RASSEGNA STAMPA 23.03.2005

 

ultimora
Repubblica online

USA: ESPLODE RAFFINERIA IN TEXAS, ALMENO 4 MORTI

Un'immane esplosione ha devastato oggi la piu' grande raffineria di petrolio della British Petroleum (BP) negli Stati Uniti, ed ha ucciso almeno quattro persone, a quanto riferiscono le emittenti tv locali.

Corriere della sera online

Texas: esplosione in impianto petrolchimico, ci sarebbero vittime

TEXAS CITY (Texas) - Esplosione in un impianto petrolchimico della Bp a Texas City, negli Stati Uniti. Secondo le prime informazioni, ci sarebbero dieci feriti e almeno quattro morti. Il portavoce del gruppo petrolifero, Hugh Depland, ha confermato l'esplosione ma non il numero delle vittime.

 
MESSAGGERO
Polveri sottili, il blocco domenicale non basta: in autunno scatteranno anche le targhe alterne

di MARCO CATALANI

FALCONARA - La guerra totale alle polveri sottili passa anche attraverso la conoscenza del “nemico”. Con questo obbiettivo sono iniziati ieri mattina all'hotel Touring i lavori del convegno dal tema "Inquinamento atmosferico da polveri sottili: problematiche ed efficacia degli interventi nelle aree urbane" organizzato da Cam Bonifiche e dall'Ufficio Ambiente del Comune. «Occorre una conoscenza approfondita del problema - ha esordito il presidente di Cam Bonifiche Paolo Angeloni - sulle polveri sottili si sentono tante voci, occorrono invece dati per risolvere il problema». A Falconara, si sta per concludere il periodo di blocco parziale del traffico - ultimo giorno venerdì - ma già dopo due domeniche di blocco totale nel centro, si sta pensando anche alle targhe alterne, da concordare preventivamente con Ancona. «Già da due anni - ricorda l'assessore all'Ambiente Giancarlo Scortichini - l'Amministrazione ha preso quei provvedimenti di prassi come targhe alterne, chiusure al traffico che rappresentano però soluzioni di emergenza. Le soluzioni vere sono nel medio-lungo periodo: dobbiamo chiederci che tipo di mobilità vogliamo o che tipo di approvvigionamenti energetici adottare". Interventi che si sono susseguiti in scaletta e che hanno toccato i temi più cari alla tutela dell'ambiente. "Il nostro territorio - ha aggiunto Scortichini - è un campo di lavoro a cielo aperto per via di quella concentrazione di strutture, frutto di scelte non oculate e senza la dovuta sensibilità ambientale". A questo punto la palla è passata a Alessandro Busca, docente all'Università di Chieti che per il Comune ha redatto la Valutazione Ambientale Strategica come piano strettamente legato ai piani urbanistici attraverso un monitoraggio permanente dell'ambiente. Una problematica, quella delle polveri sottili, che secondo i dati forniti dall'Arpam sull'andamento dei valori a livello regionale ha registrato superamenti sia del valore limite annuale, sia del numero massimo di superamenti consentiti nel 2004. Quali misure adottare allora per frenare il fenomeno pm 10? Secondo Agostino Cappelli e Alessandra Libardo del dipartimento Urbanistica dell'Università di Venezia, l'aumento del parco macchine ha reso inutili le targhe alterne, mentre le ztl risultano più efficaci. "Ma i singoli interventi - aggiungono - risultano essere scarsamente e non sufficientemente efficaci se presi singolarmente. Occorre incentivare l'utilizzo del trasporto pubblico integrando le modalità di trasporto e fornendo un'informazione tempestiva agli automobilisti su viabilità, disponibilità di parcheggi, percorsi e mezzi di trasporto alternativi, scelte modali di trasporto, attraverso sistemi di rete che utilizzano la tecnologia internet".

 
CORRIERE ADRIATICO
Insopportabile fetore dalla discarica delle Saline

Si teme l’arrivo del caldo. Il Cam è al lavoro per ridurre il fenomeno ma eliminarlo del tutto è impossibile

di CHIARA GIACOBELLI

FALCONARA - Vivere a due passi dalla discarica delle Saline non è mai stato facile, a causa dell’odore acre, del via vai degli uccelli attirati dai rifiuti, dalle continue perdite di biogas nell’atmosfera, senza considerare il paesaggio non proprio idillico. Eppure gli abitanti della zona speravano che una volta chiusa, la discarica non sarebbe più stata motivo di protesta. A distanza di quasi due anni, invece, la puzza continua a tormentare i residenti di Falconara e Castelferretti. In più, non piace lo spiazzale all’aria aperta dove i cittadini possono gratuitamente – e con pochi controlli – scaricare oggetti ingombranti di vario tipo. “Questa discarica è presente ormai da molti anni – commenta Umberto Bilancioni, titolare di una nota fabbrica di abbigliamento nei pressi delle Saline – ed ha sempre inquinato, in un modo o nell’altro”. Il progetto iniziale di bonifica prevedeva la realizzazione di 33 pozzi, i quali - grazie alla presenza di torce automatiche e manuali - avevano la funzione di bruciare il biogas, qualora il contenuto di metano fosse superiore del 50 per cento. Tuttavia negli anni ’90 soltanto 20 pozzi furono portati a termine, mentre 13 ne vennero costruiti successivamente, nel 2004. Oggi il biogas non viene completamente bruciato dai pozzi presenti. “E’ inevitabile che qualche perdita ci sia - afferma il direttore del Cam Mauro Rocchi - perché è impossibile controllare tutta la superficie di una discarica ampia oltre sette ettari”. D’altra parte però il Cam assicura che i controlli sull’inquinamento del terreno, delle acque e dell’aria nei pressi della discarica vengono effettuati periodicamente, senza registrare valori preoccupanti.

Un progetto per salvare la Vallesina

Siglata l’intesa istituzionale

ANCONA - La Regione Marche e i Comuni della Bassa Valle dell’Esino hanno firmato l’intesa politico istituzionale che precede l'accordo di programma previsto nel Piano di risanamento dell’ area di Ancona-Falconara, dichiarata a elevato rischio dal Consiglio regionale. Contestualmente gli stessi enti hanno siglato anche la convenzione per l’individuazione di un Piano di sviluppo sostenibile ambientale nella Bassa Valle dell’ Esino. Si tratta di due atti importanti, necessari per la riuscita del Piano di risanamento del territorio coinvolto, sostenuti da finanziamenti nazionali e regionali. I documenti sono stati firmati dal presidente della Regione Vito D’Ambrosio e dai rappresentanti dei Comuni interessati: Jesi; Monte San Vito; Chiaravalle; Monsano; Falconara; Camerata Picena ; Montemarciano; Agugliano. La firma dell’intesa, oltre a favorire il recupero e lo sviluppo dell’area interessata attraverso un coordinamento istituzionale degli enti coinvolti, consente di partecipare alla ripartizione di un fondo ministeriale di 4 milioni di euro con un’altra zona della Sicilia classificata a rischio. Grazie alla convenzione Arstel, Regione, Provincia di Ancona e amministrazioni comunali coinvolte cofinanziano, invece, con 450 mila euro, un piano di sviluppo sostenibile, a carattere sperimentale, per ridurre gli impatti ambientali, realizzare strutture sostenibili e garantire la massima sicurezza idraulica lungo il corridoio dell’Esino.

Al mercato regna l’incertezza

Due delibere dell’amministrazione comunale e tanti dubbi

di MARINA MINELLI

FALCONARA - Nel futuro del mercato coperto di via Bixio per il momento ci sono una delibera di giunta (del 13-3-2005) che cambia la destinazione d’uso dell’immobile e un futuro “concorso d’idee” per riprogettare la struttura, ma i nove commercianti (due del settore ittico re sette di quello ortofrutticolo) a questo punto vorrebbero una presa di posizione ufficiale da parte dell’amministrazione comunale. “Nessuno ha ancora detto chiaramente che fine faremo - dichiara Giorgio Moretti - e in queste condizioni non so quanto potremo andare avanti”. I venditori del mercato parlano di affari dimezzati già dall’epoca dei lavori per il rifacimento di via Bixio e quindi della chiusura dell’ingresso principale, ma secondo Moretti (produttore biologico del maceratese) la situazione è crollata quando sono iniziati i “cosiddetti lavori di ristrutturazione, concretizzatisi nella sola realizzazione di un muro divisorio che da temporaneo è diventato definitivo”. D’altronde, come osservano i commercianti, “lavorare in una struttura fatiscente e in condizioni precarie come questa, per noi è difficile e per gli utenti non è certo invitante”. Preoccupati di una chiusura o della delocalizzazione del mercato (attivo fin dagli anni ‘30 del secolo scorso nella struttura appositamente realizzata) anche i commercianti della zona (nel quadrilatero fra le vie Bixio, IV Novembre, Verdi e Cairoli) che temono una ulteriore fuga di clienti. “Ci sentiamo presi in giro – continua Moretti – per i lavori iniziati e lasciati a metà, per la promessa non mantenuta di una riqualificazione, per questo dire e non dire sul nostro futuro. Hanno deciso di cambiare destinazione d’uso, ma noi che fine faremo, dove saremo collocati con le nostre attività?”. Intanto l’amministrazione cittadina (con una delibera del novembre del 2004) ha deciso non rassegnare le licenze rimaste vacanti e di non darne nuove. “Questo mercato sta calando non perché mancano persone interessate all’agricoltura – assicura Moretti – è il Comune che ha deciso di farlo chiudere senza rendersi conto che qui ci sono i produttori veri e i prezzi sono molto più contenuti rispetto alla grande distribuzione”. Difficili, in un futuro di ristrutturazione totale e cambiamento di destinazione, anche le prospettive dei piccoli negozi che affiancano il mercato coperto, con ingressi sui due lati poiché si tratta di esercizi la cui attività è strettamente legata all’esistenza della struttura principale a causa degli spazi minimi e dei servizi obbligatori per tutte le attività aperte al pubblico. “Abbiamo capito che via Bixio deve diventare una strada di prestigio – dicono i commercianti del mercato – che ci lascino, adeguatamente sistemato almeno lo spazio su via Verdi”.

 
inizio pagina   rassegna stampa