RASSEGNA STAMPA 11.08.2005

 

MESSAGGERO
Rogo del 25 agosto, i vertici Api non sapevano delle valvole aperte

Le motivazioni della sentenza in cinquanta pagine, per il Tribunale l’incendio provocato dall’errore di un operaio

FALCONARA Cinquantuno pagine per spiegare perchè i vertici dell’Api sono stati assolti per il rogo del 25 agosto 1999. Il giudice monocratico Vincenzo Capezza ha depositato ieri le motivazioni della sentenza con cui, lo scorso 5 maggio, ha condannato solo un operaio, ritenendo invece innocenti cinque tra funzionari e dirigenti del gruppo petrolifero, tra cui l’allora direttore Giovanni Saronne e l’attuale “numero uno” Franco Bellucci. Il documento non è stato ancora consegnato alle parti, gli adempimenti di cancelleria renderanno possibili le notifiche dopo ferragosto. Ma qualcosa trapela ugualmente. Secondo il Tribunale, durante il processo non sarebbe emersa la prova che i capi operativi della raffineria fossero a conoscenza o tollerassero la prassi di lasciare aperte le valvole lungo la linea di trasferimento di benzina verde, poi esplosa. L’operaio condannato infatti era quello addetto all’allestimento e alla manutenzione della conduttura tra due depositi di carburante. Il gruppo petrolifero dovrà comunque risarcire i danni provocati dallo scoppio al Comune di Falconara, ai comitati di Villanova e Fiumesino e a undici residenti: un risarcimento senza provvisionali, che dovrà essere quantificato dal giudice civile. Il grande incendio del 25 agosto che costò la vita agli operai Mario Gandolfi ed Ettore Giulian, orribilmente ustionati da una nube di fuoco provocata dall’incendio di benzina vapotizzata e morti dopo giorni di agonia. Il Pm Cristina Tedeschini aveva ipotizzato manchevolezze in serie alla base dell'incidente: la conduttura anomala, le valvole lasciate aperte e il cedimento della pompa dell'area Sif da cui si verificò la perdita di carburante per colpa di una cattiva manutenzione; tanto è vero che al suo interno fu trovato un pezzo di calcestruzzo. Uno scenario molto complesso che il Tribunale non sembra aver accettato.

L’Arpam: l’inquinamento su novanta ettari di terreno

FALCONARA A fine 2004 l’area della Raffineria Api era ancora considerata d’interesse nazionale per la gravità dell' inquinamento. Nella provincia sono circa 164 gli ettari contaminati, di cui 94 intorno al petrolchimico. E’ quanto emerge dall’anagrafe dei siti inquinati, resa nota ieri dalla Regione e dall’Arpam. Tra le varie tipologie di siti inquinati, l' Arpam individua i distributori di benzina lungo le strade, nella parte sotterranea dove è inserito il macchinario di erogazione.

In prova il battello mangia-alghe

FALCONARA - Sperimentato dal Cam il mezzo anfibio che raccoglie in acqua le alghe. La macchina Truxor si manovra facilmentesu una vasta gamma di superfici. Cattura in mare i filamenti algali trasportandoli a riva con un rastrello, ma può anche essere utilizzata per la pulizia della spiaggia.

 
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