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L’informazione del “Paguro”
LORENZO SCONOCCHINI
FALCONARA - Il sito web
(www.comitati-cittadini.net) è un successo ormai dai diversi
anni, ma adesso i comitati dei cittadini residenti a
Villanova e Fiumesino hanno deciso di utilizzare uno
strumento più tradizionale ed immediato. E' nato in questi
giorni, ed è già in distribuzione in alcune edicole
cittadine, Il Paguro, periodico locale che farà informazione
critica per l'ambiente e la qualità della vita nella bassa
vallata dell'Esino. Oltre all'editoriale di Loris Calcina,
presidente dei comitato di Villanova, nel primo numero si
parla della morìa nell'Esino, del futuro della bassa
Vallesina, dell'appello alla sentenza Api, di rifiuti e
futuro sostenibile e poi del by-pass ferroviario con due
articoli su chi ha ideato il by-pass dell'Api e chi sostiene
ora il by-pass.
Sturani: “Fiera a nord?
Confrontiamoci”
REDAZIONALE
ancona - “Non mi scandalizza
l’idea di una fiera ad Ancona nord. La mia preoccupazione,
piuttosto, è che si arrivi alla chiusura della Fiera di
Ancona senza rilancio e senza la nuova sede”. Il sindaco
Sturani guarda al sodo. La Quadrilatero Spa ha presentato in
Regione la proposta per costruire una fiera tra Chiaravalle
e Falconara, vicina ad autostradale e aeroporto. Con i
Comuni pronti a valutare la cosa. Nel frattempo l’Autorità
portuale ha comunicato alla Regione l’impossibilità di
rinnovare la concessione all’Erf al Mandracchio, nel 2008.
Ma la scadenza è dietro l’angolo e per garantire la
continuità dell’attività la nuova Fiera dovrebbe essere
realizzata a tempo di record. Invece, la Regione ha appena
avviato il confronto con i Comuni interessati dal Progetto
di area vasta della Quadrilatero, che prevede insediamenti a
fianco della nuova viabilità Marche-Umbria. Il rischio è che
si arrivi alla scadenza del 2008 senza un’alternativa per la
Fiera di Ancona. “Credo si debba discutere insieme con la
Regione il futuro della Fiera”, spiega Sturani, visto che il
Comune di Ancona è socio fondatore. “Siamo pronti a
confrontarci per verificare dove, come e quando realizzare
la struttura”. Nel frattempo il Comune, per liberare altre
aree in zona porto, lavora al trasferimento nella cittadella
sportiva di Ponterosso degli impianti del Dlf, ora al
Mandracchio. In quella zona potrebbe essere realizzato un
parcheggio al servizio dello scalo. |
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La zona di quasi 20 ettari
individuata dalla Quadrilatero è «ideale per la nuova Fiera»
di MASSIMILIANO PETRILLI
A DUE chilometri dal casello
autostradale Ancona nord e a un passo dall’aeroporto di
Falconara. La zona di quasi 20 ettari individuata dalla
Quadrilatero è «ideale per la nuova Fiera». Il sindaco di
Chiaravalle, Daniela Montali, promuove l’ipotesi di
realizzare in quella che ora è un’area agricola il nuovo
centro espositivo anconetano. La proposta è stata avanzata
ufficialmente dalla società (nata per realizzare strade tra
Marche e Umbria) guidata da Pieralisi alla Regione e
illustrata nei giorni scorsi allo stesso sindaco di
Chiaravalle. «Non sono solita farmi prendere dai facili
entusiasmi o bocciare le proposte a priori - sottolinea il
sindaco di Chiaravalle - E anche in questo caso ho preso
atto della proposta e mi sono ripromessa di discuterne,
oltre che con la Giunta, con gli altri sindaci interessati
da questa operazione, Ancona e Falconara in primis. Siamo
ancora a livello di ipotesi però ritengo che la collocazione
prevista è molto buona visto che le principali
infrastrutture, dall’autostrada all’aeroporto sino alla
Statale 76, sono a portata di mano per quest’area di 15-20
ettari incuneata tra Chiaravalle e Falconara. Il rischio di
speculazioni? E’ insito in qualsiasi operazione, bisognerà
calcolare bene le opportunità e le necessità ma senza
dimenticare l’importanza di un polo espositivo. E noi lo
faremo assieme agli altri enti, a partire dalla Regione a
cui spetterà l’ultima parola». Regione che ha già ricevuto
l’incartamento Fiera da parte della Quadrilatero. La società
l’ha inserita nell’ambito del Piano di area vasta (Pav).
L’opera sarebbe a carico della Quadrilatero che rientrerebbe
con i costi tramite l’incasso di parte degli oneri di
urbanizzazione. Trasferimento Erf che libererebbe aree
strategiche per il porto, dando il via a quel domino di
trasferimenti ed ampliamenti che consentirebbero allo scalo
di avere a disposizione quegli spazi da anni agognati.
ANCHE IL NUCLEARE NON È
PIÙ UN TABÙ
di LUCIANO CAGLIOTI
(ndr:
Prof. Luciano CAGLIOTI - Docente di Chimica
Organica Universit?di Roma "La Sapienza" )
IL PETROLIO facile è finito
nel 1973. Da allora, si è parlato, studiato, si sono
alimentate speranze, e ci si è dovuti rendere conto di una
realtà: al di là dei combustibili fossili in trenta anni non
è emerso nulla di concreto, nulla che possa realmente fare
la differenza, che non sia sogno, illusione, propaganda. Se
il tempo significa qualcosa, occorre prendere atto del fatto
che trenta e più anni sono un periodo sufficiente per
verificare se qualche fonte alternativa può fornire una
quantità di energia che non sia trascurabile o marginale.
Nel frattempo, l’instabilità per quanto riguarda
l’approvvigionamento di idrocarburi aumenta, in termini di
tensioni belliche, vedi Medioriente , di mercato, vedi la
crescente pressione della domanda dei Paesi asiatici, e
conseguentemente di prezzi. Abbiamo avuto in passato aumenti
, anche consistenti , del greggio, ma in genere essi
venivano riassorbiti in tempi brevi. Il che non sta
accadendo nel frangente attuale, e non c’è da essere troppo
ottimisti. Non ci si deve meravigliare quindi che chi opera
nel settore dell’energia ripensi al nucleare che, permette
di produrre energia in quantità importanti, misurabili in
decine e non unità per cento e, soprattutto, al di fuori
delle problematiche relative al combustibile ve ne è per
tutte le centrali che il mondo riuscirà ad attivare e delle
emissioni. Infatti, se verranno applicate le multe che i
protocolli di Kyoto prevedono per chi non ha ottemperato ai
limiti delle emissioni di anidride carbonica, saranno
dolori. Le dichiarazioni di queste ore da parte del numero
uno dell’Eni, Scaroni, sono un segnale della volontà di una
nuova politica energetica basata sulle fonti attuali,
fortemente integrate dal nucleare, anche con attenzione al
carbone pulito. A sua volta il ministro Scajola annuncia un
piano energetico al 2010 basato sui combustibili, integrato
da fonti rinnovabili con una significativa presenza nelle
infrastrutture relative al gas: sta per essere firmato un
importante accordo con Turchia e Grecia per accedere al
metano del Caucaso. Con una riflessione sul nucleare, che
non deve essere ”né un dogma né un tabù“. Ed è un passo
significativo la nascita di Ansaldo nucleare che opererà
all’estero ”recuperando capacità tecnologiche e
professionalità nel settore“. Con l’ansia di recuperare il
tempo perduto. Tempo nel quale non solo si è persa la
possibilità di alleviare la dipendenza fisica ed economica
dagli idrocarburi (nel ’73 dipendevamo per il 78%,
esattamente come oggi), come ha fatto il resto dell’Europa,
Francia in primis, ma si è distrutta una formidabile
capacità culturale e tecnologica nel settore nucleare, che
avevamo e non abbiamo più. In un importante Politecnico del
Nord, da un paio di anni non vi sono più studenti al corso
di ingegneria nucleare. Peccato. Come è peccato ma non si
può bocciare questa strategia che vengano investite cifre
importanti sul nucleare in Slovenia, creando occupazione,
lavoro, reddito altrove.
Così come è un
peccato che minoranze nel nome di un presunto
ambientalismo
impediscano, con azioni spesso oscure, la valorizzazione dei
rifiuti a scopi energetici, che i nostri confratelli europei
effettuano in misura assai consistente. La politica
energetica è un fattore vitale per un Paese moderno. Secondo
l’Autorità dell’Energia, il costo dell’elettricità in Italia
è fra i più alti del mondo. Si tratta di una penalizzazione
assai seria per il mondo produttivo e per il cittadino.
Rimanere legati in modo predominante ai combustibili
fossili, con le incertezze legate al mercato, aggraverebbe
una situazione già compromessa. |