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Atterraggio di emergenza con
i serbatoi vuoti
Aereo della Turkish airlines
che finisce il carburante in volo fa scattare l’allarme. Al
“Sanzio”. Il problema dovuto al malfunzionamento degli
indicatori dei livelli. Per un difetto simile in agosto
morirono 16 persone
di GIUSEPPE GIANNINI
FALCONARA Attimi di paura
all'aeroporto regionale Raffaello Sanzio per l'atterraggio
d'emergenza di un aereo della Turkish Airlines con i
serbatoi vuoti. Massiccio il dispiegamento di forze per il
piano emergenza che è rientrato dopo la manovra di
atterraggio eseguita con successo. Causa dell'imprevisto
scalo falconarese, un problema all'indicatore di carburante.
Lo stesso difetto che causò, nell’agosto scorso, la tragedia
davanti alle coste siciliane. Dopo un'estate da dimenticare
per il trasporto aereo, che conta 441 vittime tra 17 luglio
e il 24 agosto, anche a Falconara la paura è atterrata nella
notte tra venerdì e sabato, precisamente alle 4.20, sulla
pista del Raffaello Sanzio. Un volo charter proveniente da
Amsterdam e diretto nella città turca di Ankara ha fatto
richiesta di scalo sulla pista falconarese. Dalla torre di
controllo è stata fatta scattare la sirena d'emergenza ed è
subito partito il piano d'intervento. Nel cuore della notte
i vigili del fuoco del distaccamento aeroportuale si sono
precipitati attorno alla pista con cinque mezzi di servizio.
Attimi di tensione per gli uomini del Corpo che, preso posto
nelle loro postazioni a bordo pista, hanno seguito
trattenendo il fiato le manovre dell'MD80 turco. All'origine
dello scalo fuori programma dell'aereo, che viaggiava con a
bordo solamente gli uomini dell'equipaggio, alcuni problemi
alla strumentazione di bordo e in particolare alla spia del
carburante. Probabilmente in quei febbrili momenti a tutto
l’equipaggio del veivolo turco sarà tornato alla mente il
disastro del 6 agosto scorso, quando, proprio per un guasto
all'indicatore del carburante che indicava una buona riserva
di kerosene mentre in realtà i serbatoio erano vuoti, un
aereo si è inabissato di fronte alle coste di Palermo. La
tragedia costò la vita a 16 persone. A collegare
ulteriormente i due episodi anche la tipologia del volo,
vale a dire un charter. Solo una coincidenza, forse, ma
alcuni dati elaborati dalla Boeing confermano che negli
ultimi dieci anni (fino al 2004) l'incidenza delle vittime
per ogni milione di passeggeri è più del doppio nel caso dei
voli in affitto: 2,41 per cento (su un totale di 24,9
milioni di passeggeri) contro l'1,12 per cento (su 24,9
milioni) dei voli di linea. Ad allarmare ulteriormente i
soccorsi anche la Compagnia aerea proprietaria dell'MD80, la
Turkish Airlines, una compagnia considerata tra le meno
affidabili. La compagnia aerea turca, infatti, si piazza al
secondo posto nella classifica delle "peggiori" con 9
incidenti avvenuti dal 1970 ad oggi, dietro solo alle
compagnie dell'ex Unione Sovietica(22 incidenti nello stesso
arco temporale). In ogni caso l'atterraggio di emergenza al
“Sanzio” è andato a buon fine, merito anche della macchina
dei soccorsi dello scalo falconarese che si è sempre
dimostrata all'altezza ogni volta che è stata impiegata. Una
volta a terra il guasto al dispositivo di segnalazione del
livello del combustibile nel serbatoio è stato riparato.
Poi, fatto il pieno di carburante, il "bisonte" dell'aria ha
potuto riprendere il suo percorso decollando intorno alle
5.30. |
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All’aeroporto “Sanzio”
Atterraggio d’emergenza per un Md80
REDAZIONALE
FALCONARA - Atterraggio
d’emergenza l’altra notte, alle 4.40, all’aeroporto “Sanzio”
di Falconara. Un aereo MD80, proveniente da Amsterdam, senza
passeggeri a bordo, ha richiesto alla torre di controllo di
poter effettuare un atterraggio necessario al rifornimento.
La procedura d’emergenza è così scattata immediatamente.
Un’ambulanza della Croce Rossa e imezzi dei Vigili del fuoco
sono entrati in pista pronti a risolvere qualsiasi eventuale
problema potesse venirsi a creare. L’aereo era diretto in
Turchia. L’emergenza è durata fino alle 5.50, il tempo per
il carico di gasolio, dopodiché l’MD80 ha ripreso il volo
proseguendo il suo viaggio. L’Enac (Ente nazionale per
l’aviazione civile), ha fatto poi sapere che l’atterraggio
dell’MD80 nello scalo dorico era stato già previsto e se ne
era venuti a conoscenza lo scorso mercoledì. Un atterraggio
necessario in quanto l’aereo non sarebbe stato in grado di
proseguire fino all’aeroporto successivo. Probabilmente,
l’MD80 era partito da Amsterdam con poco carburante, quello
necessario cioè a compiere circa metà del viaggio. Non
appena ripartito alla volta della Turchia, i mezzi dei
Vigili del fuoco del distaccamento aeroporto e l’ambulanza
della Croce Rossa, con postazione fissa nello scalo, sono
rientrati. La procedura di emergenza è stata applicata come
di consueto, quando è richiesto un rifornimento urgente.
La Fiera di Ancona si
sposta a nord
Previsti spazi per 500 mila
container, silos alti quattordici metri e cinquecento posti
di lavoro Una proposta in Regione, la Quadrilatero Spa è già
pronta a realizzarla
REDAZIONALE
ANCONA - La Quadrilatero Spa
è pronta a realizzare la nuova Fiera. La proposta è già in
Regione. L’Erf potrebbe sorgere ad Ancona nord, nel
territorio tra Falconara e Chiaravalle, in un’area
strategica dal punto di vista dei collegamenti, vicina al
casello autostradale e all’aeroporto. “La Quadrilatero ha
presentato una Pav, proposta di area vasta, con la
previsione di alcuni insediamenti nelle aree in cui
passeranno le nuove strade - annuncia Loredana Pistelli,
assessore regionale alle infrastrutture, a margine del
convegno sul porto organizzato ieri dall’associazione Le
cento città -. Tra le ipotesi, c’è anche quella del polo
fieristico in un’area individuata vicino al casello Ancona
nord. Stiamo discutendo con i Comuni interessati, anche
perché la procedura prevede che alla Quadrilatero vadano
parte degli oneri di urbanizzazione come ritorno
dell’investimento. Potrebbe essere questa l’occasione per lo
spostamento della Fiera di Ancona”. Non si sa ancora che
tipo di Erf sarà. “La nuova legge regionale prevede la
possibilità di un’unificazione giuridica ma anche fisica -
precisa Pistelli -. Ma si potrebbe prevedere anche una Fiera
centrale con sedi decentrate, visto che Pesaro e Civitanova
vogliono mantenere i propri padiglioni”. E nulla vieta che
anche Ancona mantenga, in zona porto, uno spazio espositivo
di dimensioni ridotte. La proposta della Quadrilatero
potrebbe sbloccare l’attuazione del Piano, soprattutto ora
che l’Autorità portuale non è intenzionata a rinnovare la
concessione del Mandracchio all’Erf, nel 2008. Il Piano si
basa su effetti a catena con l’obiettivo di recuperare spazi
e aprire alla città il porto storico. Il sindaco ha lanciato
la proposta di una società urbana di trasformazione per
ridisegnare il waterfront, dal molo nord alla Mole, con il
coinvolgimento dei privati negli interventi. E secondo i
calcoli dell’Authority rimettere in gioco il porto storico
significherà avere “una plusvalenza di 200 milioni di euro”.
Intanto, ieri, il presidente dell’Authority Giovanni
Montanari ha incassato il via libera per studiare la
penisola. C’è voluto un po’ di tempo per metabolizzare il
progetto. Ma soprattutto deve aver convinto operatori e
amministratori il fatto che Montanari sta procedendo al
completamento della nuova darsena. Al convegno di venerdì il
presidente ha presentato il progetto: spazio per 500 mila
container, silos alti quattordici metri e 500 posti di
lavoro. “Si proceda con l’attuazione del Piano approvato. E
nulla vieta che nel frattempo si studi come recuperare altri
spazi non convenzionali”, commenta Loredana Pistelli.
Un’apertura anche dal sindaco Sturani: “E’ giusto l’appello
di Montanari. Anche io sono d’accordo a pensare al futuro
sin da ora, ma ci si confronti ad un tavolo ufficiale. Fermo
restando che il porto deve restare polivalente”.
La nuova Fiera firmata
Quadrilatero
L’area individuata tra
Chiaravalle e Falconara. La proposta è già in Regione. A
sorpresa la penisola conquista tutti. Via libera all’Authority
pure da Sturani purché si attui comunque il Piano
ALESSANDRA CAMILLETTI
ancona - La Quadrilatero Spa
è pronta a realizzare la nuova Fiera. La proposta è già in
Regione. L’Erf potrebbe sorgere ad Ancona nord, in un’area
tra Chiaravalle e Falconara, strategico dal punto di vista
dei collegamenti, vicina al casello autostradale e
all’aeroporto. “La Quadrilatero ha presentato una Proposta
di area vasta, con insediamenti nelle aree in cui passeranno
le nuove strade - annuncia Loredana Pistelli, assessore
regionale alle infrastrutture, a margine del convegno sul
porto organizzato dall’associazione Le cento città -. Tra le
ipotesi, anche il polo fieristico in un’area individuata
vicino al casello Ancona nord. Stiamo discutendo con i
Comuni interessati, anche perché la procedura prevede che
alla Quadrilatero vadano parte degli oneri di urbanizzazione
come ritorno dell’investimento. Potrebbe essere l’occasione
per lo spostamento della Fiera di Ancona”. Non si sa ancora
che di tipo di Erf sarà. “La nuova legge regionale prevede
la possibilità di un’unificazione giuridica ma anche fisica
- precisa Pistelli -. Ma si potrebbe prevedere anche una
Fiera centrale con sedi decentrate, visto che Pesaro e
Civitanova vogliono mantenere i propri padiglioni”. E nulla
vieta che anche Ancona mantenga, in zona porto, uno spazio
espositivo di dimensioni ridotte. La proposta della
Quadrilatero potrebbe sbloccare l’attuazione del Piano,
soprattutto ora che l’Autorità portuale non è intenzionata a
rinnovare la concessione del Mandracchio all’Erf, nel 2008.
Il Piano si basa su effetti a catena con l’obiettivo di
recuperare spazi e aprire alla città il porto storico. Il
sindaco ha lanciato la proposta di una società urbana di
trasformazione per ridisegnare il waterfront, dal molo nord
alla Mole, con il coinvolgimento dei privati negli
interventi. E secondo i calcoli dell’Authority rimettere in
gioco il porto storico significherà “una plusvalenza di 200
milioni di euro”. Intanto, ieri, il presidente dell’Authority
Giovanni Montanari ha incassato il via libera per studiare
la penisola, fermo restando che nel frattempo dovrà attuare
il piano del porto. A convincere operatori e amministratori
proprio il fatto che il presidente ha annunciato il
completamento della nuova darsena (“a inizio 2006 i lavori e
consegna in 18 mesi”): spazio per 500 mila container, silos
di 14 metri e 500 posti di lavoro. “Si proceda con
l’attuazione del Piano. Nulla vieta che nel frattempo si
studi come recuperare altri spazi non convenzionali”,
commenta Pistelli. Un’apertura anche dal sindaco Sturani:
“E’ giusto l’appello di Montanari. Anche io sono d’accordo a
pensare al futuro sin da ora, ma ci si confronti ad un
tavolo ufficiale”. Favorevole l’agente marittimo Alessandro
Archibugi: “Il presidente ha voluto dare un messaggio
chiaro: se non si cresce, non c’è futuro”. Così Ennio
Molinelli, amministratore di Marina Dorica (il prossimo anno
sarà pronto il progetto della seconda darsena): “Montanari è
stato illuminante”. Qualcosa potrebbe cambiare già tra sei
mesi, con Interporto (che ha attirato anche l’interesse di
Bologna). Il presidente Roberto Pesaresi sollecita decisioni
rapide. “E’ possibile - annuncia Pistelli - che alla nuova
darsena la società abbia una sede distaccata, procedendo al
trasferimento della merce sui binari”. Quella di ieri è
stata occasione di confronto tra Sturani e Montanari, che si
punzecchiano dalla penisola in avanti. “Il sindaco è persona
straordinaria. Vorrei avere con lui un rapporto più buono,
più veloce”, dice il presidente sotto gli sguardi stupiti
della platea. “Il problema di Ancona è il sonno: non si può
muovere nulla, ma tutti si lamentano”. Sturani prima sorride
poi ribatte: “Ci vuole più rispetto. Sono state fatte molte
cose”.
Il sindaco Carletti si
propone
REDAZIONALE
falconara - Lo sviluppo del
porto, il rilancio della Fiera e una sua nuova collocazione
“superano i confini dell’Autorità portuale e di Ancona”.
Così, in una nota, l’amministrazione Carletti, da tempo
convinta che “molti problemi riguardanti il risanamento
ambientale e lo sviluppo economico possono trovare una
corretta soluzione solo se riferiti ad una dimensione
territoriale minima di ragionamento e di confronto tra
Ancona e i Comuni a nord, di cui Falconara è l’emblema”.
“Questa realtà territoriale, densa di problemi ma ricca di
incredibili potenzialità, può trovare gli spazi e le
motivazioni per diventare autorevole punto di riferimento
per lo sviluppo della regione”. Falconara “è pronta a dare
il proprio contributo e a partecipare con Ancona, i Comuni
vicini, la Provincia, la Regione e quanti altri hanno
titolo, potere e volontà per costruire un programma e le
azioni per migliorare, sviluppare e promuovere il
territorio”. |