RASSEGNA STAMPA 22.09.2005

 

MESSAGGERO
Falconara prenota i tappi salva-acqua

Senigallia li ha già sperimentati nelle scuole. Ancona e Fabriano: lo spreco non preoccupa

di GIAMPAOLO MILZI

Liscia, gassata, o ridotta? La terza, non c'è dubbio. Fra tante chiacchiere sull'attualissimo e globalizzato tema dell' acqua come prima risorsa da centellinare, ci ha pensato la Provincia di Ancona a mettere in pratica una strategia anti-spreco. L'anno 2005 ha visto scorrere verso le case di 150.000 cittadini di 45 Comuni un fiume di mini-dispositivi capaci di ridurre del 50 per cento il consumo del liquido più vitale e prezioso del mondo. Una specie di uovo di Colombo, dato che il "regolatore idrico" ha l'aspetto di un tappo di bottiglia ed è un semplice meccanismo di plastica: si applica allo sbocco del rubinetto, e attraverso una raggiera di micro-fori mixa aria all'acqua, riducendo della metà la quantità della seconda a parità di volume erogato. Dietro questa rivoluzionaria idea c'è lo zampino di Jacopo Fo, il figlio del premio Nobel, che ha già colpito da queste parti convincendo il sindaco di Monsano a far viaggiare gli autobus municipali a olio di colza. «Lo spunto l'abbiamo preso da una delle e-mail che ci arrivano dalla Libera Università di Alcatraz (un agriturismo, una catena di empori e soprattutto un laboratorio di informazione e di sperimentazione nel settore dello sviluppo eco ed equo sostenibile, ndr.) - spiegano l'assessore all'Ambiente Patrizia Casagrande e la sua segretaria Catia Ventura -. E ne abbiamo fatto un progetto, inserendolo tra quelli dell'Agenda 21, co-finanziandolo con l'Aato 2, ovvero l'Autorità ambito territorio omogeneo, e destinandolo ai Comuni di competenza». Rapidi i tempi d'attuazione. Coi 43mila euro messi a disposizione dall'assessorato si sono acquistati 55.000 riduttori di flusso all'Emporio Alcatraz di Senigallia, di cui 36.173 già forniti ai Comuni che li avevano richiesti rispondendo a un invito della Provincia. Nei primi mesi del prossimo anno ne verranno acquistati altri 22.000 con fondi Aato, ed un nuovo stock di 77.000 sarà comprato entro fine 2006. Tra i Comuni che hanno ricevuto i dosatori anti-spreco, 7 li hanno hanno già inviati ai cittadini (1.900 Corinaldo e 1.500 Ripe , ad esempio), mentre altri sono in lista di prenotazione, come Falconara e Montemarciano , che ne aspettano 10.825 e 4.000. Purtroppo i Comuni più grandi hanno dato il cattivo esempio. E se Jesi ne ha ordinati ben 15.450 ma non si è ancora fatto vivo per ritirarli, la lettera d'invito alla parsimonia idrica spedita dalla Provincia nel gennaio scorso è affogata nella burocrazia o nel dimenticatorio dei municipi di Ancona e Fabriano . La maglia "limpidezza anti-spreco" va a Senigallia : già a settembre 2004 il Comune aveva installato i riduttori d'acqua nelle scuole (tre mesi dopo Jacopo Fo era stato accolto come un eco-eroe al "Panzini") e ora sta per consegnarne 18.000 alle famiglie.

 
IL GAZZETTINO
«Siti inquinati, bonifica in stallo»

Trieste (ro.ur.) Provincia, Comune e Autorità Portuale nel mirino dei Democratici di Sinistra sulla questione delle bonifiche. Le amministrazioni locali, secondo la Quercia triestina, starebbero bloccando l'opera di recupero dei siti inquinati, non firmando l'accordo di programma già sottoscritto dal Governo, Sviluppo Italia e Regione. I consiglieri comunali dei Ds, Fabio Omero e Adele Pino, sottolineano come all'interno della maggioranza vi siano forti contrasti in questo senso: «Il 7 aprile - ha ricordato Omero - è stata approvata una delibera di Giunta che prendeva atto dell'accordo di programma ma una settimana dopo è stato annullato. Dipiazza ha cercato di forzare la situazione per arrivare alla firma dell'accordo per la quale si è sempre detto d'accordo ma è stato stoppato dalle manovre di Camber e Monassi». Ci si trova così in una situazione in cui esiste il soggetto che si occupa delle bonifiche (l'Ezit), esiste l'accordo ma non si può andare avanti: «Questo stallo blocca le aziende che non possono certo investire e rischia anche di fare svanire i finanziamenti dell'Obiettivo 2 che scadono nel 2007. A questo punto dobbiamo sperare che il prossimo governo si adoperi per una nuova perimetrazione e nuovi parametri tecnici in modo da snellire, anche finanziariamente, l'operazione». Tra le aziende bloccate c'è anche la Teseco che ha acquistato la zona occupata dall'ex Raffineria Aquila, ma che si trova nell'impossibilità di agire con la bonifica dell'area che rappresenta quasi il 20\% del sito inquinato muggesano. L'idea della società è quella di rientrare dall'investimento per la bonifica destinando parte dell'area a un centro commerciale che non trova però il favore dell'amministrazione comunale: «La Giunta non ha mai operato un'analisi seria della situazione del commercio - ha sottolineato Adele Pino - mancano le linee per il piano del traffico, mancano parcheggi e servizi e ora si accorgono che il commercio è in crisi e osteggiano il progetto Teseco». «Siamo in mano - ha concluso Omero - ai precari equilibri di una maggioranza che deve soddisfare le esigenze di Dipiazza, Camber, Monassi, Ferrante e Antonione».

 
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