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REPUBBLICA online |
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Texas, esplode raffineria
quattordici morti e 100 feriti
Incidente nel più grande impianto
petrolifero Usa della "Bp" Ignote le cause del disastro ma si esclude la
matrice terroristica
TEXAS CITY - Quattordici morti e un
centinaio di feriti. E' questo il bilancio, ancora provvisorio,
dell'esplosione avvenuta nella tarda serata di ieri a Texas City, a sud
di Houston, nella più grande raffineria degli Stati Uniti dalla
compagnia petrolifera britannica "Bp". Ancora ignote le cause del
disastro, che ha innescato un gigantesco incendio nell'impianto, sebbene
gli inquirenti escludano una matrice terroristica. I vigili del fuoco
hanno impiegato diverse ore per riportare sotto controllo il rogo, che è
stato comunque alla fine confinato a un solo settore dell'impianto,
quello riservato alla lavorazione della benzina per arricchirne il
contenuto in ottani. Il resto della raffineria è potuto
continuare a funzionare regolarmente, facendo rientrare i timori di un
drastico taglio nelle riforniture di carburante, che avevano fatto
impennare i prezzi alla pompa a un dollaro e 60 centesimi il gallone,
record storico per gli Usa: lo stabilimento texano, il terzo per
grandezza esistente in territorio americano, esteso su una superficie di
486 ettari, è infatti in grado di garantire fino a 470.000 barili il
giorno, circa il 3 per cento della produzione statunitense complessiva
di benzina. La deflagrazione è stata talmente potente
da provocare lo sfondamento dei vetri alle finestre degli edifici in un
raggio di parecchi chilometri tutto intorno, facendo tremare i palazzi.
Moltissimi gli abitanti che si sono dati alla fuga, temendo una
catastrofica reazione a catena. "Non abbiamo alcuna ragione di ritenere
che si sia trattato di un evento causato da un fattore esterno", ha
ribadito un portavoce della "British Peytroleum", Hugh Depland, cercando
di mettere da parte una volta per tutte l'ipotesi di un attentato.
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MESSAGGERO |
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Il piccolo porto di Bohigas o
la grande Marina: la città di fronte alla scelta
di M.Cat.
FALCONARA - Il porto torna a
far discutere. Dopo la tre giorni falconarese
dell'architetto Oriol Bohigas che vedendo il progetto ha
previsto alcune "piccole modifiche", e ad un giorno dalla
conferenza dei servizi sul progetto di porto turistico
presentato da Marina di Falconara spa, cominciano a fioccare
le prime perplessità. Secondo alcuni si recita la farsa
della riqualificazione del quartiere di Villanova mentre in
effetti si recita, a pari tempo, il de profundis per
l'ambiente del quartiere. Un porto necessario secondo il
Comune, supportato anche dai risultati della ricerca
condotta dalla "Marchingegno" che prevede per il 2010, data
prevista per la fine dei lavori di realizzazione del porto,
la necessità di 1000/1100 nuovi ormeggi, è convinto di
riuscire a coprire i 600 posti barca ipotizzati dal
progetto. Uno scontro che si incentra non tanto
sull'esecuzione di un porto turistico quanto, in linea con
quanto sostenuto dal progetto Bohigas, sulla previsione dei
cabotaggi delle imbarcazioni: piccoli natanti per Bohigas e
grandi cabotaggi per Marina di Falconara. A supporto delle
tesi degli oppositori al porto, lo studio Aquater, già
operativo nel 1982 e che prese in esame i fenomeni che
regolano e governano l'equilibrio delle spiagge delle
Marche, rilevando che i porti minori «costituiscono
sbarramenti insuperabili al flusso detritico, determinando
notevoli squilibri litoranei», con relative problematiche
legate all'erosione delle coste. Riserve che, sollevate
anche in incontri successivi alla riunione organizzata dal
Rotary Club in gennaio, furono portate anche direttamente al
sindaco Giancarlo Carletti, e che potrebbero essere
formalizzate nella conferenza dei servizi di domani. E da
domani, citando a Bohigas, «sapremo che tipo di porto la
città vuole». |
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CORRIERE ADRIATICO |
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Turismo e ambiente le sfide
da vincere
di M.M.
FALCONARA – Turismo,
sostenibilità ambientale e sfide per il futuro. Questi i
temi del confronto organizzato ieri pomeriggio al centro
Pergoli dai Ds falconaresi che hanno coinvolto oltre al
presidente dell’Aptr Roberto Piccinini, all’onorevole Marisa
Abbondanzieri e all’assessore all’ambiente Giancarlo
Scortichini anche Patrizia Casagrande assessore provinciale
all’urbanistica e candidata alle prossime elezioni
regionali. Secondo la Casagrande, che ha seguito da vicino
tutto l’iter del nuovo Piano Regolatore di Falconara,
“pensare ad un futuro turistico è possibile, ma solo con
l’aiuto di tutti i cittadini. Insomma è il processo deve
essere condiviso e non calato dall’alto”. “Credo alla
modernità sostenibile – ha detto Patrizia Casagrande – e
Falconara con grande coraggio ha cominciato ad impostare il
suo complesso cambiamento”. Scortichini, ricordando
l’impegno dell’amministrazione comunale, ha fatto presente
che “tutte le opere in programma si potranno realizzare solo
con la fattiva collaborazione delle altre istituzioni
coinvolte, in primo luogo la Regione a cui lo Stato ha
affidato importanti deleghe sul territorio”. “Il modello
industriale su cui è stato costruito lo sviluppo della
nostra città – ha proseguito l’assessore all’ambiente – è
superato ed è ormai senza prospettive, noi puntiamo invece
su uno sviluppo sostenibile che ha come cardine il turismo”.
Se Falconara, come ha osservato Piccinini, “non può certo
competere con le altre località della riviera” è importante
proseguire nella valorizzazione dell’arenile e delle sue
potenzialità come luogo di svago durante l’intera giornata,
“cercando nel contempo di migliorare gli standard di qualità
e l’offerta ricettiva”.
Spiaggia-cantiere,
l’avanzata degli ombrelloni
Lavori negli stabilimenti per
spostarsi sei metri verso la riva e lasciare spazio alla
passeggiata
di CHIARA GIACOBELLI
FALCONARA – Proseguono a gran
ritmo i lavori di ristrutturazione lungo la spiaggia di
Falconara, che quest’anno apparirà ancora più moderna e
curata rispetto agli anni precedenti. Sei sono i bagnini che
stanno facendo del loro meglio per mettere a nuovo i propri
locali, a cominciare dalle cabine. Entro l’anno prossimo
infatti il piano regolatore della spiaggia prevede che tutti
gli stabilimenti si spostino in avanti, verso la riva, di
sei metri, lasciando un spazio sufficiente fra i binari e i
capanni per realizzare una lunga passeggiata, la quale
dovrebbe sostituire il lungomare che a Falconara non c’è mai
stato.
La grana del sottopasso
FALCONARA – L’elenco delle
doglianze è lungo. Anzitutto le condizioni del
sottopassaggio a pochi metri da Windsurf, dal quale entrano
in spiaggia moltissime persone ogni giorno. “Sono troppi
anni che è stato costruito e necessita di una
ristrutturazione” commentano in tanti, disgustati dalla
muffa, dalle mattonelle sconnesse e dalla vernice scrostata.
Altro punto delicato è poi quello dei treni parcheggiati sui
binari. L’anno scorso parecchi proprietari dei bagni hanno
chiesto che fossero rimossi i vagoni nei pressi del
passaggio a livello all’altezza della piattaforma Bedetti,
che oltre a costituire una pecca estetica notevole e
impedire la vista del mare, divenivano facilmente un rifugio
per topi e qualche biscia. C’è poi chi lamenta la difficoltà
dei disabili ad accedere in spiaggia in alcuni tratti, ad
esempio nella zona di Palombina Vecchia.
Lavori al mercato coperto
“Bene, ma resti dov’è”
Marranconi spiega la
posizione della Confcommercio
di MARINA MINELLI
FALCONARA – “La
ristrutturazione va bene, anzi benissimo. Siamo d’accordo
sulla necessità di rivedere la struttura magari inserendo al
suo interno una sala esposizioni o altri negozi, ma il
mercato coperto deve mantenere la sua funzione e deve
restare dov’è adesso”. Piero Marranconi, delegato locale
della Confcommercio non ha gradito le decisioni
dell’amministrazione comunale a proposito del “cambio di
destinazione d’uso” del vecchio “mercato delle erbe” di via
Bixio e adesso vorrebbe fare chiarezza sulle intenzioni del
Comune. “Quando ci è stato presentato il primo stralcio dei
lavori su via Bixio – dice Marranconi esponendo la posizione
degli associati falconaresi sulla questione del mercato
coperto – nessuno ha mai parlato di spostamento del mercato
coperto, ospitato in una struttura che se sistemata avrebbe
i suoi pregi. Adesso, invece, dopo una ristrutturazione
lasciata a metà che ha reso ancora più precarie le
condizioni dell’edificio e la sua vivibilità per
commercianti ed utenti, viene fuori la storia del cambio
d’uso”. Marranconi è stupito, ma non più di tanto perché,
spiega, “anche per via Bixio gli accordi erano molto
diversi, c’erano gli stalli per il mercato, non si era
parlato di isola pedonale totale, poi tutto è stato
diverso”. Sul mercato coperto però Confcommercio non è
disposta a fare sconti, d’altronde, il mercato della frutta
e verdura “non è una vergogna, in molte grandi città anzi fa
parte del decoro urbano, è un luogo allegro, colorato e
pieno di vita”. “Sul concorso di idee siamo a grandi linee
d’accordo – prosegue il responsabile locale della
Confcommercio – anzi ci farebbe piacere dare un contributo
fattivo, visto che conosciamo la situazione del commercio
cittadino e potremmo fare delle proposte per migliorare la
situazione, ma il mercato deve restare ad uso commerciale”.
Certo, ammette Marranconi, è assurdo andare avanti nelle
condizioni attuali, con pochi banchi ridotti male, i muri
scrostati e un’aria di precarietà di trasloco annunciato,
però “costruendo un progetto insieme il mercato coperto può
rinascere e con esso tutto il commercio della zona sia esso
alimentare o di altro settore merceologico”. In attesa
dell’attuazione del progetto per il “centro commerciale
naturale”, per il quale però allo stato dei fatti, ricorda
Marranconi, “non c’è nulla di definito al 100 % ed anche in
quel caso il mercato coperto non sparirebbe di sicuro, anzi
verrebbe valorizzato”. Il colloquio con gli amministratori,
chiesto da tempo dai rappresentanti di Confcommercio, ma
sempre rimandato per impegni, a questo punto secondo Piero
Marranconi, “è assolutamente improrogabile, ci sono troppe
cose da chiarire e da sapere, come ad esempio tempi e modi
del secondo stralcio del restyling di via Bixio, atteso per
i primi mesi dell’anno e non ancora avviato per motivi mai
specificati”.
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LA SICILIA |
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«Tutti hanno diritto al
lavoro, non umiliate la dignità»
Messa del vescovo alla
raffineria e in ospedale
di L.M.
"Ogni uomo e ogni donna hanno
il diritto a lavorare e non vedere umiliata la loro dignità
nel chiedere il lavoro come favore". Così il vescovo mons.
Michele Pennisi, ha esortato le forze politiche e sindacali
presenti ieri mattina presso la mensa aziendale del
Petrolchimico. Alla presenza del direttivo dell'Eni, il
vescovo ha invitato ad una maggiore prevenzione riguardante
i rischi sul lavoro perché gli incidenti, come quello
avvenuto lo scorso 28 dicembre a Salvatore Manfrè, non
accadano più e che vengano aiutati i lavoratori nel ricevere
la retribuzione mensile. Infatti, nella mattinata di ieri
mattina, intorno alle 7,30, orario in cui prendono lavoro i
dipendenti dello stabilimento e dell'indotto, i lavoratori
della ditta Emi, che presta la propria manodopera al
servizio della Raffineria, stavano per inscenare un sit-in
di protesta per il mancato pagamento della retribuzione
mensile. Intorno alle 9 però i lavoratori hanno iniziato il
loro orario lavorativo. La Raffineria, ha assicurato al
prelato piazzese che le spettanze già sono state versate
alla ditta appaltatrice, di conseguenza ora toccherebbe a
quest'ultima dare il giusto compenso ai lavoratori.
«All'interno del diritto del lavoro si inserisce anche il
diritto al riposo festivo -ha proseguito il Vescovo durante
la sua omelia- che permette di onorare Dio, di vivere
momenti di dialogo sereno all'interno delle famiglie, di
rinfrancare le forze, di ammirare le bellezze del creato e
dell'arte e di dedicarsi al servizio volontario dei più
bisognosi. Il lavoro è anche un dovere ed espressione di
amore e di servizio generoso al prossimo». Al termine della
celebrazione del precetto pasquale mons. Pennisi si è recato
presso l'Istituto professionale salesiano Cnos-Fap per dare
un saluto ed un augurio di buona Pasqua. Ad accoglierlo è
stato il direttore del centro salesiano don Salvatore
Frasca. Agli studenti il vescovo ha ricordato la figura di
Don Bosco che guida le attività formative dei salesiani
ricordando loro che ogni impegno lavorativo deve essere
frutto dell'ingegno ed ha invitato i ragazzi ad impegnarsi
al meglio durante il periodo formativo. Mentre il vescovo
salutava gli studenti dei salesiani, si sono recati presso
la parrocchia San Domenico Savio i bambini della scuola
elementare IV circolo, Lombardo Radice, per ascoltare dal
parroco don Lillo De Gregorio il messaggio sulla Pasqua.
Alle 11,15 il vescovo si è poi recato presso l'azienda
ospedaliera Vittorio Emanuele per incontrare il direttore
generale, Corrado Failla, i dipendenti ed i volontari dell'Avulss
e del Cav. Mons. Pennisi ha ricordato ai dipendenti: «Non è
sempre facile avere un momento sincero con i malati.
L'ospedale ha da sempre instaurato una lotta contro la morte
cercando di fare il possibile. E siete chiamati a questo
arduo compito cercando di alleviare le sofferenze di chi si
prodiga alle vostre cure». Il pensiero del direttore è
andato subito ai degenti dell'ospedale affinché trascorrano
una serena Pasqua. |
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