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MESSAGGERO |
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L’Api: «Istanza d’appello? Ce
l’aspettavamo»
L’azienda non è sorpresa
della mossa della Procura. Per i comitati invece è un atto
necessario
di LUCIA MOSCA
FALCONARA L'istanza d'appello
depositata pochi giorni fa dal pm Cristina Tedeschini? Un
passo già atteso. Alla raffineria non hanno altro da dire,
almeno per ora, sulla nuova mossa della procura. Sembrano
invece avere molto da dire in proposito i comitati
cittadini, che parlano senza mezzi termini di appello
necessario. Massimo De Paolis e Loris Calcina, portavoce dei
comitati cittadini di Fiumesino e Villanova, in riferimento
alla sentenza emessa lo scorso 5 maggio dal giudice Vincenzo
Capezza a conclusione del processo relativo al rogo del 25
agosto 1999, affermano di avere buone ragioni per credere
che non sia possibile attribuire la responsabilità
dell'incidente ad una sola persona. A lui, Gaetano
Bonfissuto, 56 anni, di Ancona, addetto alla valvola 279,
l'unico ad incassare una condanna per la tragedia che costò
la vita a Mario Gandolfi e ad Ettore Giulian. «Le
motivazioni della sentenza - così si esprimono i portavoce
dei comitati - riconoscono che l'operatore condannato aveva
una "inadeguata preparazione specifica" e non è mai stato in
possesso di schemi di allestimento dei trasferimenti dei
prodotti petroliferi. Viene da chiedersi di chi sia la
responsabilità organizzativa se non dei vertici della
raffineria Api che continuavano a far lavorare in quel
reparto ed in quelle condizioni l'operatore inadeguatamente
preparato». «Chi, se non la dirigenza della raffineria Api -
si domandano ancora - doveva assicurare la corretta
applicazione delle procedure gestionali operative? Non
spettava ai vertici Api individuare le azioni correttive
necessarie per migliorare il sistema di gestione, anche a
tutela dell'integrità dei dipendenti?». Per quanto riguarda
invece il rogo dell'8 settembre, è stata depositata la
perizia sul tragico incidente avvenuto nell'area bitumi
dell’Api. Perizia disposta dai pm Irene Bilotta e Cristina
Tedeschini che mette in evidenza come sia stato «un concorso
di errori e di situazioni operative sfavorevoli» a far
saltare in aria il serbatoio Tk145, con 592 metri cubi di
bitume, provocando la morte dell’autotrasportatore
Sebastiano Parisse e ustionandone altri tre. Per il
professor Arrigo Pareschi, ordinario di impianti industriali
alla facoltà di Ingegneria di Bologna, uno dei due tecnici
incaricati dai magistrati, il serbatoio ebbe «un cedimento
strutturale nel collegamento tramite saldatura del mantello
cilindrico alla base piana del serbatoio». Tuttavia non
sarebbe stato il cedimento strutturale a provocare
l'incidente, bensì «una forte sovrappressione determinatasi
nel serbatoio». Per il professor Amedeo Lancia, il secondo
perito, invece, le cause della tragedia sarebbero da
collegare ad un'immissione di composti volatili tipo
kerosene o all'immissione di acqua con successiva
vaporizzazione all'interno del serbatoio con elevate
temperature. |
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ASCA.IT - agenzia di stampa |
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MARCHE/FERROVIE: MARCOLINI,
MOBILITAZIONE PER SCONGIURARE TAGLI
(ASCA) - Ancona, 2 nov -
L'assessore regionale ai Trasporti della Regione Marche,
Pietro Marcolini, interviene nel dibattito sui tagli della
Finanziaria nel settore delle tratte minori delle reti
ferroviarie. ''Condivido la forte preoccupazione espressa
dall'onorevole Duca - cui aggiungo quella degli assessori
provinciali ai trasporti - riguardo la drastica riduzione
dei fondi che toccherebbero, questa volta, le Ferrovie,
incidendo sulla Regione Marche per 1.865 milioni di euro per
la Orte-Falconara, la galleria di Cattolica e il nodo di
Falconara, aggiungendosi alla paventata chiusura delle linee
Ascoli-Porto d'Ascoli e Fabriano-Pergola. Il ventilato piano
di tagli delle tratte minori di Trenitalia sta diventando
una realta' imposta dai tagli operati irresponsabilmente dal
Governo. E' allora assolutamente necessario che, sul piano
delle infrastrutture e dei trasporti, tutti i parlamentari
marchigiani chiedano che il Governo renda ragione in
Parlamento di tale situazione, affinche' nella Regione
Marche tali ventilati tagli vengano scongiurati. Sarebbe, in
caso contrario, infatti, inutile battersi per attrarre
l'utenza - che, negli ultimi 7 anni, nelle Marche e'
cresciuta del 64% - verso l'utilizzo del mezzo pubblico per
combattere inquinamento e congestione del traffico, quando
poi l'attivita' del Governo va in senso diametralmente
opposto, eludendo platealmente anche le direttive europee in
materia di mobilita' sostenibile. La mobilitazione politica
e la vigilanza sugli interessi legittimi dei cittadini
marchigiani deve rivolgersi anche al versante della
manutenzione, poiche' se la Finanziaria dovesse confermare
tagli per 1.760 milioni di euro per il settore, Trenitalia
dovrebbe cancellare quest'attivita', che e' elemento
essenziale per la sicurezza dei trasportati e per lo
sviluppo del settore''. |
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