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SE FARE SISTEMA E’ SOLO UNO
SLOGAN
di AMOS MASE’*
FINALMENTE avremo l’Ikea ad
Ancona. Non sappiamo se il saldo occupazionale sarà positivo
o negativo, ma è facile prevedere un considerevole aumento
di traffico (con quel che ne consegue) in prossimità del
casello autostradale di Ancona sud. Si apprende poi, sempre
dai giornali, che si sta valutando l’opportunità di
localizzare la nuova Fiera di Ancona a ridosso del casello
di Ancona nord. Spero che si valuti bene, data la vicinanza
dell’aeroporto Raffaello Sanzio e degli abitati di
Chiaravalle e Castelferretti, meglio di quanto sta facendo
il Comune di Falconara che, a quanto è dato conoscere,
intende intensificare massicciamente l’edificazione in
prossimità della Raffineria Api. E speriamo che venga
valutata altrettanto bene l’ipotesi, secondo me sciagurata,
di interrare ulteriormente quel che rimane del golfo di
Ancona. E, come si sa, considero altrettanto sciagurata
l’ipotesi di realizzare un terzo casello autostradale a
Casine di Paterno, invece di un più fattibile e meno
impattante collegamento porto – variante S.S.16. Non si sa
perché un progetto generale, un piano, per l’area vasta
anconetana non è stato redatto e nessuno – anche se ciò può
apparire assurdo – sembra volerlo. Un’occasione poteva
essere il Progetto preliminare del Piano di Risanamento
dell’Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale di Ancona,
Falconara e bassa valle dell’Esino. Ma è stata un’occasione
persa. Anche se il mandato della Giunta regionale sembrava
ipotizzare proprio un piano di area vasta, si è poi
preferita un’altra strada, quella delle azioni episodiche
concernenti il cosiddetto “risanamento ambientale”, azioni
che lasciano ancora aperte tutte le ipotesi relative alla
localizzazione dei servizi e delle infrastrutture. Appare da
tempo, e oramai in maniera sempre più chiara, che la
dimensione politica non vuole – anche se i nostri
amministratori pronunciano spesso la parola “sistema” –
nessun progetto generale, nessun piano. Il piano, per sua
natura, “lega” fra loro i diversi fatti, i diversi
interventi, mentre i politici e gli amministratori vogliono
avere la libertà di decidere, giorno per giorno, intorno a
ogni singolo fatto, secondo la convenienza del momento. Si
dirà: ma questa non è una novità! Certo che non lo è. Bauman,
per fare un esempio, parla da tempo di “modernità liquida”
per designare la nostra epoca, sempre più caratterizzata dal
fatto che i legami fra le cose si allentano. Il nichilismo
avanza e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Basta
voler guardare. (*Ops Architettura)
Chiaravalle “Galoppo”, il
comitato ricorrerà al Tar contro il progetto-rifiuti
di GIAMPAOLO MILZI
CHIARAVALLE - Sarà la
Giustizia amministrativa a concretizzare l'eco-battaglia
“Giù le mani dal Galoppo”. Ne è sicuro il comitato che ha
dicharato guerra all'impianto di trattamento e selezione
rifiuti che dovebbe sorgere all'ex Galoppo di Chiaravalle.
Le “mani” sono del Consorzio Conero Ambiente che mesi fa,
forte della disponibilità di massima del Comune (con la
Giunta si è di nuovo incontrato giovedì) ha irrevocabilente
scelto quel sito per i cantieri. Venerdì, in assemblea, il
comitato ha rotto gli indugi: 10-14 giorni, per raccogliere
i documenti, e ricorrerà al Tar per illegittimità di quell'atto
di scelta del consorzio. Altra novità: a chiedere
l'annullamento dell'atto, oltre a “Giù le mani dal Galoppo”,
anche residenti e imprenditori con interessi agricoli nella
zona. Il vizio normativo denunciato dai ricorrenti?
«L'inidoneità del sito ad ospitare l'impianto - spiega
Roberto Sgroi, vicepresidente del comitato - La tabella
cartografica n°8 del Piano provincale rifiuti riserva
all'area di Chiaravalle il colore rosa. Inadatta cioè a
tutti e tre i tipi di impianti: di discarica, compostaggio e
trattamento. E poi c'è lo studio eseguito dall'Università su
incarico della Provincia, quello che ha scelto Filottrano
per il sito funzionalmente collegato che accoglierà la
discarica. Un sito lontano da Chiaravalle, e la separazione
aumenterà i costi ambientali di trasporto. Vero che quella
scelta rispetta il Piano del 2001, perché è stato modificato
e consente la separazione territoriale dei due impianti. Ma
la cartografia che esclude Chiaravalle è sempre quella». E
ancora: «La Provincia non aveva delegato la localizzazione
dell'impianto di trattamento a Conero Ambiente. Avrebbe
dovuto scegliere essa stessa, per legge, magari sulla base
di un altro studio dell'Università».
«Se le auto vecchie
inquinano vanno fermate»
Da domani stop alle non
catalitiche, D’Alessio: «Spesso seconda in famiglia, disagi
per pochi» La lotta alle polveri. Traffico, ritocchi alla
viabilità: «Corso Carlo Alberto ”alto” potrebbe tornare a
doppio senso»
di CLAUDIA GRANDI
«Ancona non fa nulla di
eccezionale: in tutta Italia, già da tempo, il blocco delle
auto non catalizzate è diventato la norma. E quegli
automobilisti che si sentono discriminati stiano tranquilli:
anche i "fortunati" in possesso di auto di ultima
generazione potrebbero essere interessati dalle limitazioni
del traffico». Risponde così l'assessore alla mobilità
Emilio D'Alessio alle polemiche degli ultimi giorni sul
blocco, al via domani, delle auto immatricolate prima del
1993. Un blocco impopolare, assessore... «Meglio parlare di
limitazioni: del resto gli spostamenti essenziali, quelli
casa-lavoro, sono garantiti dal momento che il divieto di
circolazione è in vigore dalle 9 alle 17. E poi sono tante
le categorie esentate». Tante esenzioni, è vero. Ma come
risponde a chi accusa il Comune di discriminare i cittadini
più svantaggiati, quelli che non possono permettersi di
acquistare un'auto nuova? «Rispondo che i mezzi non
catalizzati sono per lo più seconde o terze auto che possono
quindi restare tranquillamente in garage. E poi scusi: al
giorno d'oggi anche un computer, se è vecchio di qualche
anno, viene subito cambiato con uno nuovo. Perché non
dovrebbe essere lo stesso per le auto? E' vero, esistono
anche casi sporadici di cittadini che appartengono realmente
a categorie svantaggiate, ma per loro stiamo pensando ad
agevolazioni». Per esempio? «Tra un paio di settimane
contiamo di partire con una campagna di abbonamenti scontati
al bus per persone svantaggiate in possesso di auto non
catalizzate». Il bus al posto dell'auto privata. Non crede
che l'alternativa sia poco appetibile? «E' arrivato il
momento di cambiare mentalità, la qualità dell'aria che
respiriamo ce lo impone. Non è più pensabile che per
spostamenti anche minimi non si possa fare a meno dell'auto,
non è più ammissibile che tutti vogliano arrivare con l'auto
fin sotto il posto di lavoro. Se questo messaggio ancora non
passa, per forza di cose dobbiamo essere repressivi».
Perché, invece, non prevedere incentivi per l'acquisto di
auto nuove, meno inquinanti? «Magari, ma dove trovare le
risorse? Purtroppo la Regione prosegue in un silenzio
imbarazzante per quel che riguarda le politiche ambientali.
Non solo non ha stanziato un euro, mentre altre Regioni,
come l'Emilia Romagna, hanno messo a disposizione milioni di
euro per combattere l'inquinamento, ma non si è neanche
preoccupata di creare quel coordinamento tra i Comuni
chiesto più volte». E così Ancona, con Falconara, ha deciso
di andare da sola... «A noi non piace passare per duri, ma i
superamenti del Pm10 nell'aria e le condizioni meteo non
favorevoli, ci impongono di intervenire. Dico di più: se le
limitazioni delle non catalizzate non dovessero bastare,
siamo pronti ad andare oltre». In che modo? «Altri Comuni
hanno attuato blocchi totali della circolazione o le targhe
alterne per due giorni la settimana. Potremmo essere
costretti a seguire l'esempio». Le ultime novità in fatto di
viabilità hanno migliorato la situazione del traffico?
Qualche correttivo in vista? «Qualcuno. In corso Carlo
Alberto, per esempio, potremmo tornare al doppio senso
nell'ultimo tratto verso piazzale Italia, da un lato per
consentire il transito dei mezzi pubblici in entrambi i
sensi, dall'altro per migliorare la circolazione nella nuova
rotatoria».
Ferme cinque giorni alla
settimana Dalle 9 alle 17. Anche a Falconara
Il blocco dei veicoli non
catalizzati interessaerà anche Falconara e sarà in vigore
dalle 9 alle 17 dal lunedì al venerdì. Il divieto di
circolazione è rivolto ai veicoli alimentati a benzina e
diesel immatricolati prima del 1993 (autovetture) e prima
del 1994 (veicoli destinati al trasporto merci). Il
provvedimento riguarda anche i ciclomotori a 2, 3 e 4 ruote
non omologati. I confini dell'area interdetta? Pietralacroce,
via Ferrovia, via Castellano, Tavernelle, Pinocchio,
Posatora e la stazione ferroviaria. Tra i mezzi non a norma
potranno varcare i confini quelli diretti al parcheggio
scambiatore degli Archi. Chi non rispetta l’ordinanza
rischia una multa di 71 euro. Dal divieto di transito sono
esonerati le seguenti categorie di veicoli: elettrici,
ibridi, alimentati a metano, gpl o bifuel; con almeno tre
persone a bordo; medici di servizio; auto al servizio delle
persone invalide munite dal contrassegno; diretti alle
strutture sanitarie pubbliche o private per sottoporsi a
visite mediche, cure e analisi programmate o per esigenze di
urgenza sanitaria; mezzi al seguito delle cerimonie funebri;
di operatori commerciali su aree pubbliche dirette o
provenienti dai mercati; mezzi che trasportano merci
deperibili; delle imprese artigiane di ascensori, impianti
idrosanitari, riparazione elettrodomestici, apparecchiature
elettroniche, vetrai, falegnami, muratori e imbianchini,
lavanderie, fiorai, imprese di pulizia; veicoli utilizzati
dai lavoratori con sede e turni di lavoro tali da impedire
la fruizione dei mezzi pubblici. |
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Ex Casali nel mirino della
conferenza dei servizi
Martedì all’ordine del giorno
l’area col sospetto di contaminazione: si deciderà come
procedere con la bonifica
MARINA MINELLI
FALCONARA – Si parlerà anche
dell’area ex Casali (dove fino a qualche anno fa si
producevano bitumi) durante la conferenza dei servizi in
programma martedì 8 novembre a Roma per discutere dei
problemi legati al “sito di interesse nazionale di
Falconara”, cioè in particolare della ex Montedison e
dell’Api. La nuova conferenza dei servizi dovrà fornire
indicazioni su come procedere nella caratterizzazione del
luogo, per verificare l’effettivo stato di contaminazione e
quindi avviare la bonifica del terreno. Nel frattempo però
la zona dove dovrebbe sorgere un nuovo edificio
multifunzioni è stata completamente sbancata e al posto
della collinetta in discesa da via Buozzi a via Baldelli
(proprio sotto il cimitero, poco prima dell’ingresso a
Falconara venendo da Castelferretti) c’è un vasto terreno
spianato che è stato ripulito e portato a livello ”zero”. La
nuova struttura (che nelle intenzioni dei costruttori
dovrebbe essere completata nel giro di due anni e mezzo) si
svilupperà per cinque livelli: al piano terra troverà posto
il centro commerciale vero e proprio, con un grande
supermercato ed altri sette negozi; al piano superiore, ci
saranno una serie di locali ad uso ufficio, mentre gli altri
livelli verranno destinati ad uso abitativo. L’edificio sarà
circondato da una piazza, mentre dall’altro lato di via
Buozzi, proprio sotto il cimitero di via Castellaraccia,
verrà realizzato un grande parcheggio a due livelli (piano
terra e piano interrato) cui si accederà attraverso una
rotatoria. Nel caso del parcheggio (in base ad un patto con
il Comune, l’area di sosta sarà pubblica) di via Buozzi, i
lavori che stavano stanno procedendo a velocità più
sostenuta dato che il suolo, in questo caso, non doveva
essere bonificato in profondità, sono poi sorti problemi,
sollevati dall’Anas, preoccupata che gli scavi potessero
compromettere la stabilità del terreno e quindi della vicina
variante. Intanto, da venerdì mattina, è sotto sequestro,
per ordine dell’autorità giudiziaria, un’area della zona
industriale di Falconara (nei pressi di Artika e Cityper)
all’interno della quale, ad insaputa del proprietario
Gervasio Piersigilli, è stata scaricata abusivamente una
notevole quantità di terra. Il materiale, secondo i primi
accertamenti effettuati dagli agenti della polizia
municipale, potrebbe provenire proprio dagli scavi di
sbancamento effettuati nel sito della ex industria Casali e
per questo l’Arpam si è già attivata per l’analisi dei
campioni di terreno raccolti nel luogo della discarica.
Da domani veicoli
inquinanti fermi in garage
Divieto di circolazione fino
a sabato 15 dicembre contro lo smog. Ecco le eccezioni
REDAZIONALE
FALCONARA - Strade off limits
per le auto inquinanti a tutela della salute pubblica. Parte
domani e dura fino a sabato 15 dicembre l’ordinanza emanata
dal sindaco Carletti che vieta il transito degli autoveicoli
inquinanti. Visti ripetuti superamenti dei valori limite
previsti dalla legge in materia di qualità dell’aria. Una
lotta alle emissioni di benzene, PM10, NO2 e CO, per i quali
diretto responsabile è imputato proprio il traffico presente
sulle nostre strade. Un danno che si aggrava ulteriormente
sui soggetti a rischio come bambini, donne in gravidanza,
anziani, fumatori, cardiopatici e soggetti con patologie
respiratorie. Il divieto di transito nel centro abitato
falconarese interesserà le seguenti categorie di veicoli:
autovetture alimentate a benzina diesel, immatricolate prima
del 01/01/1993 ad eccezione di quelle conformi alla
direttiva 91/441/CE; veicoli a benzina e diesel destinati al
trasporto merci fino a 3,5 t immatricolati prima del primo
ottobre ’94, ad eccezione di quelli conformi alle direttive
91/441/CE e 93/59/CE e successive; ciclomotori a 2, 3 e 4
ruote non omologati in conformità alla direttiva 97/24/CE.
Tra gli esonerati dal divieto i veicoli elettrici, ibridi,
alimentati a metano o gpl o bifuel (benzina-metano o
benzina-gpl); con almeno tre persone a bordo; delle forze di
polizia, vigili del fuoco e della Protezione civile in
servizio di emergenza e di soccorso: delle pubbliche
assistenze, compresi i medici di servizio; adibiti
all’igiene urbana; al servizio delle persone invalide munite
dal contrassegno di cui all’art 12 del D.P.R. 24 luglio 1996
n° 503; diretti alle strutture sanitarie pubbliche o private
per sottoporsi a visite mediche, cure e analisi programmate
o per esigenze di urgenza sanitaria; al seguito delle
cerimonie funebri; che trasportano merci deperibili;
utilizzati dai lavoratori con sede e turni di lavoro tali da
impedire la fruizione dei mezzi di trasporto pubblico; con
targa estera; impegnati per particolari o eccezionali
attività; diretti e provenienti alla zona aeroportuale.
Quadrilatero firma lo
sviluppo di Chiaravalle
Il progetto è stato
presentato in Regionema in Comune attendono
chiarimentiFavilla frena: “Iniziativa interessantema sono
numerosi i nodi da sciogliere” L’idea del polo fieristico
convince tutti, la struttura occuperà una superficie di
circa 50 ettari
GIANLUCA FENUCCI
CHIARAVALLE - Quadrilatero
firma lo sviluppo della città visto che la nuova Fiera di
Ancona dovrebbe sorgere in una vasta area compresa tra i
comuni di Chiaravalle e Falconara. Ma c’è chi frena. “La
discussione avviata in merito agli interventi previsti dalla
Quadrilatero nel territorio chiaravallese e nelle sue
immediate adiacenze nasce con troppi e troppo facili
entusiasmi e scarsa riflessione sull’impatto, sia in termini
positivi che negativi, sul territorio e sulla comunità
chiaravallese”. Franco Favilla, capogruppo consiliare di
Rifondazione Comunista, interviene così sulla questione
relativa alla proposta della società Quadrilatero che
occuperà complessivamente una superficie di terreno di circa
50 ettari (dei quali circa 18 nel comune di Chiaravalle e la
restante parte in quello di Falconara) e prevede, oltre alla
costruzione di strade di accesso e parcheggi, una nuova
edificazione per quasi 500.000 metri cubi. “Premesso che non
abbiamo ancora in mano, e crediamo non li abbia ancora
compiutamente neppure l’amministrazione comunale, tutti gli
strumenti per valutare la bontà dei progetti della
Quadrilatero, vista però la portata di quanto si sta
muovendo - dice Favilla - credo valga la pena di sottoporre
al sindaco di Chiaravalle alcune questioni su cui
riflettere”. Secondo Favilla, “bisognerà chiarire quale sarà
il ruolo di questo nuovo polo fieristico: sarà
effettivamente la nuova sede dell’ente, destinata ad
ospitare, quindi, le più importanti iniziative espositive
che verranno realizzate sul territorio della Regione, oppure
sarà solo uno dei tanti luoghi per le attività fieristiche
che opereranno sul territorio regionale, magari ponendosi in
concorrenza tra loro? In secondo luogo, visto che su
Chiaravalle ricadrà la maggior parte dei problemi di
collegamento viario con il nuovo polo fieristico, con le
conseguenti implicazioni relative alla mole del traffico
veicolare, tra l’altro su arterie già normalmente
congestionate, e all’inquinamento acustico ed atmosferico,
verrà prevista una adeguata compensazione, ammesso che certi
disagi possano essere compensati, ad esempio in termini di
potenziamento della rete viaria o di costruzione di nuova
viabilità che permetta di evitare il transito all’interno
del centro urbano? Dato l’impatto sul territorio della bassa
Vallesina di questo progetto sarà poi opportuno riflettere
sulla qualità e quantità degli interventi che potranno
essere realizzati tra Rocca Priora e Montemarciano, pena lo
strangolamento della nostra città?”. E ancora: “Infine, ma
non per importanza, si vorrà porre l’attenzione sulla
vicinanza estrema tra le nuove strutture e l’aeroporto,
positiva dal punto di vista logistico, ma tutta da valutare
in relazione ai rischi connessi alle attività ed ai
movimenti aeroportuali? Non intendiamo fare polemica su una
questione ancora praticamente inesplorata, ma crediamo che
prima di entusiasmarsi troppo, andrebbero operate
riflessioni ed approfondimenti su queste questioni ed
andrebbero accuratamente sfruttate tutte le opportunità per
valutare, trattare, ottenere migliorie, che ci vengono messe
a disposizione in questa fase dalla Regione, non limitandosi
quindi ad una mera presa visione dei progetti”.
“Senza impianto il Comune
resta al verde”
La Montali ammette le serie
difficoltà finanziarie per la spesa corrente e non solo
REDAZIONALE
CHIARAVALLE - L’impianto di
selezione dei rifiuti urbani dell’Ambito 1 sarà realizzato
qui, non più al Galoppo ma (pare) spostato verso Cassiano.
Per due motivi, uno tecnico e l’altro politico-solidaristico.
Il motivo tecnico che ha fatto confermare la scelta sta
tutto nella tecnologia dell’impianto stesso che - secondo
Conero Ambiente - riuscirebbe a selezionare il 76% dei
rifiuti mandando in discarica (a Filottrano) il restante 24
% risolvendo così anche i problemi di viabilità. Perché su
100 camion che portano rifiuti a Chiaravalle, solo 24
ripartirebbero da lì verso Filottrano. Se invece l’impianto
fosse a Filottrano tutti i 100 camion dovrebbero arrivare e
tornare dalla discarica di Sant’Ignazio con un
chilometraggio totale molto più alto e un maggiore
intasamento di traffico. Il calcolo non fa una piega, sempre
che quell’impianto di selezione dia davvero quel risultato.
Il motivo politico-solidaristico pro Chiaravalle è dato
dall’utilizzazione del denaro ricavato dalla discarica sulla
spesa corrente del Comune, non sugli investimenti e
accantonamenti per il post-mortem della discarica stessa. Il
sindaco Daniela Montali ha detto che la circostanza è vera
ma solo in parte, ammettendo comunque la stretta necessità
dei proventi che giungeranno dall’impianto di selezione
rifiuti poiché la discarica chiuderà definitivamente tra un
anno o poco più. Per questo l’assessore provinciale
all’Ambiente Patrizia Casagrande ha detto che “non
abbandoneremo il sindaco Daniela Montali che tanto ci ha
aiutato in questi mesi”.
“Cassiano anche peggio del
Galoppo”
REDAZIONALE
MONTE SAN VITO - Gloria Anna
Sordoni è sindaco (Ds) e geologo di professione, ed è tra i
contestatori più agguerriti (e competenti) dell’impianto di
selezione dei rifiuti che sarà costruito nella zona del
Galoppo di Chiaravalle. Ma non più nella discarica ma
spostato verso Cassiano, ancora più vicina al confine con
Monte San Vito. “Questa nuova ubicazione - scrive la Sordoni
- più distante dalla discarica del Galoppo, fa ulteriormente
crescere la nostra opposizione”. E spiega che se la scelta
del galoppo poteva avere una qualche giustificazione dal
contatto tra impianto e discarica, “il nuovo sito si colloca
in aperta campagna e quindi andrebbe a compromettere
ulteriormente un’area che ha una vocazione prettamente
agricola”. Tornando a chiedere che il consorzio
Conero-Ambiente riveda la decisione di collocare l’impianto
di selezione e trattamento dei rifiuti a Chiaravalle, il
sindaco rileva come sia “una palese contraddizione collocare
un impianto di quel genere, che occuperà circa 7 ettari di
terreno, in aperta campagna, con un impatto ambientale
inimmaginabile, inquinamento acustico elevatissimo e senza
viabilità e, per di più, in una zona decentrata rispetto al
bacino d’utenza. Pertanto - conclude - i comuni di Monte San
Vito, Montemarciano e Morro d’Alba non tollereranno mai
questa scelta e si opporranno con convinzione e forti
motivazioni per non dover subire le negative conseguenze”.
Come dire che la guerra continua.
Filottrano prepara il
contrattacco
Il sindaco Ballante:
“Dimostreremo che è sbagliato imporci la discarica”
REDAZIONALE
FILOTTRANO - Il sindaco Ivana
Ballante, la giunta municipale e la maggioranza di centro
destra che governa la cittadina stanno mettendo a punto la
strategia con la quale verrà contestata la scelta della zona
di Sant’Ignazio per la nuova discarica di smaltimento dei
rifiuti urbani. “Faremo di tutto, insieme al Comitato di
quartiere per opporci a questa imposizione che a nostro
avviso è solo politica”. Il sindaco Ballante trova alleati
insperati nei contestatori del “Galoppo” di Chiaravalle dove
è stato confermato verrà realizzato l’impianto di selezione
dei rifiuti. “L’impianto deve andare dov’è la discarica”
sostengono i contestatori con Anna Gloria Sordoni in testa,
sindaco di Monte San Vito. Il pendolino s’è fermato su
Filottrano, e non era difficile supporlo. Ma ha anche
raddoppiato perché nella graduatoria dell’Università
Politecnica di Ancona anche il sito n. 2 è filottranese e
molto vicino al “vincitore”. Ci sono due chiavi di lettura
della vicenda. Una tecnico-istituzionale, l’altra tutta
politica. La prima dice di un percorso ineccepibile, con
l’Università che fa una graduatoria scientifica basata su 22
parametri da abbinare a 14 aree preventivamente selezionate
dalla Provincia. La scelta di Sant’Ignazio di Filottrano è
solo la conseguenza di un iter impeccabilmente scientifico
quindi al sopra delle possibili contestazioni. L’altra
lettura, quella politica, è del tutto opposta. Filottrano è
il punto più lontano da Ancona; l’entroterra si conferma
pattumiera della costa; guarda caso a essere “colpito” è un
Comune non allineato al centrosinistra dominante. Non solo.
Nel Comune di Chiaravalle (allineato politicamente) sarà
realizzato l’impianto di selezione con tutti i benefici
economici che comporta, a Filottrano solo la discarica. E
godono solo Ancona, la costa e il centrosinistra. Posizioni
opposte, e pare difficile trovare un punto d’incontro, una
sintesi, una mediazione onorevole. Anche se questo diventa
ormai un obbligo, visto che la Provincia e il consorzio
obbligatorio Conero Ambiente sono determinati a tirare
dritto”, pronti ad affrontare contestazioni ed eventuali
ricorsi al Tar (posizione di Conero Ambiente). Il presidente
della Provincia Giancarli e l’assessore all’Ambiente
Casagrande in realtà hanno detto che adesso la politica deve
iniziare a lavorare proprio per trovare la sintesi. In altre
parole c’è da stabilire i benefici paralleli all’avere una
discarica. Che non è una maledizione di Dio come da anni
viene dimostrato a Moie di Maiolati. Dopo le contestazioni
Comune, provincia e Conero Ambiente dovranno incontrarsi e
trovare un accordo in termini di denaro e nuova viabilità.
Tutto chiaro? No. E il dubbio si chiama Bolignano, area
anconetana considerata ideale per realizzare una discarica
fino a dieci anni fa quando, dopo le solite contestazioni
all’uopo organizzate, si trovò un santo vincolo da porvi. E
Bolignano venne escluso dalla lista dei siti sottoposta
all’Università. Troppo facile, troppo palese per non far
tornare i conti. L’Università ha fatto scelte ineccepibili,
ma basate su zone e parametri fissati prima dalla Provincia.
Che a sua volta li ha identificati in base ai vincoli.
Capito Filottrano? La furbizia è tutta nei vincoli. La costa
è furba, troppo furba.
“Rifiuti a Filottrano A
noi traffico e disagi”
Discarica, Su la Testa sferza
la Provincia
BRISCESE TOMMASO
OSIMO - “La discarica a
Filottrano? Secondo noi non si farà”. Questa l’opinione di
Su la Testa in merito alla recente indicazione del sito per
l’impianto si stoccaggio dei rifiuti. “Se la cittadinanza e
il Comune di Filottrano faranno la propria giusta battaglia
– suggerisce ai vicini la lista civica - la Provincia
ritornerà sui suoi passi e si limiterà a dire che è
impossibile, lasciando che si avvii la fusione fra il bacino
1 e il bacino 2 della Provincia stessa (unico vero obiettivo
a questo punto), e tenendosi stretto i progetto per
l’impianto di selezione a Chiaravalle”. Ma mentre da un lato
gli uomini di Slt sono soddisfatti della “preventiva, anche
se allora tanto discussa, opera di comunicazione circa le
modalità della scelta del sito della discarica (con tutte le
serate compiute sul territorio comunale, le delibere e le
prese di posizione pubblica), che ha avuto l’effetto sperato
per Osimo, cioè quello di non essere il territorio su cui
dovrebbe essere realizzata la discarica”, dall’alto lato
cominciano ad uscire nuovi problemi. Su la Testa parla di
“due grossi equivoci”: “il transito dei mezzi pesanti degli
altri 13 comuni interessati che certamente potrebbero
toccare l’ambito territoriale di Osimo e l’incongruenza di
un impianto di smaltimento a Chiaravalle e il sito di
stoccaggio a Filottrano, con tutte le conseguenza di un
doppio opposto trasporto di rifiuti”. “Non è certamente
razionale – continua la civica -, ed è frutto di una scelta
dettata più dal caso che da un piano strategico sulla
problematica, che a nostro avviso si migliora solo con una
modifica della legge regionale circa gli impianti di
incenerimento dei rifiuti”, e vede nel risultato la volontà
della Provincia “di penalizzare un altro Comune non in linea
politicamente”. “Basta pensare alla contraddittoria
posizione di un annuncio pubblico della Provincia sul sito
scelto, tanto clamoroso quanto privo di quel confronto e
dialogo preventivo con il comune interessato: fa bene
Filottrano a protestare, innanzitutto per le modalità con
cui la scelta è stata presa e comunicata”. La soluzione
migliore, secondo il gruppo di maggioranza osimano, sembra
rimanere la termovalorizzazione, ma intanto, dopo il
successo della raccolta dell’umido che si sta sperimentando
a San Biagio, Aspio e Osimo Stazione, si annuncia
l’intenzione di estendere la differenziata a tutto il
territorio comunale fin dal primo gennaio. |