RASSEGNA STAMPA 05.11.2005

 

MESSAGGERO
Un polo fieristico a Chiaravalle Rc avverte: «Andiamoci piano»

di VITTORIO LANNUTTI

CHIARAVALLE - Il polo fieristico a Chiaravalle non piace a Franco Favilla, capogruppo consiliare del Prc. Non vuole creare nessuna polemica Favilla, ma smorzare gli entusiasmi ed infatti spiega che gli interventi previsti dalla Quadrilatero spa nel territorio chiaravallese e nelle aree a ridosso dell'aeroporto di Falconara sono accompagnmati da «troppi e facili, entusiasmi e senza alcuna riflessione sull'impatto sul territorio e sulla comunità chiaravallese». Secondo il progetto della Quadrilatero sarebbe interessata una superficie di circa 50 ettari (dei quali circa 18 in Comune di Chiaravalle e la restante parte in quello di Falconara) ed è prevista una nuova edificazione per quasi 500 mila mc. «Si tratta di aree e di volumi di tutto rispetto - continua Favilla - credo valga la pena di sottoporre al sindaco alcune questioni su cui riflettere. Se i progetti rimanessero quelli attualmente ipotizzati, bisognerà chiarire quale sarà il ruolo di questo nuovo polo fieristico: sarà effettivamente la nuova sede dell'ente fieristico regionale o sarà solo uno dei tanti luoghi per le attività fieristiche che opereranno sul territorio regionale, magari ponendosi in concorrenza tra loro? In secondo luogo, visto che su Chiaravalle ricadrà la maggior parte dei problemi di collegamento viario con il nuovo polo fieristico, con le conseguenti implicazioni relative alla mole del traffico veicolare e all'inquinamento acustico ed atmosferico, verrà prevista un'adeguata compensazione, ammesso che certi disagi possano essere compensati, ad esempio in termini di potenziamento della rete viaria o di costruzione di nuova viabilità che permetta di evitare il transito all'interno del centro urbano? Dato l'impatto sul territorio della bassa Vallesina di questo progetto sarà poi opportuno riflettere sulla qualità e quantità degli interventi che potranno essere realizzati tra Rocca Priora e Montemarciano pena lo “strangolamento” della nostra città»?

«La discarica non alleggerirà i costi per il trasporto dei rifiuti»

di GIAMPAOLO MILZI

Trema per le polemiche il paletto che la Provincia ha fissato a Cornacchia di Filottrano ad indicare la zona in cui sorgerà la mega-discarica. Il comune denominatore delle critiche riservate al sito scelto in base allo studio dell'Università? Non è baricentrico, in quanto a ridosso del confine col Maceratese: è lontano sia da moltissimi dei Comuni che dovranno servirsene, sia dall'altro "sito delle polemiche", quello di Chiaravalle (ex Galoppo), individuato dal Consorzio Conero Ambiente per la realizzazione dell'impianto di trattamento e selezione rifiuti. Rifiuti che dovranno prima essere "lavorati" a Chiaravalle, e poi spediti a Filottrano. Uno "schizofrenico" aumento dei costi? "Certo, meglio se i due siti fossero stati localizzati in zone limitrofe - risponde Sauro Brandoni, presidente del Conero Ambiente (che gestirà entrambi) - Ma il Piano provinciale rifiuti prevede che i due impianti collegati possano sorgere in luoghi diversi e distanti. Della progettazione di quello di Filottrano ci occuperemo in sede di bilanci del 2006. Rispetterà i parametri di massima sicurezza della direttiva europea recepita in Italia". Quanto ai tempi di realizzazione, non dipendono tanto da fattori tecnici, ma politici. Compreso l'atteggiamento del Comune di Filottrano. "Noi tireremo dritti, abbiamo l'obbligo di attuare il piano provinciale e la sua scelta. Quanto all'impianto di Chiaravalle, siamo sempre disposti a dialogare con chi si oppone, ma pronti a difendere la nostra indicazione anche di fronte al Tar". Da Filottrano la reazione del sindaco, di "secco rifiuto", sebbene improntata su una "ulteriore riflessione sul dossier-studio dell'Università" e non su "una volontà barricadera": "La scelta di Provincia-Ateneo è inaccettabile dal punto di vista tecnico e politico: discrimina e mortifica le prospettive di sviluppo del nostro territorio rispetto agli altri siti in lizza, non tenendo conto che i tir coi rifiuti passeranno in due strade che toccano il centro di Filottrano; la nostra frazione Cornacchia è molto distante dalle altre municipalità, e quindi salirà il costo di trasporto, dato che è parecchio lontana dalla struttura di trattamento che sorgerà a Chiaravalle. Ci hanno penalizzato per motivi politici, in quanto la nostra Giunta è di centro-destra. Io la discarica non l'avrei fatta da nessuna parte, optando per la termovalorizzazione". Problema distanza "quasi irrilevante", invece, per il direttore di Anconambiente, Montanari, "dato che Castelcolonna, dove portiamo ora le 35mila tonnellate annue di rifiuti di Ancona, è più o meno lontana come Filottrano. I costi in realtà aumenteranno perché a quelli dello smaltimento in discarica si aggiungeranno quelli del passaggio preliminare di trattamento a Chiaravalle". E da Chiaravalle, dure critiche a Conero Ambiente. "Il piano provinciale considera questo comune inidoneo ad ospitare il sito di trattamento, e la Provincia deve fare rispettare questa indicazione", sibila Roberto Sgroi, vice-presidente del comitato "Giù le mani dal Galoppo". Che ha portato questa riflessione "di lotta" all'odg di un'assemblea ieri sera.

 
CORRIERE ADRIATICO
Brandoni di Rifondazione “Sono anch’io un diffidato”

REDAZIONALE

FALCONARA - Il segretario del Prc delle Marche Giuliano Brandoni solidarizza con i Comitati cittadini che hanno ricevuto una diffida legale dall’Api, che gli intima più cautela nelle campagne di stampa contro il petrolchimico. Anche Brandoni dichiara di sentirsi anche lui “diffidato dall’azienda”, in quanto sottoscriverebbe come verità “lapalissiane” le affermazioni dei Comitati sul fatto che l’Api ha “ipotecato, il futuro di un vasto territorio”. “Il diritto all’espressione delle proprie opinioni, la ricerca del confronto, il valore del dissenso sono il sale della democrazia”, dice Brandoni, secondo cui con la diffida “sembra di essere ritornati ai tempi dei padroni dalle braghe bianche”.

Terra a rischio, scatta il sequestro

I vigili nella zona industriale. Il materiale, forse inquinato, potrebbe venire dall’ex Casali

MARINA MINELLI

FALCONARA - E' sotto sequestro da ieri mattina, per ordine dell'autorità giudiziaria, un'area della zona industriale di Falconara (nei pressi di Artika e Cityper) dove, ad insaputa del proprietario Gervasio Piersigilli, è stata scaricata abusivamente una notevole quantità di terra. Il materiale, secondo i primi accertamenti effettuati dagli agenti della polizia municipale, potrebbe provenire dagli scavi di sbancamento effettuati per realizzare in via Baldelli (nel sito della ex industria Casali) un nuovo complesso edilizio con annesso centro commerciale e parcheggio sotterraneo. La zona della ex Casali, però, rientra nel sito di interesse nazionale di Falconara poiché, forse, la vecchia attività legata alla produzione di bitume, potrebbe avere inquinato il sottosuolo, che andrebbe, quindi, caratterizzato e bonificato in base alle direttive ministeriali. L'azienda edile Dear srl di Osimo, titolare dell'area, sta, infatti, attendendo che il ministero dell'Ambiente convochi un'apposita conferenza dei servizi per approvare il Piano di caratterizzazione, che non era stato presentato in occasione della conferenza precedente, convocata a gennaio per discutere del sito ex Montedison e di quello dell'Api. La nuova conferenza dei servizi, secondo quanto aveva fatto sapere nei giorni scorsi l'Arpam, avrebbe dovuto essere convocata entro la fine di ottobre per dar modo agli enti coinvolti di fornire indicazioni su come procedere nella caratterizzazione, in base alla quale verificare l'effettivo stato di contaminazione. Nel frattempo però la zona dove dovrebbe sorgere il nuovo edificio è stata completamente sbancata e al posto della collinetta in discesa da via Buozzi a via Baldelli (proprio sotto il cimitero, poco prima dell'ingresso a Falconara venendo da Castelferretti) c'è un vasto terreno spianato che è stato completamente ripulito e portato a livello 'zero'. La nuova struttura (che nelle intenzioni dei costruttori dovrebbe essere completata nel giro di due anni e mezzo) si svilupperà per cinque livelli: al piano terra troverà posto il centro commerciale vero e proprio, con un grande supermercato ed altri sette negozi; al piano superiore, ci saranno una serie di locali ad uso ufficio, mentre gli altri livelli verranno destinati ad uso abitativo. L'edificio sarà circondato da una piazza, mentre dall'altro lato di via Buozzi, proprio sotto il cimitero di via Castellaraccia, verrà realizzato un grande parcheggio a due livelli (piano terra e piano interrato) cui si accederà attraverso una rotatoria. Nel caso del parcheggio (in base ad un patto con il Comune, l'area di sosta sarà pubblica) di via Buozzi, i lavori che stavano stanno procedendo a velocità più sostenuta dato che il suolo, in questo caso, non doveva essere bonificato in profondità, sono poi sorti problemi, sollevati dall'Anas, preoccupata che gli scavi potessero compromettere la stabilità del terreno e quindi della vicina variante. Il sequestro di ieri e i successivi prelievi di campioni di terreno effettuati in mattinata dai tecnici dell'Arpam adesso però cambiano la situazione, perché se verrà accertato in modo inequivocabile l'effettivo inquinamento, potrebbe essere sequestrato l'intero cantiere edile. Il problema - spiega l'assessore all'ambiente Giancarlo Scortichini - è che nell'elenco di siti di interesse nazionale da bonificare sono state inserite, oltre alle aree importanti come quelle della Montedison e dell'Api anche altre più piccole, per le quali naturalmente gli interventi sono di tipo diverso.

 “Discarica, Filottrano pronta alla mobilitazione”

Prime riunioni. Per la prossima settimana assemblea col Comitato di quartiere e i residenti delle frazioni di Sant’Ignazio e Cantalupo, i siti indicati per la realizzazione del nuovo impianto I tanti perchè del sindaco, che promette: “Faremo l’impossibile per impedirne l’apertura”

DANIELA STALLONE

FILOTTRANO - Nuova discarica d’ambito provinciale. Il giorno dopo l'annuncio della scelta del sito da parte della Provincia, caduta come ormai noto sul territorio filottranese, tra la gran parte dei cittadini serpeggiano rabbia, tanti dubbi e perplessità. Tra i 14 siti presi in esame - dopo uno studio affidato all’Univesrità - ben 5 si trovavano nel territorio filottranese. L’impianto che si vuole realizzare potrà accogliere rifiuti per 20/30 anni e potrà avere una volumetria di due milioni di metri cubi. Nella scelta sono stati utilizzati, si dice, parametri che hanno tenuto in considerazione la popolazione nel raggio di due chilometri, l'idrogeologia, le caratteristiche faunistiche e floro-vegetazionali, il sistema viaro di accesso. Insomma, le risorse economiche del sito e Filottrano sembra che soddisfi tutti i parametri. Ma le motivazioni non convincono affatto gli amministratori comunali e l'aria che si respira a Palazzo è pesante, addirittura carica di tensione. Già nella giornata dell’altro ieri, dopo aver ricevuto la notizia dall’assessore all’Ambiente della Provincia, Patrizia Casagrande, il sindaco Ivana Ballante ha subito convocato i consiglieri e le forze politiche di maggioranza. “Tutti coloro che hanno partecipato all'incontro - afferma il sindaco - si sono ritrovati uniti nel mantenere la posizione netta assunta da questa amministrazione già da alcuni anni fa: un secco no alla discarica. Sono state valutate quelle che saranno le iniziative da intraprendere per scongiurare l'apertura dell'impianto”, prosegue Ivana Ballante, “e tutte quelle misure, nessuna esclusa, per contrastare una scelta che sarebbe frutto dello studio del Dipartimento di fisica e ingegneria dell'università Politecnica delle Marche, ma dal chiaro e inequivocabile colore politico”. “E' mai possibile”, continua il sindaco Ballante, “che fra i 16 Comuni del Bacino uno proprio Filottrano abbia i primi due siti più idonei? E mai possibile che fra tutti, la città di Filottrano, posta all'estremità del territorio e all'estremità del Comune di Ancona, che da solo vanta la metà della popolazione del bacino, sia quella che risponda maggiormente a criteri di funzionalità ed economicità?”. E ancora domande: “E' ragionevole scegliere Chiaravalle per il sito da destinare all'impianto di trattamento dei rifiuti (compostaggio e selezione; ndr) e poi individuare a Filottrano l'ubicazione per la discarica? Quali sarebbero i vantaggi? Ed inoltre perché a Filottrano, il cui centro storico è purtroppo attraversato da due strade provinciali, se si è fatta un'attenta analisi della viabilità? Queste le innumerevoli domande che ci poniamo”, conclude il sindaco, “di fronte alla decisione della giunta provinciale”. Intanto, il sindaco, la giunta di Filottrano e tutte le forze politiche di maggioranza sono già al lavoro per approfondire le varie tematiche che potranno avere un quadro chiaro e complessivo nei prossimi giorni, quando sarà consultabile lo studio dell'Ateneo di Ancona. Per la prossima settimana è prevista un'assemblea per incontrare il Comitato di quartiere e i residenti delle frazioni Sant'Ignazio e Cantalupo , primo e secondo sito scelti per la realizzazione della discarica.

 “Una scelta politica”, Giancarli chiarisca

I trenta chilometri di distanza da Chiaravalle influiranno sulle tasse per i cittadini

MARIO CAROTTI

JESI - Trenta chilometri, metro più, metro meno. Comunque sia non sarà il classico “tiro di schioppo”. Anzi. Stiamo parlando della distanza tra Chiaravalle e Filottrano. Stiamo parlando cioè della strada che i camion dovranno percorrere quotidianamente per trasportare i rifiuti del Bacino 1, che comprende 13 Comuni. L’impianto di selezione e trattamento è stato infatti previsto al Galoppo di Chiaravalle, mentre il sito prescelto per la discarica comprensoriale dovrebbe essere realizzato (come ormai noto) a Filottrano, in contrada Cornacchia, a quanto sembra nelle immediate vicinanze dell’abitazione e degli immobili dell’arbitro di calcio Tombolini. Trenta chilometri di distanza non sono pochi, senza poi considerare che la strada che unisce le due cittadine non è certamente un’autostrada. E allora alcune domande “sorgono spontanee”. Del tipo: possibile che con lo studio affidato all’Università di Ancona amministratori provinciali e tecnici non siano riusciti a individuare due siti “idonei” vicini tra loro? E quanto costerà il viaggio dei rifiuti prima del definitivo smaltimento? Quest’ultimo quesito, tra l’altro, acquista un particolare valore se si considera che il costo del viaggio dell’immondizia di mezza provincia determinerà poi la tariffa che tutti i cittadini saranno chiamati a pagare. Il sindaco Ivana Ballante la sua risposta ai quesiti l’ha già data: “Ci vogliono penalizzare perchè siamo un’amministrazione di centrodestra. Le prove? Due anni fa l’Sos discarica a Filottrano era già scattato. L’opposizione, quando si votò in Consiglio, uscì addirittura dall’aula...Era già tutto scritto”. Lo studio dell’Università non può essere un paravento. Al presidente Giancarli ora l’onere di dimostrare il contrario al sindaco di centrodestra.

 
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