|
|
VIRGILIO.IT |
|
ALMENO 16 FERITI PER
ESPLOSIONE IN UNA RAFFINERIA
La raffineria Cardon si trova
nella zona orientale del paese
Caracas,
07-11-2005 21:10 (Ap) - Almeno 16 persone sono rimaste
ferite nell'esplosione che oggi si è verificata in una
raffineria di petrolio nella zona orientale del Venezuela,
stando a quanto riferito dall'agenzia di stampa governativa
Abn. L'esplosione è avvenuta nella raffineria Cardon, già
costretta alla chiusura il mese scorso a causa di un
incendio. Non si conoscono al momento le cause della
deflagrazione, né la portata dei danni causati. I feriti
sono stati trasferiti in un ospedale nella vicina Maracaibo.
La compagnia petrolifera di Stato che gestisce la struttura,
Petroleos de Venezuela S.A., non ha voluto commentare
l'accaduto. La raffineria Cardon produce circa 305.000
barili al giorno, all'interno del complesso Paraguana,
produttore di complessivi 940.000 barili al giorno. |
| |
|
MESSAGGERO |
|
Ore 9, il centro è off-limits
alle auto non catalizzate
di CLAUDIA GENTILI
Ore 9: stop alle auto non
catalizzate. Entrano in vigore da oggi le limitazioni al
traffico in centro decise dal Comune di Ancona per i veicoli
immatricolati prima del 1993. Una misura adottata per
limitare i valori di inquinamento da polveri sottoli, il
famigerato Pm10, dopo le ultime preoccupanti rilevazioni. E
se non basterà a ridurre i livelli di inquinamento il
Comune, come annunciato ieri dall’assessore alla mobilità
D’Alessio, potrebbe anche introdurre le targhe alterne.
L’ordinanza di divieto che coinvolge oltre 15 mila veicoli
solo ad Ancona è stata firmata dal sindaco Fabio Sturani
mercoledì scorso. Il provvedimento, accolto anche dal Comune
di Falconara, sarà adottato tutte le settimane, dal lunedì
al venerdì dalle 9 alle 17. A meno che qualcosa non cambi
nei prossimi mesi e la Regione, che finora non si è
pronunciata, non decida di scendere in campo con iniziative
a sostegno degli enti locali. Nel frattempo, l’area off
limits ad Ancona da oggi è quella delimitata da
Pietralacroce, via della Ferrovia, via del Castellano,
Tavernelle, Pinocchio, Posatora e la stazione ferroviaria.
Il divieto di circolazione all’interno di questa area
riguarda dunque le auto alimentate a benzina e diesel
immatricolate prima del 1993, i veicoli destinati al
trasporto merci immatricolati prima del 1994 e i ciclomotori
a 2, 3 e 4 ruote non omologati. La sanzione per chi venga
trovato in difetto è di 71 euro. Come già nelle precedenti
giornate a traffico limitato esistono delle esenzioni. Non
sarà ovviamente multato chi è diretto al parcheggio
scambiatore degli Archi. Posteggio che il Comune suggerisce
di utilizzare a chi proprio non potrà fare a meno di usare
l’auto. Le deroghe all’ordinanza di divieto riguardano poi i
veicoli elettrici, ibridi, alimentati a metano, gpl o bifuel.
Quelli con almeno tre persone a bordo. Quelle di medici di
servizio come anche le auto al servizio delle persone
invalide munite di apposito contrassegno. Saranno esenti
anche i veicoli diretti alle strutture sanitarie pubbliche o
private per sottoporsi a visite mediche, cure e analisi
programmate o per esigenze di urgenza sanitaria. Esenti i
mezzi al seguito delle cerimonie funebri. Esenti anche i
veicoli di operatori commerciali su aree pubbliche dirette o
provenienti dai mercati, i mezzi che trasportano merci
deperibili, quelli delle imprese artigiane di ascensori,
impianti idrosanitari, riparazione elettrodomestici,
apparecchiature elettroniche, vetrai, falegnami, muratori e
imbianchini, lavanderie, fiorai, imprese di pulizia.
”immuni” dallo stop anche i veicoli utilizzati dai
lavoratori con sede e turni di lavoro tali da impedire la
fruizione dei mezzi pubblici.
Rifiuti, sfuma l’ipotesi
Galoppo L’impianto verso Montemarciano
di VITTORIO LANNUTTI
CHIARAVALLE - La collocazione
della discarica e dell’impianto di trattamento di rifiuti
continua a creare polemiche incrociate in provincia. E
mentre il comitato “Giù le mani dal galoppo” annuncia il
ricorso al Tar contro l’impianto di trattamento, si profila
all’orizzonte un’ipotesi alternativa: il trasferimento da
Chiaravalle a Cassiano, frazione di Montemarciano.
Sull’altro fronte, quello della discarica attualmente
operativa a Chiaravalle, l’Università Politecnica delle
Marche ha indicato in Filottrano la prossima sede. Su
entrambe gli aspetti legati allo smaltimento dei rifuti
interviene Daniela Montali, sindaco di Chiaravalle. «Sono
sempre convinta che l’impianto di trattamento andrebbe
collocato in una zona industriale e non in campagna - spiega
il sindaco Montali - Se al Galoppo andava malissimo, a
Cassiano è peggio. E insieme ai Comuni di Monte San Vito,
Montemarciano e Morro d’Alba ci opponiamo a questa
decisione. Tempo fa abbiamo inviato a Conero Ambiente una
lettera nella quale esprimevamo delle perplessità sulla
scelta del sito del Galoppo. Ora che pare che non sarà più
quello ci domandiamo se i nostri dubbi, di natura
prettamente tecnica, erano forse giusti. Ci sembra poi
profondamente contraddittorio decidere di voler collocare un
impianto che occuperà 6-7 ettari di campagna, con un impatto
ambientale disastroso, in una zona decentrata rispetto al
bacino di utenza, data la distanza di questo dalla discarica
di supporto con un aumento insostenibile del traffico». A
Filottrano la musica non cambia, dato che gli ingegneri
dell’Università Politecnica delle Marche hanno individuato
nella frazione Cornacchia il sito in cui collocare la
discarica, in totale disaccordo con il Comune. «Il problema
dei rifiuti è impellente - continua la Montali - siamo già
in emergenza e per non trovarci in una situazione simile a
quella della Campania bisogna che ognuno faccia la sua
parte. Non possiamo stare a parlare del sesso degli angeli,
bisogna dare risposte concrete a questo problema. Quando
Conero Ambiente ci ha chiesto la disponibilità per
l’impianto in zona Galoppo, noi gliel’abbiamo offerta. Ora
ognuno dovrebbe agire responsabilmente». |
| |
|
CORRIERE ADRIATICO |
|
Lotta allo smog, Ancona alla
grande prova
Dopo Natale in ballo la
chiusuradel centro cittàe l’attivazionedelle targhe
alterneLo stop ai mezzipiù vecchi al viaanche a
Falconarafino al 15 dicembre Scatta il blocco dei non
catalizzati. Sturani: “E’ la prima fase. Se non basterà,
verranno altri interventi”
ALESSANDRA CAMILLETTI
ancona - Scatta la prima
cinque-giorni di blocco dei mezzi non catalizzati. E
potrebbe non essere l’unico provvedimento della lotta allo
smog. “Non so se questo basterà - dice il sindaco Sturani -.
Abbiamo sforato il tetto e questo elemento deve farci
riflettere. Questa è la prima fase. Non escludo che, se le
condizioni lo richiederanno, si possa intervenire anche con
altre soluzione”. Quella che parte oggi per Ancona sarà una
grande prova. In ballo le altre due uniche possibilità
concrete, come la circolazione a targhe alterne e la
chiusura almeno del centro città. Il primo cittadino invita
alla calma e si rivolge in particolare a quella fetta di
città che protesta. “Invito tutti a pensare alla nostra
salute e a quella della città e ad utilizzare le alternative
a disposizione - dice -. Tutti coloro che protestano hanno
l’opportunità di muoversi comunque, sia per le fasce orarie
scelte sia per la disponibilità di parcheggi e mezzi
pubblici. Non facciamoci prendere dal panico. L’obiettivo è
quello di spostare parte del traffico dai mezzi privati al
trasporto pubblico. Lo scorso anno abbiamo avuto risultati
positivi. L’ordinanza non vuole penalizzare. Il problema è
che il Governo nazionale è latitante: aveva promesso fondi
per il trasporto pubblico e incentivare per rinnovare auto e
motorini, che invece non sono arrivati”. Dunque, il blocco.
A cominciare da oggi, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle
17, sulle strade del centro urbano non saranno ammessi i
mezzi non catalizzati. Sette le zone che delimitano la zona
rossa e che non sarà possibile valicare (salvo esentati). Da
tenere a mente le porte virtuali di Pietralacroce, via
Ferrovia, via Castellano, Tavernelle, Pinocchio, Posatora e
Stazione ferroviaria. Zone che consentono di lasciare l’auto
in parcheggi organizzati o su strada e di salire sul mezzo
pubblico. Due, in particolare, le aree di sosta indicate dal
Comune. Il primo parcheggio, da nord, è quello degli Archi.
Si può sostare per l’intera giornata al prezzo di due euro,
compreso il viaggio sull’autobus verso il centro. Chi è
diretto all’area di sosta sarà autorizzato a varcare la zona
di blocco della stazione. Il secondo parcheggio è quello di
Tavernelle (via Ranieri e cimitero), dove è possibile
lasciare l’auto gratuitamente e raggiungere il centro
pagando il solo biglietto dell’autobus. Prima partenza per
piazza Cavour dal parcheggio di via Ranieri alle 7.10.
Ultima partenza da piazza Cavour per il ritorno alle 20.32.
Un sistema combinato di viaggio utile non solo per chi
arriva dai comuni dell’hinterland, ma anche per quanti
abitano nei quartieri limitrofi. La lotta alle polveri
sottili riparte in risposta ai ripetuti sforamenti dei
valori limite previsti dalle direttive Cee in materia di
inquinamento ambientale. Si tratta del famigerato Pm10, le
polveri più dannose, perché sottili, prodotte dagli impianti
di riscaldamento e proprio dalle auto. Non solo per le
emissioni, ma anche, ad esempio, per il consumo delle gomme.
Come Ancona stanno facendo molte città d’Italia. Nel segno
della contiguità, anche Falconara ha deciso il blocco a
partire da oggi con le stesse modalità di Ancona per
giornate e orari, ma con il termine specifico del 15
dicembre (tra le eccezioni, in questo caso, i mezzi da e per
l’aeroporto). La giunta anconetana ha deciso di adottare le
stesse modalità dell’ordinanza dello scorso inverno, servita
anche da test. Il perimetro rosso è quello d’area urbana,
delimitato dai cartelli affissi dall’ufficio traffico già da
alcuni giorni. Le fasce orarie sono state scelte in modo da
consentire comunque mobilità a chi deve recarsi al lavoro o
fare la spesa e acquista e magari possiede solo una vecchia
auto. Il blocco vale per i giorni feriali (sono esclusi il
sabato e la domenica), dalle 9 alle 17. Il divieto riguarda
i veicoli alimentati a benzina e diesel immatricolati prima
del 1993 (auto) e prima del 1994 (veicoli destinati al
trasporto merci). Il provvedimento riguarda anche i
ciclomotori a 2, 3 e 4 ruote non omologati.
Si allarga il fronte
anti-discarica, ecco il comitato
REDAZIONALE
FILOTTRANO - Si allarga il
fronte anti-discarica. Giovedì è stata convocata
un’assemblea pubblica organizzata dal comitato di quartiere
(Sant’Ignazio e Cantalupo) presso la sala consiliare, a
partire dalle ore 21. Il sindaco Ivana Ballante farà il
punto della situazione e spiegherà le ragioni che hanno
spinto la giunta a parlare della discarica come “di un colpo
mortale all’economia”. La giunta passa al contrattacco ed
annuncia anche una battaglia legale. “Sarà un’occasione per
informare le due frazioni interessate - spiega il sindaco -
e comunicare loro quanto ho avuto modo di apprendere
dall’assessore provinciale Casagrande. Valuteremo tutti gli
aspetti, compresi quelli legali, per opporci alla scelta
della discarica, ma ora ci preme conoscere nei dettagli le
conclusioni dello studio dei tecnici incaricati
dall’Università che hanno scelto il nostro territorio come
sito dove realizzare la discarica”. Si allarga la protesta e
nella cittadina amministrata da una giunta di centrodestra
già si annuncia la costituzione di comitati anti-discarica e
la raccolta di firme per opporsi alla realizzazione
dell’impianto dove conferire i rifiuti di gran parte del
territorio provinciale. L’assemblea di giovedì prossima è la
prima occasione di confronto pubblico sul tema della
discarica che nella cittadina sta alimentando proteste e
polemiche. Quelle critiche che già erano divampate nei
giorni scorsi non appena l’assessore provinciale aveva
comunicato al sindaco che in cima alla graduatoria dei siti
dove realizzare la discarica figurava appunto la località
Cornacchia. La giunta aveva subito parlato di una scelta
scellerata, di motivazioni politiche e di conseguenze
gravissime all’economia. |
| |
|