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Regione e Comune staccano la
spina all’Api «La seconda centrale elettrica non si può
fare»
di LETIZIA LARICI
FALCONARA - La realizzazione
di una nuova centrale elettrica a metano all'interno
dell’Api, anzi due se si considera che lo studio di
fattibilità prevede una struttura composta da due impianti
(uno da 60 mw per coprire il fabbisogno interno della
raffineria e l'altro da 400, destinato a servire il
territorio) incontra i primi ostacoli. Apparentemente
insormontabili. Se l'Api si è detta pronta a presentare il
progetto preliminare alla Regione entro un mese, per
l'assessore regionale all'ambiente Marco Amagliani «la
costruzione dell'impianto contrasta con le disposizioni del
Pear (piano energetico ambientale regionale) che nel
prevedere il criterio della produzione distribuita di
energia sul territorio, attraverso il ricorso alle
microcentrali, non contempla questo tipo di soluzione. Un
simile progetto è poi in aperta contraddizione con lo studio
di riconversione del sito affidato da Regione, Provincia e
Comune di Falconara a un pool di esperti». Sbigottiti,
meravigliati di fronte alla novità i comitati cittadini di
Villanova e Fiumesino: «Sembra che vogliano continuare ad
infierire sui due quartieri - commentano i portavoce -.
L'inserimento di un ennesimo impianto, all'interno di
un'area così ridotta per dimensioni e ad alto rischio è
inaccettabile». Secondol’Api la nuova struttura oltre a
consentire la copertura quasi totale (70 - 80%) del
fabbisogno energetico marchigiano, permetterebbe di fornire
energia alle industrie a prezzi inferiori a quelli attuali e
di attivare un sistema di teleriscaldamento a beneficio
delle abitazioni falconaresi e dell'ospedale di Torrette.
«Resta una proposta assurda e arrogante - commenta
l'assessore all'ambiente del Comune di Falconara Giancarlo
Scortichini - visto che la centrale andrebbe ad aggiungersi
ad altre attività che si sono dimostrate altamente
pericolose, in un sito inquinato. Diverso sarebbe il
discorso se l'Api avesse intenzione di riconvertirsi in polo
energetico, dismettendo le attività di raffinazione. Si
potrebbe cominciare a ragionare».
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