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Api, la raffineria diffida i
comitati Offensivo il contenuto del sito web
G.Vis.
FALCONARA - Toni
«sproporzionalmente sdegnati e scandalizzati» ma anche «vere
e proprie insinuazioni» e «accostamenti suggestionanti» e
«sottintesi sapienti, l’uso cioè di determinate espressioni
nella consapevolezza che il pubblico dei lettori le
intenderà sempre in senso fortemente più sfavorevole».
Questo ravvisa lo studio legale Matteo e Sabbatani Schiuma
di Roma nei comunicati stampa e nelle dichiarazioni
riportate nel sito Internet dei comitati cittadini da sempre
contrari alla presenza dell’impianto sul territorio. Lo
studio ha avuto mandato «dalla società Api raffineria di
Ancona - scrive l’avvocato Luigi Matteo ai comitati - di
valutare la natura diffamatoria dei comunicati stampa, delle
relazioni tenute nel corso di convegni e di tutta l’attività
mediatico-giornalistica posta in essere negli ultimi anni,
anche attraverso il portale informatico, in relazione
all’attività e al ruolo della raffineria nel contesto
produttivo locale e nazionale». Niente a che fare con il
diritto di opinione e di critica. Per l’Api si tratta di
vera e propria diffamazione riscontrabile, secondo
l’avvocato Matteo, neli «interventi mediatici aventi a
oggetto l’Api Raffineria spa». Pertanto, «vi rivolgo formale
diffida a cessare per il futuro ogni comportamento, nel
contempo riservando ogni azione a tutela e difesa della
società e così fronteggiare il vostro - neanche più
malcelato - proposito di costantemente incalzare con ogni
azione diretta a sgominare i “nostri mostri” (vedi la
parabola di Teseo e il Minotauro sul sito dei comitati
cittadini)».
La “Cornacchia” risolve il
rebus discarica
I rifiuti di Ancona e
hinterland saranno smistati nelle campagne di Filottrano
Dopo anni di studi universitari la Provincia ha annuncia la
graduatoria definitiva dei siti
di GIAMPAOLO MILZI
Si concretizzerà nelle
campagne di Filottrano - a 2 km dal centro abitato e non
lontano dal confine col Maceratese in direzione Cingoli - la
svolta operativa nella politica di concentrazione delle
immondizie prodotte da gran parte dell'Anconetano (Bacino
1). E' su Filottrano, infatti, che è caduta la scelta per la
localizzazione della nuova mega-discarica che sarà gestita
dal consorzio "Conero Ambiente" e che servirà 16 Comuni. Il
paletto - individuato sulla cartina geografica dalla
Provincia sulla base dell'esito di un lavoro
tecnico-scientifico di un pool di ingegneri dell'Università
delle Marche - è stato piantato in località Cornacchia-Sant'Ignazio.
L'annuncio del primo posto del sito n° 11 (uno dei 5
comprensivi di zone del Comune di Filottrano) nella
classifica in cui era in lizza con altri 13, è stato dato
ieri dal presidente Giancarli. «Una collocazione ottimale
perché soddisfa globalmente tutti i 22 parametri della
nostra valutazione, seguita a un altro studio di geologi -
ha spiegato il prof. Erio Pasqualini, presidente del corso
di laurea in Ambiente e territorio, a nome degli esperti
incaricati dalla Provincia - Tra questi qualità di acqua,
aria, flora, fauna e vita, ventosità, impatto visivo,
risorse economiche, infrastrutture viarie. Tutti criteri di
massima oggettività, non manipolabili, predefiniti in base a
un metodo matematico-computerizzato messo a punto dall'Enea
nel 1994 e adottato dalla Regione nel 1996». Oggettivi e
istituzionali anche i dati della valutazione, «perché
forniti da tutti i Comuni». Oltre a Filottrano, Ancona,
Agugliano, Camerano, Camerata Picena, Castelfidardo,
Chiaravalle, Falconara, Loreto, Monte San Vito,
Montemarciano, Numana, Offagna, Osimo, Polverigi, Sirolo.
Dai quali partiranno i tir coi rifiuti per il nuovo impianto
di smaltimento, un'opera all'avanguardia, di alta
ingegneria, di minimo impatto quanto a biogas e percolati,
con una capacità ricettiva di 2 milioni di metri cubi
esauribile in 25-50 anni. La "scelta Filottrano" è legata a
una scelta a monte della Provincia, quella di puntare sulla
macro-zona con Comuni capofila Ancona, Osimo e Chiaravalle.
Perché, come ha spiegato il presidente Giancarli, in questa
zona vasta ora c'è solo la discarica di Chiaravalle, quella
che Conero Ambiente vuol sostituire con un impianto di
selezione e trattamento. Mentre sull'altra (C33, ndr.),
quella dei 33 Comuni tra cui Senigallia, Fabriano e Jesi,
gravano già i due impianti di smaltimento di Maiolati e
Corinaldo e se ne stanno realizzando due di selezione e
trattamento». «Una scelta - hano aggiunto Giancarli e
l'assessore provinciale all'Ambiente Casagrande - cui
seguirà partecipazione e concertazione con il Comune di
Filottrano e gli ambientalisti». Già, concertazione. Non per
il sito, definitivo, «ma per le modalità realizzative
dell'opera». Ma la scelta pur "ottimale" di Filottrano non
soddisfa granchè i parametri della qualità delle strade,
presenta alta concentrazione di flora protetta e risulta
poco baricentrico per gli altri Comuni. Solo Ancona spedirà
lungo quelle strade fino al nuovo impianto 35mila tonnellate
di rifiuti annue, quelle che da 6 anni veicola a
Castelcolonna con una spesa di 2 milioni e mezzo. Per
l'assessore ai trasporti Montesi «la scelta geografica per
questa discarica giustifica ancor meno l'altra di Conero
Ambiente, quella per l'impianto rifiuti in un sito come l'ex
Galoppo di Chiaravalle (osteggiato dai comitati, ndr.) che
risulta così lontano da Filottrano».
BALLANTE: SCELTA POLITICA
M.P.C
FILOTTRANO - Per Filottrano
ieri è stato un giorno «tristissimo». In mattinata il
sindaco Ivana Ballante è stata convocata in Provincia «per
essere messa al corrente che il sito di Saltregna e quello
di Cantalupo erano al 1° e 2° posto della graduatoria
dell'Università. In serata ho convocato la maggioranza per
valutare possibili iniziative e ho allertato il comitato di
quartiere. Il criterio di scelta è stato essenzialmente
politico e Filottrano manterrà ferma la posizione che il suo
consiglio comunale nel 2002 e nel 2005 ha espresso: no alla
discarica». Il sindaco promette battaglia. «Il nostro Comune
si trova all'estremità del bacino 1 e i costi per il
trasporto dei rifiuti saranno notevoli. - osserva - La città
è attraversata da 2 Provinciali dove transiteranno i camion
con l'immondizia e nelle zone idonee ci sono residenti già
costituiti in comitati. Perché a Filottrano sono stati
individuati 5 siti e ad Ancona che ha la metà degli abitanti
del bacino, nessuno? Assurda anche la decisione di separare
l'impianto di smaltimento da quello di compostaggio in
realizzazione a Chiaravalle». |
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Comitati diffidati dall’Api
Altolà dei legali
MARINA MINELLI
FALCONARA – “La Costituzione
garantisce il diritto di manifestare il proprio pensiero ed
il diritto di critica, ma è anche vero che tali diritti
devono articolarsi senza alterazioni al fine di non
pregiudicare l’immagine e la credibilità della società e
delle persone”. Con questa motivazione la raffineria Api,
attraverso uno studio legale romano, ha fatto partire una
formale diffida nei confronti dei comitati cittadini di
Villanova, Fiumesino e “25 agosto” che per il futuro sono
invitati a cessare ogni comportamento scorretto. Altrimenti
lo studio legale si riserva di valutare la portata
diffamatoria dei comunicati stampa, delle relazioni ai
convegni e di tutta l’attività mediatico-giornalistica e
delle informazioni rilanciate attraverso il portale dove,
come osservano gli avvocati dell’Api, ci sono non soltanto
“sottintesi sapienti, accostamenti suggestionanti, tono
sproporzionatamente sdegnato e scandalizzato e l’artificiosa
e sistematica drammatizzazione”, ma anche “vere e proprie
insinuazioni”. Sul sito www.comitati-cittadini.net oltre al
testo integrale della diffida c’è anche un breve commento
degli stessi Comitati i quali ricordano di essere “cittadini
che difendono i propri diritti”. “Abbiamo sempre agito alla
luce del sole, nel diritto e per la difesa del diritto -
osservano i comitati su internet– e abbiamo ben altri
interessi ed obiettivi che quello di “denigrare” la
raffineria”. “Siamo cittadini tra i cittadini – scrivono
ancora i Comitati da sempre molto attenti al mondo che ruota
attorno alla raffineria – parliamo attraverso i giornali,
esortiamo e sproniamo il dibattito pubblico ed il confronto
civile, stimoliamo la riflessione e la partecipazione sui
problemi del nostro territorio. Questo è il modo di essere e
di agire dei Comitati”. Che non sembra siano intenzionati a
piegarsi.
Smog, via allo stop del
traffico
Auto al veleno ferme
REDAZIONALE
ANCONA - Da lunedì 7 novembre
traffico vietato nel centro abitato di Ancona dal lunedì al
venerdi dalle 9 alle 17 per le autovetture alimentate a
benzina e diesel immatricolate prima dell’1 gennaio 1993, ad
eccezione di quelle conformi alla direttiva 91/441/CE, per i
veicoli a benzina e diesel destinati al trasporto merci fino
a 3,5 tonnellate, immatricolati prima dell’1 ottobre 1994,
ad eccezione di quelli conformi alle direttive 91/441/CE e
03/59/CE e successive. Centro vietato anche per i
ciclomotori a 2,3,4 ruote non omologati in conformità alla
direttiva 97/24/CE. Lo stabilisce un’ordinanza del sindaco
che fa riferimento ai “ripetuti superamenti ai valori limite
previsti dalle direttive europee in materia di qualità
dell’aria” recepite nel nostro ordinamento, e alla necessità
di adottare un piano di azione specifico. Sturani fa anche
riferimento al documento programmatico approvato dal
direttivo dell'Anci Marche lo scorso 31 gennaio sul tema
dell' inquinamento atmosferico, che contiene anche
indicazioni di impegni da attuare a livello comunale. E
sottolinea che il territorio dei Comuni di Jesi, Monsano,
Chiaravalle, Senigallia, Montemarciano, Falconara Marittima
e Ancona va considerato come una zona omogenea, “in cui la
qualità dell'aria è un problema condiviso e comuni devono
essere gli interventi per migliorarla”. “I danni alla salute
provocati dalla esposizione a concentrazioni significative
di monossido di carbonio e di ossidi di azoto - fa notare il
sindaco - risultano essere principalmente di tipo acuto,
agendo soprattutto a livello dell'apparato
cardio-circolatorio e respiratorio; mentre, per quanto
riguarda il benzene, gli effetti sulla salute sono di tipo
cronico, agendo l'inquinante come cancerogeno, in
particolare sull'apparato emopoietico”. Per le poveri
inalabili PM10 invece, “data l'elevata eterogeneità chimica
di tali sostanze l'esposizione a concentrazioni
significative si manifesta sia con effetti cronici che
acuti, a carico dell'apparato respiratorio e
cardio-circolatorio”.
Discarica comprensoriale a
Filottrano
L’impianto avrà una
volumetria di 2 milioni di metri cubi Funzionerà per 20/30
anni a seconda della raccolta differenziata. La Provincia ha
approvato lo studio commissionato all’Università
EDOARDO DANIELI
ANCONA - E’ a Filottrano, in
contrada Cornacchia, il sito prescelto per la discarica
comprensoriale del Bacino 1, quello che raccoglie 13 comuni
da Montemarciano a Loreto, per circa 240 mila abitanti., che
s’è raccolto attorno al Consorzio Conero-Ambiente. Lo ha
reso noto Enzo Giancarli, presidente dell’amministrazione
provinciale, a cui compete la scelta, presentando lo studio
che il Dipartimento di fisica e ingegneria dell’Università
di Ancona ha fatto per la localizzazione ottimale di una
discarica. Accanto a Giancarli, l’assessore all’ambiente
Patrizia Casagrande e tutta la giunta, e il professore Erio
Pasqualini, responsabile scientifico dello studio.
L’incontro è stato aperto proprio da Giancarli il quale ha
descritto la situazione dello smaltimento dei rifiuti in
provincia nei due ambiti territoriali in cui è stato diviso
dal piano provinciale dei rifiuti. “C’è un ambito, il Cir
33, che raccoglie appunto 33 comuni - ha detto Giancarli -
che gravitano nelle zone di Fabriano, Jesi e Senigallia: in
esso sono state individuati due siti per lo smaltimento dei
rifiuti a Corinaldo e Maiolati Spontini che ospiteranno
anche gli impianti di trattamento e selezione”. Per quanto
riguarda invece il consorzio Conero-Ambiente, “c’è una
discarica - ha detto Giancarli - a Chiaravalle che potrà
smaltire i rifiuti fino al 2007 e il progetto del consorzio
di realizzare, sempre a Chiaravalle, un impianto per il
trattamento dei rifiuti”. Mancava quindi la scelta del sito.
Nel suo intervento, Giancarli ha ribadito che la scelta è
essenzialmente tecnica e proprio per questo è nata la
convenzione con l’università. “Il metodo utilizzato per
stilare la graduatoria - ha spiegato Pasqualini - nasce nel
1994 all’Enea ed è stato fatto proprio, con alcune modifiche
legate alle particolarità del nostro territorio, dalla
Regione nel 1996”. L’oggettività dello studio deriva,
secondo Pasqualini, da due fattori: “i criteri dei modelli
sono prefissati e non sono negoziabili; in secondo luogo -
ha aggiunto il docente - i dati utilizzati sono forniti
dagli enti di competenza interessati”. Se fosse un semplice
calcolo, però, basterebbe un buon programma informatico: “il
valore aggiunto dell’Università - ha perciò detto ancora
Pasqualini - deriva dalla realizzazione di nuovi programmi
di calcolo legati ad alcuni aspetti, come per esempio quello
della visibilità del sito rispetto ai centri abitati
vicini”. La graduatoria ha preso in esame 14 siti: 5 in
territorio di Filottrano; 3 di Osimo; 2 di Polverigi; 1 per
ciascuno ad Ancona, Agugliano, Monte San Vito e
Montemarciano. Numerosi i parametri che sono stati presi in
considerazione: tra gli altri, la popolazione nel raggio di
2 km; le caratteristiche faunistiche e floro-vegetazionali;
le risorse economiche del sito; l’idrogeologia; il sistema
viario di accesso. L’ipotesi a cui si lavora è di un
impianto con una volumetria di 2 milioni metri cubi che
potrà accogliere rifiuti per 20/30 anni, secondo la raccolta
quota di differenziata. “Il sito più idoneo - ha concluso
Pasqualini - è quello che globalmente soddisfa tutti i
parametri”. Non c’è però solo l’aspetto tecnico dal momento
che l’apertura di una discarica ha evidentemente risvolti
politici. “Noi riteniamo - ha aggiunto Giancarli - che la
scelta di oggi sia l’inizio di un percorso che attraverso la
concertazione e la partecipazione porti alla realizzazione
delle opere necessarie”. “Se la gestione sarà compito del
consorzio - ha aggiunto Casagrande - per la realizzazione la
Provincia non si chiamerà fuori. Gli impianti per Maiolati e
Corinaldo sono stati finanziati dal Cipe; c’è la stessa
opportunità per Filottrano”.
Il viaggio dell’immondizia
La preselezione dovrà essere
fatta a Chiaravalle
REDAZIONALE
Ancona - Tredici comuni
(Ancona, Falconara, Osimo i più grandi), con poco più di 240
mila abitanti, che producono in media 500 kg di rifiuti
l’anno, con una raccolta differenziata che s’attesta attorno
al 25%, ben al di sotto del 35 previsto dal decreto Ronchi.
Questa la radiografia del consorzio ConeroAmbiente che
smaltirà i rifiuti in contrada Cornacchia di Filottrano. Una
discarica che dovrà “lavorare” di concerto con un impianto
di selezione e trattamento che, al momento, è previsto a
Chiaravalle. Un’eventualità su cui ora sarà il Consorzio a
dover valutare valutazioni che, oltre che ambientali, sono
essenzialmente economiche: quanto costerà il viaggio dei
rifiuti prima dello smaltimento, costo che determinerà la
tariffa che tutti i cittadini saranno chiamati a pagare?
Tornano quindi d’attualità ipotesi che erano state
evidenziate nel corso del dibattito che ha preceduto la
scelta e che sono state accantonate: e cioè Osimo e
Castelfidardo, molto più vicine a Filottrano. Ipotesi molto
contrastate ma che adesso, con la scelta del sito per la
discarica, assumono una valenza del tutto diversa.
Un parto durato tre anni
L’iter della scelta
REDAZIONALE
ANCONA - Ci sono voluti più
di 3 anni per arrivare alla scelta di Filottrano come sito
idoneo per la discarica comprensoriale. Anche di più se si
considera che propedeutico allo studio licenziato ieri c’è
stato un gruppo di lavoro che ha individuato le 14 macrozone
potenzialmente idonee. Una lunghezza determinata dal metodo
prescelto e dalla necessità di raccogliere una mole immensa
di dati, in parte forniti dagli stessi enti interessati, in
parte raccolti sul campo dai tecnici dell’ateneo. La stipula
della convenzione risale al 15 marzo del 2002 sulla scorta
di quanto previsto dal piano provinciale dei rifiuti. S’è
dapprima proceduto alla redazione, da parte del laboratorio
di topografia e fotogrammetria, della cartografia dei siti.
Di pari passo, è andato avanti lo studio morfologico per
valutare la migliore collocazione possibile. E’ iniziato poi
- nell’agosto dello stesso anno - il convolgimento dei
comuni interessati fase che è terminata, dopo numerose
sollecitazioni, solo a dicembre dello scorso anno. Periodo
che comunque è stato pieno per docenti e tecnici dell’ateneo
che hanno condotte numerose campagne (geognostiche,
sull’acqua, sul terreno) per poter avere quanti più dati
possibile così come previsto dalla metodologia prescelta.
Quando poi - e siamo al maggio di quest’anno - la raccolta
di dati è terminata, prima di procedere alla elaborazione
definitiva, è stato richiesto ai comuni se fossero
sopravvenute eventuali modifiche nei rispettivi territori
dei parametri necessari alla compilazione della graduatoria.
Infine, la graduatoria presentata ieri. |