RASSEGNA STAMPA 30.10.2005

 

MESSAGGERO
Atterraggio di emergenza con i serbatoi vuoti

Aereo della Turkish airlines che finisce il carburante in volo fa scattare l’allarme. Al “Sanzio”. Il problema dovuto al malfunzionamento degli indicatori dei livelli. Per un difetto simile in agosto morirono 16 persone

di GIUSEPPE GIANNINI

FALCONARA Attimi di paura all'aeroporto regionale Raffaello Sanzio per l'atterraggio d'emergenza di un aereo della Turkish Airlines con i serbatoi vuoti. Massiccio il dispiegamento di forze per il piano emergenza che è rientrato dopo la manovra di atterraggio eseguita con successo. Causa dell'imprevisto scalo falconarese, un problema all'indicatore di carburante. Lo stesso difetto che causò, nell’agosto scorso, la tragedia davanti alle coste siciliane. Dopo un'estate da dimenticare per il trasporto aereo, che conta 441 vittime tra 17 luglio e il 24 agosto, anche a Falconara la paura è atterrata nella notte tra venerdì e sabato, precisamente alle 4.20, sulla pista del Raffaello Sanzio. Un volo charter proveniente da Amsterdam e diretto nella città turca di Ankara ha fatto richiesta di scalo sulla pista falconarese. Dalla torre di controllo è stata fatta scattare la sirena d'emergenza ed è subito partito il piano d'intervento. Nel cuore della notte i vigili del fuoco del distaccamento aeroportuale si sono precipitati attorno alla pista con cinque mezzi di servizio. Attimi di tensione per gli uomini del Corpo che, preso posto nelle loro postazioni a bordo pista, hanno seguito trattenendo il fiato le manovre dell'MD80 turco. All'origine dello scalo fuori programma dell'aereo, che viaggiava con a bordo solamente gli uomini dell'equipaggio, alcuni problemi alla strumentazione di bordo e in particolare alla spia del carburante. Probabilmente in quei febbrili momenti a tutto l’equipaggio del veivolo turco sarà tornato alla mente il disastro del 6 agosto scorso, quando, proprio per un guasto all'indicatore del carburante che indicava una buona riserva di kerosene mentre in realtà i serbatoio erano vuoti, un aereo si è inabissato di fronte alle coste di Palermo. La tragedia costò la vita a 16 persone. A collegare ulteriormente i due episodi anche la tipologia del volo, vale a dire un charter. Solo una coincidenza, forse, ma alcuni dati elaborati dalla Boeing confermano che negli ultimi dieci anni (fino al 2004) l'incidenza delle vittime per ogni milione di passeggeri è più del doppio nel caso dei voli in affitto: 2,41 per cento (su un totale di 24,9 milioni di passeggeri) contro l'1,12 per cento (su 24,9 milioni) dei voli di linea. Ad allarmare ulteriormente i soccorsi anche la Compagnia aerea proprietaria dell'MD80, la Turkish Airlines, una compagnia considerata tra le meno affidabili. La compagnia aerea turca, infatti, si piazza al secondo posto nella classifica delle "peggiori" con 9 incidenti avvenuti dal 1970 ad oggi, dietro solo alle compagnie dell'ex Unione Sovietica(22 incidenti nello stesso arco temporale). In ogni caso l'atterraggio di emergenza al “Sanzio” è andato a buon fine, merito anche della macchina dei soccorsi dello scalo falconarese che si è sempre dimostrata all'altezza ogni volta che è stata impiegata. Una volta a terra il guasto al dispositivo di segnalazione del livello del combustibile nel serbatoio è stato riparato. Poi, fatto il pieno di carburante, il "bisonte" dell'aria ha potuto riprendere il suo percorso decollando intorno alle 5.30.

 
CORRIERE ADRIATICO
All’aeroporto “Sanzio” Atterraggio d’emergenza per un Md80

REDAZIONALE

FALCONARA - Atterraggio d’emergenza l’altra notte, alle 4.40, all’aeroporto “Sanzio” di Falconara. Un aereo MD80, proveniente da Amsterdam, senza passeggeri a bordo, ha richiesto alla torre di controllo di poter effettuare un atterraggio necessario al rifornimento. La procedura d’emergenza è così scattata immediatamente. Un’ambulanza della Croce Rossa e imezzi dei Vigili del fuoco sono entrati in pista pronti a risolvere qualsiasi eventuale problema potesse venirsi a creare. L’aereo era diretto in Turchia. L’emergenza è durata fino alle 5.50, il tempo per il carico di gasolio, dopodiché l’MD80 ha ripreso il volo proseguendo il suo viaggio. L’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile), ha fatto poi sapere che l’atterraggio dell’MD80 nello scalo dorico era stato già previsto e se ne era venuti a conoscenza lo scorso mercoledì. Un atterraggio necessario in quanto l’aereo non sarebbe stato in grado di proseguire fino all’aeroporto successivo. Probabilmente, l’MD80 era partito da Amsterdam con poco carburante, quello necessario cioè a compiere circa metà del viaggio. Non appena ripartito alla volta della Turchia, i mezzi dei Vigili del fuoco del distaccamento aeroporto e l’ambulanza della Croce Rossa, con postazione fissa nello scalo, sono rientrati. La procedura di emergenza è stata applicata come di consueto, quando è richiesto un rifornimento urgente.

La Fiera di Ancona si sposta a nord

Previsti spazi per 500 mila container, silos alti quattordici metri e cinquecento posti di lavoro Una proposta in Regione, la Quadrilatero Spa è già pronta a realizzarla

REDAZIONALE

ANCONA - La Quadrilatero Spa è pronta a realizzare la nuova Fiera. La proposta è già in Regione. L’Erf potrebbe sorgere ad Ancona nord, nel territorio tra Falconara e Chiaravalle, in un’area strategica dal punto di vista dei collegamenti, vicina al casello autostradale e all’aeroporto. “La Quadrilatero ha presentato una Pav, proposta di area vasta, con la previsione di alcuni insediamenti nelle aree in cui passeranno le nuove strade - annuncia Loredana Pistelli, assessore regionale alle infrastrutture, a margine del convegno sul porto organizzato ieri dall’associazione Le cento città -. Tra le ipotesi, c’è anche quella del polo fieristico in un’area individuata vicino al casello Ancona nord. Stiamo discutendo con i Comuni interessati, anche perché la procedura prevede che alla Quadrilatero vadano parte degli oneri di urbanizzazione come ritorno dell’investimento. Potrebbe essere questa l’occasione per lo spostamento della Fiera di Ancona”. Non si sa ancora che tipo di Erf sarà. “La nuova legge regionale prevede la possibilità di un’unificazione giuridica ma anche fisica - precisa Pistelli -. Ma si potrebbe prevedere anche una Fiera centrale con sedi decentrate, visto che Pesaro e Civitanova vogliono mantenere i propri padiglioni”. E nulla vieta che anche Ancona mantenga, in zona porto, uno spazio espositivo di dimensioni ridotte. La proposta della Quadrilatero potrebbe sbloccare l’attuazione del Piano, soprattutto ora che l’Autorità portuale non è intenzionata a rinnovare la concessione del Mandracchio all’Erf, nel 2008. Il Piano si basa su effetti a catena con l’obiettivo di recuperare spazi e aprire alla città il porto storico. Il sindaco ha lanciato la proposta di una società urbana di trasformazione per ridisegnare il waterfront, dal molo nord alla Mole, con il coinvolgimento dei privati negli interventi. E secondo i calcoli dell’Authority rimettere in gioco il porto storico significherà avere “una plusvalenza di 200 milioni di euro”. Intanto, ieri, il presidente dell’Authority Giovanni Montanari ha incassato il via libera per studiare la penisola. C’è voluto un po’ di tempo per metabolizzare il progetto. Ma soprattutto deve aver convinto operatori e amministratori il fatto che Montanari sta procedendo al completamento della nuova darsena. Al convegno di venerdì il presidente ha presentato il progetto: spazio per 500 mila container, silos alti quattordici metri e 500 posti di lavoro. “Si proceda con l’attuazione del Piano approvato. E nulla vieta che nel frattempo si studi come recuperare altri spazi non convenzionali”, commenta Loredana Pistelli. Un’apertura anche dal sindaco Sturani: “E’ giusto l’appello di Montanari. Anche io sono d’accordo a pensare al futuro sin da ora, ma ci si confronti ad un tavolo ufficiale. Fermo restando che il porto deve restare polivalente”.

La nuova Fiera firmata Quadrilatero

L’area individuata tra Chiaravalle e Falconara. La proposta è già in Regione. A sorpresa la penisola conquista tutti. Via libera all’Authority pure da Sturani purché si attui comunque il Piano

ALESSANDRA CAMILLETTI

ancona - La Quadrilatero Spa è pronta a realizzare la nuova Fiera. La proposta è già in Regione. L’Erf potrebbe sorgere ad Ancona nord, in un’area tra Chiaravalle e Falconara, strategico dal punto di vista dei collegamenti, vicina al casello autostradale e all’aeroporto. “La Quadrilatero ha presentato una Proposta di area vasta, con insediamenti nelle aree in cui passeranno le nuove strade - annuncia Loredana Pistelli, assessore regionale alle infrastrutture, a margine del convegno sul porto organizzato dall’associazione Le cento città -. Tra le ipotesi, anche il polo fieristico in un’area individuata vicino al casello Ancona nord. Stiamo discutendo con i Comuni interessati, anche perché la procedura prevede che alla Quadrilatero vadano parte degli oneri di urbanizzazione come ritorno dell’investimento. Potrebbe essere l’occasione per lo spostamento della Fiera di Ancona”. Non si sa ancora che di tipo di Erf sarà. “La nuova legge regionale prevede la possibilità di un’unificazione giuridica ma anche fisica - precisa Pistelli -. Ma si potrebbe prevedere anche una Fiera centrale con sedi decentrate, visto che Pesaro e Civitanova vogliono mantenere i propri padiglioni”. E nulla vieta che anche Ancona mantenga, in zona porto, uno spazio espositivo di dimensioni ridotte. La proposta della Quadrilatero potrebbe sbloccare l’attuazione del Piano, soprattutto ora che l’Autorità portuale non è intenzionata a rinnovare la concessione del Mandracchio all’Erf, nel 2008. Il Piano si basa su effetti a catena con l’obiettivo di recuperare spazi e aprire alla città il porto storico. Il sindaco ha lanciato la proposta di una società urbana di trasformazione per ridisegnare il waterfront, dal molo nord alla Mole, con il coinvolgimento dei privati negli interventi. E secondo i calcoli dell’Authority rimettere in gioco il porto storico significherà “una plusvalenza di 200 milioni di euro”. Intanto, ieri, il presidente dell’Authority Giovanni Montanari ha incassato il via libera per studiare la penisola, fermo restando che nel frattempo dovrà attuare il piano del porto. A convincere operatori e amministratori proprio il fatto che il presidente ha annunciato il completamento della nuova darsena (“a inizio 2006 i lavori e consegna in 18 mesi”): spazio per 500 mila container, silos di 14 metri e 500 posti di lavoro. “Si proceda con l’attuazione del Piano. Nulla vieta che nel frattempo si studi come recuperare altri spazi non convenzionali”, commenta Pistelli. Un’apertura anche dal sindaco Sturani: “E’ giusto l’appello di Montanari. Anche io sono d’accordo a pensare al futuro sin da ora, ma ci si confronti ad un tavolo ufficiale”. Favorevole l’agente marittimo Alessandro Archibugi: “Il presidente ha voluto dare un messaggio chiaro: se non si cresce, non c’è futuro”. Così Ennio Molinelli, amministratore di Marina Dorica (il prossimo anno sarà pronto il progetto della seconda darsena): “Montanari è stato illuminante”. Qualcosa potrebbe cambiare già tra sei mesi, con Interporto (che ha attirato anche l’interesse di Bologna). Il presidente Roberto Pesaresi sollecita decisioni rapide. “E’ possibile - annuncia Pistelli - che alla nuova darsena la società abbia una sede distaccata, procedendo al trasferimento della merce sui binari”. Quella di ieri è stata occasione di confronto tra Sturani e Montanari, che si punzecchiano dalla penisola in avanti. “Il sindaco è persona straordinaria. Vorrei avere con lui un rapporto più buono, più veloce”, dice il presidente sotto gli sguardi stupiti della platea. “Il problema di Ancona è il sonno: non si può muovere nulla, ma tutti si lamentano”. Sturani prima sorride poi ribatte: “Ci vuole più rispetto. Sono state fatte molte cose”.

Il sindaco Carletti si propone

REDAZIONALE

falconara - Lo sviluppo del porto, il rilancio della Fiera e una sua nuova collocazione “superano i confini dell’Autorità portuale e di Ancona”. Così, in una nota, l’amministrazione Carletti, da tempo convinta che “molti problemi riguardanti il risanamento ambientale e lo sviluppo economico possono trovare una corretta soluzione solo se riferiti ad una dimensione territoriale minima di ragionamento e di confronto tra Ancona e i Comuni a nord, di cui Falconara è l’emblema”. “Questa realtà territoriale, densa di problemi ma ricca di incredibili potenzialità, può trovare gli spazi e le motivazioni per diventare autorevole punto di riferimento per lo sviluppo della regione”. Falconara “è pronta a dare il proprio contributo e a partecipare con Ancona, i Comuni vicini, la Provincia, la Regione e quanti altri hanno titolo, potere e volontà per costruire un programma e le azioni per migliorare, sviluppare e promuovere il territorio”.

 
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