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MESSAGGERO |
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Falconara prenota i tappi
salva-acqua
Senigallia li ha già
sperimentati nelle scuole. Ancona e Fabriano: lo spreco non
preoccupa
di GIAMPAOLO MILZI
Liscia, gassata, o ridotta?
La terza, non c'è dubbio. Fra tante chiacchiere
sull'attualissimo e globalizzato tema dell' acqua come prima
risorsa da centellinare, ci ha pensato la Provincia di
Ancona a mettere in pratica una strategia anti-spreco.
L'anno 2005 ha visto scorrere verso le case di 150.000
cittadini di 45 Comuni un fiume di mini-dispositivi capaci
di ridurre del 50 per cento il consumo del liquido più
vitale e prezioso del mondo. Una specie di uovo di Colombo,
dato che il "regolatore idrico" ha l'aspetto di un tappo di
bottiglia ed è un semplice meccanismo di plastica: si
applica allo sbocco del rubinetto, e attraverso una raggiera
di micro-fori mixa aria all'acqua, riducendo della metà la
quantità della seconda a parità di volume erogato. Dietro
questa rivoluzionaria idea c'è lo zampino di Jacopo Fo, il
figlio del premio Nobel, che ha già colpito da queste parti
convincendo il sindaco di Monsano a far viaggiare gli
autobus municipali a olio di colza. «Lo spunto l'abbiamo
preso da una delle e-mail che ci arrivano dalla Libera
Università di Alcatraz (un agriturismo, una catena di empori
e soprattutto un laboratorio di informazione e di
sperimentazione nel settore dello sviluppo eco ed equo
sostenibile, ndr.) - spiegano l'assessore all'Ambiente
Patrizia Casagrande e la sua segretaria Catia Ventura -. E
ne abbiamo fatto un progetto, inserendolo tra quelli
dell'Agenda 21, co-finanziandolo con l'Aato 2, ovvero
l'Autorità ambito territorio omogeneo, e destinandolo ai
Comuni di competenza». Rapidi i tempi d'attuazione. Coi
43mila euro messi a disposizione dall'assessorato si sono
acquistati 55.000 riduttori di flusso all'Emporio Alcatraz
di Senigallia, di cui 36.173 già forniti ai Comuni che li
avevano richiesti rispondendo a un invito della Provincia.
Nei primi mesi del prossimo anno ne verranno acquistati
altri 22.000 con fondi Aato, ed un nuovo stock di 77.000
sarà comprato entro fine 2006. Tra i Comuni che hanno
ricevuto i dosatori anti-spreco, 7 li hanno hanno già
inviati ai cittadini (1.900 Corinaldo e 1.500 Ripe , ad
esempio), mentre altri sono in lista di prenotazione, come
Falconara e Montemarciano , che ne aspettano 10.825 e 4.000.
Purtroppo i Comuni più grandi hanno dato il cattivo esempio.
E se Jesi ne ha ordinati ben 15.450 ma non si è ancora fatto
vivo per ritirarli, la lettera d'invito alla parsimonia
idrica spedita dalla Provincia nel gennaio scorso è affogata
nella burocrazia o nel dimenticatorio dei municipi di Ancona
e Fabriano . La maglia "limpidezza anti-spreco" va a
Senigallia : già a settembre 2004 il Comune aveva installato
i riduttori d'acqua nelle scuole (tre mesi dopo Jacopo Fo
era stato accolto come un eco-eroe al "Panzini") e ora sta
per consegnarne 18.000 alle famiglie. |
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IL GAZZETTINO |
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«Siti inquinati, bonifica in
stallo»
Trieste (ro.ur.) Provincia,
Comune e Autorità Portuale nel mirino dei Democratici di
Sinistra sulla questione delle bonifiche. Le amministrazioni
locali, secondo la Quercia triestina, starebbero bloccando
l'opera di recupero dei siti inquinati, non firmando
l'accordo di programma già sottoscritto dal Governo,
Sviluppo Italia e Regione. I consiglieri comunali dei Ds,
Fabio Omero e Adele Pino, sottolineano come all'interno
della maggioranza vi siano forti contrasti in questo senso:
«Il 7 aprile - ha ricordato Omero - è stata approvata una
delibera di Giunta che prendeva atto dell'accordo di
programma ma una settimana dopo è stato annullato. Dipiazza
ha cercato di forzare la situazione per arrivare alla firma
dell'accordo per la quale si è sempre detto d'accordo ma è
stato stoppato dalle manovre di Camber e Monassi». Ci si
trova così in una situazione in cui esiste il soggetto che
si occupa delle bonifiche (l'Ezit), esiste l'accordo ma non
si può andare avanti: «Questo stallo blocca le aziende che
non possono certo investire e rischia anche di fare svanire
i finanziamenti dell'Obiettivo 2 che scadono nel 2007. A
questo punto dobbiamo sperare che il prossimo governo si
adoperi per una nuova perimetrazione e nuovi parametri
tecnici in modo da snellire, anche finanziariamente,
l'operazione». Tra le aziende bloccate c'è anche la Teseco
che ha acquistato la zona occupata dall'ex Raffineria
Aquila, ma che si trova nell'impossibilità di agire con la
bonifica dell'area che rappresenta quasi il 20\% del sito
inquinato muggesano. L'idea della società è quella di
rientrare dall'investimento per la bonifica destinando parte
dell'area a un centro commerciale che non trova però il
favore dell'amministrazione comunale: «La Giunta non ha mai
operato un'analisi seria della situazione del commercio - ha
sottolineato Adele Pino - mancano le linee per il piano del
traffico, mancano parcheggi e servizi e ora si accorgono che
il commercio è in crisi e osteggiano il progetto Teseco».
«Siamo in mano - ha concluso Omero - ai precari equilibri di
una maggioranza che deve soddisfare le esigenze di Dipiazza,
Camber, Monassi, Ferrante e Antonione». |
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