RASSEGNA STAMPA 04.11.2005

 

MESSAGGERO
Api, la raffineria diffida i comitati Offensivo il contenuto del sito web

G.Vis.

FALCONARA - Toni «sproporzionalmente sdegnati e scandalizzati» ma anche «vere e proprie insinuazioni» e «accostamenti suggestionanti» e «sottintesi sapienti, l’uso cioè di determinate espressioni nella consapevolezza che il pubblico dei lettori le intenderà sempre in senso fortemente più sfavorevole». Questo ravvisa lo studio legale Matteo e Sabbatani Schiuma di Roma nei comunicati stampa e nelle dichiarazioni riportate nel sito Internet dei comitati cittadini da sempre contrari alla presenza dell’impianto sul territorio. Lo studio ha avuto mandato «dalla società Api raffineria di Ancona - scrive l’avvocato Luigi Matteo ai comitati - di valutare la natura diffamatoria dei comunicati stampa, delle relazioni tenute nel corso di convegni e di tutta l’attività mediatico-giornalistica posta in essere negli ultimi anni, anche attraverso il portale informatico, in relazione all’attività e al ruolo della raffineria nel contesto produttivo locale e nazionale». Niente a che fare con il diritto di opinione e di critica. Per l’Api si tratta di vera e propria diffamazione riscontrabile, secondo l’avvocato Matteo, neli «interventi mediatici aventi a oggetto l’Api Raffineria spa». Pertanto, «vi rivolgo formale diffida a cessare per il futuro ogni comportamento, nel contempo riservando ogni azione a tutela e difesa della società e così fronteggiare il vostro - neanche più malcelato - proposito di costantemente incalzare con ogni azione diretta a sgominare i “nostri mostri” (vedi la parabola di Teseo e il Minotauro sul sito dei comitati cittadini)».

La “Cornacchia” risolve il rebus discarica

I rifiuti di Ancona e hinterland saranno smistati nelle campagne di Filottrano Dopo anni di studi universitari la Provincia ha annuncia la graduatoria definitiva dei siti

di GIAMPAOLO MILZI

Si concretizzerà nelle campagne di Filottrano - a 2 km dal centro abitato e non lontano dal confine col Maceratese in direzione Cingoli - la svolta operativa nella politica di concentrazione delle immondizie prodotte da gran parte dell'Anconetano (Bacino 1). E' su Filottrano, infatti, che è caduta la scelta per la localizzazione della nuova mega-discarica che sarà gestita dal consorzio "Conero Ambiente" e che servirà 16 Comuni. Il paletto - individuato sulla cartina geografica dalla Provincia sulla base dell'esito di un lavoro tecnico-scientifico di un pool di ingegneri dell'Università delle Marche - è stato piantato in località Cornacchia-Sant'Ignazio. L'annuncio del primo posto del sito n° 11 (uno dei 5 comprensivi di zone del Comune di Filottrano) nella classifica in cui era in lizza con altri 13, è stato dato ieri dal presidente Giancarli. «Una collocazione ottimale perché soddisfa globalmente tutti i 22 parametri della nostra valutazione, seguita a un altro studio di geologi - ha spiegato il prof. Erio Pasqualini, presidente del corso di laurea in Ambiente e territorio, a nome degli esperti incaricati dalla Provincia - Tra questi qualità di acqua, aria, flora, fauna e vita, ventosità, impatto visivo, risorse economiche, infrastrutture viarie. Tutti criteri di massima oggettività, non manipolabili, predefiniti in base a un metodo matematico-computerizzato messo a punto dall'Enea nel 1994 e adottato dalla Regione nel 1996». Oggettivi e istituzionali anche i dati della valutazione, «perché forniti da tutti i Comuni». Oltre a Filottrano, Ancona, Agugliano, Camerano, Camerata Picena, Castelfidardo, Chiaravalle, Falconara, Loreto, Monte San Vito, Montemarciano, Numana, Offagna, Osimo, Polverigi, Sirolo. Dai quali partiranno i tir coi rifiuti per il nuovo impianto di smaltimento, un'opera all'avanguardia, di alta ingegneria, di minimo impatto quanto a biogas e percolati, con una capacità ricettiva di 2 milioni di metri cubi esauribile in 25-50 anni. La "scelta Filottrano" è legata a una scelta a monte della Provincia, quella di puntare sulla macro-zona con Comuni capofila Ancona, Osimo e Chiaravalle. Perché, come ha spiegato il presidente Giancarli, in questa zona vasta ora c'è solo la discarica di Chiaravalle, quella che Conero Ambiente vuol sostituire con un impianto di selezione e trattamento. Mentre sull'altra (C33, ndr.), quella dei 33 Comuni tra cui Senigallia, Fabriano e Jesi, gravano già i due impianti di smaltimento di Maiolati e Corinaldo e se ne stanno realizzando due di selezione e trattamento». «Una scelta - hano aggiunto Giancarli e l'assessore provinciale all'Ambiente Casagrande - cui seguirà partecipazione e concertazione con il Comune di Filottrano e gli ambientalisti». Già, concertazione. Non per il sito, definitivo, «ma per le modalità realizzative dell'opera». Ma la scelta pur "ottimale" di Filottrano non soddisfa granchè i parametri della qualità delle strade, presenta alta concentrazione di flora protetta e risulta poco baricentrico per gli altri Comuni. Solo Ancona spedirà lungo quelle strade fino al nuovo impianto 35mila tonnellate di rifiuti annue, quelle che da 6 anni veicola a Castelcolonna con una spesa di 2 milioni e mezzo. Per l'assessore ai trasporti Montesi «la scelta geografica per questa discarica giustifica ancor meno l'altra di Conero Ambiente, quella per l'impianto rifiuti in un sito come l'ex Galoppo di Chiaravalle (osteggiato dai comitati, ndr.) che risulta così lontano da Filottrano».

BALLANTE: SCELTA POLITICA

M.P.C

FILOTTRANO - Per Filottrano ieri è stato un giorno «tristissimo». In mattinata il sindaco Ivana Ballante è stata convocata in Provincia «per essere messa al corrente che il sito di Saltregna e quello di Cantalupo erano al 1° e 2° posto della graduatoria dell'Università. In serata ho convocato la maggioranza per valutare possibili iniziative e ho allertato il comitato di quartiere. Il criterio di scelta è stato essenzialmente politico e Filottrano manterrà ferma la posizione che il suo consiglio comunale nel 2002 e nel 2005 ha espresso: no alla discarica». Il sindaco promette battaglia. «Il nostro Comune si trova all'estremità del bacino 1 e i costi per il trasporto dei rifiuti saranno notevoli. - osserva - La città è attraversata da 2 Provinciali dove transiteranno i camion con l'immondizia e nelle zone idonee ci sono residenti già costituiti in comitati. Perché a Filottrano sono stati individuati 5 siti e ad Ancona che ha la metà degli abitanti del bacino, nessuno? Assurda anche la decisione di separare l'impianto di smaltimento da quello di compostaggio in realizzazione a Chiaravalle».

 
CORRIERE ADRIATICO
Comitati diffidati dall’Api

Altolà dei legali

MARINA MINELLI

FALCONARA – “La Costituzione garantisce il diritto di manifestare il proprio pensiero ed il diritto di critica, ma è anche vero che tali diritti devono articolarsi senza alterazioni al fine di non pregiudicare l’immagine e la credibilità della società e delle persone”. Con questa motivazione la raffineria Api, attraverso uno studio legale romano, ha fatto partire una formale diffida nei confronti dei comitati cittadini di Villanova, Fiumesino e “25 agosto” che per il futuro sono invitati a cessare ogni comportamento scorretto. Altrimenti lo studio legale si riserva di valutare la portata diffamatoria dei comunicati stampa, delle relazioni ai convegni e di tutta l’attività mediatico-giornalistica e delle informazioni rilanciate attraverso il portale dove, come osservano gli avvocati dell’Api, ci sono non soltanto “sottintesi sapienti, accostamenti suggestionanti, tono sproporzionatamente sdegnato e scandalizzato e l’artificiosa e sistematica drammatizzazione”, ma anche “vere e proprie insinuazioni”. Sul sito www.comitati-cittadini.net oltre al testo integrale della diffida c’è anche un breve commento degli stessi Comitati i quali ricordano di essere “cittadini che difendono i propri diritti”. “Abbiamo sempre agito alla luce del sole, nel diritto e per la difesa del diritto - osservano i comitati su internet– e abbiamo ben altri interessi ed obiettivi che quello di “denigrare” la raffineria”. “Siamo cittadini tra i cittadini – scrivono ancora i Comitati da sempre molto attenti al mondo che ruota attorno alla raffineria – parliamo attraverso i giornali, esortiamo e sproniamo il dibattito pubblico ed il confronto civile, stimoliamo la riflessione e la partecipazione sui problemi del nostro territorio. Questo è il modo di essere e di agire dei Comitati”. Che non sembra siano intenzionati a piegarsi.

Smog, via allo stop del traffico

Auto al veleno ferme

REDAZIONALE

ANCONA - Da lunedì 7 novembre traffico vietato nel centro abitato di Ancona dal lunedì al venerdi dalle 9 alle 17 per le autovetture alimentate a benzina e diesel immatricolate prima dell’1 gennaio 1993, ad eccezione di quelle conformi alla direttiva 91/441/CE, per i veicoli a benzina e diesel destinati al trasporto merci fino a 3,5 tonnellate, immatricolati prima dell’1 ottobre 1994, ad eccezione di quelli conformi alle direttive 91/441/CE e 03/59/CE e successive. Centro vietato anche per i ciclomotori a 2,3,4 ruote non omologati in conformità alla direttiva 97/24/CE. Lo stabilisce un’ordinanza del sindaco che fa riferimento ai “ripetuti superamenti ai valori limite previsti dalle direttive europee in materia di qualità dell’aria” recepite nel nostro ordinamento, e alla necessità di adottare un piano di azione specifico. Sturani fa anche riferimento al documento programmatico approvato dal direttivo dell'Anci Marche lo scorso 31 gennaio sul tema dell' inquinamento atmosferico, che contiene anche indicazioni di impegni da attuare a livello comunale. E sottolinea che il territorio dei Comuni di Jesi, Monsano, Chiaravalle, Senigallia, Montemarciano, Falconara Marittima e Ancona va considerato come una zona omogenea, “in cui la qualità dell'aria è un problema condiviso e comuni devono essere gli interventi per migliorarla”. “I danni alla salute provocati dalla esposizione a concentrazioni significative di monossido di carbonio e di ossidi di azoto - fa notare il sindaco - risultano essere principalmente di tipo acuto, agendo soprattutto a livello dell'apparato cardio-circolatorio e respiratorio; mentre, per quanto riguarda il benzene, gli effetti sulla salute sono di tipo cronico, agendo l'inquinante come cancerogeno, in particolare sull'apparato emopoietico”. Per le poveri inalabili PM10 invece, “data l'elevata eterogeneità chimica di tali sostanze l'esposizione a concentrazioni significative si manifesta sia con effetti cronici che acuti, a carico dell'apparato respiratorio e cardio-circolatorio”.

Discarica comprensoriale a Filottrano

L’impianto avrà una volumetria di 2 milioni di metri cubi Funzionerà per 20/30 anni a seconda della raccolta differenziata. La Provincia ha approvato lo studio commissionato all’Università

EDOARDO DANIELI

ANCONA - E’ a Filottrano, in contrada Cornacchia, il sito prescelto per la discarica comprensoriale del Bacino 1, quello che raccoglie 13 comuni da Montemarciano a Loreto, per circa 240 mila abitanti., che s’è raccolto attorno al Consorzio Conero-Ambiente. Lo ha reso noto Enzo Giancarli, presidente dell’amministrazione provinciale, a cui compete la scelta, presentando lo studio che il Dipartimento di fisica e ingegneria dell’Università di Ancona ha fatto per la localizzazione ottimale di una discarica. Accanto a Giancarli, l’assessore all’ambiente Patrizia Casagrande e tutta la giunta, e il professore Erio Pasqualini, responsabile scientifico dello studio. L’incontro è stato aperto proprio da Giancarli il quale ha descritto la situazione dello smaltimento dei rifiuti in provincia nei due ambiti territoriali in cui è stato diviso dal piano provinciale dei rifiuti. “C’è un ambito, il Cir 33, che raccoglie appunto 33 comuni - ha detto Giancarli - che gravitano nelle zone di Fabriano, Jesi e Senigallia: in esso sono state individuati due siti per lo smaltimento dei rifiuti a Corinaldo e Maiolati Spontini che ospiteranno anche gli impianti di trattamento e selezione”. Per quanto riguarda invece il consorzio Conero-Ambiente, “c’è una discarica - ha detto Giancarli - a Chiaravalle che potrà smaltire i rifiuti fino al 2007 e il progetto del consorzio di realizzare, sempre a Chiaravalle, un impianto per il trattamento dei rifiuti”. Mancava quindi la scelta del sito. Nel suo intervento, Giancarli ha ribadito che la scelta è essenzialmente tecnica e proprio per questo è nata la convenzione con l’università. “Il metodo utilizzato per stilare la graduatoria - ha spiegato Pasqualini - nasce nel 1994 all’Enea ed è stato fatto proprio, con alcune modifiche legate alle particolarità del nostro territorio, dalla Regione nel 1996”. L’oggettività dello studio deriva, secondo Pasqualini, da due fattori: “i criteri dei modelli sono prefissati e non sono negoziabili; in secondo luogo - ha aggiunto il docente - i dati utilizzati sono forniti dagli enti di competenza interessati”. Se fosse un semplice calcolo, però, basterebbe un buon programma informatico: “il valore aggiunto dell’Università - ha perciò detto ancora Pasqualini - deriva dalla realizzazione di nuovi programmi di calcolo legati ad alcuni aspetti, come per esempio quello della visibilità del sito rispetto ai centri abitati vicini”. La graduatoria ha preso in esame 14 siti: 5 in territorio di Filottrano; 3 di Osimo; 2 di Polverigi; 1 per ciascuno ad Ancona, Agugliano, Monte San Vito e Montemarciano. Numerosi i parametri che sono stati presi in considerazione: tra gli altri, la popolazione nel raggio di 2 km; le caratteristiche faunistiche e floro-vegetazionali; le risorse economiche del sito; l’idrogeologia; il sistema viario di accesso. L’ipotesi a cui si lavora è di un impianto con una volumetria di 2 milioni metri cubi che potrà accogliere rifiuti per 20/30 anni, secondo la raccolta quota di differenziata. “Il sito più idoneo - ha concluso Pasqualini - è quello che globalmente soddisfa tutti i parametri”. Non c’è però solo l’aspetto tecnico dal momento che l’apertura di una discarica ha evidentemente risvolti politici. “Noi riteniamo - ha aggiunto Giancarli - che la scelta di oggi sia l’inizio di un percorso che attraverso la concertazione e la partecipazione porti alla realizzazione delle opere necessarie”. “Se la gestione sarà compito del consorzio - ha aggiunto Casagrande - per la realizzazione la Provincia non si chiamerà fuori. Gli impianti per Maiolati e Corinaldo sono stati finanziati dal Cipe; c’è la stessa opportunità per Filottrano”.

Il viaggio dell’immondizia

La preselezione dovrà essere fatta a Chiaravalle

REDAZIONALE

Ancona - Tredici comuni (Ancona, Falconara, Osimo i più grandi), con poco più di 240 mila abitanti, che producono in media 500 kg di rifiuti l’anno, con una raccolta differenziata che s’attesta attorno al 25%, ben al di sotto del 35 previsto dal decreto Ronchi. Questa la radiografia del consorzio ConeroAmbiente che smaltirà i rifiuti in contrada Cornacchia di Filottrano. Una discarica che dovrà “lavorare” di concerto con un impianto di selezione e trattamento che, al momento, è previsto a Chiaravalle. Un’eventualità su cui ora sarà il Consorzio a dover valutare valutazioni che, oltre che ambientali, sono essenzialmente economiche: quanto costerà il viaggio dei rifiuti prima dello smaltimento, costo che determinerà la tariffa che tutti i cittadini saranno chiamati a pagare? Tornano quindi d’attualità ipotesi che erano state evidenziate nel corso del dibattito che ha preceduto la scelta e che sono state accantonate: e cioè Osimo e Castelfidardo, molto più vicine a Filottrano. Ipotesi molto contrastate ma che adesso, con la scelta del sito per la discarica, assumono una valenza del tutto diversa.

Un parto durato tre anni

L’iter della scelta

REDAZIONALE

ANCONA - Ci sono voluti più di 3 anni per arrivare alla scelta di Filottrano come sito idoneo per la discarica comprensoriale. Anche di più se si considera che propedeutico allo studio licenziato ieri c’è stato un gruppo di lavoro che ha individuato le 14 macrozone potenzialmente idonee. Una lunghezza determinata dal metodo prescelto e dalla necessità di raccogliere una mole immensa di dati, in parte forniti dagli stessi enti interessati, in parte raccolti sul campo dai tecnici dell’ateneo. La stipula della convenzione risale al 15 marzo del 2002 sulla scorta di quanto previsto dal piano provinciale dei rifiuti. S’è dapprima proceduto alla redazione, da parte del laboratorio di topografia e fotogrammetria, della cartografia dei siti. Di pari passo, è andato avanti lo studio morfologico per valutare la migliore collocazione possibile. E’ iniziato poi - nell’agosto dello stesso anno - il convolgimento dei comuni interessati fase che è terminata, dopo numerose sollecitazioni, solo a dicembre dello scorso anno. Periodo che comunque è stato pieno per docenti e tecnici dell’ateneo che hanno condotte numerose campagne (geognostiche, sull’acqua, sul terreno) per poter avere quanti più dati possibile così come previsto dalla metodologia prescelta. Quando poi - e siamo al maggio di quest’anno - la raccolta di dati è terminata, prima di procedere alla elaborazione definitiva, è stato richiesto ai comuni se fossero sopravvenute eventuali modifiche nei rispettivi territori dei parametri necessari alla compilazione della graduatoria. Infine, la graduatoria presentata ieri.

 
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