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API, LA SOSPENSIONE
DELL’OPERAIO DIVENTA LICENZIAMENTO
FALCONARA – E la sospensione
diventa licenziamento. Giorni duri per il capoturno Api
Danilo Casoni, che era stato sospeso cautelativamente e per
cui le Rsu avevano indetto una mobilitazione generale. «Sono
stato licenziato ingiustamente – sbotta Casoni – Lavoravo
scrupolosamente, seguendo le procedure interne e invece sono
stato accusato di rallentare il lavoro. Quando sono
rientrato dalle ferie non mi hanno fatto entrare in azienda,
mi hanno sospeso senza preavviso». Era stato proclamato uno
sciopero “tecnico” degli straordinari, e anche nei weekend e
i lavoratori avrebbero dovuto incrociare le braccia.
Qualcosa è cambiato però. «Tramite le Rsu ho saputo che
l’azienda aveva intenzione di aprire una trattativa –
prosegue Casoni – e lo sciopero è stato sospeso». Ma il 28
luglio la doccia fredda. L’Api licenzia l’operaio con una
raccomandata a mano. Una storia chiusa? «La trattativa è
ancora in piedi – commenta Paolinelli della Cisl –
Garantiamo la tutela dei diritti dei lavoratori. La
situazione è difficile, ma non abbandoneremo l’operaio».
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Inquinamento vertice a Roma
Esaminato il programma di
interventi
Si è svolta ieri pomeriggio a
Roma, al ministero dell'Ambiente e della tutela del
territorio, una conferenza dei servizi con 25 punti
all'ordine del giorno dedicati a Taranto: è una riunione -
alla quale il Comune è stato rappresentato dal dirigente
dell'Ambiente, ing. Michele Mirelli - che fa seguito a tutte
le attività avviate nell'area di interesse nazionale di
Taranto a seguito della perimetrazione proposta da Comune e
Provincia, per la quale il Comune in particolare ha
predisposto una serie di progetti preliminari relativi alla
caratterizzazione dei siti pubblici potenzialmente inquinati
o dei siti privati in stato di abbandono. Tali progetti
hanno interessato in modo particolare terreni pubblici e
privati, per ciò che riguarda i siti a terra, e il mar
Piccolo e l'area portuale per i siti a mare. Le attività di
caratterizzazione promosse dal Comune sono state sviluppate
d'intesa e con la collaborazione dell'università e del
politecnico di Taranto e di altri istituti di ricerca,
parzialmente finanziata nell'ambito dell'emergenza
ambientale in Puglia e con fondi Por. In particolare, nella
riunione di ieri sono stati esaminati, tra gli altri, i
risultati dei sondaggi relativi alla caratterizzazione del
Mar Piccolo, la proposta di bonifica del progetto di messa
in sicurezza dell'ex Yard Belleli, dell'area prossima
all'impianto di depurazione Gennarini e di molti altri siti
industriali in carico a soggetti privati, tra cui la
Raffineria e alcune società industriali operanti nell'area
di Taranto. «E' appena il caso di far rilevare - sottolinea
l'ing. Mirelli - che si tratta di attività complesse, che
vedono tutti i soggetti locali e regionali, supportati dal
ministero competente e dagli enti di ricerca, che finalmente
danno concretezza alle attività di risanamento ambientale di
cui Taranto ha necessità e che vede l'amministrazione
comunale in prima linea, in qualità di promotrice e
attuatrice di una seria politica di interventi destinati a
migliorare la qualità della vita della città». |