmosferico dopo anni di allarmi non ascoltati, di sottovalutazioni e di menefreghismi. La mancanza di coordinamento - prosegue Olivi -, esiste ed è sotto gli occhi di tutti. Non esiste una legge che obblighi i Comuni a collaborare, e forse non esiste neanche la volontà di farlo in questo momento”. Olivi non ha voluto motivare questa sua ultima affermazione. Allora gli abbiamo chiesto, all’assessore, se questa mancanza di coordinamento tra i Comuni possa essere motivata dalla campagna elettorale in atto. Ha risposto “no comment”. Siamo tornati al famigerato Pm 10 e al perché la scelta delle targhe alterne invece del proibire la circolazione alle auto non catalizzate. “Per due ragioni, una sociale e l’ altra statistica - ha risposto l’assessore all’ambiente -. La ragione sociale è per noi prioritaria. Non abbiamo inteso proibire, come fanno Falconara e Ancona, la circolazione in città a chi non si può permettere un’auto nuova. Troviamo socialmente limitativo e penalizzante quel provvedimento. La ragione statistica - ha proseguito Olivi - è data dal fatto che le auto non catalizzate rappresentano il 10 per cento del totale, mentre con targhe pari e dispari si interviene sul 50 per cento di tutte le autovetture”. In termini aritmetici il discorso dell’assessore non fa una piega. Ma noi abbiamo insistito chiedendogli se il Comune ha dati certi, derivati da un attento monitoraggio, sulle emissioni provenienti dalle industrie operanti sul proprio territorio. “E’ noto che il monitoraggio sulla Turbogas è costante, 24 ore su 24, e in caso di sforamento dei limiti massimi, possiamo spegnere la centrale - ha risposto -, e non mi risultano altre industrie potenzialmente dannose con emissioni atmosferiche. Forse, ma non ne sono certo, esistono in Comuni con meno di 10 mila abitanti e quindi senza obblighi di intervento”. E questo è stato un altro affondo di Daniele Olivi. Che fa capire con chiarezza perché il problema dell’inquinamento atmosferico il generale, e del Pm 10 in particolare, non siano mai arrivati alla Conferenza dei sindaci per essere discusso globalmente, su un’area di 100 mila abitanti. Forse se ne parlerà dopo le elezioni regionali, ma subito perché poi arrivano le elezioni politiche.

Targhe alterne per quattro giorni

La giunta orientata a limitare ancora il traffico per ridurre le emissioni inquinanti

ANCONA - Targhe alterne, adesso si fa sul serio. Non c’è più tempo per le parole, con le buone intenzioni non si abbattono le emissioni di smog nell’atmosfera. Per Sturani e compagnia è arrivato il tempo delle decisioni. Oggi è attesa quella finale, con la giunta che si riunisce stamattina e che deve assumersi la responsabilità di programmare una gestione del traffico che consenta di alzare uno scudo davanti all’inquinamento atmosferico e ai veleni dell’aria prodotti dai gas di scarico delle auto. Lo sguardo si fissa in particolare sulle due settimane che vanno dal 21 marzo al 2-3 aprile, il weekend delle elezioni regionali. Un giorno a settimana resteranno in garage i veicoli con targa pari, un giorno quelli con targa dispari, per un totale di quattro giorni di circolazione “alterna”. La scelta potrebbe cadere su giovedì e venerdì, anche per prendere un’iniziativa omogenea a quella di Jesi. Qualcuno aveva ipotizzato il lunedì, scelta abortita perché il 21 è troppo vicino e il 28 coincide con la seconda festa di Pasqua, il lunedì dell’Angelo. I fine settimana erano fuori gioco perché il primo è dedicato alle uova e alle colombe, l’altro alle urne. C’era da scegliere tra gli altri giorni della settimana: ecco giovedì e venerdì, come a Jesi appunto. L’agenda degli automobilisti non dovrebbe essere sfogliata più in là del mese di marzo. Infatti ad aprile è atteso l’arrivo della bella stagione, il conseguente spegnimento degli impianti di riscaldamento e un auspicabile miglioramento dei livelli di pm10, che dovrebbero abbassarsi automaticamente. La lotta ai fumi scaricati dalle auto oggi può segnare un importante punto a favore della salubrità dell’aria e della salute dei cittadini. Dipenderà dalle scelte che l’amministrazione sarà in grado di fare, ma anche dalla sensibilità e dal senso civico della gente. Magari gli stessi dimostrati davanti ai divieti posti in questo periodo. E’ stata rispettata l’ordinanza che vieta ai mezzi non catalizzati di circolare dal lunedì al venerdì e che resterà in vigore fino al 27 marzo prossimo. Ancona non ha invece seguito Falconara sulla strada del blocco domenicale. Carletti ha alzato la paletta dell’alt domenica scorsa e lo rifarà domenica prossima, il 20 marzo. Il capoluogo pensa a interventi più efficaci che possano davvero incidere sulla qualità dell’aria. Del resto le centraline continuano a suonare l’allarme, e ormai non c’è proprio più tempo da perdere. Adesso la parola al sindaco Sturani, all’assessore all’ambiente D’Alessio e alla giunta intera.

 
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