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Repubblica online
USA: ESPLODE RAFFINERIA IN
TEXAS, ALMENO 4 MORTI
Un'immane esplosione ha
devastato oggi la piu' grande raffineria di petrolio della
British Petroleum (BP) negli Stati Uniti, ed ha ucciso
almeno quattro persone, a quanto riferiscono le emittenti tv
locali.
Corriere della sera online
Texas: esplosione in
impianto petrolchimico, ci sarebbero vittime
TEXAS CITY (Texas) -
Esplosione in un impianto petrolchimico della Bp a Texas
City, negli Stati Uniti. Secondo le prime informazioni, ci
sarebbero dieci feriti e almeno quattro morti. Il portavoce
del gruppo petrolifero, Hugh Depland, ha confermato
l'esplosione ma non il numero delle vittime. |
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Polveri sottili, il blocco
domenicale non basta: in autunno scatteranno anche le targhe
alterne
di MARCO CATALANI
FALCONARA - La guerra totale
alle polveri sottili passa anche attraverso la conoscenza
del “nemico”. Con questo obbiettivo sono iniziati ieri
mattina all'hotel Touring i lavori del convegno dal tema
"Inquinamento atmosferico da polveri sottili: problematiche
ed efficacia degli interventi nelle aree urbane" organizzato
da Cam Bonifiche e dall'Ufficio Ambiente del Comune.
«Occorre una conoscenza approfondita del problema - ha
esordito il presidente di Cam Bonifiche Paolo Angeloni -
sulle polveri sottili si sentono tante voci, occorrono
invece dati per risolvere il problema». A Falconara, si sta
per concludere il periodo di blocco parziale del traffico -
ultimo giorno venerdì - ma già dopo due domeniche di blocco
totale nel centro, si sta pensando anche alle targhe
alterne, da concordare preventivamente con Ancona. «Già da
due anni - ricorda l'assessore all'Ambiente Giancarlo
Scortichini - l'Amministrazione ha preso quei provvedimenti
di prassi come targhe alterne, chiusure al traffico che
rappresentano però soluzioni di emergenza. Le soluzioni vere
sono nel medio-lungo periodo: dobbiamo chiederci che tipo di
mobilità vogliamo o che tipo di approvvigionamenti
energetici adottare". Interventi che si sono susseguiti in
scaletta e che hanno toccato i temi più cari alla tutela
dell'ambiente. "Il nostro territorio - ha aggiunto
Scortichini - è un campo di lavoro a cielo aperto per via di
quella concentrazione di strutture, frutto di scelte non
oculate e senza la dovuta sensibilità ambientale". A questo
punto la palla è passata a Alessandro Busca, docente
all'Università di Chieti che per il Comune ha redatto la
Valutazione Ambientale Strategica come piano strettamente
legato ai piani urbanistici attraverso un monitoraggio
permanente dell'ambiente. Una problematica, quella delle
polveri sottili, che secondo i dati forniti dall'Arpam
sull'andamento dei valori a livello regionale ha registrato
superamenti sia del valore limite annuale, sia del numero
massimo di superamenti consentiti nel 2004. Quali misure
adottare allora per frenare il fenomeno pm 10? Secondo
Agostino Cappelli e Alessandra Libardo del dipartimento
Urbanistica dell'Università di Venezia, l'aumento del parco
macchine ha reso inutili le targhe alterne, mentre le ztl
risultano più efficaci. "Ma i singoli interventi -
aggiungono - risultano essere scarsamente e non
sufficientemente efficaci se presi singolarmente. Occorre
incentivare l'utilizzo del trasporto pubblico integrando le
modalità di trasporto e fornendo un'informazione tempestiva
agli automobilisti su viabilità, disponibilità di parcheggi,
percorsi e mezzi di trasporto alternativi, scelte modali di
trasporto, attraverso sistemi di rete che utilizzano la
tecnologia internet". |
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Insopportabile fetore dalla
discarica delle Saline
Si teme l’arrivo del caldo.
Il Cam è al lavoro per ridurre il fenomeno ma eliminarlo del
tutto è impossibile
di CHIARA GIACOBELLI
FALCONARA - Vivere a due
passi dalla discarica delle Saline non è mai stato facile, a
causa dell’odore acre, del via vai degli uccelli attirati
dai rifiuti, dalle continue perdite di biogas
nell’atmosfera, senza considerare il paesaggio non proprio
idillico. Eppure gli abitanti della zona speravano che una
volta chiusa, la discarica non sarebbe più stata motivo di
protesta. A distanza di quasi due anni, invece, la puzza
continua a tormentare i residenti di Falconara e
Castelferretti. In più, non piace lo spiazzale all’aria
aperta dove i cittadini possono gratuitamente – e con pochi
controlli – scaricare oggetti ingombranti di vario tipo.
“Questa discarica è presente ormai da molti anni – commenta
Umberto Bilancioni, titolare di una nota fabbrica di
abbigliamento nei pressi delle Saline – ed ha sempre
inquinato, in un modo o nell’altro”. Il progetto iniziale di
bonifica prevedeva la realizzazione di 33 pozzi, i quali -
grazie alla presenza di torce automatiche e manuali -
avevano la funzione di bruciare il biogas, qualora il
contenuto di metano fosse superiore del 50 per cento.
Tuttavia negli anni ’90 soltanto 20 pozzi furono portati a
termine, mentre 13 ne vennero costruiti successivamente, nel
2004. Oggi il biogas non viene completamente bruciato dai
pozzi presenti. “E’ inevitabile che qualche perdita ci sia -
afferma il direttore del Cam Mauro Rocchi - perché è
impossibile controllare tutta la superficie di una discarica
ampia oltre sette ettari”. D’altra parte però il Cam
assicura che i controlli sull’inquinamento del terreno,
delle acque e dell’aria nei pressi della discarica vengono
effettuati periodicamente, senza registrare valori
preoccupanti.
Un progetto per salvare la
Vallesina
Siglata l’intesa
istituzionale
ANCONA - La Regione Marche e
i Comuni della Bassa Valle dell’Esino hanno firmato l’intesa
politico istituzionale che precede l'accordo di programma
previsto nel Piano di risanamento dell’ area di
Ancona-Falconara, dichiarata a elevato rischio dal Consiglio
regionale. Contestualmente gli stessi enti hanno siglato
anche la convenzione per l’individuazione di un Piano di
sviluppo sostenibile ambientale nella Bassa Valle dell’
Esino. Si tratta di due atti importanti, necessari per la
riuscita del Piano di risanamento del territorio coinvolto,
sostenuti da finanziamenti nazionali e regionali. I
documenti sono stati firmati dal presidente della Regione
Vito D’Ambrosio e dai rappresentanti dei Comuni interessati:
Jesi; Monte San Vito; Chiaravalle; Monsano; Falconara;
Camerata Picena ; Montemarciano; Agugliano. La firma
dell’intesa, oltre a favorire il recupero e lo sviluppo
dell’area interessata attraverso un coordinamento
istituzionale degli enti coinvolti, consente di partecipare
alla ripartizione di un fondo ministeriale di 4 milioni di
euro con un’altra zona della Sicilia classificata a rischio.
Grazie alla convenzione Arstel, Regione, Provincia di Ancona
e amministrazioni comunali coinvolte cofinanziano, invece,
con 450 mila euro, un piano di sviluppo sostenibile, a
carattere sperimentale, per ridurre gli impatti ambientali,
realizzare strutture sostenibili e garantire la massima
sicurezza idraulica lungo il corridoio dell’Esino.
Al mercato regna
l’incertezza
Due delibere
dell’amministrazione comunale e tanti dubbi
di MARINA MINELLI
FALCONARA - Nel futuro del
mercato coperto di via Bixio per il momento ci sono una
delibera di giunta (del 13-3-2005) che cambia la
destinazione d’uso dell’immobile e un futuro “concorso
d’idee” per riprogettare la struttura, ma i nove
commercianti (due del settore ittico re sette di quello
ortofrutticolo) a questo punto vorrebbero una presa di
posizione ufficiale da parte dell’amministrazione comunale.
“Nessuno ha ancora detto chiaramente che fine faremo -
dichiara Giorgio Moretti - e in queste condizioni non so
quanto potremo andare avanti”. I venditori del mercato
parlano di affari dimezzati già dall’epoca dei lavori per il
rifacimento di via Bixio e quindi della chiusura
dell’ingresso principale, ma secondo Moretti (produttore
biologico del maceratese) la situazione è crollata quando
sono iniziati i “cosiddetti lavori di ristrutturazione,
concretizzatisi nella sola realizzazione di un muro
divisorio che da temporaneo è diventato definitivo”.
D’altronde, come osservano i commercianti, “lavorare in una
struttura fatiscente e in condizioni precarie come questa,
per noi è difficile e per gli utenti non è certo invitante”.
Preoccupati di una chiusura o della delocalizzazione del
mercato (attivo fin dagli anni ‘30 del secolo scorso nella
struttura appositamente realizzata) anche i commercianti
della zona (nel quadrilatero fra le vie Bixio, IV Novembre,
Verdi e Cairoli) che temono una ulteriore fuga di clienti.
“Ci sentiamo presi in giro – continua Moretti – per i lavori
iniziati e lasciati a metà, per la promessa non mantenuta di
una riqualificazione, per questo dire e non dire sul nostro
futuro. Hanno deciso di cambiare destinazione d’uso, ma noi
che fine faremo, dove saremo collocati con le nostre
attività?”. Intanto l’amministrazione cittadina (con una
delibera del novembre del 2004) ha deciso non rassegnare le
licenze rimaste vacanti e di non darne nuove. “Questo
mercato sta calando non perché mancano persone interessate
all’agricoltura – assicura Moretti – è il Comune che ha
deciso di farlo chiudere senza rendersi conto che qui ci
sono i produttori veri e i prezzi sono molto più contenuti
rispetto alla grande distribuzione”. Difficili, in un futuro
di ristrutturazione totale e cambiamento di destinazione,
anche le prospettive dei piccoli negozi che affiancano il
mercato coperto, con ingressi sui due lati poiché si tratta
di esercizi la cui attività è strettamente legata
all’esistenza della struttura principale a causa degli spazi
minimi e dei servizi obbligatori per tutte le attività
aperte al pubblico. “Abbiamo capito che via Bixio deve
diventare una strada di prestigio – dicono i commercianti
del mercato – che ci lascino, adeguatamente sistemato almeno
lo spazio su via Verdi”. |