RASSEGNA STAMPA 06.11.2005

 

MESSAGGERO
SE FARE SISTEMA E’ SOLO UNO SLOGAN

di AMOS MASE’*

FINALMENTE avremo l’Ikea ad Ancona. Non sappiamo se il saldo occupazionale sarà positivo o negativo, ma è facile prevedere un considerevole aumento di traffico (con quel che ne consegue) in prossimità del casello autostradale di Ancona sud. Si apprende poi, sempre dai giornali, che si sta valutando l’opportunità di localizzare la nuova Fiera di Ancona a ridosso del casello di Ancona nord. Spero che si valuti bene, data la vicinanza dell’aeroporto Raffaello Sanzio e degli abitati di Chiaravalle e Castelferretti, meglio di quanto sta facendo il Comune di Falconara che, a quanto è dato conoscere, intende intensificare massicciamente l’edificazione in prossimità della Raffineria Api. E speriamo che venga valutata altrettanto bene l’ipotesi, secondo me sciagurata, di interrare ulteriormente quel che rimane del golfo di Ancona. E, come si sa, considero altrettanto sciagurata l’ipotesi di realizzare un terzo casello autostradale a Casine di Paterno, invece di un più fattibile e meno impattante collegamento porto – variante S.S.16. Non si sa perché un progetto generale, un piano, per l’area vasta anconetana non è stato redatto e nessuno – anche se ciò può apparire assurdo – sembra volerlo. Un’occasione poteva essere il Progetto preliminare del Piano di Risanamento dell’Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale di Ancona, Falconara e bassa valle dell’Esino. Ma è stata un’occasione persa. Anche se il mandato della Giunta regionale sembrava ipotizzare proprio un piano di area vasta, si è poi preferita un’altra strada, quella delle azioni episodiche concernenti il cosiddetto “risanamento ambientale”, azioni che lasciano ancora aperte tutte le ipotesi relative alla localizzazione dei servizi e delle infrastrutture. Appare da tempo, e oramai in maniera sempre più chiara, che la dimensione politica non vuole – anche se i nostri amministratori pronunciano spesso la parola “sistema” – nessun progetto generale, nessun piano. Il piano, per sua natura, “lega” fra loro i diversi fatti, i diversi interventi, mentre i politici e gli amministratori vogliono avere la libertà di decidere, giorno per giorno, intorno a ogni singolo fatto, secondo la convenienza del momento. Si dirà: ma questa non è una novità! Certo che non lo è. Bauman, per fare un esempio, parla da tempo di “modernità liquida” per designare la nostra epoca, sempre più caratterizzata dal fatto che i legami fra le cose si allentano. Il nichilismo avanza e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Basta voler guardare. (*Ops Architettura)

Chiaravalle “Galoppo”, il comitato ricorrerà al Tar contro il progetto-rifiuti

di GIAMPAOLO MILZI

CHIARAVALLE - Sarà la Giustizia amministrativa a concretizzare l'eco-battaglia “Giù le mani dal Galoppo”. Ne è sicuro il comitato che ha dicharato guerra all'impianto di trattamento e selezione rifiuti che dovebbe sorgere all'ex Galoppo di Chiaravalle. Le “mani” sono del Consorzio Conero Ambiente che mesi fa, forte della disponibilità di massima del Comune (con la Giunta si è di nuovo incontrato giovedì) ha irrevocabilente scelto quel sito per i cantieri. Venerdì, in assemblea, il comitato ha rotto gli indugi: 10-14 giorni, per raccogliere i documenti, e ricorrerà al Tar per illegittimità di quell'atto di scelta del consorzio. Altra novità: a chiedere l'annullamento dell'atto, oltre a “Giù le mani dal Galoppo”, anche residenti e imprenditori con interessi agricoli nella zona. Il vizio normativo denunciato dai ricorrenti? «L'inidoneità del sito ad ospitare l'impianto - spiega Roberto Sgroi, vicepresidente del comitato - La tabella cartografica n°8 del Piano provincale rifiuti riserva all'area di Chiaravalle il colore rosa. Inadatta cioè a tutti e tre i tipi di impianti: di discarica, compostaggio e trattamento. E poi c'è lo studio eseguito dall'Università su incarico della Provincia, quello che ha scelto Filottrano per il sito funzionalmente collegato che accoglierà la discarica. Un sito lontano da Chiaravalle, e la separazione aumenterà i costi ambientali di trasporto. Vero che quella scelta rispetta il Piano del 2001, perché è stato modificato e consente la separazione territoriale dei due impianti. Ma la cartografia che esclude Chiaravalle è sempre quella». E ancora: «La Provincia non aveva delegato la localizzazione dell'impianto di trattamento a Conero Ambiente. Avrebbe dovuto scegliere essa stessa, per legge, magari sulla base di un altro studio dell'Università».

«Se le auto vecchie inquinano vanno fermate»

Da domani stop alle non catalitiche, D’Alessio: «Spesso seconda in famiglia, disagi per pochi» La lotta alle polveri. Traffico, ritocchi alla viabilità: «Corso Carlo Alberto ”alto” potrebbe tornare a doppio senso»

di CLAUDIA GRANDI

«Ancona non fa nulla di eccezionale: in tutta Italia, già da tempo, il blocco delle auto non catalizzate è diventato la norma. E quegli automobilisti che si sentono discriminati stiano tranquilli: anche i "fortunati" in possesso di auto di ultima generazione potrebbero essere interessati dalle limitazioni del traffico». Risponde così l'assessore alla mobilità Emilio D'Alessio alle polemiche degli ultimi giorni sul blocco, al via domani, delle auto immatricolate prima del 1993. Un blocco impopolare, assessore... «Meglio parlare di limitazioni: del resto gli spostamenti essenziali, quelli casa-lavoro, sono garantiti dal momento che il divieto di circolazione è in vigore dalle 9 alle 17. E poi sono tante le categorie esentate». Tante esenzioni, è vero. Ma come risponde a chi accusa il Comune di discriminare i cittadini più svantaggiati, quelli che non possono permettersi di acquistare un'auto nuova? «Rispondo che i mezzi non catalizzati sono per lo più seconde o terze auto che possono quindi restare tranquillamente in garage. E poi scusi: al giorno d'oggi anche un computer, se è vecchio di qualche anno, viene subito cambiato con uno nuovo. Perché non dovrebbe essere lo stesso per le auto? E' vero, esistono anche casi sporadici di cittadini che appartengono realmente a categorie svantaggiate, ma per loro stiamo pensando ad agevolazioni». Per esempio? «Tra un paio di settimane contiamo di partire con una campagna di abbonamenti scontati al bus per persone svantaggiate in possesso di auto non catalizzate». Il bus al posto dell'auto privata. Non crede che l'alternativa sia poco appetibile? «E' arrivato il momento di cambiare mentalità, la qualità dell'aria che respiriamo ce lo impone. Non è più pensabile che per spostamenti anche minimi non si possa fare a meno dell'auto, non è più ammissibile che tutti vogliano arrivare con l'auto fin sotto il posto di lavoro. Se questo messaggio ancora non passa, per forza di cose dobbiamo essere repressivi». Perché, invece, non prevedere incentivi per l'acquisto di auto nuove, meno inquinanti? «Magari, ma dove trovare le risorse? Purtroppo la Regione prosegue in un silenzio imbarazzante per quel che riguarda le politiche ambientali. Non solo non ha stanziato un euro, mentre altre Regioni, come l'Emilia Romagna, hanno messo a disposizione milioni di euro per combattere l'inquinamento, ma non si è neanche preoccupata di creare quel coordinamento tra i Comuni chiesto più volte». E così Ancona, con Falconara, ha deciso di andare da sola... «A noi non piace passare per duri, ma i superamenti del Pm10 nell'aria e le condizioni meteo non favorevoli, ci impongono di intervenire. Dico di più: se le limitazioni delle non catalizzate non dovessero bastare, siamo pronti ad andare oltre». In che modo? «Altri Comuni hanno attuato blocchi totali della circolazione o le targhe alterne per due giorni la settimana. Potremmo essere costretti a seguire l'esempio». Le ultime novità in fatto di viabilità hanno migliorato la situazione del traffico? Qualche correttivo in vista? «Qualcuno. In corso Carlo Alberto, per esempio, potremmo tornare al doppio senso nell'ultimo tratto verso piazzale Italia, da un lato per consentire il transito dei mezzi pubblici in entrambi i sensi, dall'altro per migliorare la circolazione nella nuova rotatoria».

Ferme cinque giorni alla settimana Dalle 9 alle 17. Anche a Falconara

Il blocco dei veicoli non catalizzati interessaerà anche Falconara e sarà in vigore dalle 9 alle 17 dal lunedì al venerdì. Il divieto di circolazione è rivolto ai veicoli alimentati a benzina e diesel immatricolati prima del 1993 (autovetture) e prima del 1994 (veicoli destinati al trasporto merci). Il provvedimento riguarda anche i ciclomotori a 2, 3 e 4 ruote non omologati. I confini dell'area interdetta? Pietralacroce, via Ferrovia, via Castellano, Tavernelle, Pinocchio, Posatora e la stazione ferroviaria. Tra i mezzi non a norma potranno varcare i confini quelli diretti al parcheggio scambiatore degli Archi. Chi non rispetta l’ordinanza rischia una multa di 71 euro. Dal divieto di transito sono esonerati le seguenti categorie di veicoli: elettrici, ibridi, alimentati a metano, gpl o bifuel; con almeno tre persone a bordo; medici di servizio; auto al servizio delle persone invalide munite dal contrassegno; diretti alle strutture sanitarie pubbliche o private per sottoporsi a visite mediche, cure e analisi programmate o per esigenze di urgenza sanitaria; mezzi al seguito delle cerimonie funebri; di operatori commerciali su aree pubbliche dirette o provenienti dai mercati; mezzi che trasportano merci deperibili; delle imprese artigiane di ascensori, impianti idrosanitari, riparazione elettrodomestici, apparecchiature elettroniche, vetrai, falegnami, muratori e imbianchini, lavanderie, fiorai, imprese di pulizia; veicoli utilizzati dai lavoratori con sede e turni di lavoro tali da impedire la fruizione dei mezzi pubblici.

 
CORRIERE ADRIATICO
Ex Casali nel mirino della conferenza dei servizi

Martedì all’ordine del giorno l’area col sospetto di contaminazione: si deciderà come procedere con la bonifica

MARINA MINELLI

FALCONARA – Si parlerà anche dell’area ex Casali (dove fino a qualche anno fa si producevano bitumi) durante la conferenza dei servizi in programma martedì 8 novembre a Roma per discutere dei problemi legati al “sito di interesse nazionale di Falconara”, cioè in particolare della ex Montedison e dell’Api. La nuova conferenza dei servizi dovrà fornire indicazioni su come procedere nella caratterizzazione del luogo, per verificare l’effettivo stato di contaminazione e quindi avviare la bonifica del terreno. Nel frattempo però la zona dove dovrebbe sorgere un nuovo edificio multifunzioni è stata completamente sbancata e al posto della collinetta in discesa da via Buozzi a via Baldelli (proprio sotto il cimitero, poco prima dell’ingresso a Falconara venendo da Castelferretti) c’è un vasto terreno spianato che è stato ripulito e portato a livello ”zero”. La nuova struttura (che nelle intenzioni dei costruttori dovrebbe essere completata nel giro di due anni e mezzo) si svilupperà per cinque livelli: al piano terra troverà posto il centro commerciale vero e proprio, con un grande supermercato ed altri sette negozi; al piano superiore, ci saranno una serie di locali ad uso ufficio, mentre gli altri livelli verranno destinati ad uso abitativo. L’edificio sarà circondato da una piazza, mentre dall’altro lato di via Buozzi, proprio sotto il cimitero di via Castellaraccia, verrà realizzato un grande parcheggio a due livelli (piano terra e piano interrato) cui si accederà attraverso una rotatoria. Nel caso del parcheggio (in base ad un patto con il Comune, l’area di sosta sarà pubblica) di via Buozzi, i lavori che stavano stanno procedendo a velocità più sostenuta dato che il suolo, in questo caso, non doveva essere bonificato in profondità, sono poi sorti problemi, sollevati dall’Anas, preoccupata che gli scavi potessero compromettere la stabilità del terreno e quindi della vicina variante. Intanto, da venerdì mattina, è sotto sequestro, per ordine dell’autorità giudiziaria, un’area della zona industriale di Falconara (nei pressi di Artika e Cityper) all’interno della quale, ad insaputa del proprietario Gervasio Piersigilli, è stata scaricata abusivamente una notevole quantità di terra. Il materiale, secondo i primi accertamenti effettuati dagli agenti della polizia municipale, potrebbe provenire proprio dagli scavi di sbancamento effettuati nel sito della ex industria Casali e per questo l’Arpam si è già attivata per l’analisi dei campioni di terreno raccolti nel luogo della discarica.

Da domani veicoli inquinanti fermi in garage

Divieto di circolazione fino a sabato 15 dicembre contro lo smog. Ecco le eccezioni

REDAZIONALE

FALCONARA - Strade off limits per le auto inquinanti a tutela della salute pubblica. Parte domani e dura fino a sabato 15 dicembre l’ordinanza emanata dal sindaco Carletti che vieta il transito degli autoveicoli inquinanti. Visti ripetuti superamenti dei valori limite previsti dalla legge in materia di qualità dell’aria. Una lotta alle emissioni di benzene, PM10, NO2 e CO, per i quali diretto responsabile è imputato proprio il traffico presente sulle nostre strade. Un danno che si aggrava ulteriormente sui soggetti a rischio come bambini, donne in gravidanza, anziani, fumatori, cardiopatici e soggetti con patologie respiratorie. Il divieto di transito nel centro abitato falconarese interesserà le seguenti categorie di veicoli: autovetture alimentate a benzina diesel, immatricolate prima del 01/01/1993 ad eccezione di quelle conformi alla direttiva 91/441/CE; veicoli a benzina e diesel destinati al trasporto merci fino a 3,5 t immatricolati prima del primo ottobre ’94, ad eccezione di quelli conformi alle direttive 91/441/CE e 93/59/CE e successive; ciclomotori a 2, 3 e 4 ruote non omologati in conformità alla direttiva 97/24/CE. Tra gli esonerati dal divieto i veicoli elettrici, ibridi, alimentati a metano o gpl o bifuel (benzina-metano o benzina-gpl); con almeno tre persone a bordo; delle forze di polizia, vigili del fuoco e della Protezione civile in servizio di emergenza e di soccorso: delle pubbliche assistenze, compresi i medici di servizio; adibiti all’igiene urbana; al servizio delle persone invalide munite dal contrassegno di cui all’art 12 del D.P.R. 24 luglio 1996 n° 503; diretti alle strutture sanitarie pubbliche o private per sottoporsi a visite mediche, cure e analisi programmate o per esigenze di urgenza sanitaria; al seguito delle cerimonie funebri; che trasportano merci deperibili; utilizzati dai lavoratori con sede e turni di lavoro tali da impedire la fruizione dei mezzi di trasporto pubblico; con targa estera; impegnati per particolari o eccezionali attività; diretti e provenienti alla zona aeroportuale.

Quadrilatero firma lo sviluppo di Chiaravalle

Il progetto è stato presentato in Regionema in Comune attendono chiarimentiFavilla frena: “Iniziativa interessantema sono numerosi i nodi da sciogliere” L’idea del polo fieristico convince tutti, la struttura occuperà una superficie di circa 50 ettari

GIANLUCA FENUCCI

CHIARAVALLE - Quadrilatero firma lo sviluppo della città visto che la nuova Fiera di Ancona dovrebbe sorgere in una vasta area compresa tra i comuni di Chiaravalle e Falconara. Ma c’è chi frena. “La discussione avviata in merito agli interventi previsti dalla Quadrilatero nel territorio chiaravallese e nelle sue immediate adiacenze nasce con troppi e troppo facili entusiasmi e scarsa riflessione sull’impatto, sia in termini positivi che negativi, sul territorio e sulla comunità chiaravallese”. Franco Favilla, capogruppo consiliare di Rifondazione Comunista, interviene così sulla questione relativa alla proposta della società Quadrilatero che occuperà complessivamente una superficie di terreno di circa 50 ettari (dei quali circa 18 nel comune di Chiaravalle e la restante parte in quello di Falconara) e prevede, oltre alla costruzione di strade di accesso e parcheggi, una nuova edificazione per quasi 500.000 metri cubi. “Premesso che non abbiamo ancora in mano, e crediamo non li abbia ancora compiutamente neppure l’amministrazione comunale, tutti gli strumenti per valutare la bontà dei progetti della Quadrilatero, vista però la portata di quanto si sta muovendo - dice Favilla - credo valga la pena di sottoporre al sindaco di Chiaravalle alcune questioni su cui riflettere”. Secondo Favilla, “bisognerà chiarire quale sarà il ruolo di questo nuovo polo fieristico: sarà effettivamente la nuova sede dell’ente, destinata ad ospitare, quindi, le più importanti iniziative espositive che verranno realizzate sul territorio della Regione, oppure sarà solo uno dei tanti luoghi per le attività fieristiche che opereranno sul territorio regionale, magari ponendosi in concorrenza tra loro? In secondo luogo, visto che su Chiaravalle ricadrà la maggior parte dei problemi di collegamento viario con il nuovo polo fieristico, con le conseguenti implicazioni relative alla mole del traffico veicolare, tra l’altro su arterie già normalmente congestionate, e all’inquinamento acustico ed atmosferico, verrà prevista una adeguata compensazione, ammesso che certi disagi possano essere compensati, ad esempio in termini di potenziamento della rete viaria o di costruzione di nuova viabilità che permetta di evitare il transito all’interno del centro urbano? Dato l’impatto sul territorio della bassa Vallesina di questo progetto sarà poi opportuno riflettere sulla qualità e quantità degli interventi che potranno essere realizzati tra Rocca Priora e Montemarciano, pena lo strangolamento della nostra città?”. E ancora: “Infine, ma non per importanza, si vorrà porre l’attenzione sulla vicinanza estrema tra le nuove strutture e l’aeroporto, positiva dal punto di vista logistico, ma tutta da valutare in relazione ai rischi connessi alle attività ed ai movimenti aeroportuali? Non intendiamo fare polemica su una questione ancora praticamente inesplorata, ma crediamo che prima di entusiasmarsi troppo, andrebbero operate riflessioni ed approfondimenti su queste questioni ed andrebbero accuratamente sfruttate tutte le opportunità per valutare, trattare, ottenere migliorie, che ci vengono messe a disposizione in questa fase dalla Regione, non limitandosi quindi ad una mera presa visione dei progetti”.

“Senza impianto il Comune resta al verde”

La Montali ammette le serie difficoltà finanziarie per la spesa corrente e non solo

REDAZIONALE

CHIARAVALLE - L’impianto di selezione dei rifiuti urbani dell’Ambito 1 sarà realizzato qui, non più al Galoppo ma (pare) spostato verso Cassiano. Per due motivi, uno tecnico e l’altro politico-solidaristico. Il motivo tecnico che ha fatto confermare la scelta sta tutto nella tecnologia dell’impianto stesso che - secondo Conero Ambiente - riuscirebbe a selezionare il 76% dei rifiuti mandando in discarica (a Filottrano) il restante 24 % risolvendo così anche i problemi di viabilità. Perché su 100 camion che portano rifiuti a Chiaravalle, solo 24 ripartirebbero da lì verso Filottrano. Se invece l’impianto fosse a Filottrano tutti i 100 camion dovrebbero arrivare e tornare dalla discarica di Sant’Ignazio con un chilometraggio totale molto più alto e un maggiore intasamento di traffico. Il calcolo non fa una piega, sempre che quell’impianto di selezione dia davvero quel risultato. Il motivo politico-solidaristico pro Chiaravalle è dato dall’utilizzazione del denaro ricavato dalla discarica sulla spesa corrente del Comune, non sugli investimenti e accantonamenti per il post-mortem della discarica stessa. Il sindaco Daniela Montali ha detto che la circostanza è vera ma solo in parte, ammettendo comunque la stretta necessità dei proventi che giungeranno dall’impianto di selezione rifiuti poiché la discarica chiuderà definitivamente tra un anno o poco più. Per questo l’assessore provinciale all’Ambiente Patrizia Casagrande ha detto che “non abbandoneremo il sindaco Daniela Montali che tanto ci ha aiutato in questi mesi”.

“Cassiano anche peggio del Galoppo”

REDAZIONALE

MONTE SAN VITO - Gloria Anna Sordoni è sindaco (Ds) e geologo di professione, ed è tra i contestatori più agguerriti (e competenti) dell’impianto di selezione dei rifiuti che sarà costruito nella zona del Galoppo di Chiaravalle. Ma non più nella discarica ma spostato verso Cassiano, ancora più vicina al confine con Monte San Vito. “Questa nuova ubicazione - scrive la Sordoni - più distante dalla discarica del Galoppo, fa ulteriormente crescere la nostra opposizione”. E spiega che se la scelta del galoppo poteva avere una qualche giustificazione dal contatto tra impianto e discarica, “il nuovo sito si colloca in aperta campagna e quindi andrebbe a compromettere ulteriormente un’area che ha una vocazione prettamente agricola”. Tornando a chiedere che il consorzio Conero-Ambiente riveda la decisione di collocare l’impianto di selezione e trattamento dei rifiuti a Chiaravalle, il sindaco rileva come sia “una palese contraddizione collocare un impianto di quel genere, che occuperà circa 7 ettari di terreno, in aperta campagna, con un impatto ambientale inimmaginabile, inquinamento acustico elevatissimo e senza viabilità e, per di più, in una zona decentrata rispetto al bacino d’utenza. Pertanto - conclude - i comuni di Monte San Vito, Montemarciano e Morro d’Alba non tollereranno mai questa scelta e si opporranno con convinzione e forti motivazioni per non dover subire le negative conseguenze”. Come dire che la guerra continua.

Filottrano prepara il contrattacco

Il sindaco Ballante: “Dimostreremo che è sbagliato imporci la discarica”

REDAZIONALE

FILOTTRANO - Il sindaco Ivana Ballante, la giunta municipale e la maggioranza di centro destra che governa la cittadina stanno mettendo a punto la strategia con la quale verrà contestata la scelta della zona di Sant’Ignazio per la nuova discarica di smaltimento dei rifiuti urbani. “Faremo di tutto, insieme al Comitato di quartiere per opporci a questa imposizione che a nostro avviso è solo politica”. Il sindaco Ballante trova alleati insperati nei contestatori del “Galoppo” di Chiaravalle dove è stato confermato verrà realizzato l’impianto di selezione dei rifiuti. “L’impianto deve andare dov’è la discarica” sostengono i contestatori con Anna Gloria Sordoni in testa, sindaco di Monte San Vito. Il pendolino s’è fermato su Filottrano, e non era difficile supporlo. Ma ha anche raddoppiato perché nella graduatoria dell’Università Politecnica di Ancona anche il sito n. 2 è filottranese e molto vicino al “vincitore”. Ci sono due chiavi di lettura della vicenda. Una tecnico-istituzionale, l’altra tutta politica. La prima dice di un percorso ineccepibile, con l’Università che fa una graduatoria scientifica basata su 22 parametri da abbinare a 14 aree preventivamente selezionate dalla Provincia. La scelta di Sant’Ignazio di Filottrano è solo la conseguenza di un iter impeccabilmente scientifico quindi al sopra delle possibili contestazioni. L’altra lettura, quella politica, è del tutto opposta. Filottrano è il punto più lontano da Ancona; l’entroterra si conferma pattumiera della costa; guarda caso a essere “colpito” è un Comune non allineato al centrosinistra dominante. Non solo. Nel Comune di Chiaravalle (allineato politicamente) sarà realizzato l’impianto di selezione con tutti i benefici economici che comporta, a Filottrano solo la discarica. E godono solo Ancona, la costa e il centrosinistra. Posizioni opposte, e pare difficile trovare un punto d’incontro, una sintesi, una mediazione onorevole. Anche se questo diventa ormai un obbligo, visto che la Provincia e il consorzio obbligatorio Conero Ambiente sono determinati a tirare dritto”, pronti ad affrontare contestazioni ed eventuali ricorsi al Tar (posizione di Conero Ambiente). Il presidente della Provincia Giancarli e l’assessore all’Ambiente Casagrande in realtà hanno detto che adesso la politica deve iniziare a lavorare proprio per trovare la sintesi. In altre parole c’è da stabilire i benefici paralleli all’avere una discarica. Che non è una maledizione di Dio come da anni viene dimostrato a Moie di Maiolati. Dopo le contestazioni Comune, provincia e Conero Ambiente dovranno incontrarsi e trovare un accordo in termini di denaro e nuova viabilità. Tutto chiaro? No. E il dubbio si chiama Bolignano, area anconetana considerata ideale per realizzare una discarica fino a dieci anni fa quando, dopo le solite contestazioni all’uopo organizzate, si trovò un santo vincolo da porvi. E Bolignano venne escluso dalla lista dei siti sottoposta all’Università. Troppo facile, troppo palese per non far tornare i conti. L’Università ha fatto scelte ineccepibili, ma basate su zone e parametri fissati prima dalla Provincia. Che a sua volta li ha identificati in base ai vincoli. Capito Filottrano? La furbizia è tutta nei vincoli. La costa è furba, troppo furba.

“Rifiuti a Filottrano A noi traffico e disagi”

Discarica, Su la Testa sferza la Provincia

BRISCESE TOMMASO

OSIMO - “La discarica a Filottrano? Secondo noi non si farà”. Questa l’opinione di Su la Testa in merito alla recente indicazione del sito per l’impianto si stoccaggio dei rifiuti. “Se la cittadinanza e il Comune di Filottrano faranno la propria giusta battaglia – suggerisce ai vicini la lista civica - la Provincia ritornerà sui suoi passi e si limiterà a dire che è impossibile, lasciando che si avvii la fusione fra il bacino 1 e il bacino 2 della Provincia stessa (unico vero obiettivo a questo punto), e tenendosi stretto i progetto per l’impianto di selezione a Chiaravalle”. Ma mentre da un lato gli uomini di Slt sono soddisfatti della “preventiva, anche se allora tanto discussa, opera di comunicazione circa le modalità della scelta del sito della discarica (con tutte le serate compiute sul territorio comunale, le delibere e le prese di posizione pubblica), che ha avuto l’effetto sperato per Osimo, cioè quello di non essere il territorio su cui dovrebbe essere realizzata la discarica”, dall’alto lato cominciano ad uscire nuovi problemi. Su la Testa parla di “due grossi equivoci”: “il transito dei mezzi pesanti degli altri 13 comuni interessati che certamente potrebbero toccare l’ambito territoriale di Osimo e l’incongruenza di un impianto di smaltimento a Chiaravalle e il sito di stoccaggio a Filottrano, con tutte le conseguenza di un doppio opposto trasporto di rifiuti”. “Non è certamente razionale – continua la civica -, ed è frutto di una scelta dettata più dal caso che da un piano strategico sulla problematica, che a nostro avviso si migliora solo con una modifica della legge regionale circa gli impianti di incenerimento dei rifiuti”, e vede nel risultato la volontà della Provincia “di penalizzare un altro Comune non in linea politicamente”. “Basta pensare alla contraddittoria posizione di un annuncio pubblico della Provincia sul sito scelto, tanto clamoroso quanto privo di quel confronto e dialogo preventivo con il comune interessato: fa bene Filottrano a protestare, innanzitutto per le modalità con cui la scelta è stata presa e comunicata”. La soluzione migliore, secondo il gruppo di maggioranza osimano, sembra rimanere la termovalorizzazione, ma intanto, dopo il successo della raccolta dell’umido che si sta sperimentando a San Biagio, Aspio e Osimo Stazione, si annuncia l’intenzione di estendere la differenziata a tutto il territorio comunale fin dal primo gennaio.

 
inizio pagina   rassegna stampa