RASSEGNA STAMPA 14.05.2005

 

CORRIERE ADRIATICO
“Era una sentenza attesa da tempo”

I comitati cittadini sull’incendio del ’99

M.M.

FALCONARA - Atteggiamento incoerente? No, giusta soddisfazione per “il grande risultato ottenuto in un procedimento penale al quale abbiamo preso parte solo perché ci siamo costituiti parte civile”. A proposito del riconoscimento dei cittadini ad essere risarciti per i danni subiti a seguito dell’incidente del 25 agosto 1999, il presidente del comitato di Villanova, Loris Calcina, ed il vice presidente del comitato di Fiumesino, Massimo De’Paolis, osservano come sia “importante richiamare la attenzione sulla necessaria distinzione che è opportuno fare tra verità scaturita da un caso giudiziario e verità della storia dei fatti di cui il caso fa parte”. “Quanto definito dal dottor Capezza con la sentenza di primo grado del processo per l'incendio alla raffineria Api e la morte di due lavoratori - dicono Calcina e De’ Paolis - rappresenta una verità giudiziaria su un episodio singolo a cui è giunta la magistratura sulla base degli atti e delle prove a disposizione nello specifico procedimento ed attinenti a tale singolo episodio”. La verità storica, invece, osservano i due rappresentanti dei comitati “è l'insieme dei fatti e degli episodi, cioè una situazione duratura che si protrae negli anni, non necessariamente materia di interesse per la magistratura, della quale il fatto oggetto del procedimento costituisce, invece, un singolo evento sul quale la magistratura ha ritenuto di indagare e procedere. Non tenere conto di ciò può indurre a considerare con stupore le valutazioni che su tale sentenza hanno espresso i comitati dei cittadini”. “L'esultanza dei comitati - ribadiscono Calcina e De’ Paolis - deriva dal grande risultato ottenuto, in questo procedimento penale, conclusosi con una sentenza che ha anche sanzionato l'obbligo per la Società Api a risarcire i cittadini, ratificando così l'enorme successo della nostra azione”. Sulla verità storica i comitati, assicurano i due portavoce, continueranno a condurre una battaglia “senza tregua e senza sosta riguardo l'operato della dirigenza e dei proprietari della raffineria API prima e dopo, oltre che durante, l'incendio, del 25/8/1999”. “Per la prima volta nella sua storia su questo territorio la raffineria Api - spiegano Calcina e De’ Paolis - si è trovata contro una parte dei cittadini falconaresi ed i comitati in cui si sono costituiti e che a questi sono stati riconosciuti in via giudiziaria i danni ad essi provocati da quella società. Quei cittadini che il presidente Aldo Brachetti Peretti dice di avere soltanto beneficiato!”.

 
MESSAGGERO
I Comitati sulla sentenza

La sentenza sul rogo dell’agosto ’99 alla raffineria è soddisfacente perchè riconosce che «l’Api ha arrecato un danno ai cittadini e alle associazioni che difendono sia la sicurezza e i diritti delle persone minacciate dall’impianto, sia gli interessi ambientali». Lo precisano i Comitati.

 
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