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Prc e Verdi frenano sulla
nuova Fiera
di GIUSEPPE GIANNINI
FALCONARA «Un progetto in
linea con il Prg della città - commenta Massimo Marcelli
Flori di Rifondazione - Ora però si deve valutare il reale
impatto dell'opera». Frena gli entusiasmi il capogruppo del
Prc falconarese sul piano presentato della Quadrilatero spa
per la nuova Fiera nella zona dell'aeroporto. Il progetto di
vasta area che ha ricevuto l'ok della giunta Carletti
interessa una superfice complessiva di 481.600 metri quadri,
per 2/3 del comune di Falconara e per un terzo di quello di
Chiaravalle. Insomma, un’area di quasi 50 ettari dove sono
previsti parcheggi, un centro direzionale e una struttura
alberghiera (nella fetta di territorio chiaravallese), e un
centro congressi, padiglioni espositivi, un centro affari e
altre strutture di servizio allo scalo aeroportuale (per un
totale di 115 mila mq.) in quello falconarese. «L'intervento
ha un impatto invasivo rilevante - spiega Marcelli - E'
prioritario capire se e quanto il progetto è sostenibile.
Cosa ne sarà, sotto tutti i punti di vista, di
Castelferretti?». Un concetto espresso anche dal capogruppo
dei Verdi Sergio Badialetti: «Le infrastrutture viarie
rischiano il collasso. La mobilità sul territorio è già in
emergenza. Senza l'allargamento della statale e
l'ampliamento del casello Ancona Nord si rischia di
ingessare il traffico e si dovrebbe iniziare a pensare di
allacciare via del Consorzio con Chiaravalle. Sono bisogni
già esistenti che si potrebbero acuire. Non sono poi da
sottovalutare i problemi che possono essere indotti da una
struttura di tali dimensioni: i depuratori esistenti saranno
sufficienti?». Ma Badialetti ha anche un altro dubbio: «Un
progetto che si inserisce in un'area ad alto rischio prevede
anche un piano di emergenza. Si renderà la vita più facile
ai cittadini o no?».
Società Quadrilatero, il
Prc stoppa la Regione
«Appaiono più che
giustificati i dubbi sull'effettiva compatibilità delle
previsioni del Piano d'area vasta (Pav) con le effettive
esigenze di sviluppo sostenibile della regione». Lo sostiene
Rifondazione di Ancona nel cui mirino finiscono l'asse
viario Marche-Umbria (da realizzarsi mediante la società
Quadrilatero) con l’insediamento di aree produttive a
Falconara e Monsano e la realizzazione di «un’area a cavallo
dei Comuni di Falconara e Chiaravalle da destinare a polo
fieristico direzionale». Il Prc quindi chiede di
«approfondire l'eventuale entrata della Regione nella
Quadrilatero (è prevista a bilancio la somma di 1 milione)».
Inoltre «la procedura di approvazione e gestione del Pav, se
non adeguatamente monitorato, espropria le amministrazioni
locali dalla gestione del territorio e produce spinte
speculative».
Infrastrutture, via al
parlamentino
Uscita del porto di Ancona,
se ne occuperà la Società Autostrade
ANCONA - Giorni caldi per le
infrastrutture marchigiane. L’altro ieri a Roma il sindaco
di Ancona Fabio Sturani ha avuto rassicurazioni su un
coinvolgimento della società Autostrade nella realizzazione
dell’Uscita a Ovest, il tratto di strada che collegherà il
porto dorico all’A14. «Si tratta di un importante passo
avanti per la realizzazione dell’opera» ha commentato il
primo cittadino dorico. Si è insediato ieri, intanto in
Regione il Tavolo di coordinamento delle infrastrutture
marchigiane. All' incontro hanno partecipato i
rappresentanti regionali di Confartigianato, Casartigiani,
Cna, Confindustria, Coldiretti, Confagricoltura, Cgil, Cisl,
Uil, Uncem, Upi e Anci. Il Tavolo coinvolge le forze sociali
ed economiche nelle politiche di potenziamento delle reti di
trasporto delle Marche. L' assessore alle infrastrutture
Loredana Pistelli, riferisce un comunicato, ha svolto una
lunga relazione sulla situazione della viabilità regionale.
Ha parlato della rete nazionale (Autostrada A14, Statale 16,
E 78, Quadrilatero, Salaria, nodo viario di Ancona),
regionale (trasversali vallive e percorsi intervallivi),
ferroviaria (by-pass Falconara, raddoppio Falconara-Orte e
raccordo con il porto di Ancona), dei nodi infrastrutturali
(porto di Ancona, Aeroporto Sanzio, Interporto di Jesi,
autoporto Valle del Tronto). Pistelli ha anche ricordato le
priorità viarie che la Commissione infrastrutture della
Conferenza Stato-Regioni ha segnalato al ministero per
ottenere il finanziamento nella Finanziaria 2006. Per le
Marche sono il by-pass ferroviario della raffineria Api di
Falconara, l' E78 (Fano-Grosseto, quinto e sesto lotto), il
completamento dell' Interporto di Jesi, l' Uscita a ovest di
Ancona. «Nonostante il parere positivo del ministero - ha
sottolineato l'assessore - ci sono forti preoccupazioni
sulle reali disponibilità di risorse inserite nella
Finanziaria. A questa preoccupazione si aggiunge un analogo
timore per la privatizzazione dell'Anas, che rischia di
compromettere la continuità delle scelte operate nel
passato». Il presidente dell' Anci Marche Fabio Sturani ha
ribadito l' urgenza di chiarire priorità, tempi e risorse
attraverso la ridefinizione dell' intesa con il Governo del
2002. Insieme a una forte critica alle previsioni della
Finanziaria, Sturani ha sollecitato un adeguato stanziamento
di risorse nei bilanci pubblici per realizzare opere
necessarie alla collettività. Indispensabile, a suo avviso,
è anche un raccordo tra gli interventi relativi al porto di
Ancona e l' Interporto di Jesi, Nessuna preclusione dell'
Anci nei confronti della Quadrilatero, anche se le
previsioni di area vasta e le scelte territoriali debbono
competere alle istituzioni pubbliche. Sturani ha infine
auspicato uno sviluppo dell' aeroporto all' interno di un
quadro di promozione regionale. Da Maria Assunta Paci è
venuta la richiesta di superare l'isolamento della regione e
dell'entroterra, insieme alla verifica del tracciato
pedemontano tra la Valmarecchia e la Val Foglia. Giuseppe
Lucarini (Upi) ha sottolineato la necessità di una
progettazione integrata tra terza corsia autostradale e
nuovi tracciati della Statale 16 «per non peggiorare la
situazione». Al termine dei lavori del Tavolo, l'assessore
Pistelli ha anticipato i temi delle prossime quattro
riunioni: logistica e nodi infrastrutturali (allargata ai
rappresentanti di aeroporto e interporto), Quadrilatero e
previsioni di area vasta, rete nazionale e regionale.
Il sindaco di Monte S.
Vito «Se c’è una zona non idonea ad accogliere l’impianto
per i rifiuti è proprio l’ex Galoppo»
di GIAMPAOLO MILZI
«Se in provincia c'è una zona
inidonea al nuovo impianto di selezione rifiuti, è l'ex
Galoppo di Chiaravalle». Perentoria, Gloria Sordoni, sindaco
di Monte San Vito, nella conferenza - convocata assieme al
vicesindaco di Montemarciano e al comitato cittadino "Giù le
mani dal Galoppo" - a Poggio Antico, frazione di Santa
Lucia, vicinissima alla fetta di territorio di Chiaravalle
destinata ad ospitare l'impianto. «Ad agosto ho illustrato a
Conero Ambiente i motivi dell'inidoneità della scelta con
cui ha localizzato il cantiere della struttura. Gli ho
riscritto 15 giorni fa. Nessuna risposta». Contro l'iter
utilizzato da Conero Ambiente e Provincia per individuare
l'ex Galoppo, due ricorsi al Tar: uno del comitato e di 22
privati, l'altro dei Comuni di Monte San Vito e
Montemarciano. Illustrati i "vizi" di quell'iter (tra cui la
mancata delega al Consorzio della potestà di scelta da parte
della Provincia e la classificazione d'inidoneità di
Chiaravalle da parte dello stesso Piano provinciale rifiuti)
e criticate le conferme di disponibilià del sindaco di
Chiaravalle ad accogliere l'impianto. «L'ex Galoppo è zona
agricola, di valore paesaggistico. Oltre al Ppr, lo dicono
il Piano ambientale regionale e il Prg di Chiaravalle», ha
detto la Sordoni. |
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Sulle infrastrutture il
rischio Finanziaria
S’insedia il tavolo di
coordinamento
REDAZIONALE
ANCONA - Le strade si
accomodano. Si è insediato ieri in Regione il Tavolo di
coordinamento delle infrastrutture marchigiane. All’incontro
hanno partecipato i rappresentanti regionali di
Confartigianato, Casartigiani, Cna, Confindustria,
Coldiretti, Confagricoltura, Cgil, Cisl, Uil, Uncem, Upi e
Anci. Il Tavolo coinvolge le forze sociali ed economiche
nelle politiche di potenziamento delle reti di trasporto
delle Marche. L’assessore alle infrastrutture Loredana
Pistelli ha svolto una lunga relazione sulla situazione
della viabilità regionale. Ha parlato della rete nazionale
(A14, Statale 16, E78, Quadrilatero, Salaria, nodo viario di
Ancona), regionale (trasversali vallive e percorsi
intervallivi), ferroviaria (by-pass Falconara, raddoppio
Falconara-Orte e raccordo con il porto di Ancona), dei nodi
infrastrutturali (porto di Ancona, aeroporto Sanzio,
Interporto di Jesi, autoporto Valle del Tronto). Pistelli ha
anche ricordato le priorità viarie che la Commissione
infrastrutture della Conferenza Stato-Regioni ha segnalato
al ministero per ottenere il finanziamento nella Finanziaria
2006. Per le Marche sono il by-pass ferroviario della
raffineria Api di Falconara, l’ E78 , il completamento
dell’Interporto di Jesi, l’Uscita a ovest di Ancona.
“Nonostante il parere positivo del ministero - ha
sottolineato l’assessore - ci sono forti preoccupazioni
sulle reali disponibilità di risorse inserite in
Finanziaria”. Il presidente dell’Anci Marche, Fabio Sturani,
ha ribadito l’urgenza di chiarire priorità, tempi e risorse
attraverso la ridefinizione dell’intesa con il Governo del
2002. Insieme a una forte critica alle previsioni della
Finanziaria, Sturani ha sollecitato un adeguato stanziamento
di risorse nei bilanci pubblici per realizzare opere
necessarie alla collettività. Nessuna preclusione dell’Anci
nei confronti della Quadrilatero. Sempre sulle vie della
Quadrilatero interviene il Prc di Ancona: “Appaiono più che
giustificati i dubbi sull' effettiva compatibilità delle
previsioni del Piano d’area vasta dell’asse viario
Marche-Umbria, da realizzarsi mediante la società
Quadrilatero, con le effettive esigenze di sviluppo
sostenibile della regione”. Per tali ragioni, Rifondazione
chiede di “approfondire l’eventuale entrata della Regione
Marche nella Quadrilatero, ricordando che ad oggi è previsto
a bilancio la somma di un milione di euro”.
“La fiera stravolge
Castelferretti”
Le critiche di Rifondazione
comunista“Quali saranno le conseguenze di un progetto così
invasivo?”Perplessità espresse anche dei Verdi che chiedono
di verificare gli effettivi beneficidella struttura in
arrivo L’iniziativa fa discutere. Lunedì torna a riunirsi la
commissione consiliare
MARINA MINELLI
FALCONARA - “Secondo
l'assessore Api questo progetto genererà sviluppo e quindi
ricchezza, ma credo che i parametri da considerare siano
davvero molti di più e il primo è sicuramente la
sostenibilità ambientale”. Sull’adesione alla “Quadrilatero”
per la creazione di un polo fieristico direzionale fra
l’abitato di Castelferretti e l’aeroporto “Raffaello
Sanzio”, Rifondazione Comunista e Verdi vogliono il
confronto diretto con i cittadini direttamente interessati e
proprio per questo hanno deciso di organizzare un’assemblea
pubblica. “Che ne sarà di Castelferretti? E' questa la vera
domanda alla quale nessuno dell'amministrazione comunale ha,
fino ad ora, dato risposta – osserva Massimo Marcelli Flori,
capo gruppo di RC – un progetto di tale invasività e di
questa entità non può ottenere un lasciapassare in bianco,
occorrono significative garanzie che al momento non ci sono
e occorre soprattutto coinvolgere direttamente coloro che
subiranno tale intervento: i cittadini di Castelferretti”.
Impossibile, dicono i rappresentanti di RC, “avallare un
intervento di tale complessità in 15 giorni, questa fretta
oltre ad essere immotivata lascia aperta la porta a dubbi
sull'approssimazione con la quale si arriva a questo
progetto”. Per il futuro polo fieristico è stata individuata
un’area di circa 481.600 metri quadrati al confine con il
territorio di Chiaravalle all’interno della quale, su una
superficie utile di 115.200 metri quadrati (per un volume
complessivo di 472.300 metri cubi ed un costo di almeno 122
milioni di euro) dovrebbero sorgere un centro
direttivo-direzionale, un albergo, padiglioni espositivi, un
centro congressuale e un edificio per i servizi
aeroportuali, tutti collegati da strade interne e
inframmezzati da aree verdi e parcheggi. “Visto
l’immobilismo dell’amministrazione – prosegue Marcelli Flori
– saremo noi ad impegnarci nel coinvolgere direttamente i
cittadini, nell'ottica di una urbanistica che sia
partecipata nella pratica e non solo nella teoria”. Tante
anche le perplessità di Sergio Badialetti e Roberto
Frullini, consiglieri dei Verdi, che chiedono di verificare
quali saranno gli effettivi benefici derivanti dalla
presenza di una struttura del genere. “Lunedì ci sarà
un’altra commissione consiliare – ricorda Badialetti – e
vedremo cosa verrà fuori di nuovo, anche se
l’amministrazione a quanto pare ha fretta di concludere”.
Della Quadrilatero e delle sue eventuali ricadute sul
territorio falconarese sotto ogni aspetto si parlerà anche
oggi pomeriggio durante un convegno organizzato dallo Sdi
nella sala riunioni del centro Pergoli. All’incontro
prenderanno parte, fra gli altri, il capo gruppo Romeo
Maiolini, il segretario comunale Gianluca Capogrossi e il
consigliere regionale Lidio Rocchi.
Nata la fondazione che
gestirà la cultura
Nel consiglio
d’amministrazione entrano Sergio Salustri, Giorgio Marinelli
e Gilberto Piccinini
MARINA MINELLI
FALCONARA - I servizi e le
strutture per la cultura, come il centro Pergoli, il Museo
della Resistenza e le sale delle Arti e del Mercato Coperto,
d’ora in poi saranno gestite da una fondazione appositamente
creata. La decisione, nell’aria ormai da diversi mesi, è
stata formalizzata di recente dalla giunta comunale che ha
anche designato i tre componenti del consiglio di
amministrazione, all’interno del quale dovrà essere eletto
un presidente. Alla nuova Fondazione la giunta ha assegnato
in usufrutto i seguenti immobili: Centro Cultura “Piero
Pergoli” di piazza Mazzini, Museo della Resistenza di via
Cameranesi, mercato coperto di via Bixio, ed ha affidato la
gestione dei servizi di biblioteca comunale, archivio
storico, sala delle Arti. I membri del Consiglio di
Amministrazione della Fondazione di partecipazione (alla
quale potrebbero aderire anche dei soci privati) sono:
l’architetto Sergio Salustri, professionista abbastanza noto
in città, il fotografo Giorgio Marinelli e il prof. Gilberto
Piccinini docente all’Università di Urbino e presidente
della Deputazione di Storia Patria per le Marche. La
Fondazione con il bilancio del 2006 avrà una dotazione di un
milione di euro, ma i componenti del consiglio di
amministrazione (al contrario di quanto previsto per le spa)
decadranno con la fine della legislatura e quindi nella
primavera dell’anno prossimo. Il nuovo organismo comunale
avrà la sua sede, insieme all’assessorato alla cultura, nei
nuovi locali all’ultimo piano di via Bixio 90.
Bocciato “Conero Ambiente”
GIANLUCA FENUCCI
CHIARAVALLE – Francesca
Petruzzo, che con Monia Mancini è il legale del Comitato
“Giù le mani dal Galoppo” e dei Comuni di Monte San Vito e
Montemarciano. “Il consorzio Conero Ambiente sta procedendo
su una strada che non condividiamo – dice il legale - perché
ha scelto una quindicesima area, quella del Galoppo, dove
realizzare l’impianto di trattamento, violando tutte le
prescrizioni imposte dalla legge e dalla pianificazione
regionale e provinciale dei rifiuti. Non è vero che la
decisione sulla localizzazione dell’impianto è stata presa
all’unanimità dai Comuni consorziati. Nel luglio scorso
infatti Monte San Vito, Montemarciano, Filottrano e Osimo
hanno espresso voto contrario alla realizzazione
dell’impianto nel territorio chiaravallese”.
Ricorso al Tar, avanti
tutta
“Giù le mani dal
Galoppo”, in campo anche 22 privati. Assemblea ieri
pomeriggio al country house “Poggio Antico”
GIANLUCA FENUCCI
CHIARAVALLE – Hanno scelto il
Country house Poggio Antico di Malviano, gli esponenti del
comitato “Giù le mani dal Galoppo” per fare il punto della
situazione sul ricorso inoltrato al Tar contro la decisione
della Provincia di realizzare l’impianto di selezione e
trattamento dei rifiuti nella zona del Galoppo, un’area ad
alto rischio ambientale. All’incontro erano presenti il
sindaco di Monte San Vito, Gloria Sordoni, il vicesindaco e
assessore all’ambiente dello stesso Comune, Paolo Iacussi,
il vicesindaco e assessore all’ecologia e all’ambiente di
Montemarciano, Emanuele Paladini, l’urbanista Paolo Medi, il
vicepresidente del comitato, Roberto Sgroi e altri membri
del comitato, Annarita Dolci, Leonida Petrini, Sauro
Stronati, Roberto Civerchia e i legali Monia Mancini e
Francesca Petruzzo. “Oltre che il Comitato – ha detto Sgroi
– anche 22 privati hanno presentato il ricorso al Tar. Al
nostro fianco i Comuni di Montemarciano e Monte San Vito,
che condividono con noi ansie e preoccupazioni per la
decisione della Provincia che localizza in un sito non
idoneo l’impianto di trattamento dei rifiuti.
L’amministrazione comunale ha volutamente tenuta nascosta la
cosa in modo antidemocratico quando era doveroso coinvolgere
la cittadinanza”. Gloria Sordoni, sindaco di Monte San Vito,
ha ribadito le critiche al consorzio Conero Ambiente ed alla
Provincia, “che non hanno mai risposto ai nostri quesiti e
non hanno spiegato le motivazioni della scelta della
localizzazione dell’impianto”. “Quello che si deve
realizzare – ha aggiunto Paolo Incussi – è un impianto di
tipo prettamente industriale e pertanto occorre che la
Provincia di Ancona lo installi in una zona a vocazione
industriale e non a vocazione agricola come quella di
Galoppo”. “La localizzazione della struttura – ha detto
Emanuele Paladini, vicesindaco di Montemarciano – contrasta
con la vocazione ambientale, paesaggistica e turistica della
zona e inoltre il Galoppo non è baricentrico rispetto alla
zona del bacino 1 dove si producono le maggiori quantità di
rifiuti. Vogliamo evitare ulteriori penalizzazioni e rischi
per il nostro territorio e per la cittadinanza”.
“Un solo obiettivo:
bloccare la discarica”
Il cinema Torquis invaso
dalla gente Il sindaco Ballante affiancato dagli
amministratori di Cingoli e Osimo Contestati Provincia e
Università Filottrano, l’assemblea popolare nomina l’arbitro
Tombolini a capo del Comitato
REDAZIONALE
FILOTTRANO - Sarà il noto
arbitro di calcio, nonché enologo Daniele Tombolini a
presiedere il Comitato cittadino di tutela costituito
l'altra sera al termine dell'affollatissima assemblea
popolare tenuta al cinema-teatro Torquis. “Il Comitato ha un
solo obiettivo - ha detto l'arbitro sommerso dagli applausi
- quello di impedire che venga realizzata la nuova discarica
per i rifiuti urbani sul nostro territorio”. Chiusura
totale, toni accesi. Tombolini abita in una bella villetta
di campagna a circa due chilometri dal luogo indicato per la
nuova discarica. E' stata Ivana Ballante, il sindaco, ad
aprire con discorso durissimo e talora sopra le righe. Dopo
aver ricostruito le fasi che hanno portato l'Università
Politecnica a mettere in graduatoria - nei primi due posti -
le zone di Sant'Ignazio e Cantalupo - ha paventato la
discarica come una maledizione divina. Ha concluso, la
Ballante, con un “I rifiuti se li tenga la costa” che le ha
portato molti applausi, ma anche rilievi. Come quello del
sindaco di Cingoli Filippo Bacci che le sedeva accanto per
portare la solidarietà del suo Comune. “No, così non va bene
- ha puntualizzato bonariamente Bacci - perché tutti
produciamo rifiuti e non possiamo pretendere di scaricarli
agli altri. Dobbiamo proporre oltre che contestare e noi una
proposta l'abbiamo: il termovalorizzatore, un tabù solo
nelle Marche mentre in Europa li impiantano anche nel centro
delle città, come la verde Vienna”. Un discorso competente
quello di Bacci che ha sbandierato il Piano industriale del
Cosmari (il consorzio che gestisce i rifiuti nella provincia
di Macerata) per dimostrare che la discarica è lenta e il
termovalorizzatore è rock per dirla alla Celentano. “Abbiamo
sfidato più volte i signori della Regione Marche a
dimostrarci il contrario, non hanno voluto tirando giù la
saracinesca della ragione e tornando a proporre l'entroterra
come pattumiera della costa. Noi siamo montanari e buoni, è
vero - ha concluso il sindaco di Cingoli - ma non abbiamo
l'anello al naso e se ci arrabbiamo siamo capaci d'impedire
ogni sopraffazione”. Per poco non veniva giù il teatro dagli
applausi. C'era anche l'assessore all'ambiente Coletta, del
comune di Osimo a portare la solidarietà del sindaco e della
città. Coletta ha condiviso tutto quanto detto da Bacci e ha
aggiunto che “il rifiuto della Regione di confrontarsi sul
termovalorizzatore va letto in termini di volumi d'affari
che registra il settore rifiuti”. Il concetto è stato
ampliato da Litargini, assessore all'ambiente di Fillottrano,
che ha detto della cultura della raccolta differenziata,
aggiungendo che “il termovalorizzatore taglierebbe
drasticamente il bussines legato al movimento dei rifiuti
urbani, e solo per questo la Regione dice no e basta”.
Tornando al tema, la discarica, il consigliere comunale
Agricoli ha contestato lo studio dell'Università Politecnica
di Ancona “basato su parametri sorpassati dalla nuova
legislazione”. E' intervenuto anche il consigliere di
minoranza Morresi che ha tentato di correggere il “senza se
e senza ma” della Ballante per poi ripiegare su un più
agevole “occorre cambiare il piano regionale rifiuti”.
“Vogliono rubare il tuo
futuro e quello dei tuoi figli”
REDAZIONALE
FILOTTRANO - Un volantino dal
titolo “Vogliono rubare il tuo futuro e quello dei tuoi
figli” è stato consegnato a quanti hanno partecipato
all'assemblea popolare dell'altra sera in teatro per
organizzare un comitato di tutela del territorio
filottranese. Lo stesso volantino, dal titolo evidentemente
“forte”, è stato consegnato agli alunni delle scuole e
praticamente a tutti i residenti. L'ipotesi di realizzare
una moderna discarica per smaltire non rifiuti generici ma i
residui inertizzati (che significa no percolato, no biogas,
no polveri) del trattamento e selezione dei rifiuti stessi
tramite appositi impianti, viene comunque considerata da chi
ha compilato il volantino come una realtà “che annienta le
risorse e produzioni agricole; che annulla l'immagine della
nostra città famosa per la moda e per l'arte; che porta con
sé i pericoli di traffici di rifiuti malavitosi. Alcuni la
considerano “una forzatura populista” che esaspera la
situazione e rischia di inficiare tutta la serie di
motivazioni serie con le quali Filottrano intende
legittimamente contestare lo studio dell'Università
Politecnica basato su parametri che si ritengono superati, o
la classificazione delle macro aree fatta dalla Provincia di
Ancona. L’impressione è che occorrono tecnici e avvocati per
contestare studi e delibere, non estremizzazioni pericolose
che rischiano, tra l'altro, di compromettere la ricerca di
unitarietà tra centrodestra e centrosinistra sul problema.
L'estremizzazione giustifica il sospetto che lo scopo sia
diverso da quello espresso l'altra sera nell'assemblea
popolare.
I lavoratori: “Non
trattateci come rifiuti”
Anconambiente, lo sfogo. I
Verdi: “Meno spazio ai privati”. Margherita contro Prc
REDAZIONALE
ancona - “Anche se ci
occupiamo di pulizia e rifiuti vorremmo non essere trattati
come tali”. Si sfogano i dipendenti di Anconambiente
attraverso una nota a firma Fit Cisl sulla querelle rifiuti
che si è riaccesa sulla scia dell’inchiesta Recomat.
“Riteniamo doveroso salvaguardare l’immagine e il lavoro dei
dipendenti - si legge tra l’altro nella nota -. Sarebbe
opportuno che problematiche così delicate fossero oggetto di
confronto sui contenuti”. Il caso rifiuti si intreccia
temporalmente con l’individuazione della discarica. Con una
nota congiunta, il presidente dei Verdi Giorgio Marchetti e
il capogruppo in Provincia Marco Pecoraro Scanio invitano al
chiarimento. “Occorre si compia la migliore scelta possibile
attraverso la condivisione del suo iter. E' necessario anche
risolvere la questione di un impianto e una discarica che si
troverebbero distanti. Il settore è estremamente delicato, e
lo dimostra anche la vicenda Recomat. Vi è la necessità che
i soggetti pubblici prendano spazio, lasciando solo
marginale l'intervento dei privati. Il rischio è che i
rifiuti siano un affare per i privati, e che le regole
imposte non vengano rispettate, mentre per il pubblico si
tratti solo di costi e di rimesse”. Sulla discarica si è
confrontata la Margherita, in un incontro degli
amministratori del bacino uno, presenti, oltre al segretario
provinciale Giampiero Cardinali, il vicepresidente della
Provincia Giancarlo Sagramola, il vicesindaco Sandro
Simonetti e il presidente di ConeroAmbiente Sauro Bandoni.
All'unanimità (ad eccezione di Montemarciano e Monte San
Vito) è stata approvata una risoluzione politica che
ribadisce la validità del Piano rifiuti, la condivisione
delle scelte del Consorzio e l’impianto a Chiaravalle. E si
è stigmatizzato “l'assurda posizione di Rifondazione, che ha
cavalcato la protesta dei comitati locali, fuggendo dalle
responsabilità di governo”. |