RASSEGNA STAMPA 18.11.2005

 

MESSAGGERO
Prc e Verdi frenano sulla nuova Fiera

di GIUSEPPE GIANNINI

FALCONARA «Un progetto in linea con il Prg della città - commenta Massimo Marcelli Flori di Rifondazione - Ora però si deve valutare il reale impatto dell'opera». Frena gli entusiasmi il capogruppo del Prc falconarese sul piano presentato della Quadrilatero spa per la nuova Fiera nella zona dell'aeroporto. Il progetto di vasta area che ha ricevuto l'ok della giunta Carletti interessa una superfice complessiva di 481.600 metri quadri, per 2/3 del comune di Falconara e per un terzo di quello di Chiaravalle. Insomma, un’area di quasi 50 ettari dove sono previsti parcheggi, un centro direzionale e una struttura alberghiera (nella fetta di territorio chiaravallese), e un centro congressi, padiglioni espositivi, un centro affari e altre strutture di servizio allo scalo aeroportuale (per un totale di 115 mila mq.) in quello falconarese. «L'intervento ha un impatto invasivo rilevante - spiega Marcelli - E' prioritario capire se e quanto il progetto è sostenibile. Cosa ne sarà, sotto tutti i punti di vista, di Castelferretti?». Un concetto espresso anche dal capogruppo dei Verdi Sergio Badialetti: «Le infrastrutture viarie rischiano il collasso. La mobilità sul territorio è già in emergenza. Senza l'allargamento della statale e l'ampliamento del casello Ancona Nord si rischia di ingessare il traffico e si dovrebbe iniziare a pensare di allacciare via del Consorzio con Chiaravalle. Sono bisogni già esistenti che si potrebbero acuire. Non sono poi da sottovalutare i problemi che possono essere indotti da una struttura di tali dimensioni: i depuratori esistenti saranno sufficienti?». Ma Badialetti ha anche un altro dubbio: «Un progetto che si inserisce in un'area ad alto rischio prevede anche un piano di emergenza. Si renderà la vita più facile ai cittadini o no?».

Società Quadrilatero, il Prc stoppa la Regione

«Appaiono più che giustificati i dubbi sull'effettiva compatibilità delle previsioni del Piano d'area vasta (Pav) con le effettive esigenze di sviluppo sostenibile della regione». Lo sostiene Rifondazione di Ancona nel cui mirino finiscono l'asse viario Marche-Umbria (da realizzarsi mediante la società Quadrilatero) con l’insediamento di aree produttive a Falconara e Monsano e la realizzazione di «un’area a cavallo dei Comuni di Falconara e Chiaravalle da destinare a polo fieristico direzionale». Il Prc quindi chiede di «approfondire l'eventuale entrata della Regione nella Quadrilatero (è prevista a bilancio la somma di 1 milione)». Inoltre «la procedura di approvazione e gestione del Pav, se non adeguatamente monitorato, espropria le amministrazioni locali dalla gestione del territorio e produce spinte speculative».

Infrastrutture, via al parlamentino

Uscita del porto di Ancona, se ne occuperà la Società Autostrade

ANCONA - Giorni caldi per le infrastrutture marchigiane. L’altro ieri a Roma il sindaco di Ancona Fabio Sturani ha avuto rassicurazioni su un coinvolgimento della società Autostrade nella realizzazione dell’Uscita a Ovest, il tratto di strada che collegherà il porto dorico all’A14. «Si tratta di un importante passo avanti per la realizzazione dell’opera» ha commentato il primo cittadino dorico. Si è insediato ieri, intanto in Regione il Tavolo di coordinamento delle infrastrutture marchigiane. All' incontro hanno partecipato i rappresentanti regionali di Confartigianato, Casartigiani, Cna, Confindustria, Coldiretti, Confagricoltura, Cgil, Cisl, Uil, Uncem, Upi e Anci. Il Tavolo coinvolge le forze sociali ed economiche nelle politiche di potenziamento delle reti di trasporto delle Marche. L' assessore alle infrastrutture Loredana Pistelli, riferisce un comunicato, ha svolto una lunga relazione sulla situazione della viabilità regionale. Ha parlato della rete nazionale (Autostrada A14, Statale 16, E 78, Quadrilatero, Salaria, nodo viario di Ancona), regionale (trasversali vallive e percorsi intervallivi), ferroviaria (by-pass Falconara, raddoppio Falconara-Orte e raccordo con il porto di Ancona), dei nodi infrastrutturali (porto di Ancona, Aeroporto Sanzio, Interporto di Jesi, autoporto Valle del Tronto). Pistelli ha anche ricordato le priorità viarie che la Commissione infrastrutture della Conferenza Stato-Regioni ha segnalato al ministero per ottenere il finanziamento nella Finanziaria 2006. Per le Marche sono il by-pass ferroviario della raffineria Api di Falconara, l' E78 (Fano-Grosseto, quinto e sesto lotto), il completamento dell' Interporto di Jesi, l' Uscita a ovest di Ancona. «Nonostante il parere positivo del ministero - ha sottolineato l'assessore - ci sono forti preoccupazioni sulle reali disponibilità di risorse inserite nella Finanziaria. A questa preoccupazione si aggiunge un analogo timore per la privatizzazione dell'Anas, che rischia di compromettere la continuità delle scelte operate nel passato». Il presidente dell' Anci Marche Fabio Sturani ha ribadito l' urgenza di chiarire priorità, tempi e risorse attraverso la ridefinizione dell' intesa con il Governo del 2002. Insieme a una forte critica alle previsioni della Finanziaria, Sturani ha sollecitato un adeguato stanziamento di risorse nei bilanci pubblici per realizzare opere necessarie alla collettività. Indispensabile, a suo avviso, è anche un raccordo tra gli interventi relativi al porto di Ancona e l' Interporto di Jesi, Nessuna preclusione dell' Anci nei confronti della Quadrilatero, anche se le previsioni di area vasta e le scelte territoriali debbono competere alle istituzioni pubbliche. Sturani ha infine auspicato uno sviluppo dell' aeroporto all' interno di un quadro di promozione regionale. Da Maria Assunta Paci è venuta la richiesta di superare l'isolamento della regione e dell'entroterra, insieme alla verifica del tracciato pedemontano tra la Valmarecchia e la Val Foglia. Giuseppe Lucarini (Upi) ha sottolineato la necessità di una progettazione integrata tra terza corsia autostradale e nuovi tracciati della Statale 16 «per non peggiorare la situazione». Al termine dei lavori del Tavolo, l'assessore Pistelli ha anticipato i temi delle prossime quattro riunioni: logistica e nodi infrastrutturali (allargata ai rappresentanti di aeroporto e interporto), Quadrilatero e previsioni di area vasta, rete nazionale e regionale.

Il sindaco di Monte S. Vito «Se c’è una zona non idonea ad accogliere l’impianto per i rifiuti è proprio l’ex Galoppo»

di GIAMPAOLO MILZI

«Se in provincia c'è una zona inidonea al nuovo impianto di selezione rifiuti, è l'ex Galoppo di Chiaravalle». Perentoria, Gloria Sordoni, sindaco di Monte San Vito, nella conferenza - convocata assieme al vicesindaco di Montemarciano e al comitato cittadino "Giù le mani dal Galoppo" - a Poggio Antico, frazione di Santa Lucia, vicinissima alla fetta di territorio di Chiaravalle destinata ad ospitare l'impianto. «Ad agosto ho illustrato a Conero Ambiente i motivi dell'inidoneità della scelta con cui ha localizzato il cantiere della struttura. Gli ho riscritto 15 giorni fa. Nessuna risposta». Contro l'iter utilizzato da Conero Ambiente e Provincia per individuare l'ex Galoppo, due ricorsi al Tar: uno del comitato e di 22 privati, l'altro dei Comuni di Monte San Vito e Montemarciano. Illustrati i "vizi" di quell'iter (tra cui la mancata delega al Consorzio della potestà di scelta da parte della Provincia e la classificazione d'inidoneità di Chiaravalle da parte dello stesso Piano provinciale rifiuti) e criticate le conferme di disponibilià del sindaco di Chiaravalle ad accogliere l'impianto. «L'ex Galoppo è zona agricola, di valore paesaggistico. Oltre al Ppr, lo dicono il Piano ambientale regionale e il Prg di Chiaravalle», ha detto la Sordoni.

 
CORRIERE ADRIATICO
Sulle infrastrutture il rischio Finanziaria

S’insedia il tavolo di coordinamento

REDAZIONALE

ANCONA - Le strade si accomodano. Si è insediato ieri in Regione il Tavolo di coordinamento delle infrastrutture marchigiane. All’incontro hanno partecipato i rappresentanti regionali di Confartigianato, Casartigiani, Cna, Confindustria, Coldiretti, Confagricoltura, Cgil, Cisl, Uil, Uncem, Upi e Anci. Il Tavolo coinvolge le forze sociali ed economiche nelle politiche di potenziamento delle reti di trasporto delle Marche. L’assessore alle infrastrutture Loredana Pistelli ha svolto una lunga relazione sulla situazione della viabilità regionale. Ha parlato della rete nazionale (A14, Statale 16, E78, Quadrilatero, Salaria, nodo viario di Ancona), regionale (trasversali vallive e percorsi intervallivi), ferroviaria (by-pass Falconara, raddoppio Falconara-Orte e raccordo con il porto di Ancona), dei nodi infrastrutturali (porto di Ancona, aeroporto Sanzio, Interporto di Jesi, autoporto Valle del Tronto). Pistelli ha anche ricordato le priorità viarie che la Commissione infrastrutture della Conferenza Stato-Regioni ha segnalato al ministero per ottenere il finanziamento nella Finanziaria 2006. Per le Marche sono il by-pass ferroviario della raffineria Api di Falconara, l’ E78 , il completamento dell’Interporto di Jesi, l’Uscita a ovest di Ancona. “Nonostante il parere positivo del ministero - ha sottolineato l’assessore - ci sono forti preoccupazioni sulle reali disponibilità di risorse inserite in Finanziaria”. Il presidente dell’Anci Marche, Fabio Sturani, ha ribadito l’urgenza di chiarire priorità, tempi e risorse attraverso la ridefinizione dell’intesa con il Governo del 2002. Insieme a una forte critica alle previsioni della Finanziaria, Sturani ha sollecitato un adeguato stanziamento di risorse nei bilanci pubblici per realizzare opere necessarie alla collettività. Nessuna preclusione dell’Anci nei confronti della Quadrilatero. Sempre sulle vie della Quadrilatero interviene il Prc di Ancona: “Appaiono più che giustificati i dubbi sull' effettiva compatibilità delle previsioni del Piano d’area vasta dell’asse viario Marche-Umbria, da realizzarsi mediante la società Quadrilatero, con le effettive esigenze di sviluppo sostenibile della regione”. Per tali ragioni, Rifondazione chiede di “approfondire l’eventuale entrata della Regione Marche nella Quadrilatero, ricordando che ad oggi è previsto a bilancio la somma di un milione di euro”.

“La fiera stravolge Castelferretti”

Le critiche di Rifondazione comunista“Quali saranno le conseguenze di un progetto così invasivo?”Perplessità espresse anche dei Verdi che chiedono di verificare gli effettivi beneficidella struttura in arrivo L’iniziativa fa discutere. Lunedì torna a riunirsi la commissione consiliare

MARINA MINELLI

FALCONARA - “Secondo l'assessore Api questo progetto genererà sviluppo e quindi ricchezza, ma credo che i parametri da considerare siano davvero molti di più e il primo è sicuramente la sostenibilità ambientale”. Sull’adesione alla “Quadrilatero” per la creazione di un polo fieristico direzionale fra l’abitato di Castelferretti e l’aeroporto “Raffaello Sanzio”, Rifondazione Comunista e Verdi vogliono il confronto diretto con i cittadini direttamente interessati e proprio per questo hanno deciso di organizzare un’assemblea pubblica. “Che ne sarà di Castelferretti? E' questa la vera domanda alla quale nessuno dell'amministrazione comunale ha, fino ad ora, dato risposta – osserva Massimo Marcelli Flori, capo gruppo di RC – un progetto di tale invasività e di questa entità non può ottenere un lasciapassare in bianco, occorrono significative garanzie che al momento non ci sono e occorre soprattutto coinvolgere direttamente coloro che subiranno tale intervento: i cittadini di Castelferretti”. Impossibile, dicono i rappresentanti di RC, “avallare un intervento di tale complessità in 15 giorni, questa fretta oltre ad essere immotivata lascia aperta la porta a dubbi sull'approssimazione con la quale si arriva a questo progetto”. Per il futuro polo fieristico è stata individuata un’area di circa 481.600 metri quadrati al confine con il territorio di Chiaravalle all’interno della quale, su una superficie utile di 115.200 metri quadrati (per un volume complessivo di 472.300 metri cubi ed un costo di almeno 122 milioni di euro) dovrebbero sorgere un centro direttivo-direzionale, un albergo, padiglioni espositivi, un centro congressuale e un edificio per i servizi aeroportuali, tutti collegati da strade interne e inframmezzati da aree verdi e parcheggi. “Visto l’immobilismo dell’amministrazione – prosegue Marcelli Flori – saremo noi ad impegnarci nel coinvolgere direttamente i cittadini, nell'ottica di una urbanistica che sia partecipata nella pratica e non solo nella teoria”. Tante anche le perplessità di Sergio Badialetti e Roberto Frullini, consiglieri dei Verdi, che chiedono di verificare quali saranno gli effettivi benefici derivanti dalla presenza di una struttura del genere. “Lunedì ci sarà un’altra commissione consiliare – ricorda Badialetti – e vedremo cosa verrà fuori di nuovo, anche se l’amministrazione a quanto pare ha fretta di concludere”. Della Quadrilatero e delle sue eventuali ricadute sul territorio falconarese sotto ogni aspetto si parlerà anche oggi pomeriggio durante un convegno organizzato dallo Sdi nella sala riunioni del centro Pergoli. All’incontro prenderanno parte, fra gli altri, il capo gruppo Romeo Maiolini, il segretario comunale Gianluca Capogrossi e il consigliere regionale Lidio Rocchi.

Nata la fondazione che gestirà la cultura

Nel consiglio d’amministrazione entrano Sergio Salustri, Giorgio Marinelli e Gilberto Piccinini

MARINA MINELLI

FALCONARA - I servizi e le strutture per la cultura, come il centro Pergoli, il Museo della Resistenza e le sale delle Arti e del Mercato Coperto, d’ora in poi saranno gestite da una fondazione appositamente creata. La decisione, nell’aria ormai da diversi mesi, è stata formalizzata di recente dalla giunta comunale che ha anche designato i tre componenti del consiglio di amministrazione, all’interno del quale dovrà essere eletto un presidente. Alla nuova Fondazione la giunta ha assegnato in usufrutto i seguenti immobili: Centro Cultura “Piero Pergoli” di piazza Mazzini, Museo della Resistenza di via Cameranesi, mercato coperto di via Bixio, ed ha affidato la gestione dei servizi di biblioteca comunale, archivio storico, sala delle Arti. I membri del Consiglio di Amministrazione della Fondazione di partecipazione (alla quale potrebbero aderire anche dei soci privati) sono: l’architetto Sergio Salustri, professionista abbastanza noto in città, il fotografo Giorgio Marinelli e il prof. Gilberto Piccinini docente all’Università di Urbino e presidente della Deputazione di Storia Patria per le Marche. La Fondazione con il bilancio del 2006 avrà una dotazione di un milione di euro, ma i componenti del consiglio di amministrazione (al contrario di quanto previsto per le spa) decadranno con la fine della legislatura e quindi nella primavera dell’anno prossimo. Il nuovo organismo comunale avrà la sua sede, insieme all’assessorato alla cultura, nei nuovi locali all’ultimo piano di via Bixio 90.

Bocciato “Conero Ambiente”

GIANLUCA FENUCCI

CHIARAVALLE – Francesca Petruzzo, che con Monia Mancini è il legale del Comitato “Giù le mani dal Galoppo” e dei Comuni di Monte San Vito e Montemarciano. “Il consorzio Conero Ambiente sta procedendo su una strada che non condividiamo – dice il legale - perché ha scelto una quindicesima area, quella del Galoppo, dove realizzare l’impianto di trattamento, violando tutte le prescrizioni imposte dalla legge e dalla pianificazione regionale e provinciale dei rifiuti. Non è vero che la decisione sulla localizzazione dell’impianto è stata presa all’unanimità dai Comuni consorziati. Nel luglio scorso infatti Monte San Vito, Montemarciano, Filottrano e Osimo hanno espresso voto contrario alla realizzazione dell’impianto nel territorio chiaravallese”.

Ricorso al Tar, avanti tutta

 “Giù le mani dal Galoppo”, in campo anche 22 privati. Assemblea ieri pomeriggio al country house “Poggio Antico”

GIANLUCA FENUCCI

CHIARAVALLE – Hanno scelto il Country house Poggio Antico di Malviano, gli esponenti del comitato “Giù le mani dal Galoppo” per fare il punto della situazione sul ricorso inoltrato al Tar contro la decisione della Provincia di realizzare l’impianto di selezione e trattamento dei rifiuti nella zona del Galoppo, un’area ad alto rischio ambientale. All’incontro erano presenti il sindaco di Monte San Vito, Gloria Sordoni, il vicesindaco e assessore all’ambiente dello stesso Comune, Paolo Iacussi, il vicesindaco e assessore all’ecologia e all’ambiente di Montemarciano, Emanuele Paladini, l’urbanista Paolo Medi, il vicepresidente del comitato, Roberto Sgroi e altri membri del comitato, Annarita Dolci, Leonida Petrini, Sauro Stronati, Roberto Civerchia e i legali Monia Mancini e Francesca Petruzzo. “Oltre che il Comitato – ha detto Sgroi – anche 22 privati hanno presentato il ricorso al Tar. Al nostro fianco i Comuni di Montemarciano e Monte San Vito, che condividono con noi ansie e preoccupazioni per la decisione della Provincia che localizza in un sito non idoneo l’impianto di trattamento dei rifiuti. L’amministrazione comunale ha volutamente tenuta nascosta la cosa in modo antidemocratico quando era doveroso coinvolgere la cittadinanza”. Gloria Sordoni, sindaco di Monte San Vito, ha ribadito le critiche al consorzio Conero Ambiente ed alla Provincia, “che non hanno mai risposto ai nostri quesiti e non hanno spiegato le motivazioni della scelta della localizzazione dell’impianto”. “Quello che si deve realizzare – ha aggiunto Paolo Incussi – è un impianto di tipo prettamente industriale e pertanto occorre che la Provincia di Ancona lo installi in una zona a vocazione industriale e non a vocazione agricola come quella di Galoppo”. “La localizzazione della struttura – ha detto Emanuele Paladini, vicesindaco di Montemarciano – contrasta con la vocazione ambientale, paesaggistica e turistica della zona e inoltre il Galoppo non è baricentrico rispetto alla zona del bacino 1 dove si producono le maggiori quantità di rifiuti. Vogliamo evitare ulteriori penalizzazioni e rischi per il nostro territorio e per la cittadinanza”.

“Un solo obiettivo: bloccare la discarica”

Il cinema Torquis invaso dalla gente Il sindaco Ballante affiancato dagli amministratori di Cingoli e Osimo Contestati Provincia e Università Filottrano, l’assemblea popolare nomina l’arbitro Tombolini a capo del Comitato

REDAZIONALE

FILOTTRANO - Sarà il noto arbitro di calcio, nonché enologo Daniele Tombolini a presiedere il Comitato cittadino di tutela costituito l'altra sera al termine dell'affollatissima assemblea popolare tenuta al cinema-teatro Torquis. “Il Comitato ha un solo obiettivo - ha detto l'arbitro sommerso dagli applausi - quello di impedire che venga realizzata la nuova discarica per i rifiuti urbani sul nostro territorio”. Chiusura totale, toni accesi. Tombolini abita in una bella villetta di campagna a circa due chilometri dal luogo indicato per la nuova discarica. E' stata Ivana Ballante, il sindaco, ad aprire con discorso durissimo e talora sopra le righe. Dopo aver ricostruito le fasi che hanno portato l'Università Politecnica a mettere in graduatoria - nei primi due posti - le zone di Sant'Ignazio e Cantalupo - ha paventato la discarica come una maledizione divina. Ha concluso, la Ballante, con un “I rifiuti se li tenga la costa” che le ha portato molti applausi, ma anche rilievi. Come quello del sindaco di Cingoli Filippo Bacci che le sedeva accanto per portare la solidarietà del suo Comune. “No, così non va bene - ha puntualizzato bonariamente Bacci - perché tutti produciamo rifiuti e non possiamo pretendere di scaricarli agli altri. Dobbiamo proporre oltre che contestare e noi una proposta l'abbiamo: il termovalorizzatore, un tabù solo nelle Marche mentre in Europa li impiantano anche nel centro delle città, come la verde Vienna”. Un discorso competente quello di Bacci che ha sbandierato il Piano industriale del Cosmari (il consorzio che gestisce i rifiuti nella provincia di Macerata) per dimostrare che la discarica è lenta e il termovalorizzatore è rock per dirla alla Celentano. “Abbiamo sfidato più volte i signori della Regione Marche a dimostrarci il contrario, non hanno voluto tirando giù la saracinesca della ragione e tornando a proporre l'entroterra come pattumiera della costa. Noi siamo montanari e buoni, è vero - ha concluso il sindaco di Cingoli - ma non abbiamo l'anello al naso e se ci arrabbiamo siamo capaci d'impedire ogni sopraffazione”. Per poco non veniva giù il teatro dagli applausi. C'era anche l'assessore all'ambiente Coletta, del comune di Osimo a portare la solidarietà del sindaco e della città. Coletta ha condiviso tutto quanto detto da Bacci e ha aggiunto che “il rifiuto della Regione di confrontarsi sul termovalorizzatore va letto in termini di volumi d'affari che registra il settore rifiuti”. Il concetto è stato ampliato da Litargini, assessore all'ambiente di Fillottrano, che ha detto della cultura della raccolta differenziata, aggiungendo che “il termovalorizzatore taglierebbe drasticamente il bussines legato al movimento dei rifiuti urbani, e solo per questo la Regione dice no e basta”. Tornando al tema, la discarica, il consigliere comunale Agricoli ha contestato lo studio dell'Università Politecnica di Ancona “basato su parametri sorpassati dalla nuova legislazione”. E' intervenuto anche il consigliere di minoranza Morresi che ha tentato di correggere il “senza se e senza ma” della Ballante per poi ripiegare su un più agevole “occorre cambiare il piano regionale rifiuti”.

“Vogliono rubare il tuo futuro e quello dei tuoi figli”

REDAZIONALE

FILOTTRANO - Un volantino dal titolo “Vogliono rubare il tuo futuro e quello dei tuoi figli” è stato consegnato a quanti hanno partecipato all'assemblea popolare dell'altra sera in teatro per organizzare un comitato di tutela del territorio filottranese. Lo stesso volantino, dal titolo evidentemente “forte”, è stato consegnato agli alunni delle scuole e praticamente a tutti i residenti. L'ipotesi di realizzare una moderna discarica per smaltire non rifiuti generici ma i residui inertizzati (che significa no percolato, no biogas, no polveri) del trattamento e selezione dei rifiuti stessi tramite appositi impianti, viene comunque considerata da chi ha compilato il volantino come una realtà “che annienta le risorse e produzioni agricole; che annulla l'immagine della nostra città famosa per la moda e per l'arte; che porta con sé i pericoli di traffici di rifiuti malavitosi. Alcuni la considerano “una forzatura populista” che esaspera la situazione e rischia di inficiare tutta la serie di motivazioni serie con le quali Filottrano intende legittimamente contestare lo studio dell'Università Politecnica basato su parametri che si ritengono superati, o la classificazione delle macro aree fatta dalla Provincia di Ancona. L’impressione è che occorrono tecnici e avvocati per contestare studi e delibere, non estremizzazioni pericolose che rischiano, tra l'altro, di compromettere la ricerca di unitarietà tra centrodestra e centrosinistra sul problema. L'estremizzazione giustifica il sospetto che lo scopo sia diverso da quello espresso l'altra sera nell'assemblea popolare.

I lavoratori: “Non trattateci come rifiuti”

Anconambiente, lo sfogo. I Verdi: “Meno spazio ai privati”. Margherita contro Prc

REDAZIONALE

ancona - “Anche se ci occupiamo di pulizia e rifiuti vorremmo non essere trattati come tali”. Si sfogano i dipendenti di Anconambiente attraverso una nota a firma Fit Cisl sulla querelle rifiuti che si è riaccesa sulla scia dell’inchiesta Recomat. “Riteniamo doveroso salvaguardare l’immagine e il lavoro dei dipendenti - si legge tra l’altro nella nota -. Sarebbe opportuno che problematiche così delicate fossero oggetto di confronto sui contenuti”. Il caso rifiuti si intreccia temporalmente con l’individuazione della discarica. Con una nota congiunta, il presidente dei Verdi Giorgio Marchetti e il capogruppo in Provincia Marco Pecoraro Scanio invitano al chiarimento. “Occorre si compia la migliore scelta possibile attraverso la condivisione del suo iter. E' necessario anche risolvere la questione di un impianto e una discarica che si troverebbero distanti. Il settore è estremamente delicato, e lo dimostra anche la vicenda Recomat. Vi è la necessità che i soggetti pubblici prendano spazio, lasciando solo marginale l'intervento dei privati. Il rischio è che i rifiuti siano un affare per i privati, e che le regole imposte non vengano rispettate, mentre per il pubblico si tratti solo di costi e di rimesse”. Sulla discarica si è confrontata la Margherita, in un incontro degli amministratori del bacino uno, presenti, oltre al segretario provinciale Giampiero Cardinali, il vicepresidente della Provincia Giancarlo Sagramola, il vicesindaco Sandro Simonetti e il presidente di ConeroAmbiente Sauro Bandoni. All'unanimità (ad eccezione di Montemarciano e Monte San Vito) è stata approvata una risoluzione politica che ribadisce la validità del Piano rifiuti, la condivisione delle scelte del Consorzio e l’impianto a Chiaravalle. E si è stigmatizzato “l'assurda posizione di Rifondazione, che ha cavalcato la protesta dei comitati locali, fuggendo dalle responsabilità di governo”.

 
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