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CORRIERE ADRIATICO |
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“Il by-pass può ostacolare
l’aeroporto”
Le perplessità dei Comitati
cittadini prendono la strada di un esposto alla presidenza
del Consiglio dei ministri
di MARINA MINELLI
FALCONARA – “Il by-pass,
pensato per togliere la linea ferroviaria dall’interno della
raffineria, non solo è inutile e dispendioso, ma potrebbe
interferire con la pista di atterraggio del Raffaello
Sanzio”. Secondo i comitati cittadini di Villanova e
Fiumesino il problema esiste ed è concreto, ma fino ad oggi
non è mai stato tenuto nella debita considerazione
soprattutto al momento delle analisi per arrivare alla
valutazione di impatto ambientale. “Nel settembre 2003 –
spiegano Loris Calcina e Massimo De’ Paolis, rispettivamente
presidente del comitato di Villanova e vice presidente del
comitato di Fiumesino – l’ufficio Via della Regione Marche
ha espresso parere favorevole per il progetto del nuovo
tracciato ferroviario denominato variante di Falconara. Ma
secondo noi tale procedura non ha tenuto nel debito conto
molte cose e soprattutto, una fra tante, la vicinanza della
realizzanda opera con la pista di atterraggio degli aerei
dell’aeroporto”. “Quando fu avviata la procedura per il Via
- ricordano Calcina e De’ Paolis - abbiamo presentato molte
osservazioni in merito alla realizzazione dell’opera, ma
esse non solo non sono state prese in alcuna considerazione,
ma non hanno nemmeno avuto alcun riscontro. Tra l’altro
evidenziammo proprio il temuto rischio della particolare
vicinanza dell’opera con la pista d’atterraggio
dell’aeroporto. Recentemente abbiamo voluto interpellare a
riguardo un esperto nel settore il quale ha confermato le
nostre perplessità e che qualche rischio e pericolo per il
traffico aereo esiste davvero”. A questo punto i comitati
cittadini, da sempre contrari alla realizzazione di una
struttura che “chiuderebbe il quartiere di Fiumesino in una
morsa fra la linea ferroviaria e la raffineria Api” (con il
by-pass la Bologna-Ancona farebbe una deviazione verso
l’interno a partire dalla ex Montedison per ricongiungersi
con la Orte-Roma subito dopo la ex caserma Saracini) hanno
deciso di interessare della questione la Presidenza del
Consiglio dei Ministri ed anche nuovamente i Dicasteri
dell’Ambiente e Tutela del Territorio, e dei Trasporti,
anche le Autorità Aeronautiche a cui è stata inviata una
dettagliatissima relazione. “E’ noto - precisano Calcina e
De’ Paolis - che già, per ben tre volte, nell’arco di pochi
anni, si sono verificati incidenti in fase di atterraggio
all’aeroporto di cui due con conseguenze tragiche”.
Fiumesino e Villanova
restano a bocca asciutta
Falconara aveva progettato la
riqualificazione dell’area adiacente alla raffineria
dell’Api
di MARINA MINELLI
FALCONARA – Prima Fiumesino e
dopo Villanova-Falconara nord. Attraverso l’innovativo
strumento dei “contratti di quartiere” l’amministrazione
falconarese aveva in progetto di finanziare la
riqualificazione complessiva di due zone della città in cui
il degrado urbano e la carenza di servizi ed infrastrutture
sono legate soprattutto alla presenza dell’impianto
petrolchimico, ma in graduatoria per la seconda puntata
(quella dedicata a Villanova) in testa ci sono altri comuni.
A Falconara, per adesso, resta la possibilità del Piano Casa
approvato dalla Regione Marche, ma come ha dichiarato
l’assessore regionale ai lavori pubblici Carrabs, “la
graduatoria resterà comunque valida e c’è il nostro impegno
a trovare i fondi per sostenere i progetti ammessi”. La
proposta presentata nell’ambito della seconda fase dei
“contratti di quartiere” (e che era stata illustrata alla
cittadinanza alla fine di settembre del 2003) si collocava
nell’ambito dei più vasti obiettivi di trasformazione e
riqualificazione territoriale che l’amministrazione vuole
perseguire a medio e lungo termine, soprattutto attraverso
l’attuazione degli interventi previsti nel progetto urbano
per Falconara commissionato all’architetto Oriol Bohigas.
Per Villanova, fra l’altro, l’amministrazione comunale aveva
deciso di coinvolgere in maniera più diretta ed immediata
anche tutti i cittadini residenti, proponendo una serie di
tavoli tematici (quattro rispettivamente su spazi pubblici
ed urbanizzazioni, percorsi e mobilità, residenza, servizi e
azioni) all’interno dei quali discutere concretamente di
problemi e proposte per il quartiere. Il nuovo contratto era
finalizzato prioritariamente all’incremento, anche con il
supporto di investimenti privati, della dotazione
infrastrutturale del quartiere degradato prevedendo al
contempo misure ed interventi per favorire l’occupazione e
l’integrazione sociale. |
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MESSAGGERO |
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Attentato al “Sanzio”
sventato dai Nocs
Una “prova a sorpresa” che fa
parte del piano di addestramento voluto dal Ministero.
Esercitazione anti-terrorismo. E i Comitati lanciano
l’allarme: «Il by-pass ferroviario compromette la sicurezza
dei voli».
di GIUSEPPE GIANNINI
FALCONARA I terroristi sono
pronti a tutto. Ma le teste di cuoio irrompono al “Sanzio”,
sventano l’attentato e arrestano i responsabili. Non è
fantasia. Ma, per fortuna, neanche realtà. O meglio, è
realtà, ma una realtà “finta”. Un’esercitazione, insomma. E’
successo martedì sera, quando le Forze di polizia hanno
simulato nel padiglione arrivi - chiuso al pubblico per la
circostanza - un sequestro da parte di terroristi armati
fino ai denti che chiedevano un elicottero per la fuga. Il
vice questore Mario Sica, nella veste del negoziatore con
tanto di megafono, trattava con i sequestratori e guadagnava
tempo in attesa di rinforzi. E infatti dopo circa un’ora dal
rapimento, e con tutte le forze coinvolte nell’attività in
aeroporto dispiegate, sono intervenuti i Nocs: otto teste di
cuoio in tenuta d’assalto hanno fatto irruzione e in una
manciata di secondi disarmato e immobilizzato i terroristi.
«Operazioni del genere si fanno sempre nella speranza di non
doverle mai eseguire seriamente – spiega Sica – Fanno parte
di un piano di addestramento molto più ampio voluto dal
ministero dell’Interno». Non a caso la notizia
dell’esercitazione è stata “secretata” e alcuni corpi
coinvolti sono stati avvisati all’ultimo minuto. Ma se dal
punto di vista dell’attacco terroristico possiamo dunque
stare tranquilli, una nuova minaccia sembra incombere sulla
sicurezza del “Sanzio”. Almeno così sostengono i comitati di
Villanova e Fiumesino e il Co.Ci “25 agosto”. «L’opera del
by-pass Api, vicinissima all’aereoporto, può creare rischi
gravissimi per il traffico aereo», scrivono infatti in
documento. Rischi che, si legge nel comunicato, sono stati
segnalato pure agli Enti pubblici. Il fatto è, secondo i
comitati, che vista la vicinanza tra aeroporto e Api «il
calcolo di probabilità di incidenti in fase di atterraggio
aumenta». Dati che hanno allarmato i comitati che hanno
interpellato la Pindaro Srl, consulenza aeroportuale e
controllo traffico aereo, per valutare l’impatto ambientale
del by-pass. Dalla relazione emergono incompatibilità fra
ferrovia e aeroporto. «Gli apparati installati sull’aereoporto
– si legge - sono indispensabili per la corretta condotta
del volo e sono funzionali ai sistemi di bordo, che devono
ricevere segnali chiari e definiti per assicurare
l’operatività. Non sono ammesse interferenze
(inevitabilmente provocate dalla struttura ferroviaria) di
qualsiasi natura(specie se radioelettriche o meccaniche) che
possono creare disturbo agli apparati». Il documento è stato
inviato ai Ministeri di competenza, all’Enac, all’Enav e
all’Aerdorica. E all’Aerdorica stanno studiando la cosa.
«Dobbiamo verificare il contenuto della relazione e
l’attendibilità dei rilievi – dice il presidente Edoardo
Mentrasti - Ho ricevuto il documento, ne prendiamo visione
ma per ora non possiamo esprimerci».
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UNIONE SARDA |
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Petrolio in mare, la Saras a
giudizio
Dopo un nubifragio acque
sporche di olio erano tracimate nella rada di Foxi
Il direttore della raffineria
a processo per inquinamento Dopo una violenta grandinata il
combustibili e idrocarburi erano finiti in mare. Il pronto
intervento delle squadre specializzate non era bastato a
tranquillizzare i cittadini della zona di Pula che, dopo
qualche giorno, si erano rivolti a un avvocato e avevano
presentato un esposto. Una ventina di persone avevano
denunciato alla Procura della Repubblica l'avvenuto
inquinamento. Il magistrato aveva iscritto nel registro
degli indagati il direttore dello stabilimento Saras di
Sarroch al quale, al termine delle indagini, era stato
notificato un decreto penale di condanna per violazione
delle norme relative allo smaltimento di sostanze nocive.
L'indagato si era opposto a quel provvedimento e il
fascicolo era tornato al pm che, nei giorni scorsi,
provveduto a citare a giudizio Antioco Mario Grecu:
l'udienza è stata fissata per il 20 giugno davanti al
Tribunale di Cagliari. In quella data il direttore della
Saras dovrà difendersi dall'accusa contestata dopo l'esposto
di una ventina di persone che risiede nella zona. Il
processoNel processo davanti al giudice Silvia Badas si
costituiranno tutti parte civile con l'avvocato Carlo Amat.
L'incidente costato l'indagine al direttore dello
stabilimento della Saras è accaduto il 23 agosto di tre anni
fa: nei giorni precedenti nella zona c'era stato un violento
nubifragio e proprio la grandinata che si era scatenata
sopra gli impianti della raffineria, aveva causato la
tracimazione di ingenti quantità di oli combustibili e
idrocarburi davanti alla rada di Foxi. Una enorme lingua
nera aveva così invaso lo specchio di mare antistante
l'azienda petrolifera costringendo la Saras a richiedere
l'intervento della Capitaneria di porto. Dal centro
operativo di Seziomare Sarroch e di via Calafati a Cagliari
l'sos era stato inviato alla Castalia (la società
proprietaria dei mezzi antinquinamento che opera per conto
del ministero dell'Ambiente) che aveva inviato sul posto la
nave Mascalzone oceanico e il Pellikan di Villasimius per
fronteggiare la lingua di idrocarburi. Le operazioni di
bonifica erano scattate immediatamente coordinate dalla
Guardia costiera. Barriere galleggiantiIn acqua sono state
calate le panne galleggianti e le panne assorbenti che
avevano impedito al petrolio di spiaggiarsi e raggiungere la
costa. Grazie anche alla bonaccia presente per l'intero
pomeriggio e fino a notte fonda davanti alle ciminiere della
raffineria. L'emergenza però non si era esaurita nel giro di
una giornata. L'indomani, infatti, le navi della Castalia e
di Ecolmar, in stretta collaborazione con le squadre di
pronto intervento della della Saras e gli uomini delle
società Battellieri e Piloti, avevano ripreso i lavori per
eliminare completamente la grande chiazza di olio
combustibile. La bonificaPer tutta la notte i mezzi interni
dell'industria avevano continuato a operare, almeno fino a
quando era stato possibile, grazie a potenti riflettori che
avevano illuminato a giorno la rada di porto Foxi tra le
"Isole" e i pontili a mare della raffineria. Dopo quell'episodio
una ventina di residenti nella zona tra Porto Columbu e Pula
si erano rivolte all'avvocato Amat e avevano presentato un
esposto alla Procura della Repubblica di Cagliari. Il
processo pubblico si terrà il 20 giugno.
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