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“Era una sentenza attesa da
tempo”
I comitati cittadini
sull’incendio del ’99
M.M.
FALCONARA - Atteggiamento
incoerente? No, giusta soddisfazione per “il grande
risultato ottenuto in un procedimento penale al quale
abbiamo preso parte solo perché ci siamo costituiti parte
civile”. A proposito del riconoscimento dei cittadini ad
essere risarciti per i danni subiti a seguito dell’incidente
del 25 agosto 1999, il presidente del comitato di Villanova,
Loris Calcina, ed il vice presidente del comitato di
Fiumesino, Massimo De’Paolis, osservano come sia “importante
richiamare la attenzione sulla necessaria distinzione che è
opportuno fare tra verità scaturita da un caso giudiziario e
verità della storia dei fatti di cui il caso fa parte”.
“Quanto definito dal dottor Capezza con la sentenza di primo
grado del processo per l'incendio alla raffineria Api e la
morte di due lavoratori - dicono Calcina e De’ Paolis -
rappresenta una verità giudiziaria su un episodio singolo a
cui è giunta la magistratura sulla base degli atti e delle
prove a disposizione nello specifico procedimento ed
attinenti a tale singolo episodio”. La verità storica,
invece, osservano i due rappresentanti dei comitati “è
l'insieme dei fatti e degli episodi, cioè una situazione
duratura che si protrae negli anni, non necessariamente
materia di interesse per la magistratura, della quale il
fatto oggetto del procedimento costituisce, invece, un
singolo evento sul quale la magistratura ha ritenuto di
indagare e procedere. Non tenere conto di ciò può indurre a
considerare con stupore le valutazioni che su tale sentenza
hanno espresso i comitati dei cittadini”. “L'esultanza dei
comitati - ribadiscono Calcina e De’ Paolis - deriva dal
grande risultato ottenuto, in questo procedimento penale,
conclusosi con una sentenza che ha anche sanzionato
l'obbligo per la Società Api a risarcire i cittadini,
ratificando così l'enorme successo della nostra azione”.
Sulla verità storica i comitati, assicurano i due portavoce,
continueranno a condurre una battaglia “senza tregua e senza
sosta riguardo l'operato della dirigenza e dei proprietari
della raffineria API prima e dopo, oltre che durante,
l'incendio, del 25/8/1999”. “Per la prima volta nella sua
storia su questo territorio la raffineria Api - spiegano
Calcina e De’ Paolis - si è trovata contro una parte dei
cittadini falconaresi ed i comitati in cui si sono
costituiti e che a questi sono stati riconosciuti in via
giudiziaria i danni ad essi provocati da quella società.
Quei cittadini che il presidente Aldo Brachetti Peretti dice
di avere soltanto beneficiato!”. |