RASSEGNA STAMPA 02.11.2005

 

MESSAGGERO
L’Api: «Istanza d’appello? Ce l’aspettavamo»

L’azienda non è sorpresa della mossa della Procura. Per i comitati invece è un atto necessario

di LUCIA MOSCA

FALCONARA L'istanza d'appello depositata pochi giorni fa dal pm Cristina Tedeschini? Un passo già atteso. Alla raffineria non hanno altro da dire, almeno per ora, sulla nuova mossa della procura. Sembrano invece avere molto da dire in proposito i comitati cittadini, che parlano senza mezzi termini di appello necessario. Massimo De Paolis e Loris Calcina, portavoce dei comitati cittadini di Fiumesino e Villanova, in riferimento alla sentenza emessa lo scorso 5 maggio dal giudice Vincenzo Capezza a conclusione del processo relativo al rogo del 25 agosto 1999, affermano di avere buone ragioni per credere che non sia possibile attribuire la responsabilità dell'incidente ad una sola persona. A lui, Gaetano Bonfissuto, 56 anni, di Ancona, addetto alla valvola 279, l'unico ad incassare una condanna per la tragedia che costò la vita a Mario Gandolfi e ad Ettore Giulian. «Le motivazioni della sentenza - così si esprimono i portavoce dei comitati - riconoscono che l'operatore condannato aveva una "inadeguata preparazione specifica" e non è mai stato in possesso di schemi di allestimento dei trasferimenti dei prodotti petroliferi. Viene da chiedersi di chi sia la responsabilità organizzativa se non dei vertici della raffineria Api che continuavano a far lavorare in quel reparto ed in quelle condizioni l'operatore inadeguatamente preparato». «Chi, se non la dirigenza della raffineria Api - si domandano ancora - doveva assicurare la corretta applicazione delle procedure gestionali operative? Non spettava ai vertici Api individuare le azioni correttive necessarie per migliorare il sistema di gestione, anche a tutela dell'integrità dei dipendenti?». Per quanto riguarda invece il rogo dell'8 settembre, è stata depositata la perizia sul tragico incidente avvenuto nell'area bitumi dell’Api. Perizia disposta dai pm Irene Bilotta e Cristina Tedeschini che mette in evidenza come sia stato «un concorso di errori e di situazioni operative sfavorevoli» a far saltare in aria il serbatoio Tk145, con 592 metri cubi di bitume, provocando la morte dell’autotrasportatore Sebastiano Parisse e ustionandone altri tre. Per il professor Arrigo Pareschi, ordinario di impianti industriali alla facoltà di Ingegneria di Bologna, uno dei due tecnici incaricati dai magistrati, il serbatoio ebbe «un cedimento strutturale nel collegamento tramite saldatura del mantello cilindrico alla base piana del serbatoio». Tuttavia non sarebbe stato il cedimento strutturale a provocare l'incidente, bensì «una forte sovrappressione determinatasi nel serbatoio». Per il professor Amedeo Lancia, il secondo perito, invece, le cause della tragedia sarebbero da collegare ad un'immissione di composti volatili tipo kerosene o all'immissione di acqua con successiva vaporizzazione all'interno del serbatoio con elevate temperature.

 
ASCA.IT - agenzia di stampa
MARCHE/FERROVIE: MARCOLINI, MOBILITAZIONE PER SCONGIURARE TAGLI

(ASCA) - Ancona, 2 nov - L'assessore regionale ai Trasporti della Regione Marche, Pietro Marcolini, interviene nel dibattito sui tagli della Finanziaria nel settore delle tratte minori delle reti ferroviarie. ''Condivido la forte preoccupazione espressa dall'onorevole Duca - cui aggiungo quella degli assessori provinciali ai trasporti - riguardo la drastica riduzione dei fondi che toccherebbero, questa volta, le Ferrovie, incidendo sulla Regione Marche per 1.865 milioni di euro per la Orte-Falconara, la galleria di Cattolica e il nodo di Falconara, aggiungendosi alla paventata chiusura delle linee Ascoli-Porto d'Ascoli e Fabriano-Pergola. Il ventilato piano di tagli delle tratte minori di Trenitalia sta diventando una realta' imposta dai tagli operati irresponsabilmente dal Governo. E' allora assolutamente necessario che, sul piano delle infrastrutture e dei trasporti, tutti i parlamentari marchigiani chiedano che il Governo renda ragione in Parlamento di tale situazione, affinche' nella Regione Marche tali ventilati tagli vengano scongiurati. Sarebbe, in caso contrario, infatti, inutile battersi per attrarre l'utenza - che, negli ultimi 7 anni, nelle Marche e' cresciuta del 64% - verso l'utilizzo del mezzo pubblico per combattere inquinamento e congestione del traffico, quando poi l'attivita' del Governo va in senso diametralmente opposto, eludendo platealmente anche le direttive europee in materia di mobilita' sostenibile. La mobilitazione politica e la vigilanza sugli interessi legittimi dei cittadini marchigiani deve rivolgersi anche al versante della manutenzione, poiche' se la Finanziaria dovesse confermare tagli per 1.760 milioni di euro per il settore, Trenitalia dovrebbe cancellare quest'attivita', che e' elemento essenziale per la sicurezza dei trasportati e per lo sviluppo del settore''.

 
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