RASSEGNA STAMPA 09.06.2005

 

CORRIERE ADRIATICO
“Il by-pass può ostacolare l’aeroporto”

Le perplessità dei Comitati cittadini prendono la strada di un esposto alla presidenza del Consiglio dei ministri

di MARINA MINELLI

FALCONARA – “Il by-pass, pensato per togliere la linea ferroviaria dall’interno della raffineria, non solo è inutile e dispendioso, ma potrebbe interferire con la pista di atterraggio del Raffaello Sanzio”. Secondo i comitati cittadini di Villanova e Fiumesino il problema esiste ed è concreto, ma fino ad oggi non è mai stato tenuto nella debita considerazione soprattutto al momento delle analisi per arrivare alla valutazione di impatto ambientale. “Nel settembre 2003 – spiegano Loris Calcina e Massimo De’ Paolis, rispettivamente presidente del comitato di Villanova e vice presidente del comitato di Fiumesino – l’ufficio Via della Regione Marche ha espresso parere favorevole per il progetto del nuovo tracciato ferroviario denominato variante di Falconara. Ma secondo noi tale procedura non ha tenuto nel debito conto molte cose e soprattutto, una fra tante, la vicinanza della realizzanda opera con la pista di atterraggio degli aerei dell’aeroporto”. “Quando fu avviata la procedura per il Via - ricordano Calcina e De’ Paolis - abbiamo presentato molte osservazioni in merito alla realizzazione dell’opera, ma esse non solo non sono state prese in alcuna considerazione, ma non hanno nemmeno avuto alcun riscontro. Tra l’altro evidenziammo proprio il temuto rischio della particolare vicinanza dell’opera con la pista d’atterraggio dell’aeroporto. Recentemente abbiamo voluto interpellare a riguardo un esperto nel settore il quale ha confermato le nostre perplessità e che qualche rischio e pericolo per il traffico aereo esiste davvero”. A questo punto i comitati cittadini, da sempre contrari alla realizzazione di una struttura che “chiuderebbe il quartiere di Fiumesino in una morsa fra la linea ferroviaria e la raffineria Api” (con il by-pass la Bologna-Ancona farebbe una deviazione verso l’interno a partire dalla ex Montedison per ricongiungersi con la Orte-Roma subito dopo la ex caserma Saracini) hanno deciso di interessare della questione la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed anche nuovamente i Dicasteri dell’Ambiente e Tutela del Territorio, e dei Trasporti, anche le Autorità Aeronautiche a cui è stata inviata una dettagliatissima relazione. “E’ noto - precisano Calcina e De’ Paolis - che già, per ben tre volte, nell’arco di pochi anni, si sono verificati incidenti in fase di atterraggio all’aeroporto di cui due con conseguenze tragiche”.

Fiumesino e Villanova restano a bocca asciutta

Falconara aveva progettato la riqualificazione dell’area adiacente alla raffineria dell’Api

di MARINA MINELLI

FALCONARA – Prima Fiumesino e dopo Villanova-Falconara nord. Attraverso l’innovativo strumento dei “contratti di quartiere” l’amministrazione falconarese aveva in progetto di finanziare la riqualificazione complessiva di due zone della città in cui il degrado urbano e la carenza di servizi ed infrastrutture sono legate soprattutto alla presenza dell’impianto petrolchimico, ma in graduatoria per la seconda puntata (quella dedicata a Villanova) in testa ci sono altri comuni. A Falconara, per adesso, resta la possibilità del Piano Casa approvato dalla Regione Marche, ma come ha dichiarato l’assessore regionale ai lavori pubblici Carrabs, “la graduatoria resterà comunque valida e c’è il nostro impegno a trovare i fondi per sostenere i progetti ammessi”. La proposta presentata nell’ambito della seconda fase dei “contratti di quartiere” (e che era stata illustrata alla cittadinanza alla fine di settembre del 2003) si collocava nell’ambito dei più vasti obiettivi di trasformazione e riqualificazione territoriale che l’amministrazione vuole perseguire a medio e lungo termine, soprattutto attraverso l’attuazione degli interventi previsti nel progetto urbano per Falconara commissionato all’architetto Oriol Bohigas. Per Villanova, fra l’altro, l’amministrazione comunale aveva deciso di coinvolgere in maniera più diretta ed immediata anche tutti i cittadini residenti, proponendo una serie di tavoli tematici (quattro rispettivamente su spazi pubblici ed urbanizzazioni, percorsi e mobilità, residenza, servizi e azioni) all’interno dei quali discutere concretamente di problemi e proposte per il quartiere. Il nuovo contratto era finalizzato prioritariamente all’incremento, anche con il supporto di investimenti privati, della dotazione infrastrutturale del quartiere degradato prevedendo al contempo misure ed interventi per favorire l’occupazione e l’integrazione sociale.

 
MESSAGGERO
Attentato al “Sanzio” sventato dai Nocs

Una “prova a sorpresa” che fa parte del piano di addestramento voluto dal Ministero. Esercitazione anti-terrorismo. E i Comitati lanciano l’allarme: «Il by-pass ferroviario compromette la sicurezza dei voli».

di GIUSEPPE GIANNINI

FALCONARA I terroristi sono pronti a tutto. Ma le teste di cuoio irrompono al “Sanzio”, sventano l’attentato e arrestano i responsabili. Non è fantasia. Ma, per fortuna, neanche realtà. O meglio, è realtà, ma una realtà “finta”. Un’esercitazione, insomma. E’ successo martedì sera, quando le Forze di polizia hanno simulato nel padiglione arrivi - chiuso al pubblico per la circostanza - un sequestro da parte di terroristi armati fino ai denti che chiedevano un elicottero per la fuga. Il vice questore Mario Sica, nella veste del negoziatore con tanto di megafono, trattava con i sequestratori e guadagnava tempo in attesa di rinforzi. E infatti dopo circa un’ora dal rapimento, e con tutte le forze coinvolte nell’attività in aeroporto dispiegate, sono intervenuti i Nocs: otto teste di cuoio in tenuta d’assalto hanno fatto irruzione e in una manciata di secondi disarmato e immobilizzato i terroristi. «Operazioni del genere si fanno sempre nella speranza di non doverle mai eseguire seriamente – spiega Sica – Fanno parte di un piano di addestramento molto più ampio voluto dal ministero dell’Interno». Non a caso la notizia dell’esercitazione è stata “secretata” e alcuni corpi coinvolti sono stati avvisati all’ultimo minuto. Ma se dal punto di vista dell’attacco terroristico possiamo dunque stare tranquilli, una nuova minaccia sembra incombere sulla sicurezza del “Sanzio”. Almeno così sostengono i comitati di Villanova e Fiumesino e il Co.Ci “25 agosto”. «L’opera del by-pass Api, vicinissima all’aereoporto, può creare rischi gravissimi per il traffico aereo», scrivono infatti in documento. Rischi che, si legge nel comunicato, sono stati segnalato pure agli Enti pubblici. Il fatto è, secondo i comitati, che vista la vicinanza tra aeroporto e Api «il calcolo di probabilità di incidenti in fase di atterraggio aumenta». Dati che hanno allarmato i comitati che hanno interpellato la Pindaro Srl, consulenza aeroportuale e controllo traffico aereo, per valutare l’impatto ambientale del by-pass. Dalla relazione emergono incompatibilità fra ferrovia e aeroporto. «Gli apparati installati sull’aereoporto – si legge - sono indispensabili per la corretta condotta del volo e sono funzionali ai sistemi di bordo, che devono ricevere segnali chiari e definiti per assicurare l’operatività. Non sono ammesse interferenze (inevitabilmente provocate dalla struttura ferroviaria) di qualsiasi natura(specie se radioelettriche o meccaniche) che possono creare disturbo agli apparati». Il documento è stato inviato ai Ministeri di competenza, all’Enac, all’Enav e all’Aerdorica. E all’Aerdorica stanno studiando la cosa. «Dobbiamo verificare il contenuto della relazione e l’attendibilità dei rilievi – dice il presidente Edoardo Mentrasti - Ho ricevuto il documento, ne prendiamo visione ma per ora non possiamo esprimerci».

 
UNIONE SARDA
Petrolio in mare, la Saras a giudizio

Dopo un nubifragio acque sporche di olio erano tracimate nella rada di Foxi

Il direttore della raffineria a processo per inquinamento Dopo una violenta grandinata il combustibili e idrocarburi erano finiti in mare. Il pronto intervento delle squadre specializzate non era bastato a tranquillizzare i cittadini della zona di Pula che, dopo qualche giorno, si erano rivolti a un avvocato e avevano presentato un esposto. Una ventina di persone avevano denunciato alla Procura della Repubblica l'avvenuto inquinamento. Il magistrato aveva iscritto nel registro degli indagati il direttore dello stabilimento Saras di Sarroch al quale, al termine delle indagini, era stato notificato un decreto penale di condanna per violazione delle norme relative allo smaltimento di sostanze nocive. L'indagato si era opposto a quel provvedimento e il fascicolo era tornato al pm che, nei giorni scorsi, provveduto a citare a giudizio Antioco Mario Grecu: l'udienza è stata fissata per il 20 giugno davanti al Tribunale di Cagliari. In quella data il direttore della Saras dovrà difendersi dall'accusa contestata dopo l'esposto di una ventina di persone che risiede nella zona. Il processoNel processo davanti al giudice Silvia Badas si costituiranno tutti parte civile con l'avvocato Carlo Amat. L'incidente costato l'indagine al direttore dello stabilimento della Saras è accaduto il 23 agosto di tre anni fa: nei giorni precedenti nella zona c'era stato un violento nubifragio e proprio la grandinata che si era scatenata sopra gli impianti della raffineria, aveva causato la tracimazione di ingenti quantità di oli combustibili e idrocarburi davanti alla rada di Foxi. Una enorme lingua nera aveva così invaso lo specchio di mare antistante l'azienda petrolifera costringendo la Saras a richiedere l'intervento della Capitaneria di porto. Dal centro operativo di Seziomare Sarroch e di via Calafati a Cagliari l'sos era stato inviato alla Castalia (la società proprietaria dei mezzi antinquinamento che opera per conto del ministero dell'Ambiente) che aveva inviato sul posto la nave Mascalzone oceanico e il Pellikan di Villasimius per fronteggiare la lingua di idrocarburi. Le operazioni di bonifica erano scattate immediatamente coordinate dalla Guardia costiera. Barriere galleggiantiIn acqua sono state calate le panne galleggianti e le panne assorbenti che avevano impedito al petrolio di spiaggiarsi e raggiungere la costa. Grazie anche alla bonaccia presente per l'intero pomeriggio e fino a notte fonda davanti alle ciminiere della raffineria. L'emergenza però non si era esaurita nel giro di una giornata. L'indomani, infatti, le navi della Castalia e di Ecolmar, in stretta collaborazione con le squadre di pronto intervento della della Saras e gli uomini delle società Battellieri e Piloti, avevano ripreso i lavori per eliminare completamente la grande chiazza di olio combustibile. La bonificaPer tutta la notte i mezzi interni dell'industria avevano continuato a operare, almeno fino a quando era stato possibile, grazie a potenti riflettori che avevano illuminato a giorno la rada di porto Foxi tra le "Isole" e i pontili a mare della raffineria. Dopo quell'episodio una ventina di residenti nella zona tra Porto Columbu e Pula si erano rivolte all'avvocato Amat e avevano presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Cagliari. Il processo pubblico si terrà il 20 giugno.

 
inizio pagina   rassegna stampa