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Un polo fieristico a Chiaravalle Rc avverte: «Andiamoci
piano»
di VITTORIO LANNUTTI
CHIARAVALLE - Il polo fieristico a Chiaravalle non piace
a Franco Favilla, capogruppo consiliare del Prc. Non vuole
creare nessuna polemica Favilla, ma smorzare gli entusiasmi
ed infatti spiega che gli interventi previsti dalla
Quadrilatero spa nel territorio chiaravallese e nelle aree a
ridosso dell'aeroporto di Falconara sono accompagnmati da
«troppi e facili, entusiasmi e senza alcuna riflessione
sull'impatto sul territorio e sulla comunità chiaravallese».
Secondo il progetto della Quadrilatero sarebbe interessata
una superficie di circa 50 ettari (dei quali circa 18 in
Comune di Chiaravalle e la restante parte in quello di
Falconara) ed è prevista una nuova edificazione per quasi
500 mila mc. «Si tratta di aree e di volumi di tutto
rispetto - continua Favilla - credo valga la pena di
sottoporre al sindaco alcune questioni su cui riflettere. Se
i progetti rimanessero quelli attualmente ipotizzati,
bisognerà chiarire quale sarà il ruolo di questo nuovo polo
fieristico: sarà effettivamente la nuova sede dell'ente
fieristico regionale o sarà solo uno dei tanti luoghi per le
attività fieristiche che opereranno sul territorio
regionale, magari ponendosi in concorrenza tra loro? In
secondo luogo, visto che su Chiaravalle ricadrà la maggior
parte dei problemi di collegamento viario con il nuovo polo
fieristico, con le conseguenti implicazioni relative alla
mole del traffico veicolare e all'inquinamento acustico ed
atmosferico, verrà prevista un'adeguata compensazione,
ammesso che certi disagi possano essere compensati, ad
esempio in termini di potenziamento della rete viaria o di
costruzione di nuova viabilità che permetta di evitare il
transito all'interno del centro urbano? Dato l'impatto sul
territorio della bassa Vallesina di questo progetto sarà poi
opportuno riflettere sulla qualità e quantità degli
interventi che potranno essere realizzati tra Rocca Priora e
Montemarciano pena lo “strangolamento” della nostra città»?
«La discarica non alleggerirà i costi per il trasporto
dei rifiuti»
di GIAMPAOLO MILZI
Trema per le polemiche il paletto che la Provincia ha
fissato a Cornacchia di Filottrano ad indicare la zona in
cui sorgerà la mega-discarica. Il comune denominatore delle
critiche riservate al sito scelto in base allo studio
dell'Università? Non è baricentrico, in quanto a ridosso del
confine col Maceratese: è lontano sia da moltissimi dei
Comuni che dovranno servirsene, sia dall'altro "sito delle
polemiche", quello di Chiaravalle (ex Galoppo), individuato
dal Consorzio Conero Ambiente per la realizzazione
dell'impianto di trattamento e selezione rifiuti. Rifiuti
che dovranno prima essere "lavorati" a Chiaravalle, e poi
spediti a Filottrano. Uno "schizofrenico" aumento dei costi?
"Certo, meglio se i due siti fossero stati localizzati in
zone limitrofe - risponde Sauro Brandoni, presidente del
Conero Ambiente (che gestirà entrambi) - Ma il Piano
provinciale rifiuti prevede che i due impianti collegati
possano sorgere in luoghi diversi e distanti. Della
progettazione di quello di Filottrano ci occuperemo in sede
di bilanci del 2006. Rispetterà i parametri di massima
sicurezza della direttiva europea recepita in Italia".
Quanto ai tempi di realizzazione, non dipendono tanto da
fattori tecnici, ma politici. Compreso l'atteggiamento del
Comune di Filottrano. "Noi tireremo dritti, abbiamo
l'obbligo di attuare il piano provinciale e la sua scelta.
Quanto all'impianto di Chiaravalle, siamo sempre disposti a
dialogare con chi si oppone, ma pronti a difendere la nostra
indicazione anche di fronte al Tar". Da Filottrano la
reazione del sindaco, di "secco rifiuto", sebbene improntata
su una "ulteriore riflessione sul dossier-studio
dell'Università" e non su "una volontà barricadera": "La
scelta di Provincia-Ateneo è inaccettabile dal punto di
vista tecnico e politico: discrimina e mortifica le
prospettive di sviluppo del nostro territorio rispetto agli
altri siti in lizza, non tenendo conto che i tir coi rifiuti
passeranno in due strade che toccano il centro di Filottrano;
la nostra frazione Cornacchia è molto distante dalle altre
municipalità, e quindi salirà il costo di trasporto, dato
che è parecchio lontana dalla struttura di trattamento che
sorgerà a Chiaravalle. Ci hanno penalizzato per motivi
politici, in quanto la nostra Giunta è di centro-destra. Io
la discarica non l'avrei fatta da nessuna parte, optando per
la termovalorizzazione". Problema distanza "quasi
irrilevante", invece, per il direttore di Anconambiente,
Montanari, "dato che Castelcolonna, dove portiamo ora le
35mila tonnellate annue di rifiuti di Ancona, è più o meno
lontana come Filottrano. I costi in realtà aumenteranno
perché a quelli dello smaltimento in discarica si
aggiungeranno quelli del passaggio preliminare di
trattamento a Chiaravalle". E da Chiaravalle, dure critiche
a Conero Ambiente. "Il piano provinciale considera questo
comune inidoneo ad ospitare il sito di trattamento, e la
Provincia deve fare rispettare questa indicazione", sibila
Roberto Sgroi, vice-presidente del comitato "Giù le mani dal
Galoppo". Che ha portato questa riflessione "di lotta" all'odg
di un'assemblea ieri sera.
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Brandoni di Rifondazione “Sono anch’io un diffidato”
REDAZIONALE
FALCONARA - Il segretario del Prc delle Marche Giuliano
Brandoni solidarizza con i Comitati cittadini che hanno
ricevuto una diffida legale dall’Api, che gli intima più
cautela nelle campagne di stampa contro il petrolchimico.
Anche Brandoni dichiara di sentirsi anche lui “diffidato
dall’azienda”, in quanto sottoscriverebbe come verità
“lapalissiane” le affermazioni dei Comitati sul fatto che
l’Api ha “ipotecato, il futuro di un vasto territorio”. “Il
diritto all’espressione delle proprie opinioni, la ricerca
del confronto, il valore del dissenso sono il sale della
democrazia”, dice Brandoni, secondo cui con la diffida
“sembra di essere ritornati ai tempi dei padroni dalle
braghe bianche”.
Terra a rischio, scatta il sequestro
I vigili nella zona industriale. Il materiale, forse
inquinato, potrebbe venire dall’ex Casali
MARINA MINELLI
FALCONARA - E' sotto sequestro da ieri mattina, per
ordine dell'autorità giudiziaria, un'area della zona
industriale di Falconara (nei pressi di Artika e Cityper)
dove, ad insaputa del proprietario Gervasio Piersigilli, è
stata scaricata abusivamente una notevole quantità di terra.
Il materiale, secondo i primi accertamenti effettuati dagli
agenti della polizia municipale, potrebbe provenire dagli
scavi di sbancamento effettuati per realizzare in via
Baldelli (nel sito della ex industria Casali) un nuovo
complesso edilizio con annesso centro commerciale e
parcheggio sotterraneo. La zona della ex Casali, però,
rientra nel sito di interesse nazionale di Falconara poiché,
forse, la vecchia attività legata alla produzione di bitume,
potrebbe avere inquinato il sottosuolo, che andrebbe,
quindi, caratterizzato e bonificato in base alle direttive
ministeriali. L'azienda edile Dear srl di Osimo, titolare
dell'area, sta, infatti, attendendo che il ministero
dell'Ambiente convochi un'apposita conferenza dei servizi
per approvare il Piano di caratterizzazione, che non era
stato presentato in occasione della conferenza precedente,
convocata a gennaio per discutere del sito ex Montedison e
di quello dell'Api. La nuova conferenza dei servizi, secondo
quanto aveva fatto sapere nei giorni scorsi l'Arpam, avrebbe
dovuto essere convocata entro la fine di ottobre per dar
modo agli enti coinvolti di fornire indicazioni su come
procedere nella caratterizzazione, in base alla quale
verificare l'effettivo stato di contaminazione. Nel
frattempo però la zona dove dovrebbe sorgere il nuovo
edificio è stata completamente sbancata e al posto della
collinetta in discesa da via Buozzi a via Baldelli (proprio
sotto il cimitero, poco prima dell'ingresso a Falconara
venendo da Castelferretti) c'è un vasto terreno spianato che
è stato completamente ripulito e portato a livello 'zero'.
La nuova struttura (che nelle intenzioni dei costruttori
dovrebbe essere completata nel giro di due anni e mezzo) si
svilupperà per cinque livelli: al piano terra troverà posto
il centro commerciale vero e proprio, con un grande
supermercato ed altri sette negozi; al piano superiore, ci
saranno una serie di locali ad uso ufficio, mentre gli altri
livelli verranno destinati ad uso abitativo. L'edificio sarà
circondato da una piazza, mentre dall'altro lato di via
Buozzi, proprio sotto il cimitero di via Castellaraccia,
verrà realizzato un grande parcheggio a due livelli (piano
terra e piano interrato) cui si accederà attraverso una
rotatoria. Nel caso del parcheggio (in base ad un patto con
il Comune, l'area di sosta sarà pubblica) di via Buozzi, i
lavori che stavano stanno procedendo a velocità più
sostenuta dato che il suolo, in questo caso, non doveva
essere bonificato in profondità, sono poi sorti problemi,
sollevati dall'Anas, preoccupata che gli scavi potessero
compromettere la stabilità del terreno e quindi della vicina
variante. Il sequestro di ieri e i successivi prelievi di
campioni di terreno effettuati in mattinata dai tecnici
dell'Arpam adesso però cambiano la situazione, perché se
verrà accertato in modo inequivocabile l'effettivo
inquinamento, potrebbe essere sequestrato l'intero cantiere
edile. Il problema - spiega l'assessore all'ambiente
Giancarlo Scortichini - è che nell'elenco di siti di
interesse nazionale da bonificare sono state inserite, oltre
alle aree importanti come quelle della Montedison e dell'Api
anche altre più piccole, per le quali naturalmente gli
interventi sono di tipo diverso.
“Discarica, Filottrano pronta alla
mobilitazione”
Prime riunioni. Per la prossima settimana assemblea col
Comitato di quartiere e i residenti delle frazioni di Sant’Ignazio
e Cantalupo, i siti indicati per la realizzazione del nuovo
impianto I tanti perchè del sindaco, che promette: “Faremo
l’impossibile per impedirne l’apertura”
DANIELA STALLONE
FILOTTRANO - Nuova discarica d’ambito provinciale. Il
giorno dopo l'annuncio della scelta del sito da parte della
Provincia, caduta come ormai noto sul territorio
filottranese, tra la gran parte dei cittadini serpeggiano
rabbia, tanti dubbi e perplessità. Tra i 14 siti presi in
esame - dopo uno studio affidato all’Univesrità - ben 5 si
trovavano nel territorio filottranese. L’impianto che si
vuole realizzare potrà accogliere rifiuti per 20/30 anni e
potrà avere una volumetria di due milioni di metri cubi.
Nella scelta sono stati utilizzati, si dice, parametri che
hanno tenuto in considerazione la popolazione nel raggio di
due chilometri, l'idrogeologia, le caratteristiche
faunistiche e floro-vegetazionali, il sistema viaro di
accesso. Insomma, le risorse economiche del sito e
Filottrano sembra che soddisfi tutti i parametri. Ma le
motivazioni non convincono affatto gli amministratori
comunali e l'aria che si respira a Palazzo è pesante,
addirittura carica di tensione. Già nella giornata
dell’altro ieri, dopo aver ricevuto la notizia
dall’assessore all’Ambiente della Provincia, Patrizia
Casagrande, il sindaco Ivana Ballante ha subito convocato i
consiglieri e le forze politiche di maggioranza. “Tutti
coloro che hanno partecipato all'incontro - afferma il
sindaco - si sono ritrovati uniti nel mantenere la posizione
netta assunta da questa amministrazione già da alcuni anni
fa: un secco no alla discarica. Sono state valutate quelle
che saranno le iniziative da intraprendere per scongiurare
l'apertura dell'impianto”, prosegue Ivana Ballante, “e tutte
quelle misure, nessuna esclusa, per contrastare una scelta
che sarebbe frutto dello studio del Dipartimento di fisica e
ingegneria dell'università Politecnica delle Marche, ma dal
chiaro e inequivocabile colore politico”. “E' mai
possibile”, continua il sindaco Ballante, “che fra i 16
Comuni del Bacino uno proprio Filottrano abbia i primi due
siti più idonei? E mai possibile che fra tutti, la città di
Filottrano, posta all'estremità del territorio e
all'estremità del Comune di Ancona, che da solo vanta la
metà della popolazione del bacino, sia quella che risponda
maggiormente a criteri di funzionalità ed economicità?”. E
ancora domande: “E' ragionevole scegliere Chiaravalle per il
sito da destinare all'impianto di trattamento dei rifiuti (compostaggio
e selezione; ndr) e poi individuare a Filottrano
l'ubicazione per la discarica? Quali sarebbero i vantaggi?
Ed inoltre perché a Filottrano, il cui centro storico è
purtroppo attraversato da due strade provinciali, se si è
fatta un'attenta analisi della viabilità? Queste le
innumerevoli domande che ci poniamo”, conclude il sindaco,
“di fronte alla decisione della giunta provinciale”. Intanto, il sindaco, la giunta di Filottrano e tutte le
forze politiche di maggioranza sono già al lavoro per
approfondire le varie tematiche che potranno avere un quadro
chiaro e complessivo nei prossimi giorni, quando sarà
consultabile lo studio dell'Ateneo di Ancona. Per la prossima settimana è prevista un'assemblea per
incontrare il Comitato di quartiere e i residenti delle
frazioni Sant'Ignazio e Cantalupo , primo e secondo sito
scelti per la realizzazione della discarica.
“Una scelta
politica”, Giancarli chiarisca
I trenta chilometri di distanza da Chiaravalle
influiranno sulle tasse per i cittadini
MARIO CAROTTI
JESI - Trenta chilometri, metro più, metro meno. Comunque
sia non sarà il classico “tiro di schioppo”. Anzi. Stiamo
parlando della distanza tra Chiaravalle e Filottrano. Stiamo
parlando cioè della strada che i camion dovranno percorrere
quotidianamente per trasportare i rifiuti del Bacino 1, che
comprende 13 Comuni. L’impianto di selezione e trattamento è
stato infatti previsto al Galoppo di Chiaravalle, mentre il
sito prescelto per la discarica comprensoriale dovrebbe
essere realizzato (come ormai noto) a Filottrano, in
contrada Cornacchia, a quanto sembra nelle immediate
vicinanze dell’abitazione e degli immobili dell’arbitro di
calcio Tombolini. Trenta chilometri di distanza non sono pochi, senza poi
considerare che la strada che unisce le due cittadine non è
certamente un’autostrada. E allora alcune domande “sorgono
spontanee”. Del tipo: possibile che con lo studio affidato
all’Università di Ancona amministratori provinciali e
tecnici non siano riusciti a individuare due siti “idonei”
vicini tra loro? E quanto costerà il viaggio dei rifiuti
prima del definitivo smaltimento? Quest’ultimo quesito, tra
l’altro, acquista un particolare valore se si considera che
il costo del viaggio dell’immondizia di mezza provincia
determinerà poi la tariffa che tutti i cittadini saranno
chiamati a pagare. Il sindaco Ivana Ballante la sua risposta ai quesiti l’ha
già data: “Ci vogliono penalizzare perchè siamo
un’amministrazione di centrodestra. Le prove? Due anni fa l’Sos
discarica a Filottrano era già scattato. L’opposizione,
quando si votò in Consiglio, uscì addirittura dall’aula...Era
già tutto scritto”. Lo studio dell’Università non può essere
un paravento. Al presidente Giancarli ora l’onere di
dimostrare il contrario al sindaco di centrodestra.
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