RASSEGNA STAMPA 09.05.2005

 

MESSAGGERO
Regione e Comune staccano la spina all’Api «La seconda centrale elettrica non si può fare»

di LETIZIA LARICI

FALCONARA - La realizzazione di una nuova centrale elettrica a metano all'interno dell’Api, anzi due se si considera che lo studio di fattibilità prevede una struttura composta da due impianti (uno da 60 mw per coprire il fabbisogno interno della raffineria e l'altro da 400, destinato a servire il territorio) incontra i primi ostacoli. Apparentemente insormontabili. Se l'Api si è detta pronta a presentare il progetto preliminare alla Regione entro un mese, per l'assessore regionale all'ambiente Marco Amagliani «la costruzione dell'impianto contrasta con le disposizioni del Pear (piano energetico ambientale regionale) che nel prevedere il criterio della produzione distribuita di energia sul territorio, attraverso il ricorso alle microcentrali, non contempla questo tipo di soluzione. Un simile progetto è poi in aperta contraddizione con lo studio di riconversione del sito affidato da Regione, Provincia e Comune di Falconara a un pool di esperti». Sbigottiti, meravigliati di fronte alla novità i comitati cittadini di Villanova e Fiumesino: «Sembra che vogliano continuare ad infierire sui due quartieri - commentano i portavoce -. L'inserimento di un ennesimo impianto, all'interno di un'area così ridotta per dimensioni e ad alto rischio è inaccettabile». Secondol’Api la nuova struttura oltre a consentire la copertura quasi totale (70 - 80%) del fabbisogno energetico marchigiano, permetterebbe di fornire energia alle industrie a prezzi inferiori a quelli attuali e di attivare un sistema di teleriscaldamento a beneficio delle abitazioni falconaresi e dell'ospedale di Torrette. «Resta una proposta assurda e arrogante - commenta l'assessore all'ambiente del Comune di Falconara Giancarlo Scortichini - visto che la centrale andrebbe ad aggiungersi ad altre attività che si sono dimostrate altamente pericolose, in un sito inquinato. Diverso sarebbe il discorso se l'Api avesse intenzione di riconvertirsi in polo energetico, dismettendo le attività di raffinazione. Si potrebbe cominciare a ragionare».

 
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